Riascoltando "Fabrizio De André e PFM LVE"

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      Riascoltando "Fabrizio De André e PFM LVE"

      Ho deciso di aprire questo thread anzitutto perché sono sentimentalmente legato a questo storico live, in quanto è stato il primo concerto che ho visto dal vivo, a Firenze, nel 1979... esattamente una delle serate che furono registrate.
      Anche se ero piuttosto piccolo ricordo perfettamente che qualcuno della PFM (probabilmente Franz Di Cioccio) lo disse: "Qui dietro al Teatro c'è lo Studio Mobile, vedete tutti questi cavi... insomma, datevi da fare!" (rivolto al pubblico).

      Credo che per molti frequentatori del forum ascoltare questi brani sia veramente "una prima volta"... e allo stesso tempo credo anche che per molti che hanno qualche anno in più questo doppio live e questi arrangiamenti abbiano rappresentato un qualcosa di paradigmatico, un qualcosa con cui confrontarsi.

      Per anni, e lo penso anche adesso, sia pure con distinguo e tenendo conto di altri che son venuti dopo, ad uno straniero (un inglese, d esempio...) che mi chiedeva un buon disco "rock" italiano, dove testi e musica fossero ai massimi livelli, ho risposto "Il live di De André con la PFM!"

      Al di là dei gusti personali, è innegabile che questo incontro abbia rappresentato una svolta per la parte migliore della musica italiana: quella che oggi ci può sembrare un'operazione tutto sommato se non scontata per lo meno di routine, non lo era affatto nel 1979, in un clima italiano ancora carico dei lasciti degli ultimi anni'70.
      Chi (come me) possiede l'edizione in vinile, può andarsi a rileggere i commenti sui quotidiani, riprodotti nel libretto dell'album: sorvolerò su tutti gli aspetti politico-culturali per concentrarmi solo su quelli musicali.
      Ma non posso non consigliare la lettura dello splendido libro Evaporati in una nuvola rock, testo di Franz Di Cioccio e foto di Guido Harari, che ripercorre ricordi e suggestioni di quella ormai lontana tournée.

      Quello che credo che sia innegabile è il valore davvero molto alto sia della performance generale che degli arrangiamenti della PFM (dei brani di De André non parlo neppure...), probabilmente il miglior lavoro mai fatto dal gruppo italiano.

      I brani contenuti nei due LP (e CD) sono molti, e vi ripropongo l'ascolto di quelli che per me sono i più significativi a livello di arrangiamenti.

      Nonostante la versione del "Pescatore" sia forse il brano più conosciuto di questi due dischi, preferisco partire da un brano del 2° disco (quello uscito dopo, durante il rapimento di De André), opera di De André e Massimo Bubola: Sally.
      Già da qui è possibile apprezzare l'intelligenza della PFM tutta: dalla batteria, mai invadente eppure lontana anni luce dagli accompagnamenti cui ci hanno abituati tanti turnisti "pop" nostrani, alle chitarre acustiche (e Ovation classica, probabilmente De André stesso) di Mussida, alla tastiere di Premoli e Colombo (musicista aggiunto in questo tour).
      Il suono può sembrarci lontano e datato, ma io trovo che assecondi splendidamente la voce di De André e l'atmosfera seventies del brano.
      Un suono più "luccicante", rimasterizzato o semplicemente enfatizzato toglierebbe anziché aggiungere (parere ovviamente personale).

      Un brano (diciamo due) molto importante è senz'altro il dittico Maria nelle Bottega del falegname / Il testamento di Tito.
      Il primo brano è caratterizzato da una sinfonia di moog e una ritmica, ancora una volta inconsueta e intelligente (quanti in Italia son riusciti a suonare a questo livello su testi come questi? sentitevi l'assolo di moog di Flavio Premoli, e come si muovono drums e basso sotto), il secondo è così noto che sinceramente mi stupirei che su un forum di home recording italiano non fosse già (ampiamente) conosciuto,
      Se così non fosse... colmate le vostre lacune :) .

      Amico fragile, qui nella versione rimasterizzata (che a me piace meno dell'originale!), oltre ad essere forse il brano più intenso di De André, mette in luce un superbo Franco Mussida, in uno dei migliori "soli" di chitarra della discografia italiana.
      Ma come sempre, interessante e intelligente l'accompagnamento della ritmica della PFM Di Cioccio/Djivas.


      Da non perdere alcuni veri e propri manuali di arrangiamento (se avete a mente le versioni originali su disco): la già citata Il Pescatore, Giugno '73 (con un Djivas à la Pastorious), La canzone di Marinella.


      Per concludere, ancora un brano struggente, con un testo incredibile mai sovrastato e anzi esaltato dall'arrangiamento live della PFM: Verranno a chiederti del nostro amore.


      Anche nella bistrattata Italia di Sanremo (e X Factor) abbiamo avuto grandi autori e grandi interpreti.
      Mi ero dimenticato di aggiungere le note!


      Registrato dal vivo al Teatro Tenda di Firenze e al Palasport di Bologna 13-14-15-16 gennaio 1979 col
      "Manor Mobile" Recording Studio della Virgin Records, Londra



      Tecnici di registrazione: Peter Greenslade


      Assistenti alla registrazione: Chris Blake, Ken
      Capper


      Mixaggi effettuati durante il mese di febbraio 1979 presso
      lo studio di registrazione "Il Mulino" Milano


      Mixaggi: Franco Mussida


      Assistente ai mixaggi: Pietro Pellegrini


      Fonico: Pietro Bravin


      Collegamento alla pagina Wikipedia
      Ciao Grunge...
      hai ragione... è strano non trovare nemmeno un commento a capolavori della musica italiana come questi...
      Avevo letto il tuo 3d e mi ero promesso di andare ad ascoltare i brani... solo che poi mi è passato in secondo piano fra mille cose...

      andrò al piu presto ad ascoltare e non mancherò di lasciare i miei commenti.

      A presto
      Saluti Mirco.
      ...le macchine non aggiungono nulla all'anima della musica.
      Posso solo dirti che non sono mai stato un grande fan della musica italiana ma quei due vinili sono tra i pochi vinili italiani che ho consumato.
      A quel tempo la PFM era una delle pochissime band italiane che mi piacevano, mentre sopportavo a malapena De Andre'...tieni conto che avevo circa 15 anni :D
      Quel connubbio artistico per me' ha dato come risultato una delle poche cose "al top" prodotte in italia.
      ..e personalmente iniziai ad apprezzare De Andre' :D
      Questo disco non mi ha mai interessato.

      Di De Andrè mi commuove ed esalta solo la prima parte di carriera, quella degli anni sessanta. Veramente un alieno, ai tempi.

      Gran bel gruppo la PFM sul palco... posso dirlo con sicurezza perchè ho assistito ad una decina di suoi concerti.

      Sono troppo... "anglosassone" nei miei gusti musicali, la commistione mediterranea/angloamericana non mi ha mai scaldato, spiacente.

      Conosco (e posseggo) centinaia di dischi che, PERSONALMENTE, mi provocano sensazioni, affetto, riconoscenza, benessere, appagamento, sollievo dalle umane tristezze, arricchimento neanche paragonabili al povero Fabrizio insieme ai talentuosi strumentisti milanesi.

      Sia detto senza la minima polemica, o critica. La sensibilità musicale di ognuno di noi è degna del massimo rispetto.
      Grunge
      Giusto per non farti pensare che a nessuno interessa questo thread,aggiungo la mia e ti dico che quando l'ho letto mi sono più o meno commosso.

      Questo live è una delle pietre miliare, e per certi versi la più importante, della mia vita da musicista e da semplice fruitore di musica.

      Ciao
      Flavio

      pier_paolo_farina ha scritto:

      Questo disco non mi ha mai interessato.

      Di De Andrè mi commuove ed esalta solo la prima parte di carriera, quella degli anni sessanta. Veramente un alieno, ai tempi.

      Gran bel gruppo la PFM sul palco... posso dirlo con sicurezza perchè ho assistito ad una decina di suoi concerti.

      Sono troppo... "anglosassone" nei miei gusti musicali, la commistione mediterranea/angloamericana non mi ha mai scaldato, spiacente.

      Conosco (e posseggo) centinaia di dischi che, PERSONALMENTE, mi provocano sensazioni, affetto, riconoscenza, benessere, appagamento, sollievo dalle umane tristezze, arricchimento neanche paragonabili al povero Fabrizio insieme ai talentuosi strumentisti milanesi.

      Sia detto senza la minima polemica, o critica. La sensibilità musicale di ognuno di noi è degna del massimo rispetto.

      Non posso che darti ragione.
      Il DeAndrè degli anni 60 è una cosa unica nel panorama italiano.
      Personalmente non lo ascolto più perchè da ragazzo ne feci indigestione per colpa delle mie sorelle maggiori e di un mio amico che ne era invasato.
      L'operazione DeAndrè/PFM fu poi così coraggiosa? Alla fin fine DeAndrè aveva bisogno di un gruppo perchè finalmente aveva vinto la paura del palcoscenico. Nel primo Tour utilizzò una parte dei New Trolls,poi si ricordò della PFM che aveva suonato quasi al completo ne La Buona Novella.
      La PFM era già in parabola discendente come produzione propria,ma come musicisti erano il top,quindi era un successo annunciato.
      Devo aggiungere che cmq conosco tutte queste canzoni a memoria,sia i testi che le musiche e a suo tempo mi piacevano,ma ora non fanno più parte di me.
      In particolare gli ultimi album di da Crueza de ma in poi non mi sono mai piaciuti o forse non li ho mai capiti.
      Ovvio che anche in me non c'è nessun intento di polemica perchè rispetto i gusti musicali di tutti.
      Per altro a me commuovono alcune canzoni di Gianni Bella! :D Ma non quelle che ha scritto per Celentano,personaggio che detesto!
      Ultima nota:trovo spregevole la cannibalizzazione della produzione di DeAndrè iniziata a bara appena chiusa! Praticamente chiunque ha reinterpretato le sue canzoni,con risultati spesso penosi e cmq inutili e la stessa PFM ha fatto già un paio di di album col suo materiale. Mi sembra un karaoke da ricchi davvero indegno della memoria di DeAndrè,che resta in ogni caso un grande artista Italiano .
      ABLETON LIVE,TONEPORTUX1,EPIPHONE LES PAUL STANDARD,YAMAHA PACIFICA 812,YAMAHA ACUSTICA,DI GIORGIO CLASSICA , MIC. SHURE SM58,MIC.SUPERLUX S125,TASTIERA NOVATION NOCTURN,SET ARMONICHE HONER,BONGHETTI :D ,voce......


      She thinks I'm crazy But I'm just growing old X(
      E' sempre motivo di riflessione leggere qualcosa che esprime esattamente il contrario delle proprie idee o sensazioni.
      Non mi è mai interessato De Andrè, fino a un paio d'anni fa, per la ragione che quel po' che avevo avuto modo di ascoltare - e che era il primo De Andrè - mi sembrava musicalmente poco interessante e molto datato, rispetto ad altra musica dello stesso periodo, anche italiana.
      Avevo poi sentito Creuza de ma, anche sull'onda dei positivi commenti di David Byrne, e mi era piaciuto molto, ma pensavo si trattasse di una sorta di esperimento che stava, come dire, fuori dalla produzione ordinaria di De Andrè.
      Poi mi è capitato di ascoltare per caso alla radio "le acciughe fanno il pallone", un brano che mi ha messo i brividi.
      Ho quindi preso un live (di cui ascolto praticamente solo il terzo cd, quello dei brani più recenti) e Anime Salve.
      Canzoni come Dolcenera, la già citata Le acciughe fanno il pallone, Smisurata preghiera, la Domenica delle salme o Sidun rappresentano a mio avviso il culmine più alto della canzone d'autore italiana.
      Ora ascolterò con attenzione anche il live con la PFM!
      “Nobody cares if you know how to play scales. Nobody gives a shit if you have good technique or not. It’s whether you have feelings that you want to express with music, that’s what counts, really.”
      -Neil Young
      Questo 3d me l'ero perso.....
      Comincio a dire che possiedo una ovation classica uguale a quella della foto di copertina, per cui sono di parte! :D
      Personalmente credo che de andrè si fosse talmente innamorato del sound che aveva con la pfm che, in alcuni brani, hanno addirittura esagerato con gli arrangiamenti ma resta comunque una pietra miliare e soprattutto resta un album senza tempo.
      Ad ogni modo, se avete apprezzato il de andrè in salsa prog, vi consiglio di riascoltarvi anche "Storia di un impiegato".
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