Virtual analog anni '90, li rivalutiamo o no?

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      Virtual analog anni '90, li rivalutiamo o no?

      Nel 97 pagando un rene comprai un Roland JP-8080, un'astronave con un mucchio di slider e pomelli, che allora sembrava veramente un miracolo perché non c'erano alternative in commercio, almeno non così potenti e ricche di controllo, e questo sembrava il grande ritorno di Roland ai vecchi fasti dell'analogico, o almeno qualcosa che si avvicinava molto.
      E' un virtual analog, modello rack e più performante della versione a tastiera JP-8000, che in teoria dovrebbe rifarsi agli storici Jupiter, poi chiaramente è un'altra cosa ma insomma, l'ispirazione è quella e permette facilmente di creare tanti bei suoni, visto che ha quasi tutto a pannello salvo qualche opzione da cercare su display.
      Pochi anni dopo sono stati sdoganati i primi puri sinth analogici del nuovo ciclo, fino a tornare alla riedizione del mitico Minimoog, e insomma oggi ce ne sono per tutte le tasche e generi.
      Ma ricordo che nei primi anni 2000 c'era la tendenza a snobbare alcuni virtual analog come il mio, ritenuto freddo, finto, distante dall'analogico vero.
      Questa cosa mi è sempre rimasta sul gozzo, perché è uno strumento che ha molte potenzialità, a chi conosce gli storici Jupiter vorrei chiedere se il suono si avvicina e se può considerarsi un degno erede, certo è vero che tendenzialmente il suono è freddo e aperto, non grasso come quello Moog, seppure non sia difficile tirarci fuori dei lead e bassi abbastanza incisivi, ma magari anche l'originale aveva questa tendenza, oppure no?
      Insomma ritenete sia una macchina che ha ancora un senso, o suona più analogico un plugin dell'arturia?
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      scusa ma snobbato da chi??
      vintagesynth.com/roland/jp-8000.php

      In quel periodo era usatissimo ed un must per la dance/trance.
      A me personalmente non piace.
      Con i vari Jupiter non c'azzecca proprio nulla; qualsiasi sia il Jupiter preso a confronto.
      Io possiedo un Jupier 4 ed un MKS80 Super Jupiter (una sorta di Jupiter 8 con steroidi, ma con un suono più simile al Jupiter 6).
      Reliquie puzzolenti che sfornano suoni analogici per nulla freddi.

      I Roland vintage non sono tendenzialmente "grossi" come Moog, perchè non hanno un basso così "dritto" (mi si passi il termine) e potente/trema-muri come il Minimoog, ma sono proprio più "grassi" e "sbrodolosi".
      Il JP 8000 è un'altra cosa, ma ha una sua identià definita...Se ti piace, non mi porrei nessun problema.
      Quindi, come ogni synth, ha senso se ti piace quello che ci tiri fuori...
      Se vuoi il suono degli analogici che furono, prendi uno di quelli o suo attuale clone.
      Io personalmente se partissi da zero, mi prenderei tutti i Behringer!
      Come VA oggi andrei di software e come digitali o ibridi penserei a D50, Wavestation, DX7, Microwave mkI...Tutta roba che ha senso e personalità da vendere.
      Però.....Se uno ha feeling con J8000, piuttosto che Nord Lead o Virus, where is the problem?
      Solo i forumer cagano il cazzo... :D

      Chiaro...Giusto mettere in guardia che con un VA del genere, non ci ottieni quei suoni là...
      Sul confronto Arturia ed algoritmi e knowhow attuali, non saprei...
      Ma Arturia non ha un JP, se ti piace un Jupiter, puoi considerare il nuovo mkII del J8 (sicuramente più simile all'originale del tuo VA).


      ps
      ah...che Gobert sarei se non vi chiedessi chi cazzo è @RecEng??
      Ma che puttanate scrive, zio boia!!! :D :D
      Ok ragazzi, l'ho riattaccato oggi, secondo me di robe interessanti ne fa, bei pad, sweep, atmosfere interessanti, e anche dei discreti bassoni, seppure non cicciutissimi.
      Che sia uguale agli storici JP non è il mio interesse principale, era più una curiosità.
      La cosa che lessi tempo fa era appunto che sarebbe uno strumento adatto solo alla dance e con sonorità fredde ben distanti da quelle delle macchine analogiche, diciamo che era una valutazione un po' approssimativa che al tempo mi aveva abbattuto un pochetto, anche se dovrei suonare e fregarmene.
      Dopo tanti anni di soli vst sto riallestendo un angolino con un po' di macchine vere per vedere che effetto fa registrare brani interi prevalentemente con questi hardware, e volevo capire se il mio JP-8080 può avere una collocazione in questo progetto, c'è già un DX7 prima serie, e poi si è aggiunta la RD-8, riedizione Behringer della celebre TR-808, e concordo con @gobert4 sul fatto che quei cloni Behringer sarebbero da comprare tutti, niente male anche i rolandini riedizioni dei loro storici sinth.
      Appunto a questi nuovi cloni penso, soprattutto perché alla quotazione attuale del JP-8080 potrei separarmene e comprarmi due minisinth nuovi, magari per assaporare qualcosa che imita il vero vintage, oh non so cosa farci ma ultimamente mi è presa sta fissa, Juno, Jupiter e anche Minimoog, tutte macchine che mi hanno sempre affascinato e che sicuramente mettendoci le mani mi ispirerebbero qualcosa.
      Secondo voi varrebbe la pena fare un cambio del genere?
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Premesso che non ho mai provato il JP8000... io non lo venderei a cuor leggero!

      Alcune considerazioni:
      - se ti piace come suona, fregatene di quello che dice la gente
      - a modo suo, è un classico (per un certo tipo di dance... vogliamo parlare della supersaw? anche se poi si usano normalmente i plugin per certi tipi di sonorità...)
      - non è ancora stato oggetto di una riedizione moderna: tanti synth hanno la supersaw (magari anche migliore), i filtri - da quel che leggo in rete - hanno un’implementazione non eccelsa... però la somma delle cose ti porta ad avere il suono del JP... un software “abbastanza simile” forse potrebbe essere Sunrizer di BeepStreet, che però ha un po’ abbandonato il mercato dei plugin per focalizzarsi sulle app (e anche Sunrizer per iPhone è un po’ che non viene aggiornato).


      Non penso sia una macchina insostituibile (non ho mai sentito l’esigenza di procurarmene uno), probabilmente dei plugin e qualche analogico sono una soluzione complessivamente “più efficace”... però è pur sempre un classico di un certo periodo, personalmente sarei un po’ restio a lasciarlo, pur essendoci tante macchine “migliori”... soprattutto se ti piace!

      Un’altra considerazione è che al momento c’è un’ottima disponibilità di analogici e di plugin... si possono acquistare con cifre basse o relativamente basse e senza troppa pressione legata alla pura di perdere un affare (al limite c’è qualche difficoltà di approvvigionamento legata al covid, ma i prodotti “per le masse” si trovano tranquillamente), mentre delle macchine che ormai sono fuori produzione da anni, probabilmente sono un po’ più difficili da ottenere... se non hai particolari necessità/urgenze, io gli darei quantomeno una chance e poi, se proprio dovesse giacere inutilizzato, lo venderei con calma.

      Ultimissima considerazione: non so a quanto sia quotato ora quel synth, ma non mi stupirei se crescesse, soprattutto grazie al solito ciclo dei vent’anni delle mode...
      Il rispetto si costruisce solo insieme.

      sin night wrote:

      Non penso sia una macchina insostituibile (non ho mai sentito l’esigenza di procurarmene uno), probabilmente dei plugin e qualche analogico sono una soluzione complessivamente “più efficace”... però è pur sempre un classico di un certo periodo, personalmente sarei un po’ restio a lasciarlo, pur essendoci tante macchine “migliori”... soprattutto se ti piace!

      Concordo con tutto quello che dici, penso che anche un semplice Massive possa facilmente replicare quelle sonorità, non essendo un sinth così caratteristico o dal suono grasso che solo un circuito può produrre. In quanto VA è digitale e in quanto digitale è facilmente imitabile.
      L'avevo preso quando i plugin non facevano questo, quando non c'erano altri sinth del genere e quando suonavo live, per farci gli arpeggi di pezzi dei Muse ad esempio torna utile, e anche per tanto altro.
      L'ho tenuto perché almeno un sinth con tutti quei controlli a pannello può fare comodo, e perché anche se non è il sinth definitivo fa tanta roba.
      La "mancanza di fascino" forse deriva proprio dal fatto che è un ibrido in un'età di mezzo, non ha un'identità così forte o quantomeno non gli è ancora stata riconosciuta, non ha né il suono vintage né quello più solido e moderno, non ha contribuito a brani famosi più di quanto possa farlo qualsiasi altro sinth o plugin.
      Un paio di anni fa ne avevo visti due in vendita a 600 euro, oggi ho guardato per curiosità e vanno dai 700 ai 1000, per questo se lo paragoniamo a certi cloni da 3-400 euro viene quasi la voglia di fare un cambio, per avere almeno i suoni che hanno fatto la storia.
      Poi che siano necessari i suoni storici è magari solo una mia fissa, di sicuro quei nuovi cloni a prezzo abbordabile fanno gola, e scegliendo bene due strumenti complementari ci copri un bel po' di sonorità, di anche quelle riconoscibili che fecero il successo degli strumenti originali, che è poi quello che più mi colpisce quando ascolto strumenti vintage.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Pilloso, non vorrei smontare la tua idea, ma quelli mi sembrano prezzi da malati di mente!

      Su MM gli annunci sono lì da anni ma aggiornati di recente.
      Uno partiva a 800€ 10 anni fa, adesso è a 550€ ma ancora lì in vendita!

      Il prezzo lo fa il mercato, non una manciata di visionari o speculatori che credono bastino 20 anni, per considerare costosa e vintage, una vecchia dentiera appartenuta alla sig.ra Gisella del piano di sotto.

      Poi magari mi sbaglio eh...
      Però ho anch'io l'impressione che i VA "vintage" stiano lentamente crescendo di prezzo.
      Non ricordo la cifra esatta che spesi per un NordRack 2x nella tarda primavera del 2018 (usato negozio, che quindi in genere è già un po' più caro), ma ora in rete il prezzo è più alto di almeno 100 € (e si parla di usato privato).

      Poi sono d'accordo anch'io che raggiunto un certo punto si parli di speculazione, io certe cifre non le spenderei (mi parevano già tanti quando acquistai il Nord Rack 2x, ricordo di aver riflettuto un bel po')...

      Comunque non escluderei che negli anni a venire possa esserci una moda per i VA vintage che ne faccia aumentare il prezzo in modo simile a quanto avvenuto per i campionatori (anche se nel caso dei campionatori non ci sono molte opzioni moderne oltre a software tipo Kontakt e soci). Secondo me la pasta dei vecchi VA può essere interessante, se non per emulare il suono dei primi 2000, almeno come elemento di contrasto ai VA moderni e ai veri analogici. Se prendiamo in considerazione un microKorg, a parte il vocoder e le forme d'onda DWG, penso che un punto di appeal al giorno d'oggi possa essere il carattere che (a mio avviso) non è tanto analogico... alla fine questi "difetti" conferiscono un carattere unico alla macchina, che la può rendere interessante...
      L'unica consolazione, se dovesse esserci una moda del genere, è che non dovrebbe essere difficile scrivere del software che suoni come un vecchio VA, con l'effetto che i prezzi dei VA "vintage" potrebbero venire un po' "calmierati".


      Opinioni personali, eh... Io quelle cifre per un JP8000 non le spenderei...
      Il rispetto si costruisce solo insieme.

      gobert4 wrote:

      Pilloso, non vorrei smontare la tua idea, ma quelli mi sembrano prezzi da malati di mente!

      Ieri guardavo su Ebay e c'erano aste arrivate sopra i 700 coi rilanci degli utenti (e ancora in corso) e altri annunci sopra i 900, poi chiaro, che li vendano è un altro discorso. Il tizio che dici tu su MM difficilmente venderà un prodotto senza foto, con scritto 550 nel testo dell'annuncio e 800 nel prezzo, l'altro usa una foto di archivio e non si impegna un minimo a descrivere prodotto e condizione, insomma per fare gli annunci ci vuole anche un poco di buon senso.
      Comunque un paio di anni fa ne avevo visti due in vendita entrambi a 600, quindi credo che oggi il minimo sia quello o poco sopra.
      Teniamo anche presente che nel '98 costava 2.400.000 lire, una follia, tradotto in euro 1200, contando l'inflazione anche di più, quindi il prezzo dell'usato lo trovo congruo, anche se consideriamo che poi sono arrivati i plugin e tante alternative hardware più economiche.
      In ogni caso non credo di avere un tesoro per le mani, penso che la cifra sia quella e che non salirà un granché, troppe alternative che non ne fanno qualcosa di irrinunciabile e insostituibile.
      Alla fine sono solo io che devo decidere se mi piace abbastanza da tenerlo o cambiarlo, ma mi sembra normale mettere sul piatto della bilancia il Roland JU-06 e il Behringer Model D, che sommati arrivano giusto a quella cifra.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Non saprei...
      Io sulla baia ne vedo uno a 650€ e qualcuno tra i 720 e 740€
      Niente aste, solo "compra subito".
      eBay chiede un 10% di commissioni e circa il 3,4% vanno via per Paypal

      Se a qualcuno va di portarselo a casa per più di 900€ ok, ma è semplicemente un prezzo folle per un synth vecchio...
      Tra i 500€ ed i 600€ magari sì...
      Nonostante pure lì, vedo annunci periodicamente aggiornati, ma di anni ed anni fa...

      Comunque, soldi permettendo, se ti piace io lo terrei...Perchè quello che fai con il JP, non lo fai con il BehriMoog e nemmeno con il JU-06
      Io penso che l'Access Virus, pur essendo uno strumento non più recente, suoni ancora meglio di tutti i synth virtuali (anche recenti) che ho provato. Con la sua Total Integration non ha niente da invidiare ai plugin nemmeno per quanto riguarda la comodità d'uso.
      Spero arrivi tardi il giorno in cui il suo software non girerà più su Windows.

      gobert4 wrote:

      Comunque, soldi permettendo, se ti piace io lo terrei...Perchè quello che fai con il JP, non lo fai con il BehriMoog e nemmeno con il JU-06

      Vero, sono tutte cose un po' diverse, nessuna fa al 100% quello che fa l'altra, il mio JP però credo possa imitare alcune tipologie di suoni, ad esempio è molto facile ottenere sinth tipo Jump o The Final Countdown (che se dico bene derivano dal mondo Oberheim), ma anche pad di diverso genere inclusi quelli soft e piatti degli anni 80, fino a dei lead aggressivi visto che a differenza del JP-8000, la versione expander integra anche un distorsore, la polifonia arriva a 10 note e poi c'è perfino un vocoder, che però non sono mai riuscito a usare per mancanza del microfono "giusto" e neanche mi serve.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Gli unici VA che possiedo nel mio piccolo homestudio sono esclusivamente Yamaha AN1x (e tre PLG150-AN sparse tra un Motif ES rack ed un CS6R), Novation MiniNova, microKORG, microKORG XL+ e Radias R.
      Di recente ho venduto, anche discretamente, su Reverb un Roland JX-10 a cui avevo installato il kit PWM ed una FlashRAM da 16 banchi (per avere 1024 patches). Dispiace un po' lasciare i propri strumenti, ma avendo già MKS-70 e, tutto sommato, avendo visto che l'aggiunta hardware non avendo un programmer adatto (peraltro prodotto da terze parti e costosissimo) aveva reso la gestione molto più macchinosa, posso ritenermi coperto per questa tipologia di timbriche.
      Ohne Musik wäre das Leben ein Irrtum

      N.B. Rispondo a mail o telefonate con quesiti tecnici solo SE ho tempo e voglia
      Belli quei roland JX! Non li stavo considerando, è un periodo Roland che ho in qualche modo "saltato" ma sono macchine davvero interessanti.
      Credo che il mio JP riesca a imitarne bene alcune sonorità, magari con basse meno piene.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Per me sono macchine non confrontabili tra loro, talmente sono diverse come tecnologia impiegata e filosofia costruttiva.
      Il Super JX suona molto bene, così come le Juno. Entrambi synth analogici, con gli encoder digitali. Il difetto era che senza un programmer esterno editare un parametro è un incubo, figuriamoci programmare da zero.
      Perciò Roland cambia filosofia, e arriva sul mercato il JD800, ossia l'esatto opposto: forse un primo passo verso il VA, ma con il contributo del PCM. Come suona? Benissimo, ma ha una pasta diversa dalle serie precedentemente citate, per forza di cose.

      Il JP8000, è un'altra cosa ancora. Con il JD800 condivide l'impostazione del "digitale con tanti controlli a pannello", ma stavolta è VA "puro" e alla fine è una macchina riuscita, nel senso che suona bene, è piuttosto versatile, ma soprattutto ha un carattere tutto suo. Vuoi per le sorgenti e il filtro, vuoi per gli effetti e l'arpeggiatore. Se lo sai sfruttare i suoi suoni possono dire la loro anche nei prodotti di livello, e non solo di dance-music.

      Lattugo wrote:

      Per me sono macchine non confrontabili tra loro

      Sì sono d'accordo su tutto, anche se in questo percorso sembra che Roland cambi strada ma che periodicamente omaggi il passato attingendo da digitale e analogico un po' come se fossero pari e dispari, e richiamando alcune cose di vecchi prodotti dentro ai nuovi, anche fosse solo qualche patch ispirata.
      Diciamo che tutto va sempre più ibridandosi e in tutto questo il JP-80X0 è un compromesso che non si sbilancia mai in una sola direzione ma cerca di prendere un po' dall'uno e dall'altro per essere qualcosa di differente, che non introduce particolari novità, né un'identità così forte, ma si fa uno spazio suo grazie alla versatilità.
      In questi giorni ho fatto un po' di manutenzione e sto cercando di capirlo come forse non ero riuscito prima, credo che la compresenza di patch e performance sia un poco fuorviante, assieme a effetti tipo un delay spesso presente nei preset della casa.
      A differenza dei synth vintage dove sentivi un suono asciutto e "puro" della macchina, qui la sua voce è un po' coperta dai vari fronzoli, e non rieci ad andare al succo se non parti da qualcosa di pulito.
      Scavando un po', lavorando sulla singola patch e togliendo gli effetti come qualcuno consiglia, si sente una maggiore affinità con i synth classici e anche la sua vera voce.
      Trovo che sia un po' troppo facile raggiungere suoni squillanti e un po' metallici, apri il cutoff finché non senti che il suono diventa meno cupo e nasale, e nella parte alta del controllo ti trovi in un millimetro di corsa a dare tanta aria che passi oltre e ti mangi tutte le basse, come se non ci fosse una via di mezzo, non so se mi spiego, questo credo sia un po' il limite della sua voce, che non ti porta in modo molto naturale a suoni "rotondi" e pieni.
      Non a caso è molto facile ottenere sweep, pad aperti e risonanti, lead un po' acidi, ovvio che con queste caratteristiche strizza più l'occhio alla dance che ad altro, tuttavia misurando bene il dito su quei parametri si ottiene anche molto altro, ma bisogna avere ben chiaro cosa si sta cercando, lui tendenzialmente ti porta a quei suoni così come una DX7 tende per sua natura al metallico, ci sono tuttavia anche patch di bassi e sub-bass che fanno un egregio lavoro, ma non sono ovviamente le basse di un Minimoog, manco lontanamente.
      Queste erano un po' le motivazioni che di tanto in tanto mi spingono a rimetterlo in discussione, quando invece nei classici vintage sento sonorità calde e piene che ho sempre considerato la vera espressione del mondo analogico, e oggi proprio da quelle macchine si attinge per fare riedizioni dai 300 ai 500 euro, quindi il dubbio viene, certo i butique Roland hanno un pannello molto più povero, ma volendo mantenere tanti controlli e con un suono bello "tosto" mi ispira molto l'ARP 2600, anche in versione clone Behringer, seppure il dubbio è che a quel prezzo non siano componenti che garantiscano decenni di affidabilità. Che ne pensate?
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Mi pare di capire che senti l'esigenza di un synth analogico. Senza necessariamente scomodare i polifonici (i modelli più economici sul mercato sono Korg Minilogue e Behringer DeepMind), probabilmente ti basta un monosynth analogico (che forse è pure meglio di un polifonico quando si tratta di fare dei bassi). Ce ne sono a bizzeffe, dai Behringer che hai già visto, a Moog, Arturia, Korg e compagnia cantando... Si tratta di capire che tipo di carattere stai cercando (dato che ovviamente ogni monosynth analogico ha le proprie caratteristiche).

      La linea Boutique di Roland, fatta eccezione per il SE-02, è completamente digitale. Sono synth virtual analog e suonano decisamente bene... Il difetto è che bisogna avere le mani dei puffi! X/ Dal mio punto di vista sono dei moduli sonori con un programmer compatto, ma non vorrei spippolarci in real time. Col SH-01A si riesce abbastanza, ma il SE-02 ha un pannello un po' troppo denso (e questo mi ha spinto ad acquistare l'editor per pc). Purtroppo su questi prodotti Roland ha fatto la politica dell'edizione limitata: sono già un po' cari se acquistati nuovi in negozio (quando si trovano), ma leggevo in rete che i prezzi richiesti nell'usato superano il prezzo di listino (poi ho dei dubbi che vendano...).

      Per spendere davvero poco, potresti considerare l'UNO di IK Multimedia oppure il MAM MB33 Retro. Non ho provato il primo, ma sembra una bella macchinetta. Il secondo è estremamente limitato in quello che può fare, ma è un bell'aggeggino da cui si possono tirare fuori dei bei bassi. Ovviamente non stiamo parlando di un Moog (se è quello il tuo riferimento), il MB33 è "ispirato" alla 303 (e solo ispirato, perché ci sono delle differenze, come la possibilità di mescolare le forme d'onda dell'oscillatore).
      Per spendere poco ci sarebbero anche le Volca di Korg, però sono tendenzialmente un po' rumorose (e comunque sono limitate... nel tuo caso ti consiglierei qualcosa di più completo).

      Gli Arp (Odyssey o 2600 - di cui attualmente ci sono delle riedizioni sul mercato) mi sembrano dei bei synth. Non ne ho manco uno nel mio arsenale e finora non li ho provati perché poi so che vorrei comprarmeli :) La pasta è "vintage" però è un suono un po' diverso da Moog...

      Si tratta di capire che suono cerchi, quali sono i tuoi riferimenti... Per dei suoni caldi, una scelta azzeccata potrebbe essere quella di stare su Moog e cloni/fratellastri... Però dei bassi devastanti puoi tirarli fuori anche da un Pulse 2 di Waldorf (che però è una macchina che di suo suona molto più "pulita").


      Quello che però ti direi è di non sostituire quello che possiedi con uno di questi synth, ma di aggiungerne uno al tuo setup (mal che vada sei sempre in tempo di rivendere il JP8080 se poi ti rendi conto che non lo usi).
      Il rispetto si costruisce solo insieme.

      sin night wrote:

      Quello che però ti direi è di non sostituire quello che possiedi con uno di questi synth, ma di aggiungerne uno al tuo setup (mal che vada sei sempre in tempo di rivendere il JP8080 se poi ti rendi conto che non lo usi).

      Sì infatti penso che non me ne separerei facilmente.
      Il progetto è di produrre un po' di brani suonati prevalentemente da strumenti reali, quindi averne uno in più non guasterebbe, visto che al momento non ho poi tanti sinth.
      Come suono direi che anche se il Moog mi piace cerco qualcosa di leggermente diverso, sto pensando allo Juno-106 o 60 (mi piace l'utilizzo che ne fanno, se non sbaglio, nei primi album di Gazzè) e anche il suono dell'Arp 2600 mi piace molto per carattere, timbro compatto ed essenziale, ma flessibile e interessante anche per il pannello così ricco di controlli.
      Mi piace un po' meno il Prophet 5 che tira a sonorità un po' acide e frizzanti, diciamo che una parte riesco già a ottenerle col JP-8080 anche se non sono la stessa cosa, ma insomma spero di essermi spiegato.
      L'uso che ne farei non è per suoni protagonisti, ma di contorno nella musica pop-cantautoriale, quindi pad, alcuni riff, forse qualche arpeggio, alcuni richiami agli anni '80 ma in arrangiamenti abbastanza essenziali e con parti che si alternano per lasciare spazio alla voce.
      Quei pochi suoni vorrei che fossero curati, caratteristici ma non invadenti, con poche risonanze e alte molto controllate.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Se sbaglio però correggetemi, perché di alcune macchine potrei avere un'idea falsata dal fatto che non le ho mai confrontate di persona, e in parte conosciute solo attraverso la discografia, review in rete o al massimo le versioni plugin che per quanto accurate non sono mai il reale.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.