Utenti Toft Audio serie ATB !

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      Utenti Toft Audio serie ATB !

      Ciao ragazzi, molto semplicemente chiedo a chi usa Toft Audio (a chiunque sappia rispondermi in realtà) ed in particolare la serie ATB le seguenti domande:

      1) Generalmente come vi state trovando con il banco dal punto di vista dell'utilizzo? Siete soddisfatti del vostro acquisto ?
      2) Costruzione e assemblaggio dei componenti, è un banco ben costruito ?
      3) In relazione al tempo di utilizzo, avete avuto problemi e riparazioni da sostenere?

      Chiedo questo in quanto il 32 ch è un banco che sto prendendo in considerazione e vorrei capire se una macchina affidabile e duratura.

      Vi ringrazio anticipatamente. :)
      Imac 27 - Logic Pro X - Apogee Symphony+Ensemble - Neve 1073 DPA - GA Project (pre+comp) - Joemeek Twin q + mic - SM Pro Audio TC 02 -Neumann U89 - Rode K2 - AT 4040 - SE Electronics S4 stereo pair - SM 57/58
      Se non hai mai sentito altro, è un banco che suona alla grande.
      Se hai un pò di esperienza con i banchi veri è un giocattolo da 9.500 euro per divertirsi a tempo perso.
      Se vuoi ti faccio l'elenco di quello che ti porteresti a casa con tale somma.

      Premesso questo, il Toft ATB è un banco moderno costruito con componentistica di compromesso. E' matematico, senza nemmeno accenderlo, che non è minimamente accostabile a macchine costruite da 20 anni a questa parte in giù.

      Sulla carta è nato per ricalcare nella sezione eq il Trident 80.
      Nella realtà ovviamente suona come uno scherzo della natura in confronto.
      Tuttavia rimane una macchina che nella scarsissima qualità media dei prodotti odierni qualche soddisfazione la può dare.

      Pre ed eq ricalcano vagamente, seppur in maniera giocattolosa, il suono Trident d'epoca.
      Non è una macchina clean quindi, è colorata e abbastanza "rough", sound rock un pò polveroso e spartano, non preciso e definito.

      Pre decenti, eq migliore, somma decente.
      In modalità 32 canali offre un buon routing con aux e gruppi abbastanza completi.

      Per rispondere alle tue domande, puoi stare tranquillo, è un banco semplice, non modulare, senza trasformatori, pertanto non necessita di manutenzione particolare, è affidabile e duraturo nel tempo.

      Se intendi acquistarlo sul nuovo mi permetto di dirti che sei impazzito, se si tratta di usato è già più valutabile, fermo restando che ci sono altre 800 macchine usate che lo polverizzano e che potresti acquistare a pochi spiccioli.
      Ma hanno almeno 20 anni sulle spalle, con tutto ciò che comporta.

      Scusami se sono duro sui giudizi, ma preferisco dirti le cose come stanno che darti il contentino.
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio
      In questi mesi ho avuto proprio con Dancok un fitto scambio di pareri riguardo a banchi che si possono acquistare a cifre ridicole e che possono dare grandi soddisfazioni.
      Il suo giudizio mi è stato di grande aiuto.
      Ti premetto che io ho da quasi 20 anni un banco Allen&Heat GS3V, che, nel tempo, ho relegato sempre più a ruolo di sommatore e cue monitor - tranne nei rarissimi casi in cui lavoro esclusivamente su nastro 16 piste: questo brano del video qui sotto è stato registrato su 16 piste a nastro e mixato con l'A&H:
      )

      Negli ultimi tempi, un po' per passione e un po' per esigenze legate al tipo di "clientela" e di produzioni che seguo ho sentito l'esigenza di tornare ad utilizzare maggiormente il mix su banco, e ho quindi deciso di sostituire il mio A&H - che avrebbe avuto bisogno di una manutenzione seria, leggi completo recappaggio, etc. - cercando di acquistare un banco che avesse personalità e che non costasse come un Harrison o un Neve :D .
      Non ultimo, un banco che stesse fisicamente nel mio studio e che non consumasse come 10 lavatrici.

      Avendo da tanto tempo un TEAC Model 3, col quale ultimamente ho fatto delle registrazioni che mi hanno molto soddisfatto, e vedendo che sempre più spesso i musicisti (talvolta anche professionisti con notevole esperienza) che venivano in studio avevano una predilezione per quei pre anziché verso pre ben più blasonati e costosi che mi ritrovavo, ho deciso di vendere uno di questi (il Chandler Germanium) e con la cifra ottenuta (1000 euro per il pre+PSU) ho acquistato un TEAC 15 a 24 piste del 1978 (500 euro, una cifra ridicola veramente) e, col rimanente, tutto il necessario per il recappaggio totale con elettrolitici di qualità (Elna Simic II, Nichicon Muse Audio) e, sul mercato dell'usato, per 5 patchway long gauge, indispensabili per gestire il mixer.
      Ovviamente la manodopera è la mia.... finito proprio ieri il recappaggio, basandomi interamente su questo spettacolare sito di un appassionato inglese : rainbowjoe.byethost9.com/index.html .

      Parlando con Dancok abbiamo elencato altri mixer che, acquistati usati, possono fare la felicità del loro utilizzatore: ad esempio su Mercatino Musicale attualmente trovi Soundcraft 600 con patchway sui 1000 euro, addirittura un Tascam 60 sempre sulla stessa cifra; su Subito avevo trovato un Soundcraft 600 con patchway a 600 euro (!!!).
      Questo solo per citare alcuni esempi: certo son macchine che hanno almeno 30 anni, ma questo alla fine lo vedo come un pregio, a patto di sapere utilizzare un po' un saldatore e a patto di poter reperire i Service Manual.

      A breve, non appena lo avrò installato nello studio - approfittando di quest'occasione per ripensare tutta la mia - piccola! - control room, e non appena testato a dovere scriverò un post, corredato anche di tutto il materiale iconografico e, spero presto, anche sonoro.

      Questa la mia attuale esperienza: certo dipende anche in che direzione sonora vuoi muoverti (io rock/blues/hard rock/indie principalmente... non faccio certo classica o pop), però mi sento di dirti "ragiona con la tua testa" e tieniti lontano da giudizi sommari e spesso molto superficiali riguardo a questi mixer storici (per intendersi: TEAC, Soundcraft 200/400/600, etc., Argentini, Tascam 60 e simili, TAC, DDA, etc.).
      Poi, ovviamente, ci sono molte altre soluzioni sempre sull'usato... Dancok va sfruttato a dovere :D .

      PS: Il Teac 15 pesa 120 chili. Me lo sono andato a prendere da solo nelle Marche... prendere un mixer vuol dire anche questo...
      se uno invece registrasse soprattutto classica e musica acustica,massimo 16 canali,cosa gli consiglieresti diciamo su un budget di 1500-2000 €? ho provato a cercare degli sture,che sarebbero la mia prima scelta,ma il costo è più alto. un fattore abbastanza importante è la portabilità,in quanto registro sovente in location..
      l'importante è l'idea e soprattutto osare...

      grungelizer wrote:

      A breve, non appena lo avrò installato nello studio - approfittando di quest'occasione per ripensare tutta la mia - piccola! - control room, e non appena testato a dovere scriverò un post, corredato anche di tutto il materiale iconografico e, spero presto, anche sonoro.


      interessante, sono curioso :)
      ...si chiama Mix e non Fix
      Guido è l'esempio di come sia possibile soddisfare esigenze di studio senza lasciarsi persuadere dagli smaglianti prodotti odierni venduti con rapporto qualità prezzo bassissimo.

      Quante persone sono disposte a vendere il blasone Chandler Germanium per portarsi a casa una console anni 70 "sconosciuta" da revisionare alla metà del prezzo?

      Di fatto è questione di aver capito cosa conta nell'audio e di un pò di cultura propedeutica.

      Il Teac M15 è una macchina di tutto rispetto, costruito con criteri qualitativi di buon livello e che offre una suite di features soniche imparagonabile ad un semplice preamp blasonato. Blasonato e un pò finto.
      Preamp vs console è una partita persa in partenza, anche con Neve 1066 originale.

      Per chi non sapesse cosa sia, qui un'idea.


      Bravo Guido, vedrai, vedrai.

      Altro che Toft ATB.
      9.500 euro contro 500 euro + revisione con un sound superiore.

      Ecco, credo che il Teac con i suoi bei trasformatorini in ingresso sia uno dei tantissimi esempi calzanti ed inerenti alla fattispecie del tread.
      Non è un Helios ma suona, fa la differenza, crea un set up, una filosofia di lavoro, una forma mentis che ti porta a ragionare e riflettere su almeno una decina di punti operativi inerenti a recording e mix.

      Quindi ... complimenti per la scelta e per il coraggio di puntare su macchine simili, totalmente dimenticate oggi, dove tutto è annebbiato da un estremo possibilismo che porta solo alla confusione, l'artefatto e alla mancanza di cultura sonica.


      @Thunderbolt
      Volevi scrivere Studer? In tal caso il tuo budget è insufficiente.
      Di certo Studer sarebbe una tra le scelte papabili per un contesto come il tuo ma non trasportabili. Salvo alcuni modelli di nicchia.
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio
      Molto bello il video del Teac restaurato/modificato, è un piacere vedere degli interni realizzati in modo pulito e ordinato, immagino sia un piacere intervenire su una macchina fatta in quel modo.

      Non sapevo che si potesse trovare una macchina fatta in quel modo a cifre così basse... certo, il restauro è una variabile non di poco conto, su una macchina come quella vista nel video credo sarei capace di arrangiarmi, però su che cifre ci si aggirerebbe nel caso fosse necessario affidare il lavoro ad un tecnico? Quanto facilmente si trovano dei tecnici competenti ed onesti a cui affidare un intervento di questo tipo (nel caso non si avessero le competenze o il tempo per effettuare autonomamente un restauro/upgrade come questo)?

      La mia è più che altro una curiosità, al momento non ho spazio per una console (fermo restando che mi sembra una spesa assolutamente accessibile una cifra di un migliaio di euro per una console usata di quel tipo più i componenti per il restauro)-
      Il rispetto si costruisce solo insieme.
      Si scusami ma il correttore automatico mi ha cambiato parola.. Ho visto i mixer sidecar,tipo Amek neve ecc.. Ma non se ne trovano se non a cifre altissime che in questo momento non posso permettermi.. Ho un true system 8 canali,a cui dovrei aggiungerne altri 8. Ma vorrei provare uno studer, banco che secondo quello che ho letto farebbe al caso mio, ma a meno di 3500/4000 è difficile trovarli e dovrei anche essere capace a valutarne lo stato effettivo,cosa che io purtroppo non so fare.. Vendendo il true system dovrei recuperare 1500 € e potrei investire altri 1000 € se il banco li merita..
      l'importante è l'idea e soprattutto osare...

      sin night wrote:

      Molto bello il video del Teac restaurato/modificato, è un piacere vedere degli interni realizzati in modo pulito e ordinato, immagino sia un piacere intervenire su una macchina fatta in quel modo.


      E' una macchina semplice, con poca circuiteria, pulizia del signal flow, modulare. Facile da ricapacitare. Schema a blocchi semplice.
      Il settore dei banchi professionali anni 70 conta l'eccellenza nel primo quinquennio, alta qualità costruttiva nel secondo.
      Già verso la fine dei 70 e l'avvento degli 80 incominciano a manifestarsi le prime operazioni di compromesso pesante.

      Nel caso di Teac M15 abbiamo un progetto giapponese ben fatto e che si collocava in una fascia di mercato accessibile, con qualità costruttiva di tutto rispetto. E' un banco che lavora, non fa finta.

      sin night wrote:

      Non sapevo che si potesse trovare una macchina fatta in quel modo a cifre così basse...


      E' meglio che non ti dica cosa puoi comprarti oggi con pochi spiccioli.
      Banchi che un tempo avevano prezzi da appartamento. Manca cultura e c'è troppa paura di sporcarsi le mani.

      sin night wrote:

      certo, il restauro è una variabile non di poco conto, su una macchina come quella vista nel video credo sarei capace di arrangiarmi, però su che cifre ci si aggirerebbe nel caso fosse necessario affidare il lavoro ad un tecnico? Quanto facilmente si trovano dei tecnici competenti ed onesti a cui affidare un intervento di questo tipo (nel caso non si avessero le competenze o il tempo per effettuare autonomamente un restauro/upgrade come questo)?


      Il vero tecnico audio è un uomo capace di mettere le mani nel mondo delle valvole come se fosse casa sua.
      Lo stato solido è per i tecnici di serie B.
      Pochissimi sono davvero preparati, pochi lavorano con cognizione di causa.

      Una tariffa giornaliera per un tecnico professionista con un certo nome può arrivare a 350/400 euro al giorno.
      In Usa dove tutto è business ci sono i guru specializzati che escono con tariffe giornaliere molto alte. Guru Neve, Guru MCI, Guru SSL, Guru API e quant'altro.
      A Nashville c'è il polo dei fanatici, sono normali consulenze telefoniche da 100 dollari per 5 minuti. Magari su reel to reel 3M, Scully o MCI.
      Per non parlare di consulenze HI-FI su apparati Western Electric, Raytheon o RCA. Gente di 70, 80 anni.
      In Germania idem per il materiale tedesco, Telefunken, Studer, Neumann ecc.

      Personalmente i migliori tecnici al mondo sono i vecchi tedeschi dai 75 anni in su. Non hanno imparato, hanno vissuto.
      Dotati di conoscenze che attingono ad informazioni irreperibili al resto del mondo, dotati di manualità meccanica senza compromessi, gente in grado di capire, ricostruire, adattare, modificare, trasformare qualsiasi macchina a qualsiasi livello.
      Vecchi che conoscono il mondo delle valvole da cima a fondo, che sanno lavorare con rigore e pulizia che solo alla loro epoca era concepita. I loro interventi sono capolavori, osservati con l'occhio attuale.
      Gente che si è formata negli anni 50 e 60 con camice bianco in installazioni Siemens, Klangfilm e Telefunken con specifiche da ambiente militare. Bye Bye.

      Questi sono vecchi che ti aprono qualsiasi outboard odierno da mastering e incominciano a bestemmiare perchè ai loro occhi è pura cozzaglia.
      Del resto basta aprire un qualsiasi cinema amplifier marchiato Kalngfilm o RFT anni 50 e 60 per capire semplicemente tutto.

      Per rispondere alla tua domanda, di tecnici se ne trovano ed anche a molto meno di 300 euro al giorno, non è così drammatico, è importante avere la sicurezza che l'intervento rispetterà la natura della macchina, che non vengano inserite porcherie cinesi e che ci sia una qualità d'intervento che si basa su cura, pazienza, passione, precisione.

      Personalmente ho smesso di farmi servire da tecnici che lavorano sul soldo e sul tempo almeno 12 anni fa, posso assicurarti che chiunque viene da me non vedrà una sola macchina non funzionante come Dio comanda. Quelle ammalate sono dal medico e non giocano (il che si verifica davvero raramente).
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio

      sirAracs wrote:

      Leggere Dan parlare di banchi è affascinane come vedere una bella donna in intimo...hauahu


      No, nonostante tutto per ora donna in intimo batte ancora mixer :D

      sirAracs wrote:

      volevo chiedere a Dan, questo vale per banchi anche più piccoli? Vedi teac model 3 o 5



      Posso risponderti io solo parzialmente, in quanto sto restaurando il Teac 15 e quindi non l'ho ancora utilizzato.
      Ho un Teac Model 3 da parecchi anni, e per molto tempo l'ho lasciato da una parte perché
      1) mi era stato regalato
      2) sembrava un ferro vecchio
      3) avevo iniziato a frequentare UAR e tutti parlavano delle serie 500 :P
      4) avevo iniziato a frequentare Gearslutz e in un post un non meglio precisato utente lo definiva un vecchio blocco di ferro
      5) aveva tutte connessioni RCA
      (sto un po' in parte scherzando, ma in parte faccio outing)

      Circa 8 anni fa fui coinvolto per qualche mese nella gestione fonica di un piccolo locale live, esclusivamente musica originale, e quindi budget prossimo allo zero (ma paga garantita ai gruppi).
      Dovendo mettere assieme un piccolo impianto a 8 canali recuperai il TEAC 3 (un mixer assolutamente inadatto al live ma che con qualche furberia è possibile adattare, fermo restando l'estrema spartanità dell' eq), rendendomi conto di quanto funzionasse bene rispetto alla varie cineserie che si trovano nei piccoli locali.
      Da allora l'ho utilizzato qualche volta in studio come pre per tracking: ad esempio i panoramici del brano che ho postato nel thread ("Indian Song") sono registrati passando per i pre del Teac 3 (che ho modificato per avere la phantom).
      Recentemente ho registrato col Teac 3 un brano eseguito live in una casa di campagna dai Finister - gruppo che ho prodotto e del quale ho già parlato su questi lidi - e destinato a bonus track sulla riedizione in vinile del loro disco d'esordio: di questo brano ho anche le riprese video, che purtroppo, per motivi di cadenze del management non posso ancora far circolare ma che a breve saranno disponibili, in modo da potervi far ascoltare un esempio concreto di registrazione (non missaggio) fatta con i pre del Teac 3.
      La personalità di questa registrazione è stata la molla che mi ha spinto all'acquisto del Teac 15.

      Farò quindi - se vi interessa - un post dedicato al Model 3 e a questa registrazione e un post dedicato invece al Model 15 a restauro ultimato.

      dancok wrote:

      Quindi ... complimenti per la scelta e per il coraggio di puntare su macchine simili, totalmente dimenticate oggi, dove tutto è annebbiato da un estremo possibilismo che porta solo alla confusione, l'artefatto e alla mancanza di cultura sonica.


      Grazie Daniele, in realtà come ben sai devo la scelta anche alle nostre conversazioni.
      Al di là del modello in questione trovo che in questa tua frase sia espresso un concetto importante, che ho ritrovato anche in altri utenti con esperienza del forum, e cioè il guardarsi dall' "estremo possibilismo".
      Questo vale per i gear (non a caso ho citato la 500 mania) , ma anche per le scelte di tracking e di mix.
      In molti casi (non sempre e comunque non mi permetterei mai di dare giudizi assoluti, quanto piuttosto solo la mia limitata esperienza), avere 100 tracce da mixare può significare che dietro a questa produzione probabilmente non c'è una chiara idea di suono.

      sin night wrote:

      Non sapevo che si potesse trovare una macchina fatta in quel modo a cifre così basse... certo, il restauro è una variabile non di poco conto, su una macchina come quella vista nel video credo sarei capace di arrangiarmi, però su che cifre ci si aggirerebbe nel caso fosse necessario affidare il lavoro ad un tecnico?


      Guarda, se l'ho recappato io significa che "si può fare".
      Ovviamente è necessaria una minima conoscenza dell'arte di saldare, e soprattutto di-saldare e pulire le piste, etc., ma sono cose veramente minime.
      A patto di avere una guida sicura e gli schemi, come il sito inglese che ho linkato.
      Sto parlando di recappare, non di riparare, eh!
      Certo serve anche dello spazio un minimo attrezzato, non puoi farlo nella cameretta.

      Altre console 24 o 32 che avevo visto a prezzi accessibili (sotto i 1500) e che mi avevano interessato erano Argentini 6500 (console storica, cuore di tante produzioni dell'era RCA Italiana... purtroppo quelle che si trovano sono spesso piuttosto disastrate, a meno di non salire significativamente di prezzo), Tascam 60, Soundcraft 600.
      Volendo in questa fascia di prezzo è possibile rinvenire anche DDA o TAC da live, ma non sempre è facile trovarne gli schemi, e comunque ero già orientato verso il TEAC.
      Ovviamente parlo di mercato italiano, visto che non avevo intenzione di affrontare viaggi all'estero per recuperare la console.

      Comunque spero che queste dissertazioni risultino utili ad asksteve e a chi legge questo thread... si può fare tutto e bene anche senza mixer, ma se si vuole un mixer è bene meditare a lungo sul perché e sul percome :)

      sirAracs wrote:

      Leggere Dan parlare di banchi è affascinane come vedere una bella donna in intimo...hauahu

      volevo chiedere a Dan, questo vale per banchi anche più piccoli? Vedi teac model 3 o 5


      Qui quoto Grunge, una donna poco vestita fa scattare una chimica che spazza via qualsiasi discorso audio in 0,02 secondi.
      Richiamo alle origini, epoca delle clave.

      Soltanto un impianto ibrido Telefunken da 2 tonnellate con doppio sistema Varicom installato a parete potrebbe ritardare l'afflusso sanguigno in zone periferiche, ma senza garanzie di successo.

      Forse qualche info in più può essere utile a tutti.
      TEAC è un'azienda storica giapponese fondata dall'intuizione di Mr. Tomoma Tani il cui acronimo corrisponde a Tokyo Electro Acoustic Company.

      Probabilmente tutti conoscono Tascam e non Teac. Tascam non era nient'altro che un brand nato per distribuire i prodotti Teac sul suolo americano. :)

      Come gran parte dei nomi storici audio, Teac nacque per costruire registratori a nastro, non di certo console. La prima console, la Teac model 10 verrà concepita circa 20 anni dopo la nascita del marchio nel 1953.

      Ora qui ci sarebbe da aprire un capitolo lunghissimo ed illuminante su come la quasi totalità di nomi storici in campo audio mondiale sia nata dall'emulazione di invenzioni altrui, il cui albero genealogico termina al vertice il 90% delle volte con un solo nome: Germania.

      Non Uk, non Usa. I tedeschi non si battono, quello che hanno realizzato da fine 800 ai 60's, passando per le due guerre, in campo audio, tecnologico e militare è argomento di studio.

      Ed ecco che riassumendo con passi da gigante, Teac emulò l'americanissima Ampex, peccato che di americano avesse ben poco, avendo rubato il know how dell'innominabile Allgemeine Elektricitäts Gesellschaft, per i comuni mortali AEG.
      Eeeemh, azienda che esisteva qualcosa come 70 anni prima di Ampex e Teac e che incominciò a costruire tape recorder 20 anni prima del resto del mondo.

      Ampex costruì il suo primo registratore copiando il Magnetophon di AEG. Il resto è emulazione dell'emulato.
      Fine della parentesi.

      I giaponesi dal model 10 seguirono con il model 5 e svariati aggeggi mixatori portatili per poi approdare al banco più "grosso" della casa che è appunto il Teac Model 15 di Grunge.
      Questo nei 70's.

      Outboard, processori e attrezzi broadcast ma la produzione di registratori professionali e consumer hi-fi rappresentava il loro core business.
      Nella decade 80 nascono nuovi banchi, nuove soluzioni ibride con console + registratore incorporato ed una miriade di registratori portatili.
      Di base il mercato a cui si rivolgeva Teac era semi-professionale, con prezzi accessibili e competitivi.

      Il model 15 è probabilmente da ritenersi la console di punta dal punto di vista prettamente sonico ed ebbe particolare successo proprio per il prezzo abbordabile in un'epoca in cui un MCI400 completo di tutte le features costava dai 40 ai 50 mila dollari (l'equivalente di 170 mila euro attuali), un Neve serie 80, dai 60 agli 80 mila dollari (sopra i 200 mila attuali), un API dai 40 ai 70 mila.
      Prezzi mostruosi già all'epoca e che dovrebbero far riflettere.

      Teac 15 usciva a prezzi al di sotto dei 5 mila dollari.

      La qualità del Teac 15 di base è mantenuta anche nel Model 10, 5 e 3 (in ordine cronologico), seppur con molte più limitazioni sulle features, cosa che li penalizza molto.
      Basare oggi un set up da studio su un model 5 o 3 è sicuramente azzardato e rischioso, macchine troppo limitate con rapporto s/r non ottimale.

      Rimangono comunque perfettamente utili per utilizzi di tracking, somme di gruppi, passaggi di materiale.
      Senza problemi.

      Questo per rispondere alla tua domanda.

      ciao
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio
      Bhe grazie per la panoramica.
      La domanda la facevo proprio per capire se una macchina del genere avesse senso per la somma di gruppi da configurare nel mio setup casalingo, una postazione che ho più per sfizio che per necessità, ma dove "gioco" con soddisfazione.

      Direi che hai centrato in pieno.

      Grunge: sono super interessato all'esperienza che hai finira avuto sia
      con il 3 che a quella con il 15.

      Grazie mille
      ...si chiama Mix e non Fix

      Post was edited 2 times, last by “sirAracs” ().

      sirAracs wrote:

      Grunge: sono super interessato all'esperienza che hai finira avuto sia
      con il 3 che a quella con il 15.


      sirAracs, sicuramente! ;)
      So che i vinili relativi alla registrazione fatta col Model 3 sono arrivati oggi, quindi credo che entro un paio di settimane verrà attivato il video e quindi potrò scriverne qualcosa.
      Credo che sia meglio parlare facendo anche ascoltare, altrimenti si rischia di parlare per sensazioni personali.
      Riguardo al Teac 15, dopo il recappaggio che ha richiesto 1 settimana continuativa sto finendo di pulire tutti i fader (con Faderlube) e i potenziometri (con Deoxid), operazione che richiede pazienza ma che ovviamente è fondamentale.
      Al momendo sto finendo i mix per una produzione, poi smonto il vecchio mixer e cambio la control room... diciamo che tra un mesetto (5 patchbay da saldare...) se ne parla :)
      Con "una settimana continuativa" intendi una quarantina di ore di lavoro, giusto? Pensavo peggio, mi sembra un impegno gestibile anche nell'ipotesi di farlo nel dopolavoro/tempo libero, un'oretta o due al giorno durante la settimana per un paio di mesi per fare il recap e l'upgrade degli opamp mi semba un impegno assolutamente ragionevole (anche perché ho già fatto abbastanza pratica a saldare/dissaldare, quindi potrei muovermi con una certa velocità/sicurezza, anche se finora non ho mai lavorato su un progetto così impegativo).


      Gli schemi sono strettamente necessari per macchine di questo tipo, oppure ci si può arrangiare anche senza (cioè sono circuiti che, con un minimo di background tecnico, si riescono a decifrare con uno sforzo ragionevole anche senza altro materiale di supporto)? Ci sono situazioni in cui gli schemi si sono rivelati essenziali (es: valori non leggibili di componenti?) Ovviamente dando per scontato di avere un minimo di nozioni di base di elettronica.


      La cosa mi incuriosisce, anche se un mixer non è nei miei piani, potrebbe sempre capitarmi qualche occasione interessante...
      Il rispetto si costruisce solo insieme.
      Tutto interessantissimo e se non fosse il mio campo (registro solo voci, non so tenere in mano un saldatore e non ho tempo per lavori manuali di cui sono negato e non ho spazio in casa), insomma se non ci fossero di mezzo troppi "non" avrei approfondito con piacere, intanto leggo e assimilo i concetti ;)
      Edit: grungelizer gran bella registrazione e bravissima la violinista, l'ho condiviso su FB...

      Post was edited 1 time, last by “classic” ().

      Avere gli schemi è nella maggior parte delle volte essenziale.
      Ricostruirsi gli schemi lo si può fare se si ha competenza, ma non sempre è così facile ed immediato, soprattutto in tema banchi.

      I tempi di restauro non si possono generalizzare, dipende dalla macchina. Un SSL da revisionare e recappare, diciamo 48 canali, può portare via un mese continuato 8 ore al giorno al netto di imprevisti e di qualsiasi cablaggio patch. Ricablare un SSL è un'operazione lunga e faticosa.
      A questo segue il periodo di prova a regime nel quale può succedere di tutto, opamps che partono, resistenze che fumano, meter che smettono di funzionare, schede che non lavorano, livelli operativi sballati.

      Il restauro del mio MCI ha comportato tre mesi di reperimento materiale Nos in giro per il mondo e circa tre settimane di intervento, senza grossi imprevisti.
      Ogni macchina è a sè.

      La soddisfazione di una macchina che funziona alla perfezione dopo un duro lavoro è impagabile.
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio

      sirAracs wrote:

      Bhe grazie per la panoramica.
      La domanda la facevo proprio per capire se una macchina del genere avesse senso per la somma di gruppi da configurare nel mio setup casalingo, una postazione che ho più per sfizio che per necessità, ma dove "gioco" con soddisfazione.

      Direi che hai centrato in pieno.

      Grunge: sono super interessato all'esperienza che hai finira avuto sia
      con il 3 che a quella con il 15.

      Grazie mille


      è mia opinione ritenere che per ciò che vuoi fare tu, non sia necessario per forza un banco....
      disporre di canali ben suonanti e ricreare un setup per ottenere quelle interazioni che avvengono in un banco, è possibile senza rinunciare alla qualità.
      Se poi te la cavi con il diy.......Il più è comprarsi un bel pò di trasformatori di qualità, perchè la partita te la giochi praticamente lì, insieme alle impedenze.

      Faccio un in bocca al lupo a Guido ed i complimenti, per la sua scelta e per i risultati dei suoi lavori.
      Tuttavia, non darei degli incompetenti a chi magari si tiene un ipotetico Chandler Germanium, invece di prendersi un banco.
      Questo non significa non aver capito cosa conta nell'audio...
      C'è chi punta magari sul formato 500, senza considerarlo come un hype, un album di figurine da riempire ad cazzum....basta puntare sui prodotti giusti.......API su tutti...........Riempilo di 512c, di 550 e di 560 e poco altro.
      Poi c'è chi guarda al recall........e a tutte le comodità del digitale.
      Oggi la possibilità di creare un setup ibrido, permette di beccarsi il meglio dei due mondi, tenendo alto il livello qualitativo.

      Certe estremizzazioni stonano di fronte a cotante informazioni.

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