Restauro di un mixer TEAC 15 (1978) (in due parti)

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      Restauro di un mixer TEAC 15 (1978) (in due parti)

      Come da titolo, vi parlerò del restauro e della completa messa in funzione di uno storico e glorioso mixer TEAC Model 15 (TEAC 15).

      Ma prima, un paio di premesse.

      La prima è che personalmente utilizzo il mixer analogico da sempre... da quando ho iniziato ad occuparmi di musica registrata.
      La mia prima auto-produzione avvenne nel 1990 e fu un doppio demotape del mio primo gruppo, i Time Escape (qui una delle pochissime esibizioni live, anno 1994).
      Parliamo di un mondo musicale radicalmente differente da quello di oggi... sia come prospettive (tutti noi del gruppo ci ritrovammo dopo quest'esperienza a fare i turnisti, e in generi diversi) che come tecnologia.
      All'epoca non esisteva ancora il DAT, figuriamoci il concetto di hard disk recording, di editing digitale, di missaggio ITB!
      Quindi se volevi autoprodurti le strade erano due: o andavi a carissimo prezzo in studio (e spesso ti imbattevi in figure "professionali" di livello imbarazzante rispetto ad oggi), o, se disponevi di uno spazio e di qualche conoscenza di tipo tecnico, noleggiavi parte delle attrezzature e ti ingegnavi con quello che avevi.

      La faccio breve: la mia prima autoproduzione fu registrata con una Tascam 38 (8 piste su mezzo pollice, preso a noleggio), con un mixer LEM da live, 2 compressori Drawmer prestati da amici, le casse AKAI dello stereo di casa. Il mic migliore era uno Shure SM58. Il master veniva registrrato su nastro 1/4 di pollice (Otari 5050), quindi copiato su nastri VHS hi-fi e da lì duplicato su piastre a cassette collegate in batteria. 8o

      Poiché avevamo un sacco di tastiere (era l'epoca...), queste giravano su Atari ST pilotato dal nastro con segnale FSK (anni dopo ho dovuto cercare in mezzo mondo per trovare un'interfaccia funzionante e riversare il MIDI), per cui di fatto disponevamo di 7 piste più 1 di FSK (un antesignano del MTC/SMPTE, col problema che dovevi OGNI volta partire da capo, altrimenti l'Atari non si sincronizzava - ovviamente per gli overdubbing avevamo riversato un premix mono di tastiere su una pista).

      Non ha molta importanza sottolinearlo ma questo lavoro ebbe recensioni entusiastiche (anche se poche, visto che non sapevamo come muoverci e non avevamo certo un ufficio stampa), ovviamente su riviste cartacee (Metal Shock, HM, etc.) e fanzine (Internet non esisteva), e in sostanza aprì ad alcuni di noi le porte verso il professionismo come strumentisti.

      Sono passati tanti anni, ed è da tanti anni che personalmente lavoro prevalentemente in digitale e mixo in ibrido (se non del tutto ITB in certi casi), ma una console è sempre rimasta nel mio studio.
      Dal 1998 avevo un mixer Allen&Heath GS3V (ora pensionato), che col passaggio dai registratori digitali a nastro (TASCAM DA88, etc.) alla DAW era stato utilizzato sempre come pre, come cue mix e come mixer... fino all' "avvento" dei pre microfonici a rack e del mix ITB, con conseguente ridimensionamento dell'utilizzazione del mixer stesso.

      Ma proprio negli ultimi anni mi ero reso conto che i pre del mio piccolo TEAC Model 3 venivano spesso preferiti dai musicisti (e anche da me) a pre più blasonati... e allo steso tempo desideravo riprendere in mano il mix OTB, ma il mio A&H aveva ormai i condensatori da sostituire, e comunque non era certo il mixer dei miei sogni.

      Guardando al mercato italiano sono rimasto sorpreso dei prezzi bassissimi cui era possibile rinvenire una console che all'epoca della sua uscita costava 20-30 volte di più: TEAC, Soundcraft, Soundtracs, etc.
      Non entrerò in alcun modo in considerazioni di tipo qualitativo: non è necessario avere un mixer per fare grandi lavori, e allo stesso tempo è bene avere chiaro che un mixer ha un sacco di controindicazioni:
      - è ingombrante
      - pesa almeno un quintale (il TEAC 120 Kg)
      - richiede manutenzione
      - richiede outboards
      - richiede un terminale di mix (convertitore A/D stereo dedicato, 2 track a nastro, etc.)
      - se è un mixer "importante" ha un consumo di corrente molto elevato

      Per farla breve, ho preso per 500 euro un TEAC 15 da recappare (=sostituzione condensatori elettrolitici) e restaurare.
      L'ho fatto anzitutto perché era una cosa che mi piaceva fare, punto.

      La seconda premessa (per vostra fortuna molto più breve!) è che TUTTO quello che ho fatto sul TEAC è stato condotto grazie a questo bellissimo sito, che mi pare doveroso segnalare: rainbowjoe.byethost9.com/index.html .
      Il curatore del sito è stato di una disponibilità disarmante, procurandomi anche il Service Manual integrale, indispensabile per il restauro: a lui i miei ringraziamenti.
      E un ringraziamento sentito anche a dancok, col quale ho avuto un fitto scambio di opinioni via mail e che mi ha convinto ad imbarcarmi in quest'impresa!

      IL MIXER


      Il TEAC 15 è un mixer costruito tra il 1978 e il 1983.
      La sua storia potrà raccontarla molto meglio di me (e l'ha già fatto in un post) dancok.
      Io posso aggiungere che all'epoca era un mixer economico, pensato per piccoli studi (anche se parliamo di una bestiolina lunga quasi due metri e del peso di 120 Kg), nato come 16 canali espandibili a 24 (quest'ultima è la mia versione), con 8 gruppi (bus) e 2 submix da 8 canali ciascuno (quindi di fatto è possible mixare 24+16= 40 canali, più i gruppi).
      Le possibilità di routing sono impressionanti, sicuramente eccessive per il tipo di utenza per il quale era pensato: svariati i punti nei quali è possibile prelevare il segnale, o inserirsi lungo il percorso: è assolutamente indispensabile avere le patchbay (o jackfield, come mi sono abituato a chiamarle visto che le ho reperite usate in UK).
      Non è un giocattolo, e a mio avviso è molto molto bensuonante.
      Non è una top console, ovviamente, cioè non è un MCI, un Amek, un Neve, un SSL... ma la qualità dei pre e della somma rispetto alle console odierne mi ha lasciato.... e qui mi fermo, perché non voglio entrare in questo discorso. Chi potrà ascolterà. Qui parlo solo del restauro. :)

      I COSTI

      Quanto mi è costata questa console?
      Come ho detto, 500 euro (più la benzina e parte delle mie vertebre per caricarlo in auto), più circa 300 tra condensatori elettrolitici (tutti di qualità top audio) e altri materiali per il restauro. Più 50 euro per 3 ciocchi di legno che fanno da gambe.
      Ovviamente non conto tutte le spese accessorie relative all'adattamento e al restauro della control room: oltre 250 cavi multicore, spinotti, prese da pannello, etc. e le patchbay (272 punti long gauge). Spese alla fine superiori al costo del mixer.
      E ovviamente non conto la mia manodopera: 1 mese per il restauro del mixer e almeno altrettanto per la control room.
      Ma, in fondo, quanto paghiamo un pre monofonico a rack?

      IL MIXER ARRIVA


      Ecco come si presentava la console (tutto sommato ben tenuta, visti i suoi 38 anni e, da quanto mi è stato detto, ben 5 proprietari ) al momento dell'arrivo in laboratorio:



      In realtà era necessario operare una pulizia decisa ed approfondita, sia a livello superficiale (pulsanti, levette, etc.) che a livello dei potenziometri rotativi e dei fader. La pulizia è andata di pari passo con la fase di recapping.

      Nella foto qui sotto vedete i pulsanti e le manopole dei potenziometri stesi ad asciugare dopo energico lavaggio con detersivo delicato:



      I CONDENSATORI E IL RECAPPING

      Il TEAC 15 ha una circuitazione semplice e chiara, per cui il recapping non è difficoltoso.
      Certo, è necessario avere dimestichezza col saldatore, ma non servono particolari nozioni di elettronica.
      Oltre a tutte le schede ho ovviamente recappato anche la PSU esterna.

      Per la scelta dei condensatori mi sono orientato leggendo in rete innumerevoli forum tecnici e di audiofili.
      Alla fine la mia scelta è ricaduta principalmente su 2 tipologie: Elna Simic II (per uso audio hi-fi) e Nichicon Muse (per uso hi-fi), entrambi caratterizzati da bassa ESR. Per alcuni valori sono dovuto ricorrere anche ai Panasonic FM, ma in realtà - essendo inesperto nel campo - è stato dovuto più a difficoltà iniziale nel reperire gli elettrolitici di qualità. Alla fine (ad acquisti effettuati...) ho scoperto che esiste un grosso importatore che gli audiofili ben conoscono e io non conoscevo, dove si trova tutto. :)

      La prima scheda ha richiesto oltre 1 ora... alla fine riuscivo a recappare una singola scheda in circa 20 minuti. Sono soddisfazioni.

      Ecco alcune foto relative al recapping:



      Qui sopra potete vedere i condensatori nuovi (marroni e oro) e quelli vecchi ancora da sostituire (neri)

      Qui sotto vedete l'altro lato della scheda (mi riferisco alle schede dei canali)


      E qui sotto un po' di condensatori pronti per essere installati...



      FINE PARTE PRIMA
      PARTE SECONDA

      PULIZIA DEI FADER

      Una volta sostituiti TUTTI i condensatori elettrolitici (sia delle schede canale che delle schede bus che delle schede master), ho proceduto con la pulizia dei (bei) fader e dei potenziometri rotativi.
      Per il fader ho utilizzato un prodotto specifico, il Faderlube, distribuendolo delicatamente a mano su ogni fader (ovviamente dopo averli aperti):




      Per i potenziometri rotativi ho utilizzato il Deoxid, sempre Craig.
      Un lavoretto lungo, ma adesso il mixer è di una silenziosità assoluta.

      SOSTITUZIONE LAMPADE CON LED

      Il mixer era arrivato con tutte le lampadine dei VU_meter fuori uso: seguendo le indicazioni del mitico sito inglese ho deciso di sostituirle con LED blu ad alta emissione.
      Per adattarli alla tensione di lavoro ho utilizzato delle resistenze in serie (tutte le istruzioni - se vi interessassero - le trovate sul sito che ho linkato, o possiamo approfondire qui).
      Il risultato estetico è... altamente appagante. Come si dice, fighissimo!



      TARATURA FINALE

      A questo punto ho proceduto con la taratura di tutti gli indicatori: led di picco (peak) sui singoli canali, VU-Meter, etc.
      Non è un lavoro immediato, ed è necessario attenersi strettamente alle specifiche del Service Manual, oltre ad avere a disposizione un multimetro che lavori con i mV in AC.

      PICCOLE MODIFICHE

      Il TEAC 15 in questione era già stato modificato per avere la phantom (prevista in origine come opzione): a questo riguardo mi sono limitato a inserire un LED rosso per segnalare quando la phantom è attiva.
      Inoltre il mixer non ha un pulsante "MONO": ho provveduto a fornirlo di un semplice circuito, attivato - come in un'astronave di Spazio 1999 o U.F.O. :D - da un interruttore a leva con tanto di LED blu sotto .

      TRASPORTO IN STUDIO

      Eh... mi sono reso conto che la cosa migliore era trasportare il mixer a pezzi... per molti motivi: il peso anzitutto, poi l'ingombro e anche il rischio di rotture.
      In questo modo, però, tranne che per la plancia principale (la "barca"), ho potuto trasportare tutto da solo nello studio, che oltretutto è in piano seminterrato.
      Ho quindi proceduto col rimontare le singole schede e a ri-tarare nuovamente i Vu-Meter

      RIMODELLAZIONE DELLA CONTROL ROOM

      Inserire un mixer di questa grandezza, e con questo tipo di connessioni, ha significato anche un totale ripensamento della control room, delle correzioni acustiche e anche il felice arrivo di un terzo ascolto: una coppia di vintagissime JBL 4301 Broadcast Monitor, pilotate nientemeno che da un NAD 3120.
      Lo spazio a disposizione, però, è rimasto lo stesso, e quindi c'è stato un generale riposizionamento dei monitor.
      Oltre ovviamente a tutti i cablaggi e alle patchbay, che richiederebbero un post apposito.

      Ecco il glorioso TEAC 15 di nuovo al centro di un project studio!


      CONCLUSIONI

      ...per fortuna non ci sono! Sono tutte da scrivere, anzi da registrare e mixare!

      Spero però che vi siate divertiti a leggere, e che magari per qualcuno sia stato un post stimolante. Buona musica, cari! :)

      Post was edited 1 time, last by “grungelizer” ().

      Ciao Grunge, che dire se non F A N T A S T I CO.

      Aspettavo con ansia questo thread.
      Ti confesso che anche io sono da poco diventato un felice (e spero tra un po' felicissimo) possessore del Teac m15 :thumbsup:
      Io devo ancora iniziare il lavoro di restauro, ma, già qualche prova effettuata così com'è ed il fatto di poterlo ammirare quando entro nela mia sala/studio, mi reimpiono di gioia!
      Andando un po' OT, quando mi riferivo a cambiare setup per le mie esigenze nel thread sul clock di 8 pre ed ADA 8000 in cui mi hai anche dato dei suggerimenti, parlavo porpio di qusto banco.
      Ti volevo chiedere, se hai fatto la modifica (illustrasta sempre dal buon RainbowJoe) per bilanciare tutta la console e, pur sapendo che hai da poco finitio di sistemarlo, quali sono le tue impressioni circa il cambiamento sonoro prima e dopo il recappaggio.
      Come ultima cosa, spero che mi perdonerai se ti romperò un po' le scatole per qualche informazione quando inizierò a sistemare il mio.
      Ma d'altronde ora siamo fratelli di console...... :D :D

      railrock wrote:

      Ti volevo chiedere, se hai fatto la modifica (illustrasta sempre dal buon RainbowJoe) per bilanciare tutta la console e, pur sapendo che hai da poco finitio di sistemarlo, quali sono le tue impressioni circa il cambiamento sonoro prima e dopo il recappaggio.


      Ciao railrock, mi fa davvero piacere che anche tu abbia preso un M15! e grazie per i complimenti!

      No, ho deciso di lasciare la console sbilanciata: a mio avviso non è assolutamente necessario.
      Per intenderci, il rumore di fondo complessivo è inferiore a quello che avevo con l'A&H GS3V (bilanciato).

      Inoltre l'intervento per il bilanciamento è piuttosto laborioso, e in fondo snatura il carattere di questo banco.

      Impressioni di ascolto...?
      E' un po' presto, però ovviamente le impressioni ci sono eccome.
      Prima del recappaggio non posso dirtelo, perché ho dato per scontato che era un intervento indispensabile.
      Ma dopo... ho fatto qualche prova di somma con stem provenienti da lavori passati e, anche se è sempre difficile dare un giudizio quantitativo, se sommando con l'A&H avevo un certo quid in più rispetto alla somma ITB, sommando le stesse tracce con il TEAC... bam! Un altro mondo. Tutto più "vero" e più "vivo", e guarda che parlo di materiale ricco di UAD e altra plastica. Inoltre un feeling immediato con i fader... ho provato a rifare un mix OTB da materiale proveniente da nastro 16 piste (per la precisione col nastro letto dal 16 piste) ("Quattro" degli Underfloor), e in 10 minuti avevo ricreato il mood del missaggio originale.
      Ma sono tutte sensazioni difficili da spiegare senza rischiare di essere fraintesi, in particolare qui su HSI... mi dirai tu quando avrai finito il lavoro :) .

      railrock wrote:

      Come ultima cosa, spero che mi perdonerai se ti romperò un po' le scatole per qualche informazione quando inizierò a sistemare il mio.


      Ma certamente... come ti ho detto a mia volta mi sono basato sul sito di rainbowjoe, però sono a disposizione.

      Post was edited 1 time, last by “grungelizer” ().

      Leggendo il thread mi è venuta una voglia pazza di andare a mettere mani sul Teac ahaha.......ma purtroppo potrò farlo solo nel tempo libero (finesettimana prenotato).
      Prima mi sono dimenticato di chiederti se hai sostituito i jack RCA con quelli normali, sembra una modifica che semplifica un po' la vita.

      Chiudo con un piccolo racconto: quando sono andato a prenderlo (con il fiat scudo di un mio amico a 300km da casa) avevo cognizione delle sue dimensioni ma non del suo peso, o meglio, ne avevo un idea sbagliata (non pensavo che pesasse 120 kg). Per farla breve stava nella cantina di una casa di campagna a cui si accedeva tramite una scala sgarrupata senza parapetto i cui gradini erano strettisimi e altissimi (vecchia scala in pietra). Abbiamo salito quel carrarmato in DUE e ti posso dire che è stato un miracolo che non si sia fatto (seriamente) male qualcuno, pensa che l'expropietario (che era il secondo a tenere il mixer mentre un mio amico ci spostava sotto il mixer dei supporti, per poterlo poggiare ogni metro che facevamo) ad un certo punto ha avuto un dolore al petto (na paura...) ed io non ho potuto muovere le braccia per due giorni dopo. Tu puoi capire. Se avessi saputo il suo peso lo avrei preso lo stesso, ma, ci avrei pensato almeno 50 volte in più ahahha. Comunque a volte nella vita ci vuole anche un po' di incoscenza e aver voglia di buttarsi io l'ho fatto, il futuro dirà se sarà stato un bene.

      railrock wrote:

      Prima mi sono dimenticato di chiederti se hai sostituito i jack RCA con quelli normali, sembra una modifica che semplifica un po' la vita


      No... avendo deciso di fare le patchbay (long gauge, in pratica tipo le bantam ma con i jack di tipo militare) non mi sono preoccupato di sostituire gli RCA, visto che dovevo comunque fare i cablaggi da zero.
      Ho fatto i cablaggi RCA--->patchbay e ho messo tutti gli outboards in patch.
      In pratica dietro al mixer non ci metto più mano :)
      Complimenti per la scelta e per il coraggio di esserti fidato quando ti dicevo "vai tranquillo".
      Complimenti anche per il bellissimo lavoro di restoring, che, per quanto tu possa farlo passare per semplice, io non sarei stato in grado di farlo (un bimbo di 5 anni salda meglio di me).

      Vorrei far notare agli interessati due dettagli, il primo sono i trasformatori TAMURA ben visibili nella foto, trafo di ingresso microfonico del banco. Il secondo è la semplicità del channel strip.

      Probabilmente non lo sai Guido ma la TAMURA corporation è un'azienda storica giapponese le cui origini risalgono negli anni 20. Quei trasformatori sono stati costruiti nei 70's dopo 50 anni di know how.
      Tamura costruiva componenti elettronici che avevano applicazioni militari, di telecomunicazione. I loro trasformatori sono finiti anche sui satelliti giapponesi, mica sulla radio della nonna.

      Teac esce nel 78' con l'M15 rivolgendosi ad un mercato semi professionale (per l'epoca), laddove il professionale vedeva nomi grossi quali Neve, Trident, MCI e quant'altro con costi enormemente superiori.
      La sfida era soltanto una, essere credibile nella sezione preamplificatrice. Il preamplificatore era la parte più importante sulla quale si doveva evitare il più possibile compromessi.
      La qualità della preamplificazione era strettamente collegata all'uso dei registratori a nastro. Partire male significa amplificare esponenzialmente la cosa su nastro.
      Ed ecco che Teac non per nulla sceglie la soluzione trafo in ingresso (costosa) al posto di risparmiare verso un stage elettronico, cosa che molti costruttori già facevano.

      E' ovvio che quel banco suoni, è ovvio che quel pre sia di qualità, come è ovvio che a livello di veridicità e profondità batte la stragrande maggioranza dei pre esterni attuali.

      Semplicità del circuito. Tipico dei progetti anni 70.
      Circuiti semplici significa autostrada a 6 corsie. Il suono passa intero. Circuiti complessi significa 6 corsie che poi si immettono i 4, poi in due. Collo di bottiglia inevitabile. Il suono si disperde.

      Insomma, bravo e complimenti, perchè ti darà grandi soddisfazioni soniche.
      E visto che l'occhio vuole la sua parte, anche esteticamente è una bella macchina.

      :)
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio

      Flavio (ex fbin) wrote:

      Grande grunge!

      Io ho il fratellino più piccolo dal quale non mi schiodo assolutamente. Di questo ho due lampadine VU andate. tu hai deciso per i led perché non trovavi le lampadine o perché preferivi così?

      Ciao
      Flavio

      Ciao Flavio, ho optato per i LED perché mi piacevano di più e per la loro maggiore durata

      X Stevie Ray (sono su cellulare e non riesco a fare la tua citazione...): non ci sono particolari accorgimenti con i miei convo, se entro jack TS anziché TRS. Ovviamente cambiano
      i livelli operativi delle schede
      che dire tutto molto interessante, anche io guardando le foto, da quel che si vede avevo notato molta semplicità nella circuiteria (non che sia un esperto eh!).

      Complimenti ancora per la scelta, aspettiamo di sentire anche la resa sonica.

      e veramente, ma veramente buon mix.

      ;)
      ...si chiama Mix e non Fix
      Bravissimo e grazie mille per aver condiviso con noi questa bella esperienza. Leggo avidamente... :D :D
      Violinista H-Pirla Scelto

      i7 6700k - 16Gb RAM - Uad PciEx - RME 802 - Cubase 10 - Adam A5x+Sub7 Tannoy System1000 - Lucid 88192 - Hairball 1176 RevD - UA 710twin - Drawmer1969 - Vitalizer Mk2-T - Lindell Audio Pex500
      Bellissimo. :thumbsup:
      Bravissimo. :thumbup:
      Spettacolo. :thumbsup:

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
      Bel lavoro......pulito e professionale, complimenti!!

      Hai tenuto un canale pre-restaurato, confrontandolo con uno restaurato?
      I condensatori scelti sul percorso audio sono dovuti solo a feed trovati in giro o li hai già impiegati anche su altri strumenti?Pareri?

      Quante gocce metti del Fader Lube?Io di solito 1 max 2 (anche se dipende dai mm del fader).