"Photographs" (con videoclip)

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      "Photographs" (con videoclip)

      Ho il piacere di farvi ascoltare un brano registrato e missato lo scorso anno, e uscito a gennaio 2016: "Photograps" è il singolo estratto dal (bel) album di esordio di Giovanni Lucchesi:


      Per Giovanni si trattava della prima esperienza in studio, e ci è arrivato ben preparato, con arrangiamenti quasi sempre molto definiti e chiari.

      Abbiamo avuto diversi ospiti in studio, sia per gli strumenti principali (batteria, basso, chitarre) che per i vari interventi (piano, tastiere, pedal steel, acustiche) e, insomma, ci siamo divertiti :) .

      Per vari motivi, e dopo diverse prove, per la voce abbiamo optato per un mic a nastro che mi ha dato altre volte soddisfazione: Oktava ML 52 doppio ribbon, accoppiato quasi sempre allo splendido J99 di SCA.

      Se vi interessa posso parlarvi del setup utilizzato per il tracking... missaggio ibrido sul mio vecchio Allen & Heat GS3V, bypassando i VCA. :)

      EDIT:
      Inserisco due link (presi dalla pagina ufficiale di Giovanni) ad altri due brani del Cd, molto più "rock" sia come scrittura che come mix.
      Credo sia interessante anche il comportamento dell'Oktava con questi mood

      Living with myself (di questo sono in particolare soddisfatto della ritmica basso/batteria - cui ho partecipato suonando nientemeno che gli shaker)

      Traces of salvation in the night (anche qui direi che c'è una ritmica "importante", un intervento decisivo delle tastiere e un trattamento della voce un po' sui generis)

      Il messaggio è stato modificata 10 volte, ultima modifica da “grungelizer” ().

      Ok ascoltato con piacere. Trovo azzeccata la scelta del mic che rende ancora più calda la bella voce profonda di Giovanni. Poi hai dovuto lavorare molto di eq per renderla ben presente? È un aspetto che mi interessa il trattamento che hai usato sulla voce sia in rec (con eq HW?) che poi in mix... trovo bello il video... ecco lo so che è unnpo OT ma io dopo la 2a strofa mi aspettavo un ritornello anche per sentire come se la cava con gli acuti... o almeno a 2:40... cmq complimenti, anche il sound mi sembra bilanciato e avvolgente :)

      classic ha scritto:

      Poi hai dovuto lavorare molto di eq per renderla ben presente? È un aspetto che mi interessa il trattamento che hai usato sulla voce sia in rec (con eq HW?) che poi in mix...



      Ciao classic, anzitutto mille grazie per il tuo ascolto.
      In linea di massima - soprattutto se curo anche il tracking oltre al mix - cerco di limitare interventi in eq, ma ovviamente un mic ribbon per la voce va in qualche modo.... "aiutato".
      La scelta del ribbon (e qui rispondo anche all'ultimo tuo quesito) è stata dovuta anche al fatto che mi trovavo davanti ad un autore che cantava, non ad un cantante.
      L'Oktava ha in qualche modo aiutato il cantato, a prezzo di un certo intervento successivo in eq+comp colorato (sostanzialmente una catena da me utilizzata anche altre volte, che vede UAD 1073+GTS 39, quindi in questo caso software).
      Sul 1073 ho utilizzato un discreto boost attorno ai 3000 (vado a memoria e potrei sbagliarmi), sostanzialmente per "modernizzare" il ribbon.
      Le alternative principali erano U87 e U89, ed entrambe, in quest'occasione, ci hanno convinto meno del ribbon.
      Trattasi più di "feeling tra cantante e mic" in esecuzione che non di una questione sonica di base :)

      classic ha scritto:

      anche per sentire come se la cava con gli acuti


      Inserisco due link (presi dalla pagina ufficiale di Giovanni) ad altri due brani del Cd, molto più "rock" sia come scrittura che come mix.
      Credo sia interessante anche il comportamento dell'Oktava con questi mood :)

      Living with myself (di questo sono in particolare soddisfatto della ritmica basso/batteria - cui ho partecipato suonando nientemeno che gli shaker)

      Traces of salvation in the night (anche qui direi che c'è una ritmica "importante", un intervento decisivo delle tastiere e un trattamento della voce un po' sui generis)


      Per qualunque info riguardo a tracking e mix (se interessa) sono a disposizione :)

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “grungelizer” ().

      Sì John se la cava bene anche sugli acuti :) dei 2 brani mi è piaciuto soprattutto il primo Living... che avrei però fatto finire a 3:30 o meglio la versione studio a 3:30 mentre dal live va bene così :) il 2° brano mi sembra strizzare un l'occhio ai Toto come sonorità e la voce richiama qualcosa di Sting... insomma non mi convince del tutto il risultato e anche qui l'avrei fatta finire a 3:45, sarà che non amo i finali sfumati... cnq tanto di cappello, belle produzioni, bei brani e bella voce :)

      classic ha scritto:

      sarà che non amo i finali sfumati... cnq tanto di cappello, belle produzioni, bei brani e bella voce


      Eh, se per quello non li amo neppure io :) , ma il mio ruolo nella produzione ha riguardato tracking, editing, mix, non la stesura delle strutture o la scrittura

      PS: Toto, assolutamente sì, i suoni di keyboards vanno volutamente in quella direzione, con tutti i "rischi" del caso

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “grungelizer” ().

      Complimenti per la produzione, suona proprio bene, calda e nitida al tempo stesso.
      Una cosa tecnica che mi interessava: come hai spazializzato nel panorama stereo i vari suoni e i ritorni effetti?
      “Nobody cares if you know how to play scales. Nobody gives a shit if you have good technique or not. It’s whether you have feelings that you want to express with music, that’s what counts, really.”
      -Neil Young

      pao ha scritto:

      Una cosa tecnica che mi interessava: come hai spazializzato nel panorama stereo i vari suoni e i ritorni effetti?


      Ciao pao, grazie per le tue impressioni.
      Non ho una risposta univoca alla tua domanda... ovviamente nell'ambito di un CD modifico il panorama a seconda del brano, solitamente lasciando inalterati batteria e basso (ma ad esempio in questo lavoro c'erano brani registrati con le spazzole, con un setup di mic differente da brano a brano - talvolta ho utilizzato anche un U89 sullo snare).
      Ultimamente - anche per "responsabilità" di teeto :D - tendo a pannare i fusti agli estremi (ma in questo lavoro molto meno), mentre una volta ero orientato più verso un mix della drums "italiano" (ma se registrassi jazz classico, ad esempio, mi atterrei scrupolosamente alla disposizione del setup).

      Personalmente tendo sempre a spostare più da un lato le tastiere stereo (lo senti bene in "Living with myself"), o comunque le tratto sempre come se fossero uno strumento reale e che quindi, per lo meno in questo genere, non può essere più esteso della batteria e soprattutto degli ambienti.
      Per le chitarre dipende da brano a brano: ovviamente in un lavoro di questo tipo non agisco come se avessi un brano metal con 4 chitarre doppiate per lato :) , insomma non c'è assolutamente uno schema fisso.

      In "Photographs" c'è una chitarra acustica importante, e se ben ricordo, essendo una sola esecuzione, ho aperto tra loro i due microfoni (corpo e neck, in questo caso un U89 e un Aphex 460 moddato, entrambi su 2 TAB 372).
      Chiaramente questa "pseudosterefonia" non la utilizzerei mai su una acustica strumming (in questo caso faccio sempre fare almeno 2 esecuzioni, e le panno più o meno ai lati), ma trattandosi di un arpeggio a dita, e di una Martin 35 del 1973, ho cercato di aumentarne l'ambienza aprendo appunto corpo e neck (e aggiungendo una buona dose di EMT - se non vado errato sono impulsi di EMT 140 gestiti con Altiverb, ma ho anche il plug UAD).

      In questo genere molto difficilmente doppio o triplico (intendo a livello di esecuzione) la voce principale... anzi direi quasi mai, anche perché o hai davanti un cantante che è perfettamente in grado di gestire questo tipo di esecuzione o è meglio dare corpo, diciamo così, alla voce in altro modo.
      Ci sono più tecniche, ma qui sostanzialmente ho lavorato su traccia principale+un send della principale (e unica) su una seconda traccia con un saturatore "a manetta", sovrapposta in maniera solitamente estremamente lieve alla lead stessa, e in qualche caso "aperta" leggermente a lato a seconda dell'ingombro degli altri strumenti. Tutto questo varia brano per brano.

      Normalmente agli estremi ho sempre i delay, mentre i riverberi talvolta variano per apertura. Anche qui niente regole fisse.

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “grungelizer” ().

      Grazie per le delucidazioni, sempre istruttive.
      Una sola cosa mi lascia perplesso di tutta l'operazione: ma perché canta in inglese?
      Mi pare che perda molta credibilità artistica in questo modo...
      “Nobody cares if you know how to play scales. Nobody gives a shit if you have good technique or not. It’s whether you have feelings that you want to express with music, that’s what counts, really.”
      -Neil Young

      pao ha scritto:

      Una sola cosa mi lascia perplesso di tutta l'operazione: ma perché canta in inglese?

      Discorso complesso che a mio avviso esula dal thread (diresti alttrettanto ad un tedesco o a uno svedese?)... Magari se ne può parlare in un thread apposito :) .
      Ad ogni modo credo che lui abbia vissuto 2 o 3 anni in USA, ma questo aspetto non mi riguarda.
      <p>S&igrave; era un'affermazione fuori contesto, giusto.</p>

      <p>Comunque una questione a mio modo di vedere cruciale e sempre troppo poco discussa...</p>
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      -Neil Young