AKG c414 B ULS

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      Certo, capisco perfettamente cosa vuoi dire. Sarà che che con sta roba cinese sono sempre stato sfigato (o magari hanno avuto fortuna quelli che hanno trovato un esemplare ben funzionante tanto da farci un video), fatto sta che le differenze erano tutt'altro che sottili. Quando funzionavano. D'altra parte, personalmente, non me la sento di andare a tentativi con la speranza di trovare quello che "uno su mille ce la fa" e preferisco andare sul sicuro. Altrimenti passo le giornate a fare test e comparazioni e non scrivo/registro più.
      Ma è un modo personale di vedere le cose

      simonluka wrote:

      Certo, capisco perfettamente cosa vuoi dire. Sarà che che con sta roba cinese sono sempre stato sfigato (o magari hanno avuto fortuna quelli che hanno trovato un esemplare ben funzionante tanto da farci un video), fatto sta che le differenze erano tutt'altro che sottili. Quando funzionavano. D'altra parte, personalmente, non me la sento di andare a tentativi con la speranza di trovare quello che "uno su mille ce la fa" e preferisco andare sul sicuro. Altrimenti passo le giornate a fare test e comparazioni e non scrivo/registro più.
      Ma è un modo personale di vedere le cose


      no ma certo, non hai torto. Parlo comunque di cinesate selezionate :D
      Voglio dire, anche nel mercato del low cost ci sono delle cose, cinesi e non, di cui a un certo punto si comincia a parlare parecchio anche tra professionisti. Forse è tutto fumo, ma magari no..
      Per dire, i line audio sono anche arrosto. Dici, ma io come lo capisco prima di comprarli? ma cavolo, professionisti della registrazione di classica ci fanno i concertoni assieme ai loro Schoeps e te li pubblicano su gearslutz... magari che sono buoni per davvero?
      Ma quando robe come i line audio vengono prodotti e venduti a 130 euro, poi per convincermi a spendere dieci o venti volte di più devo avere veramente l'orecchio alle estreme sottigliezze.

      Poi ci sono anche cinesate pessime (a pacchi)..

      E detto questo, ormai non ho più quasi niente di super economico, tutto venduto... ma prima di spendere di più ho voluto sfracellarmi le orecchie per capire PER COSA stavo pagando cinque o dieci volte di più. Tutto qua, non è affatto un elogio delle cinesate...
      Volevo però continuare il discorso sulla firma riconoscibile dei microfoni, mi interessa molto questo aspetto e ci ragionai parecchi anni fa ... Ho un amico che ha un importante studio di registrazione e mi raccontava quanto la voce di Battiato era riconoscibile per l'uso quasi sempre costante dell' U87 + Distressor, mi segnalava che Renato Zero, appassionato di recording si caratterizzasse per l'uso del Manley Vox Box e non i ricordo quale microfono e diversi altri esempi. Io ho ragionato in modo diverso, proprio in riferimento a De Andrè e ho sperimentato soluzioni che mi avvicinassero a quei colori sonori, senza peraltro riuscirci. L'errore era che cercavo quel timbro vocale (vai a sentire il progetto di The Andre, cantautore di 26 anni che ha seguito questa linea, registra con un SM7b). Considerando che il primo De Andrè usava spesso un AKG D12, poi U87 e U67, e infine quasi sempre un U47Fet (come Mina) frusto e tolto da una cassa di batteria,ho provato a seguire questa linea. Più passava il tempo e più mi rendevo conto che era un approccio sbagliato, perchè del periodo U87 e U67 la voce non mi piaceva, e non mi piaceva la mia che mi risultava troppo nasale e mi sparava la lettera "a" che ho potente. Quindi inizia il periodo delle grandi equalizzazioni, seppue qualcosa migliorava mi allontanavo ulteriormente dall'obiettivo ma riuscendo a fare cose che mi gratificavano. Ho quindi riascoltato i miei riferimenti con atteggiamento critico e ho notato che per De Andrè la caratterizzazione non era il timbro, molto bello, voce molto eufonica, ma ciò che lo rende distinguibile e unico erano altri aspetti. In primis la tecnica del parlato/cantato, poi (quella che da noi chiamano la calata) l'accento genovese (Guccini l'accento marcatamente emiliano) e infine la nitidezza e la scansione delle parole. Tutti aspetti che non erano legati alla firma sonora del microfono, infatti la sua voce era ben identificabile anche nell'ultimo concerto dove ha usato un Shure SM58. Quello che invece caratterizza la mia voce è molto diverso, ho una voce si bassa (non bassissima) ma molto impastata e perdo intelleggibilità perchè tendo a parlare veloce, ho le vocali che non sono bilanciate sopratutto la lettera A e ho problemi di pop e sibilanti. Quindi, come principio mi piacerebbe trovare un microfono che conservi le sue caratteristiche ma devo cedere al compromesso di dover comunque lavorare molto di post produzione per attenuare questi problemi. in 35 anni di recording credo di avere provato tantissimi microfoni, con Menestrello credo di aver provato anche i top storici, con pre e compressori incredibili. Ma certe sonorità non nascevano solo dal microfono, ma da una catena audio che dalla voce, microfono, passava attraverso una serie di attrezzature analogiche per finire in una bobina con poco headroom e compressa naturalmente. tutti gli altri passaggi epocali hanno visto pochi cambiamenti tecnologici con questa voce. Oggi il problema è che la tecnologia offre troppo ed'è mal usata. Siamo arrivati a livelli di dinamica di 126 e passa Db, frequenze di registrazione in digitale di 192 Khz, il mercato si è spostato (non per scelta ma per tecnolgia) a suoni iperchiari perchè quello che tira è il pop o europop o la musica elettronica dove simuli la presenza dei bassi con degli exciter, insomma il mondo è cambiato e, nel mio caso, non lo considero sempre positivo. E' cambiato anche il gusto della gente, non per scelta ma per mediocrità, la gente si è abituata ai suoni che vengono proposti e non'è in grado di capirne autonomaente la qualità perchè la fruizione della musica è principalmente in forma liquida. Stante questo, oggi , non cerco di produrre qualcosa che piaccia alla gente o il successo, non sono gratificato da qualche like sui social, mi appaga molto di più trovare un mio percorso che mi autogratifichi, in parte lo avevo trovato col 414 ... ma quel 414, con at4033a che però è ancora troppo brillante ... mi è piaciuto lo Shure SM57 e l'SM7b ma non'è quello il risultato, se riuscissi a provare un JZ V11 forse forse mi piacerebbe ma solo sentendo le take si youtube... così come mi è piaciuto il WA W12 rispetto al WA73 proprio per la sua "nitidezza" anche leggermente saturato rispetto al WA73 che è meno pulito, anche se magari più eufonico ...
      ... penso che un sogno così non ritorni mai più !

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      AlessioBlve wrote:

      L'errore era che cercavo quel timbro vocale (vai a sentire il progetto di The Andre, cantautore di 26 anni che ha seguito questa linea, registra con un SM7b).

      Ma infatti lo sappiamo, che conta molto più l'interpretazione di un microfono, dai un SM58 a un bravo crooner e sarà sempre lui, anche senza il suo amato Telefunken vintage.
      Se guardi alcuni video in studio di noti performer durante le registrazioni, ti accorgi di come articolano tutto in modo meticoloso, di come spalancano la mandibola anche più del normale, in modo quasi esagerato. Ho cominciato anche io e la mia voce, che non mi ha mai convinto, ha fatto una svolta verso il suono che cercavo, meno nasale, più aperto. Mi mangio ancora qualcosina perché anche nel parlato ho questo vizio, ed è difficile da perdere, ma lo risolviamo con l'esercizio e un logopedista, non con un microfono :)
      Poi c'è il discorso della catena audio, che mi è stata di aiuto, cercando un mic più arioso e un pre con un buon compromesso tra colore e dettaglio, ma se guardi l'insieme, questi ultimi sembrano giusto un complemento per ottimizzare il tutto e fissare nel modo migliore la tua voce, resta quella che comanda.
      Dobbiamo iniziare a pensare a questi oggetti come le biciclette dei campioni di ciclismo: quando li vediamo nelle tappe del Giro d'Italia pensiamo a quanto sono allenati, forti e tenaci loro, solo un fanatico guarderebbe alla bicicletta in carbonio e penserebbe che gli serve quella per correre come loro.
      Certo, può essere utile, ma se cominci da quella hai solo trovato un nuovo modo di bruciarti lo stipendio, e la maglia rosa resta un miraggio.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Marco, ho avuto un M990, ma non mi aveva appassionato, come valvolare mi è piaciuto di più l'AT4060 con valvola Mullard (a quei tempi costava meno della metà di oggi questo microfono) ma, mentre allora ne facevo un uso "professionale" e investivo in tecnologia, oggi registro per puro diletto. Stò cercando di allestirmi con un attrezzatura minimal, selezionando quelle dal migliore rapporto prezzo/prestazioni e utilizzando gli hardware che non ho venduto in questi 10 anni di "assenza" ... fatta la base e ricavandomi uno spazio idoneo penserò anche a migliorare i ferri ...
      ... penso che un sogno così non ritorni mai più !
      Tutto verissimo Alessio, la voce è di gran lunga l'elemento più importante. Registrando diversi cantanti ho notato nel tempo di come si "tirano dietro" le loro caratteristiche (o difetti) vocali da un microfono all'altro. Alla fine attirano l'orecchio più quelle caratteristiche che il colore di questo o quel microfono.
      Ho ascoltato questo "The Andre" che dici, è evidente che sono produzioni di livello professionale, cionostante le scelte fatte per la ripresa della sua voce non mi convincono. Qualunque microfono abbiano usato sento fondamentalmente un processing eccessivo, magari fatto a mestiere, ma eccessivo. Il microfono suona "equalizzato", quindi invece che ascoltare la sua voce ascolto un microfono. Può benissimo essere l'SM7B, come dici, infatti è un mic che con il trattamento è stato completamente snaturato, e si sente. Avevano un suono di partenza e ci hanno tirato fuori tutt'altro, quasi il suo opposto. Ti dirò di più, a me un microfono che viene trattato in questo modo mi suona come un microfono rotto. Lo so che ti sembrerà eccessivo, ma le mie orecchie mi dicono questo. Difficile da spiegare... come se avesse un rumore costante, o un gruppetto di note, che si porta dietro qualunque cosa faccia melodicamente il cantante. Che ti posso dire... come il noise che si aggiunge ai rullanti EDM per dargli presenza nel mix.
      E' qualcosa che mi dà già fastidio quando sento microfoni che in qualche modo suonano pre-equalizzati; quando viene fatto in post con un eq e la saturazione l'effetto è amplificato.
      Francamente questo gusto per i suoni iper-processati, con tutto che 'urla' presenza, non lo capisco. Non ne sento la necessità e la bellezza. Mi sembra il portato di una società malata, dove tutti debbono dimostrare al mondo che esistono (scusa la digressione filosofica).
      Ma ognuno la pensa come vuole... gusti...
      Ok, però, tirando le somme... qua si sta ancora parlando di ferri.
      Cambiare 30 microfoni in una manciata di anni, alla ricerca di quello giusto, non solo non è la soluzione, ma dice qualcos'altro di molto chiaro.
      ...e la ricerca continua...
      Eppure Alessio hai già capito che la soluzione sta altrove.
      Io da quando mi sforzo di adottare l'impostazione giusta, mi sono accorto che tutti i miei mic funzionano bene, prima sembrava che non andasse bene nessuno.
      Certo, ci sarà quello che va "più bene" di altri, ma cambia veramente poco, sfumature, anche in mic clamorosamente agli antipodi, perché è la voce che li fa funzionare tutti come devono, e manco fossi un fenomeno, ho solo imparato a scandire e fare uscire bene il suono.
      Avrei voluto qualcuno che mi desse uno schiaffone per farmi rinsavire prima di un nuovo acquisto, mi sarei risparmiato qualcosa.
      Ci siamo passati tutti, ma prima o poi bisogna venirne fuori, meglio prima che poi.
      Se lo sai, fallo, esci dal tunnel, regalati un bel corso da un maestro, è l'investimento migliore, e qualsiasi tuo mic farà un boost di qualità.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Concordo, il microfono può veramente poco se tutto il resto non è a posto.
      Ti può dare una spintarella di musicalità in più, ma certo se passi la vita a cercare il microfono ideale senza trovarlo, forse vuol dire che stai pretendendo troppo da un pezzo di ferro. Lo strumento sei tu...

      Non sono nemmeno troppo convinto che microfoni troppo 'colorati' siano la scelta giusta. Magari danno un effetto wow, però sempre 'magari'... ti stufi in sei mesi e vuoi sentire un altro colore.
      L'altro giorno ascoltavo l'ennesimo shootout, per i quali sono un po' malato, e mi sono sorpreso (ma non troppo) di come mi piacesse di più e mi rilassasse all'ascolto, uno schoeps CMC6 con MK4 usato su una voce pop, in un contesto nel quale veniva messo a confronto con tipici microfoni "per voce", con le loro tipiche enfasi di eq "per voce".
      Il mio gusto si sta sempre di più orientando in questa direzione... Forse al momento il mic vocale che mi incuriosisce di più AL MONDO, e che vorrei ascoltare sulle voci nel mio studietto è lo Schoeps V4.
      Provo a dire la mia.
      Credo che sia necessario stabilire, in partenza, ciò che si vuole ottenere, ma non solo a livello di qualità in senso oggettivo. Mi spiego meglio: Se io amo un artista, lo ascolto quotidianamente e, magari, ho la fortuna (o sfortuna, dipende dai punti di vista) di avere un voce somigliante, è abbastanza normale che cercherò di "imitarlo" e di ottenere lo stesso suono. Penso sia capitato un po' a tutti, almeno a quelli che hanno un artista di riferimento.
      Ecco, secondo me lo spartiacque è proprio qui: Voglio arrivare ad essere "uguale" al mio mito? Bene, allora anche la ricerca degli strumenti sarà necessariamente rivolta in quella direzione: Quanti di noi si sono chiesti/hanno chiesto almeno una volta "Che microfono usa X? Che preampli usa Y?".
      Se invece uno vuole trovare la propria identità, penso che questa ricerca (paradossalmente) si restringa grandemente. Oggi come oggi, anche con un microfono da 100 euro ed un pre da 200, si possono ottenere risultati oggettivamente (dieci volte) migliori di 50 anni fa.
      Ciò non toglie che ogni ogni microfono abbia le proprie caratteristiche, che possono essere più "adatte" ad una certa voce piuttosto che ad un'altra. E, in linea di massima, si mangia per quanto si spende.
      Ma, ripeto, bisogna capire in principio dove si vuole andare a parare.
      Ciao a tutti,
      secondo me la discussione va spostata da: "quale microfono comprare?" a: "come mi sentivo e quindi come ho cantato (e in che condizioni) quel determinato giorno quando ho registrato quella take che tanto mi piace?"

      Ciao,
      Mauro
      "Qualsiasi cosa tu faccia, falla con stile" F. Mercury
      Altra cosa,
      secondo me prendere come riferimento la voce di Andre per registrare Alessio è profondamente sbagliato.
      Alessio ha una voce DIVERSISSIMA da De André. Alessio ha un modo di cantare DIVERSISSIMO da De André.

      Ha un timbro più acuto di De André e molto meno rotondo. Ha un medio alto acidissimo e molto potente che va "domato" e ha delle frequenze alte bellissime che lui tende a chiudere :)

      Insomma c'è da lavorare artisticamente prima che tecnicamente a mio avviso.
      Ciao,
      Mauro
      "Qualsiasi cosa tu faccia, falla con stile" F. Mercury

      Menestrello wrote:

      Ciao a tutti,
      secondo me la discussione va spostata da: "quale microfono comprare?" a: "come mi sentivo e quindi come ho cantato (e in che condizioni) quel determinato giorno quando ho registrato quella take che tanto mi piace?"

      Ciao,
      Mauro


      parole sagge! condivido al mille per cento.
      Però proprio tu devi dare un consiglio ad Alessio su cosa comprare. Io, dico la verità, non ho capito cosa cerca... visto che dal poco che ho sentito prende un microfono e poi lo trasforma in qualcosa di completamente diverso con l'EQ. Dice che l'AT4033 è brillante, ma in post sono pronto a scommettere che ha ulteriormente enfatizzato le freq. di presenza ed aria.
      Al momento per me l'opzione più sicura sarebbe qualcosa di lineare e con una bella capsula come il TLM193, che prende anche bene gli interventi in post
      Dopo tutte le considerazioni dei miei due post precedenti che sono MOLTO più importanti del microfono, consiglio secco:

      JZ V67 vintage (che malgrado il nome porti Vintage non è un microfono vintage)

      Ciao,
      Mauro
      "Qualsiasi cosa tu faccia, falla con stile" F. Mercury
      Napo Alberto Napolitano (Gobbetto cercalo su youtube) è un altro grande inteprete di De Andrè, ci conosciamo personalmente lui è di Genova è ha la "calata" giusta registra con un AKG c214 la voce e la chitarra con un AT4040 noterai quanto spinge di eq e compressore ma proprio tanto ...

      Maurino ... se lo trovo lo provo, sono quei microfoni poco diffusi che necessitano di una prova approfondita
      ... penso che un sogno così non ritorni mai più !
      Alessio, ho cercato ma trovo solo cose live registrate (mi pare) con SM58 con la solita equalizzazione di 250 db sulle alte, vista la cronica carenza di alte frequenze dell'SM58.
      Anche questa è una cosa che capisco ormai molto relativamente, anche dal vivo.... Capisco che in passato un condensatore live poteva essere problematico per il feedback, e che l'SM58 è sempre stato molto gestibile sui palchi, ma i microfoni live sono andati avanti, adesso hanno dispositivi anti-feedback che (dicono) funzionino bene.
      Per esempio ti dico il microfono live che prenderei io, oggi come oggi, se fossi un cantante: AKG C636, il discendente del C535, spesso usato nei live da SInatra. Rispetto al vecchio 535 (che conosco moooooolto bene) il 636 ha più basse, più corpo, e un top end leggermente più delicato ma ben presente. Per me è complessivamente un perfezionamento del 535, ed ha un buon dispositivo anti-feedback (contrariamente al 535, piuttosto problematico dal vivo). Canta con quello e non hai bisogno di devastanti interventi di eq come per l'SM58. QUINDI suonerà meglio.
      L'AKG C214 è uno di quei tipici mic col rumore aggiunto... scusa, io li sento così, proprio è come se avessero il bollino appiccicato. Buona capsula, ma quell'esagerato shelf sulle alte, perchè? Se guardi il plot pubblicato non sembra così esagerato, ma purtroppo lo è. O comunque è uno shelf che non suona bene, PER ME. Sinceramente non so come si possa ulteriormente enfatizzarlo in alto con un EQ senza ottenere una grattugia per il parmigiano.
      Per me, meglio casomai il C2000
      Ciao,
      quello di cui parla Gobbetto (abbiamo spesso discusso a voce sull'argomento) non è tanto uno shelving sulle alte ma un sibilo stridulo presente in molte produzioni moderne di capsule che semplicemente suonano male. Sembra davvero una risonanza.

      Solo per cercare di far capire ai più di cosa parliamo..

      Ciao,
      Mauro
      "Qualsiasi cosa tu faccia, falla con stile" F. Mercury

      Menestrello wrote:

      Ciao,
      quello di cui parla Gobbetto (abbiamo spesso discusso a voce sull'argomento) non è tanto uno shelving sulle alte ma un sibilo stridulo presente in molte produzioni moderne di capsule che semplicemente suonano male. Sembra davvero una risonanza.

      Solo per cercare di far capire ai più di cosa parliamo..

      Ciao,
      Mauro


      hai ragione Mauro, mi esprimo male... sì, assomiglia più a un sibilo o a una risonanza. Appunto, qualcosa di non musicale...