Recensioni di "The Inhuman Use of Human Beings" della mia band "This Broken Machine"

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      Recensioni di "The Inhuman Use of Human Beings" della mia band "This Broken Machine"

      A circa sei mesi (abbondanti) dall'uscita del nostro primo CD, completamente autoprodotto (da me, grazie a voi :D ) abbiamo raccolto ormai un discreto numero di recensioni che spaziano dall'essere buone ad essere così lusinghiere da mettere quasi in imbarazzo :D
      Ve ne posto qui qualcuna (sono una ventina abbondante, troppe), in fondo una parte del merito è anche dei vostri consigli!

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      Headcleaner - Recensione

      Un architetto progetta delle forme in grado di soddisfare gli specifici bisogni di chi utilizzerà un determinato spazio. Lo fa usando tecnica, fantasia e sentimento.
      Mescola i vari stili filtrandoli secondo la propria personalità, dando un tocco in più possibilmente con buon gusto e originalità.

      I This Broken Machine (d’ora in poi TBM) sono degli architetti italiani del Metal.Hanno progettato questo “The Inhuman Use Of Human Beings” – ancora caldo, essendo uscito oggi – attenendosi alle nostre necessità di fruitori finali, amanti del Metal dalle strutture non scontate.Oltre alla raffinata progettazione dettata dal buon gusto e dalla padronanza della materia, anche la costruzione è avvenuta con maestria e così, appena entrati nel loro edificio musicale veniamo accolti in modo molto coinvolgente dalle ambientazioni sonore, dai vari colori e forme.

      Molteplici sono infatti le influenze, ma nessuna di queste emerge in modo troppo evidente. Oserei però richiamare i Tool e i Voivod come riferimenti compositivi, per l’atteggiamento Progressive con cui si svolgono i singoli brani: praticamente impossibile sapere come si svilupperà un brano. E questo – non so a voi – ma a me piace parecchio.La voce alterna con facilità ed estrema efficacia parti clean e momenti growl. Momenti serrati danno il cambio ad aperture di largo respiro per poi rigirarsi improvvisamente verso delle accelerazioni furibonde a loro volta interrotte da frenate da botta di adrenalina, come se ci fermassimo sull’orlo di un burrone correndo a 200 all’ora lungo una strada di montagna. E poi via ancora verso un’altra corsa da cardiopalma.Una sezione ritmica precisa con una doppia cassa che spesso sembra un’AK47 e delle chitarre granitiche caratterizzano il sound della band, che però alterna momenti di pura delicatezza come nella brevissima “Dry Land” o nell’intensa “Alone” che sembrano voler dare di tanto in tanto un attimo di respiro all’ascoltatore prima di avvolgerlo nuovamente in un mare di note che si susseguono in perfetta armonia e con sapiente abilità.Suoni e arrangiamenti impeccabili fanno il resto e donano un tocco di qualità al lavoro.

      Senza dubbio i TBM hanno tutto ciò che occorre per poter figurare in un prossimo futuro fra le band di punta della scena metal italiana, anche all’estero.Il risultato è un ottimo album di… Architectural Metal (come loro amano definirsi).

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      Benoise- Recensione

      I This Broken Machine sono un gruppo milanese, giunto alla loro seconda nuovissima release, “The Inhuman Use Of Human Beings“.Definibili veri e propri “architetti della canzone” sia dal punto di vista strutturale che da quello emozionale, i This Broken Machine sfornano tredici brani dal sound intenso e viscerale, fondendo tra loro più generi (alternative metal, progressive, heavy metal) e riuscendo a sezionare le emozioni in più parti.

      Attingendo diverse influenze da signoroni gruppi come Tool, Neurosis, Isis, e Mastodon, i This Broken Machine ne condividono “l’attitudine progressive“, ovvero quello spirito di ricerca e sperimentazione che conduce verso nuove frontiere sonore e danno prova di abilità e maestria nell’architettare edifici musicali solidi e imponenti.

      Brani organici e ben definiti, che alternano momenti duri e violenti a momenti dilatati e atmosferici, con un cantato che intervalla un etereo clean e un growl aggressivo, un basso protagonista che dona profondità alle melodie, una batteria precisa, potente e incalzante, e chitarre marmoree e distorte.

      Le atmosfere cupe e nere, graffiate da ritmi asfissianti, addentrano l’ascoltatore negli occulti e introspettivi paesaggi dell’anima: l’esplosiva “Alpha“, le strumentali “Dry Land” e “June Gloom“, la corrosiva “Blinded“, la morbida “Alone“, l’effimera “New Breed” e la conclusiva “Machines” sono differenti esempi (di sfaccettature emotive) che mostrano come i This Broken Machine gettino fuori i propri pensieri e ne creino una summa in musica.Altrettanto malinconici e passionali sono i testi, che raccontano del disagio vissuto dall’essere umano, divenuto ormai piccolo e vuoto ingranaggio di un sistema globale, e della sua condizione precaria e alienante a causa del minaccioso rapporto tra l’uomo e la macchina, da cui c’è voglia di liberarsi.“Machines are rising and are here to stay / cold as ice they don’t feel hunger or pain / we need you to join us to fight them back“.

      Vivi, profondi, acidi e drammatici, i This Broken Machine dimostrano di avere personalità e grinta per annoverarsi il posto tra i possibili gruppi che si affacciano sulla scena metal (non solo italiana) e senza dubbio questo è un album che colpisce per la dinamicità con cui i pezzi, strutturati su più livelli, scorrono, andando a creare scenari frastagliati, coinvolgenti e “a sorpresa”.

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      The Rock Pit - Review

      It’s always interesting to review a CD by an Italian band, as the Italian music scene is one that I know very little of but which Mark (our Editor) always raves about in relation to the Sleaze, Blues and Melodic Metal scenes. This however is altogether another genre.

      "The Inhuman Use Of Human Beings" is the second long player from Milan-based This Broken Machine and it is a noise that fans of Metal I’m sure will want to hear. Be warned though this is something a little more than your average metal band in that they manage to produce a soundscape all of their own fusing influences from alt-metal, progressive metal and traditional heavy metal genres. What you get is something very structured, very interesting and very emotional.

      Sonically TBM sound like a mix of Scott Kelly’s seminal Neurosis, Tool and Mastodon and it is their progressive leanings and solid musicianship that make this worthy of your attention. There’s a relentless riff, some wonderful guitars and a mixture of other-wordly vocals and earth shattering growls.

      To get to the meat of it the songs ‘Alpha’ is something that sticks out it’s a musical landscape that shows you what this band could become: a stunning ‘Blinded’ juxtaposed with the gentle ‘Alone’ demonstrates real depth. One of the best songs though is definitely the closer: ‘Machines’. There’s a despondency and depth to the lyrics too that talk of isolation and the human condition that set the band aside. The human experience is being shattered by the Machine and mankind is losing its way are powerful theme s that should resonate with us all to varying degrees. I’d hate to say this was political but it’s certainly an interesting take on the struggle of humanity in an increasingly mechanized world.

      Don’t expect an easy listen, but do take a chance on these guys, I’m sure the best is ahead of them and if they don’t lose this spark they could be a band to be reckoned with in Italian Metal.

      By Leslie Phillips

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      Dagheisha - Recensione

      Quanti dischi abbiamo ascoltato nei quali il concept trattato o le liriche descrivevano l‘eterna diatriba tra l’uomo e la macchina? Decine, forse centinaia. Da quegli anni novanta dove la “fabbrica della paura” ha costruito la propria carriera su questa affascinante dicotomia traducendola in una forma metallica che s‘imbastardiva con il clangore delle macchine, sono state numerose le band che hanno basato la loro carriera su tutto questo ed anche i This Broken Machine non sono da meno. Questi giovani e preparati musicisti partono da quel periodo ma arrivano a sviluppare un proprio spettro sonoro che abbraccia anche altre correnti soniche. Un metal moderno, accattivante, oscuro complesso che oscilla tra le sperimentazioni dei Tool più visionari ed Killswitch Engage meno ruffiani.

      Il sound della band risulta essere avvincente con soluzioni ritmiche originali e mai scontate. Gli arrangiamenti sulle trame chitarristiche ricordano i Mudvayne più ostici - ‘The End Of All Things To Come’ per intendersi - mentre la stonatura arriva con la ritmica quando è vicina alle cose più banali del metalcore. Questo fa perdere valore all’economia artistica del pezzo ed al lavoro in generale. Ecco un punto su cui dovrebbero lavorare di più i The Broken Machine. Lasciare perdere il metalcore più rozzo per approfondire tematiche più visionarie ed oscure, che già su ‘The Inhuman Use Of Human Beings’ fanno bella mostra.

      Produzione molto curata e ben bilanciata con dinamiche indovinate e per ultimo ma non perché meno importante, una voce davvero carica di pathos e curata in ogni particolare. Dal growl molto profondo fino ad arrivare ad una voce pulita che canta e regala emozioni. Un debutto degno di nota sul quale sviluppare lavori di un certo spessore artistico.

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      Rockshock- Recensione

      Quasi un concept album, The Inhuman Use Of Human Beings, esordio di This Broken Machine, scandaglia il tema del lavoro, dell’alienazione dell’essere umano ridotto a ingranaggio di una macchina colossale e del disagio causato dall’altra faccia della medaglia: dalla precarietà e dalla mancanza del lavoro.

      Un tema caldo, anzi caldissimo, che brucia la carne viva. La sonda utilizzata qui è la metafora del conflitto uomo-macchina. Il tema potrebbe essere affrontato in maniera retorica ma non è affatto questo il caso, anzi questa lotta quasi cosmica si traduce nei suoni ora disperati e cupi, ora sperimentali, inaspettati, che sono inventati e reinventati costantemente nelle 13 tracce dell’album.

      The Inhuman Use Of Human Beings è compatto e stimolante, funziona nelle sue parti più serrate e furiose (Blinded), come in quelle più lente e inconsuete (il lamento liquido di Alone, o l’epica triste di Consumed); funziona nei minutaggi ridottissimi, come nel distorto intermezzo di chitarra June Gloom e nei brani dalla durata più dilatata – la lunga conclusione Machines, una forma in divenire che attraversa a passo malinconico molti stadi differenti.

      Esordio molto più che interessante, curato nei dettagli, coinvolgente, totalmente autoprodotto. Ricco di spunti il concetto di architectural metal con cui il quartetto This Broken Machine definisce se stesso. Spero di sentirne parlare e di ascoltarli dal vivo.

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      New Noise Greece - Review

      This Broken Machine is another band from Italy, but they are a quite different one from the others we have reviewed lately. Their musical style on The Inhuman Use of Human Beings, a very well performed and produced album that contains thirteen songs, can be roughly described as alternative prog metal or if you prefer the band's term "architectural metal". To make it even clearer they blend together the music of bands like Tool, Deftones, with a lot of metalcore elements from Killswitch Engage on the guitar riffs, resulting in an aggressive but melodic album with a somewhat obscure atmosphere.

      The Inhuman Use of Human Beings is most of the time a mid-tempo album, with the exception of parts such as the intro of Blinded, that reaches the boundaries of death metal for a few seconds. The vocals vary from brutal to clean, sometimes sounding quite close to Chris Cornell and even the late Layne Stayley on the opening track Alpha (Alchemic Surgery). They also use female vocals on Machines, the last track and also one of the best songs on the album. On Dead End we can also hear some Opeth influences, mainly because of the guitars and the brutal vocals and from Nine Inch Nails with melodic grunge-like guitars on Alone.

      The band on their cover letter is saying that this album is about portraying "feelings of alienation and distress caused by work or the lack of it" and this explains the heavy and dark atmosphere of the songs.

      I have to admit that even though prog metal isn't exactly my cup of tea, This Broken Machine have written some complex and very interesting tunes like New Breed and Kingdom Come for example, with a wide range of influences but what would probably make their music even more solid, is if they tried to narrow down their priorities and focus on the things that they are better at with that being the heavier and aggresive part of their music, as they still seem to experiment with many different styles but then again, it all comes down to the listener's personal taste.

      However this doesn't mean in any way that The Inhuman Use of Human Beings isn't a very good example of modern metal and the band seems to take the music seriously enough, so if they work on some minor issues they will probably achieve even greater things in the future.

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      Underground Metal Italia - Recensione

      Io non ho idea se il loro sia Architettural metal, come lo definiscono, so solo che sono stati una novità mica da poco. Come fare a mettere insieme sonorità di band quali Entombed, NiN, Alice in chails, Korn, Soundgarden, Pantera e Pearl Jam? Quale filo conduttore ha un meltin' pot del genere? Non ne ho la più pallida idea, ma loro sono stati capaci di creare questa alchimia e a trasformare l'incerto in realtà.

      Il loro approccio musicale è assolutamente differente e insolito. Riuscire a fondere quei generi in uno stesso album è già complicato, il peggio è riuscire a farlo nella stessa canzone. Il loro esordio, che arriva con questo cd, è oggettimamente un fulmine a ciel sereno. Capacità compositive sostanziose e sostanziali, cura nella produzione del prodotto sia per la parte audio che per la parte visiva. Nulla è stato lasciato al caso, tutto fatto come si deve e ammetto mi stupisco un pochino a sapere che sono band Italiana. Come sempre non perché non ci siano talenti in Italia, ma sovente siamo soggetti ad esterofilia (da un lato) e dal pressapochismo (dall'altro). Quindi alla ricerca di un "già visto" che arriva da oltre oceano o da oltr'alpe, o peggio in relazione ad un "si fa così e basta" senza considerare l'evoluzione della tecnologia e delle richieste esterne.

      I TBM hanno fatto un lavoro veramente imponente, sfido molti di voi a trovare materiale di così alta qualitàtra le band in circolazione. Sottolineo che questo cd è completamente autoprodotto, quindi sfida ulteriore a trovare materiale fatto con così tanta cura e senza l'apporto di etichette o distribuzioni.

      Le canzoni che vi daranno da pensare e vi resteranno dentro di certo saranno: "Kingdome come", "New breed", "Dead end", "The ego", "June Gloom" e "Consumed". MA vi esorto fin da subito a recuperare il loro cd ed ascoltarvi questi loro tredici pezzi. MEritano seriamente più di un ascolto.

      CONSIGLIATISSIMI
      Noizz - Review

      Formados en el año 2007, como válvula de escape para liberar los fantasmas interiores de sus miembros, los italianos THIS BROKEN MACHINE dieron forma a una especie de Metal Alternativo en la que se unen diferentes influencias, como atestigua su primer trabajo en larga duración al que han titulado “The Inhuman Use Of Human Beings” y al que además han acompañado de una presentación gráfica de tonos apagados, fotografías deshumanizadas, factorías abandonadas y maquinaría oxidada. Y es que aunque al principio la imagen de la portada parezca no contar mucho, cuando uno empieza a enlazar el título, las letras, y las fotos del libreto todo toma sentido en lo que podríamos definir como un trabajo conceptual que habla precisamente de eso, de la deshumanización del hombre al servicio de un sistema de producción, en muchos casos obsoleto.

      Tras lo mencionado anteriormente no extrañará que los tonos musicales del álbum reflejen esa melancolía, desolación, oscuridad y rabia que muestran. De hecho es una combinación de sonidos que va de un extremo a otro, desde los pasajes desgarrados a base de gritos hasta las partes más atmosféricas, de sensaciones opresivas, y voces melódicas a las que la dulzura no acaricia sino más bien la tristeza. Tienen también partes mecánicas, que encajan muy bien con esa imagen de factorías acabadas, otras sin embargo son más Progresivas, aunque en perfecta consonancia con las primeras, y es que sorprendentemente en este álbum todo encaja a la perfección. Influencias como las de TOOL, A PERFECT CIRCLE, NIN, MESHUGGAH, MASTODON, NEUROSIS, OPETH, etcétera, pueden reconocerse a lo largo de los trece cortes que componen “The Inhuman Use Of Human Beings”. Un disco muy inspirado que hace de esa amalgama de sonidos su seña de identidad, sonando coherentes y consistentes en todo momento.


      Un magnífico disco en definitiva, que supone un debut francamente admirable para la banda, y que sabe hacer una música actual sin caer en tendencias concretas que puedan caducar en breve. Su propuesta es muy ambiciosa, por lo que es uno de esos discos que van ganando poco a poco al oyente, pero con firmeza. Además como apuntaba al principio es un disco en el que todas las piezas encajan, por fuera y por dentro, como debe ser un álbum conceptual. Si también le añades un sonido más que digno y capacidad para componer buenos temas, tienes la excusa perfecta para hacerte con el disco si te van las influencias anteriormente citadas.

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      Metal.it - Recensione

      La cosa più assurda è che questo disco sia autoprodotto.

      Questo il primo pensiero che mi è venuto in mente ascoltando "The Inhuman Use of Human Beings" dei nostrani This Broken Machine.Si perchè, al di là dei gusti e dei propri generi di preferenza, non si può davvero credere che un lavoro così ben ricamato, moderno, intelligente non abbia trovato un'etichetta disposta a promuoverlo e la cosa fa ancora più rabbia se si pensa alle schifezze che ogni giorno ci tocca sentire qui in redazione...Comunque, tornando a noi, i milanesi This Broken Machine rilasciano il loro secondo lavoro dopo l'esordio, "Song About Chaos", del 2007 e lasciano davvero il segno grazie ad una musica che è un caleidoscopio di umori ed influenze diverse.Quello che ascoltiamo in questo album è un metal molto oscuro, triste, vagamente rassegnato nel quale confluiscono espressioni prese dal death, dall'alternative (soprattutto), dall'us heavy metal, dal nu metal, dal prog... insomma, di carne al fuoco ne abbiamo davvero tanta.

      Riff quadrati e distruttivi fanno da introduzione a brani in cui Alice in Chains, Isis, Mastodon, Nine Inch Nails, Tool, si rincorrono senza soluzione di continuità andando a descrivere una atmosfera spesso soffocante, futurista e dannatamente efficace nel saper colorare di nero una qualsiasi giornata solare.L'album ha una patina di sofferenza che sembra avvolgere ogni cosa come la cenere che cade sulla terra dopo un grande incendio, una patina di dolore esaltata da una interpretazione vocale davvero sentita e toccante, sia per le parti clean, che mi hanno portato alla mente Trent Reznor, sia in quelle distorte che affiancate alla violenza di una musica molto massiccia e mai veloce danno l'impressione di trovarsi di fronte ad un muro di ruvido metallo pronto a caderti addosso.

      Difficile citare un brano in particolare, sebbene la struggente "Alone" e la splendida "New Breed" valgano sa sole l'acquisto, tanta è la qualità contenuta in questo dischetto.Quello che dovete fare se amate atmosfere ora pacate ora dure che confluiscono in un suono che è una vera e propria architettura, è procurarvi questo album e riflettere su quanto la scena italiana non debba invidiare niente a nessuno.Sinceramente, bravi.