Analog synth vs. software

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      Analog synth vs. software

      So che se ne è già parlato in passato, ma ogni tanto qualche novità cambia le regole.
      Mi chiedevo, in particolare, se per avere quei synth bass belli cicciuti, lisci e pieni di armoniche, fosse indispensabile un analogico (tipo Mini Moog o anche il suo clone Behringer) o se ci sono vsti in grado di eguagliare quei filtri.
      Io ad esempio uso spesso Massive di NI ma non riesco a ottenere quei bassi, però magari voi conoscete qualcosa di meglio (Arturia? Altro?) e di più recente che oggi riesca a farlo.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Bellino forte, però un Model D di Behringer costa meno ed è molto più completo, a quanto pare suona in modo identico all'originale, il risparmio è tutto sulla manodopera e marchio.
      Il Minitaur a suo vantaggio ha un software di controllo da pc che accede anche a parametri non presenti sul pannello fisico, e permette di salvare patches, direi che è interessante oggi come oggi, visto che ne farei un uso in studio e spesso avrei bisogno di fare confronti A-B senza perdermi un suono.
      Se sbaglio questo sul Behringer non c'è, pare che la porta USB serva solo per il midi e al massimo per aggioranare il firmware.

      Però prima di buttarmi sull'hardware non mi dispiacerebbe sapere se ci sono dei vsti abbastanza cicciuti da non sfigurare, perché comunque sono ormai sw-oriented e potendo scegliere preferisco avere i suoni salvati dentro i progetti e tenere le tracce in midi, con la comodità di ottenere l'audio col bounce del brano.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      Pilloso wrote:

      Bellino forte, però un Model D di Behringer costa meno ed è molto più completo, a quanto pare suona in modo identico all'originale, il risparmio è tutto sulla manodopera e marchio.


      Il futuro quindi è il passato a basso costo?
      Io prenderei il Minitaur, magari usato, se lo tieni bene lo rivendi a quanto lo paghi e se decidi di tenerlo fra trent'anni è ancora un classico che ti sei goduto. Suonava splendidamente nel suo range di frequenze. E anche a livello costruttivo era fatto molto bene. Altra chicca sul comparto raw and fat potrebbe essere il Leipzig Analogue Solutions

      Post was edited 3 times, last by “loyuit” ().

      La nuova Arturia Collection 7 è qualcosa di strepitoso,vecchi synth analogici e digitali riprodotti perfettamente,hai un suono pauroso,in ogni synth hai tutti i suoni di basso che vuoi,non ti basterebbe una vita per usarli tutti e considera che la possibilità di modifica del suono sono infinite.provati le demo o acqusita il pacchetto che è ancora in offerta a 399 €.

      loyuit wrote:

      Il futuro quindi è il passato a basso costo?
      Io prenderei il Minitaur

      Beh, se prendiamo il capostipite dell'analogico e qualcuno riesce a fare un clone hardware che suona identico all'originale per appena 300 euro, non vedo perché escluderlo... Ha smentito qualunque scettico abbia fatto la comparativa fianco a fianco con il Moog, il suono è stato ricreato alla perfezione e in più ha alcune piccole novità che lo rendono ancora più flessibile. In fondo anche il Minitaur è un vintage reinventato che prende ispirazione dal passato, comunque lo tengo in considerazione.

      Sierraoscar86 wrote:

      La nuova Arturia Collection 7 è qualcosa di strepitoso

      Ero appunto incuriosito, è una libreria caruccia ma molto ricca.
      Ieri sera mi sono imbattuto anche MiniMogueVA, un free che a detta degli utenti suonerebbe esattamente come il MiniMoog di Arturia, non l'ho ancora provato ma lo farò presto.
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      Andrebbe chiarito cosa intendi tu per basso cicciuto e liscio, ricco di armoniche...

      le armoniche ci sono per forza, a seconda della forma d'onda scelta...il filtro classico LRC non introduce armoniche, piuttosto sfasamenti ed altre non linearità, qualcosa aggiunge sicuramente il VCA.

      Se posti un file di esempio, magari...

      Comunque, il mini di Arturia, a meno che non sia stato totalmente riprogrammato, suona male...è un vecchio algoritmo ed il filtro ne risente...Forme d'onda grasse ma un po' 2D e statiche, filtro acidello ad alti valori di risonanza ed una emulazione delle non linearità non all'altezza.
      In generale, non tutti i loro V synth sono riusciti.

      Io ho avuto Arturia, di hw SE-1 e Little Phatty ed ho preferito Monark by NI.
      Sto parlando di suono Moog, ma dagli aggettivi che descrivi, non saprei se è quello che cerchi e se i problemi nascano da un sw sbagliato.

      Sta comunque uscendo il nuovo Massive, questo mese...
      Già il vecchio era bello bello...Dritto, liscio...la solita "patina" teutonica alla NI

      Post was edited 1 time, last by “gobert4” ().

      gobert4 wrote:

      ho preferito Monark by NI


      Sì infatti anche io per ora ho usato su certi bassi Monark, forse allora è il sinth sbagliato per quello che cerco, eppure i bassi più fat li ho sempre sentiti dal Minimoog.
      Recentemente ho sentito un gruppo con un Dave Smith P12 e da lì mi è sembrato di sentire il suono che ho in mente, basso cicciuto e anche "ricco", ma non con le alte "vetrose" come si sente su altri synth, forse anche questione di impostare la waveform giusta sull'oscillatore che genera quella componente, o magari è anche fatto di eq e altre cose esterne al synth che smorzano a valle delle alte un po' sgarbate.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      Sierraoscar86 wrote:

      vecchi synth analogici e digitali riprodotti perfettamente


      Sierraoscar86 wrote:

      emulazioni perfette di organi pianoforti acustici ed elettrici


      Pilloso wrote:

      Ha smentito qualunque scettico abbia fatto la comparativa


      Pilloso wrote:

      il suono è stato ricreato alla perfezione



      Ma le emulazioni si possono emulare poi oppure no?
      Perchè se le emulazioni come dite sono perfette allora poi cosa si fa?
      Io ho avuto per tanti anni il minimoog e ti posso assicurare che il model D Behringer è veramente simile, te lo consiglio vivamente.
      suonare con un vero analogico ti da un feeling che un virtuale non può darti anche se usi un controller.

      loyuit wrote:

      Ma le emulazioni si possono emulare poi oppure no?
      Perchè se le emulazioni come dite sono perfette allora poi cosa si fa?


      Non ho capito cosa intendi :)
      Comunque credo che emulare sia sempre difficile, anche hardware con hardware, soprattutto se si intende prendere un mito del sound analogico da 3000 euro e replicarne fedelmente suono e controlli per soli 300.
      Se le emulazioni sono perfette non lo vedo un male, perché rendono qualcosa di eccessivamente costoso più accessibile ai musicisti, che non è che i soldi li producano dalle terga.
      Certo l'originale per dimensione e feeling, con la sua tastiera, sarà sempre un po' meglio, ma quello che conta di più resta il suono e la differenza di prezzo è immensa.
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      Non ti preoccupare, per ogni emulazione ci sarà sempre un audiofilo a sostenere che conviene spendere 3000 euro perché quella coloritura a frequenze udibili solo dai pipistrelli è irrinunciabile...
      Di certo in campo software, i synth più noti hanno un tale numero di emulazioni anche free che c'è l'imbarazzo della scelta, eppure anche Arturia che se lo fa pagare ha un mercato, credo significhi che chi volesse proporre la propria versione di qualcosa che è stato già emulato, lavorando bene troverebbe comunque uno spazio.
      Poi sarebbe il caso di inventare nuove tipologie di sintesi, in questa era stiamo guardando solo al passato e non posso credere che l'evoluzione degli strumenti musicali sia conclusa il secolo scorso.
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      L'elettrotecnica è quella...
      non ne puoi cambiare le regole; non ci sono nuove sintesi...
      Si guarda al passato, perché gli strumenti con i controcazzi sono stati progettati e realizzati senza tanti compromessi, in quel periodo.
      Mi riferivo alla matematica
      Sulla medesima tecnologia, in questo caso l'elettronica e non gli algoritmi, ponendo che ogni cosa sia identica, allora forse possiamo parlare del medesimo strumento. Vi chiedo: suona identico o è identico?

      Si guarda al passato, perché gli strumenti con i controcazzi sono stati progettati e realizzati senza tanti compromessi, in quel periodo.


      È sorprendente che i costi di produzione, a quanto affermate, si siano drasticamente ridotti a parità di prodotto, eppure "si guarda al passato perchè si produceva e realizzava senza compromessi" nonostante il costo drasticamente superiore.

      Post was edited 1 time, last by “loyuit” ().

      CItavo Dave Smith e non a caso ho ottenuto il suono che cercavo con un clone di Prophet 5.
      Più che dagli oscillatori, ho trovato vantaggio dal suo filtro che ha una risonanza meno "granulosa" di quella che trovo su altri synth incluso il Minimoog.
      Sono finezze o forse no, fatto sta che sento quel basso fat con una componente alta che invece di grattare lo rende semplicemente più "lucido" e intelligibile senza diventare vetroso come mi accade di solito.
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