Prima tastiera: consigli per l'acquisto?

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      Prima tastiera: consigli per l'acquisto?

      Ciao a tutti,
      vorrei imparare a suonare uno strumento musicale. La scelta inizialmente era tra chitarra e tastiera, ho pensato di optare sulla seconda (senza escludere in un futuro anche la prima). Vorrei provare da autodidatta, partendo praticamente da zero (le basi di musica imparate a scuola sono un lontano ricordo).
      Non saprei da che parte partire nella scelta per cui sono aperto a consigli su modelli o caratteristiche.

      Una domanda da niubbo: può aver senso per iniziare (ed abbattere forse un po' i costi) prendere una tastiera midi (possiedo già una licenza Cubase)?

      Grazie

      Post was edited 1 time, last by “Bulldozer” ().

      Se non hai in prospettiva di uscire a fare serate, certamente una buona tastiera midi abbinata al pc ti permette di fare tante cose.
      Io per lo studio ti consiglierei però una tastiera pesata, sul tasto morbido si impara poco e male.
      E comunque quattro lezioni da un maestro ti aiutarebbero almeno a impostare la giusta postura e diteggiatura, per non imparare dall'inizio con la tecnica sbagliata, che non ti levi più.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Sarò di vecchia concezione, però la musica imparata da autodidatti ha un elevato livello di dispersività. Quello che si riesce ad imparare in un mese, da soli, è quanto si imparerebbe con un maestro che bada all’essenziale, in un paio di lezioni.
      Per quanto riguarda la tipologia di tastiera, meglio optare per una pesata a 88 note. Nei cataloghi Casio, Kawai e Yamaha (ad esclusione del mod. Piaggero) si trovano strumenti dal prezzo abbordabilissimo.
      Per iniziare, non utilizzare computer, MIDI ed altre diavolerie che distraggono e basta, meglio concentrarsi su lettura, solfeggio, postura ed esecuzione.
      Ohne Musik wäre das Leben ein Irrtum

      N.B. Rispondo a mail o telefonate con quesiti tecnici solo SE ho tempo e voglia
      Concordo con Michelet.
      Una buona base si ottiene solo seguendo un cammino guidato da un insegnante (meglio ancora "classico" con la predisposizione al "pop").
      Per esempio, magari potrai arrivare a conoscere tutti gli accordi, ma non saprai (senza un buon corso di armonia base) il PERCHE' e il COME vengono costruiti in quella maniera. E miriadi di altri temi.
      Io qualche "corso" sul web, praticato da gente che ha moltissimi iscritti l'ho guardato per curiosità... oltre ad incasinare e complicare enormemente tematiche come il solfeggio, armonia e ritmo, con soluzioni "fai da te" alquanto discutibili, usano linguaggi diversi da quello "standard", linguaggio che serve per capire e farsi capire da tutti i musicisti che abbiano un minimo di cultura.
      Resistance... is futile. We are KORG, so you'll be synthetized!
      Se vuoi imparare a suonare da zero è consigliata l'impostazione classica, un bravo maestro ti insegna a leggere e capire il pentagramma (cosa che ti risulterà molto utile in fase di composizione), durata di note e pause, e ovviamente l'approccio pratico allo strumento (impostazione della mano e via dicendo). Hai cosi le basi per poter allargare le tue vedute

      come pianoforte pesato ti straconsiglio uno yamaha p-45 (è il nuovo modello), 400 euro e il rapporto qualità/prezzo è elevato.
      puoi vedere anche se trovi il p-35 usato

      ciao!
      Ho provato anch'io la p45 ed è ottima, comunque starei su Yamaha.
      Per quanto riguarda maestro o no, molti di quelli che hanno preso lezioni per anni sviluppano un odio profondo per lo strumento e lo lanciano dalla finestra. Invece l'autodidatta (che poi con you tube tanto auto non è...) non lancia lo strumento e addirittura a natale se richiesto accompagna i canti senza dover essere minacciato...
      In più anche musicisti noti sono autodidatti...
      e imparando da soli magari si acquisisce uno stile originale...
      Tuttavia devo riconoscere che Mozart ha avuto molti maestri, il meglio dell'epoca, e il risultato è stato più che accettabile!
      Io ho iniziato da autodidatta intorno ai 12 anni e ho cominciato a prendere lezioni con un maestro a 15-16 anni.
      Le "cattive abitudini" (ditteggiatura sbagliata e una certa tendenza a "correre") acquisite prima di prendere lezioni mi hanno ostacolato non poco e mi creano problemi ancora a distanza di anni, perché mi viene spontaneo fare certi passaggi in modo sbagliato e poi "mi incastro".


      Devo fare un mea culpa che faccio ben poca pratica strumentale, però ogni tanto mi capita di voler imparare un brano, studiarlo con la ditteggiatura corretta indicata nello spartito e, una volta che l'ho imparato bene, dover continuare ancora a concentrarmi sulla ditteggiatura perché altrimenti la sbaglio (pur sapendo il brano a memoria - che con l'esercizio mi viene spontaneo).

      Per giunta le rogne non sono venute fuori subito durante il primo anno di studio, ma proseguendo al secondo o terzo anno di studi, quando i brani/esercizi richiedevano certi passaggi e a me veniva spontaneo fare diversamente...


      Riguardo a youtube, secondo me si rimane comunque autodidatti perché, se da c'è una persona esperta che dimostra come si fanno le cose, dall'altra parte non c'è nessuno ad osservare chi studia nella pratica e a correggerlo degli errori.
      A mio avviso le lezioni sono importanti soprattutto agli inizi, in modo di prendere un'impostazione tecnica corretta...


      Quando al discorso lezioni e odio per lo strumento, ci sono due discorsi da fare:
      - Lo studio dello strumento "imposto" (l'ideale è iniziare lo studio in età scolare, ma se magari all'allievo non gliene frega niente, poi è difficile pretendere che sviluppi amore per lo strumento... mentre è difficile avere dubbi sulla motivazione di chi studia da autodidatta);
      - Il metodo di insegnamento usato. E qui mi dichiaro un fermo sostenitore del metodo classico, basato sul solfeggio e sui soliti testi utilizzati da decenni (quando non risalenti a secoli fa, ne è un esempio il Beyer che viene ancora oggi utilizzato come testo per iniziare lo studio del pianoforte). Poi c'è chi insegna con metodi "moderni" (?), trascura il solfeggio perché lo ritiene poco importante, fa suonare all'allievo dei brani che non sono adeguati al suo livello di preparazione (magari l'allievo scrive ancora i nomi delle note sullo spartito, perché non è ancora bravo a leggere, dato che il solfeggio viene trascurato) e a distanza di anni non si vede alcun risultato. Il mio maestro di piano, ormai parecchi anni fa, più volte mi ha citato di questi casi. Allievi che hanno letteralmente buttato via alcuni anni a studiare senza risultati. In qualche caso questi allievi hanno avuto la fortuna/forza di cambiare insegnante e ricominciare lo studio da capo, ottenendo dei risultati, in altri casi si sono semplicemente stufati e hanno lasciato perdere.

      Parlo di metodo classico non con l'accezione di "musica classica o morte": si può studiare classico, si può studiare jazz, dopo un po' si può scegliere di orientarsi su altri tipi di repertorio, ma le basi da apprendere sono sempre e inevitabilmente le stesse.


      Quando qualcuno prende lezioni per anni e sviluppa odio per lo strumento, c'è sempre da chiedersi se:
      - lo studio è stata un'imposizione (magari di un genitore)
      - se si è dedicato seriamente allo studio (bisogna esercitarsi costantemente), anche quando noioso (il solfeggio è noioso e gli esercizi di pratica strumentale, soprattutto agli inizi, danno "poca soddisfazione")
      - se l'insegnante usa dei metodi di insegnamento poco efficaci.


      Opinioni personali, eh... io studio ben poco e mi ritendo un cane a suonare (lo ammetto senza problemi... preferisco far casino con sequencer e drum machines :D ), però pur sempre una ventina d'anni che ho le tastiere sotto le dita (anche di più, se si considera l'organetto e la melodica Bontempi che avevo da bambino, fin da prima di andare a scuola :P ) e ho potuto vedere in prima persona cosa è stato efficace e cosa si è rivelato controproducente per il mio percorso. Col senno di poi, avrei iniziato fin da subito con un insegnante.

      Poi ognuno fa come crede.
      Il rispetto si costruisce solo insieme.

      pao10 wrote:


      Tuttavia devo riconoscere che Mozart ha avuto molti maestri, il meglio dell'epoca, e il risultato è stato più che accettabile!


      Accettabile? :D
      Se puoi definire così un tizio che ha fatto la storia della musica... non voglio immaginare quali risultati tu abbia raggiunto con i tuoi studi! :D
      E in ogni caso, proprio lui e soprattutto la sorella (passata in secondo piano perchè non ha lasciato l'impronta compositiva importante come Wolfango) nonostante un talento precoce NETTISSIMO, abbiano comunque intrapreso un serrato percorso di studi.
      Dato che suono da 44 anni, conosco una moltitudine di musicisti di ogni campo e genere musicale, a parte i dj... e ti assicuro che chi ha intrapreso (anche senza concluderli) studi classici ha non una, ma due o tre marce in più, a prescindere dallo strumento che usa e dal genere che suona, proprio perchè ha gli strumenti adatti per abbattere ogni barriera tecnico/espressiva che può trovarsi di fronte.
      Un autodidatta (se gli riesce) per superarli ci mette qualche annetto in più!
      Perdonatemi l'OT :whistling:
      Resistance... is futile. We are KORG, so you'll be synthetized!