come si lavora su banco analogico.

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      come si lavora su banco analogico.

      Ciao a tutti!

      la domanda di questo post è indirizzata a coloro che hanno avuto la possibilità e la fortuna di lavorare in un banco analogico buono, di quelli che ogni aspirante fonico sogna la notte dopo averli visti in foto, ( parlo di banchi tipo SSL 400 o simili.

      Se qualcuno ha la pazienza e la voglia, vorrei che si facesse chiarezza su come si opera su questi banchi, quando cioè si lavora totalmente OTB.
      Quindi:
      - come avviene la assegnazione di ogni singolo canale dal monitor del computer al canale del banco?
      -come avvengono i collegamenti di ogni singolo processore analogico ( riverbero, compressore, distressor e via dicendo ) al singolo canale? come faccio a farlo lavorare?
      - come avviene, in che modo esiste la relazione tra banco mixer e computer/multitraccia?

      Se ci sono altre questioni importanti da affrontare in merito a ciò parlatene pure.

      scrivo questo post per curiosità personale, perchè essendo io come tanti un fonico alle prima armi che svolge lavori nel suo piccolo home recording tutto ITB sono interessato a sapere come si opera nei grandi studi, ma anche perchè sono convinto di non essere l'unico "aspirante fonico" con questa curiosità :) :)

      grazie a tutti in anticipo!!
      Risponderti per esteso equivarebbe a scrivere un trattato...

      Dipende dalla console che hai a disposizione, e non esistono solo SSL.

      Tra parentesi l'SSL non è un banco ..."buono". :D

      E' un banco decisamente high-end utilizzato soprattutto per il mixing, ma esistono svariate marche e tanti livelli intermedi prima di arrivare a un SSL o a un Neve o a un Trident 80 o a un Harrison.

      Ogni banco ha poi una certa topologia, quindi sarebbe molto difficile darti una casistica un po' seria senza scrivere dieci pagine...

      Il mix "tutto OTB" in realtà letteralmente non prevede computer, bensì la tradizionale accoppiata nastro-console analogica. ;)

      Già una DAW più il banco andrebbe considerato un sistema ibrido.

      Se vuoi collegare un sistema digitale a un banco semplicemente assegnerai ogni singolo canale es. in ProTools a un'uscita fisica sulla scheda audio, o meglio a uno o più convertitori, generalmente con un minimo di 24 output, tarando in ingresso sul banco l'input linea, generalmente con un tono di riferimento, e poi assegnando il canale dove e come vuoi, ma generalmente impostando il banco in maniera diversa a seconda che tu stia registrando o missando.

      L'eventuale macchina outboard esterna generalmente viene messa in insert e anche qui puoi può venire messa un po' come si vuole.

      Credo che per parlarne un po' seriamente però si debba comunque avere una certa infarinatura tecnica di base, altrimenti si spreca tanto tempo e si fanno discorsi un po' da bar... mi sembra inutile parlare di un banco analogico di grande formato quando non si sanno dove collegare i riverberi piuttosto che gli EQ esterni.

      Il banco grande è sostanzialmente identico a una console piccola, solo con delle possibilità in più.


      Se vuoi divertirti e vuoi davvero approfondire e avere un'idea, qui il manuale operativo SSL 4000 G Series, e guarda che se non hai un po' di esperienza un po' ti spaventi.

      Se ci dai un'occhiata capirai che la leggendaria versatilità SSL la si raggiunge studiando molto molto bene il manuale... non è un giochino da ragazzi.

      Poi da qui a dire che il grande banco sia nel 2012 l'unico modo per ottenere mix commerciali pazzeschi, poi è tutto un altro paio di maniche.

      Il grande banco è sicuramente più divertente di un computer, perdona molto più gli errori, fa cento volte più fico e suscita spesso invidie, ma nella realtà delle cose occorre considerare anche che:

      a) ha bisogno una grande manutenzione, altrimenti suona male
      b) se hai un canale che si rompe, spesso in diversi casi devi sospendere il lavoro dello studio
      c) consuma una cifra di energia
      d) senza un assistente in gamba è estremamente lento e per chiudere un mix ti diverti di più ma fai anche chilometri avanti e indietro
      e) peggiora grandemente le caratteristiche acustiche della stanza

      Detto questo, se vuoi comprare un bel SSL fammi un fischio, ti do cinque o sei nomi di broker anche solo europei che non vedono l'ora di piazzare un 4000, un 6000 o un 9000 !!!! :P :P :P :P

      I prezzi sono calati in maniera enorme.


      Scherzi a parte, spero di essere stato utile.

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
      Al di là di tutte le considerazioni, consideralo un universo parallelo con molte zone "lente".
      E' una filosofia o meglio una scelta di lavoro.
      Lavoro da 9 mesi su una neve 54, e non passa giorno che provo un rapporto di amore odio devastante.
      Il mio consiglio ?
      Scegli uno studio con un banco residente in cui ci si missa davvero e che non fa arredamento in studio e seguiti un lavoro dall'inizio fino alla fine.
      Capirai molto di più di quello che io possa scrivere.
      Quotissimo MikoPen. :thumbsup:

      Tra parentesi un conto è un banco vintage, un conto è un banco meno vintage...

      Sono utilizzi diversi, con flussi di lavoro anche molto diversi.


      8) teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
      La 54 sta a metà strada tra un vintage e un non vintage. La strip è più o meno di ispirazione vatican ( VR) series quindi cugina dell'ssl come idea, soltanto che è farcita di una quantità inusitata di trasformatori. Ora con tutto il bene che posso volere a questo banco, o spendi una cifra considerevole per un full recap,oppure ti lasci andare alle isterie dello stesso e ci lavori in base a come si sveglia. Ogni volta che si spegne il banco , la riaccensione presenta problemi diversi.
      Comprese quel paio di orette passate a sweppare tutti i canali che mi servono con l'oscillatore per "svegliarli" con un'iniezione dal line in !
      In definitiva dopo anni passati in full digital sono contentissimo di aver capito cosa significa "far mangiar corrente ai VCA" ma sono anche dell'idea che e comprendi questo fenomeno sonico , in parte puoi riprodurlo con degli ottimi plug. Ovviamente lavorarci significa fare chilometri in studio e dimenticare la velocità. Tutto ha tempi dilatati, tutto va pensato e tutto può essere discusso anche nella più ragionevole certezza.Probabilmente ,la cosa che ha forgiato per bene i grandi S.E. è proprio questa , la possibilità di sviluppare percorsi " a stella" rispetto alle procedure "standard" da fare su un banco. Meno roba , meno plug e un fottio di bantam da collegare, quindi , c'è da ragionare bene su come usare le risorse e su come prendere le decisioni. La sensazione di spalmare un mix sul banco è quella di avere tutto "ben suonante" , già da subito ma a mix inoltrato ti vengono dei dubbi atroci che nessun recall ti toglie. Poi è divertente che io per i mix mi avvalgo di stuzzicadenti, nastro, elastici,penne, grafite ! Tutta roba veramente Hi end
      intanto grazie a tutti per aver risposto :)

      ad ogni modo, non fraintendete, non ho assolutamente intenzione di cominciare a lavorare con un banco analogico.
      so benissimo che in uno studio di registrazione il banco mixer può aver senso solo se ti metti in testa di pagarlo 30-40 mila euro.
      volevo semplicemente farmi un'idea di come funziona :)

      per il momento mi trovo piu che bene con il mio sistema ITB, al massimo quando ne avrò voglia spenderò quei 1000-2000 euro per qualche outboard esterno come riverbero o compressore.

      comunque mi pare di capire che lavorare OTB ha si i suoi vantaggi qualitativi, ma a grande prezzo non solo economico, giusto? :)

      mi darò una bella letta al manuale se dici che aiuta a capire!

      binson wrote:

      in che senso peggiora grandemente le caratteristiche acustiche della stanza???
      non mi sembra di aver mai avuto questo genere di problema in regia


      Nel senso che una stanza anche perfettamente studiata acusticamente purtroppo risente di una superficie semi-orizzontale grande e profonda.

      Soprattutto quando la console viene installata dopo la progettazione della stessa, il che avviene molto spesso, e parlo ovviamente di sistemi stereo e non surround. ^^

      Per questo motivo il mastering ha sale praticamente vuote e prive di console grandi.

      Chiaro che si tratta di un problemuccio assolutamente secondario, ovviamente il vantaggio di tanto controllo sotto le dita controbilancia grandemente la questione.



      Opinioni personali, naturalmente.


      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
      Se vuoi cominciare a capire come lavorare su un banco analogico potresti prenderti
      un piccolo banco professionale a 8 o 10 ch molto ben suonante come ad esempio Studer
      169 o 961. Con 10 ch puoi ovviamente fare mix di progetti piccoli, però lavorare su questi
      piccoli banchi di alta qualità può insegnare parecchio.
      Pro Tools, Studio One Pro, Antelope Orion 32, Urei LA4, Focusrite ISA430 MK2, DBX 160SL, Tascam MX2424, Tascam da78-hr, Drawmer 1968 Mercenary Edition, Drawmer 441, Sommatore MCI R500, TC Electronics Finalizer Plus, Yamaha NS10, Yamaha HS50, Focal CMS 65, Aphex 204 Aural Exciter & Big Bottom, Schoeps CMC6MK2-MK4, Neumann Km184, Aphex 460, Oktava Mk012, Akg 414Tl2, Audix Drum set.
      Con banchi piccolini e poco outboard si finisce comunque per lavorare tanto sul computer per poi rendersi conto che i vantaggi di "uscire" fuori sono molto pochi relativamente ai vantaggi di lavorare ITB.
      Anche io ho preso un banchetto per lo studio, ma alla fine lo uso solo in ripresa e mai in mix sopratutto per la rottura di scatole di fare il recall!
      Probabilmente ad un livello diverso si ha più tempo a disposizione per finire un lavoro,quindi tutti gli sbattimenti che ne derivano sono accettabili, ma a piccoli livelli diventa solo un modo per rallentare il workflow...
      IMHO
      "Per sua natura la musica non può spiegare niente: né delle emozioni, né dei punti di vista, né dei sentimenti, né dei fenomeni della natura. Essa non spiega che se stessa." (Igor Stravinsky)
      FACEBOOK
      Si...infatti...e a parte questo non è come trovarsi davanti ad una patchbay bantam per fare il routing per un mix otb... È veramente lontano dall'essere la stessa cosa, considerando poi che in una situazione OTB, i ritorni macchina vengono spesso smistati ai bus disponibili su cui magari vai anche a patchare compressori o altri processori di segnale...

      Il banco da studio e il mix otb sono una filosofia a parte...sia in termini di routing che in termini "decisionali" .

      joe
      Giuseppe Novella
      Live, Mixing & Recording Engineer
      Naturalmente non ho detto che è la stessa cosa.
      La mia esperienza per esempio è stata così.
      Io ho iniziato come quasi tutti voi credo con il mio mac e logic, scheda audio, un pre e monitor.
      Pian piano ho allargato il parco macchine fin che mi sono trovato ad acquistare uno Studer 169 più che altro per
      la qualità dei suoi pre. Poi mi sono detto, perchè non usarlo anche come banco-banchettino...?
      Ed ho cominciato a mettere le mani sull'eq analogico, sui fader veri, sui pan e quì voglio sottolineare i PAN...vista la
      diversità che ho notato rispetto anche a pro tools mix plus che ho. Poi lo Studer 169 ha un bellissimo Limiter sul Master
      e quindi ho sentito per la prima volta come lavorava un vero limiter.
      Insomma non è senza dubbio come lavorare su un banco completo, però dicevo che si può imparare tante cose perchè si
      annusa la qualità a portata di mani.
      Preciso però IMHO che questa qualità e differenza la senti con nomi altisonanti tipo Willy Studer.
      Pro Tools, Studio One Pro, Antelope Orion 32, Urei LA4, Focusrite ISA430 MK2, DBX 160SL, Tascam MX2424, Tascam da78-hr, Drawmer 1968 Mercenary Edition, Drawmer 441, Sommatore MCI R500, TC Electronics Finalizer Plus, Yamaha NS10, Yamaha HS50, Focal CMS 65, Aphex 204 Aural Exciter & Big Bottom, Schoeps CMC6MK2-MK4, Neumann Km184, Aphex 460, Oktava Mk012, Akg 414Tl2, Audix Drum set.
      Secondo me...prima di pensare a prendere un banco, di questi tempi, bisogna pensare se ne vale la pena, dal punto di vista della manutenzione, del consumo elettrico, e della praticità.
      Oggigiorno molti famosi SE stanno pian piano abbandonando i banchi analogici, mantenendo però una postazione ibrida (analogica e digitale) quindi usando outboard analogici.
      Ci sono ancora alcuni studi full-analog...ma, ormai direi che la direzione è ben delineata, si va verso lo studio "modulare", fatto di componenti che comprendono entrambe le tecnologie.
      in termini di somma analogica, può esser bello mixare in un banco, sia per l'approccio più diretto, sia per il suono caratteristico del banco che si va ad aggiungere al risultato generale.
      A ognuno poi le sue considerazioni, basate sul proprio workflow.

      Personalmente sto adattando la mia regia per essere completamente Ibrida... farò il mix su pro-tools, uscirò in analogico per dei processi sui BUS, mentre i singoli canali saranno trattati ITB...
      Considerate le macchine che ho in mente di comprare, non è un investimento da poco, ma imho è molto più conveniente che buttarsi su un analogico piccolo, ne guadagno in qualità e flessibilità.
      Questo implichèrà anche la commissione di alcuni prodotti "rivisti" secondo le mie necessità... (a me serve un LA3A che lavori sia in dual mono che in Linked...l'originale lavora solo in dual mono...ovviamente la versione dual), quindi ci saranno alcuni progetti che dovrò attuare con un bravo ingegnere elettronico...però penso che alla fine ne varrà la pena...
      Giuseppe Novella
      Live, Mixing & Recording Engineer
      Il mio consiglio era dettato dal titolo del thred.
      Pro Tools, Studio One Pro, Antelope Orion 32, Urei LA4, Focusrite ISA430 MK2, DBX 160SL, Tascam MX2424, Tascam da78-hr, Drawmer 1968 Mercenary Edition, Drawmer 441, Sommatore MCI R500, TC Electronics Finalizer Plus, Yamaha NS10, Yamaha HS50, Focal CMS 65, Aphex 204 Aural Exciter & Big Bottom, Schoeps CMC6MK2-MK4, Neumann Km184, Aphex 460, Oktava Mk012, Akg 414Tl2, Audix Drum set.

      tidus49 wrote:

      so benissimo che in uno studio di registrazione il banco mixer può aver senso solo se ti metti in testa di pagarlo 30-40 mila euro

      Su questo dissento.
      Al di là del fatto che al giorno d'oggi ti prendi un Harrison 24 con non più di 20.000 euro, io preferisco, con tutti i suoi limiti, utilizzare il mio Allen&Heat GS3V (anno 1991, costava sui 12 milioni...) piuttosto che mixare ITB.
      Non è il suono di per sé che "è migliore" o "è peggiore": è l'approccio al mix che cambia, e io mi trovo più a mio agio così.
      Ovviamente con un mixer più performante avrei più possibilità (sugli eq, ad esempio, sulla headroom, e comunqe con un suono più in face - l'A&H ha i VCA e non li amo), ma comunque io la differenza col prodotto full ITB la sento... eccome.
      Il tutto lavorando comunque in digitale, quindi con una soluzione ibrida: a livello di compressori, ad esempio, posso utilizzare sia quelli software che quelli hardware, spesso entrambi sullo stesso segnale (finché ho outboard...).

      Poi dipende anche di che genere ti occupi principalmente.
      Non per fare l'avvocato del diavolo , ma...
      Io ho visto le bollette della luce dello studio in cui lavoro e so quanto ciuccia la neve 54 che spegniamo solo se ci sono dei periodi ragionevolmente lunghi di inattività.
      Ora non dico che altri banchi possano ciucciare quanto quella , ma il primo motivo ( oltre il recall/ si recall no ) per me rimane quello.
      Diciamo anche che se ti prendi un artista e fai solo quello in un mese o due , il tutto ha un senso. Se devi fare più lavori io potrei anche uccidere l'assistente che mi arriva in studio e mi fa trovare il banco scablato perchè doveva passarsi 4 stem in croce dal banco.
      I pregi ci sono ma forse è meglio che chiunque voglia fare questa esperienza la faccia presso strutture che hanno un banco residente e funzionante.