Perché chiamiamo "sequencer" il software con cui registriamo?

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    gobert4.4pro x64 ha scritto:

    metterò questo thread tra i preferiti, lo voterò con il massimo dei voti e passerò notti insonni a riflettere su ciò....


    grazie Lat. e passa in gelateria su altre lande....


    Che peerla che sei... e anche il rosho che scrive sopra ironizzando sui miei ottant'anni ai quali manca effettivamente poco!

    Ci passo, ci passo.

    Lat.

    Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “Lattugo” ().

    Bel thread comunque, w l'arna o la duna, non c'ho una lira.meglio così che pacchista col mercedes, non so se avete idea...
    Twangster

    Il messaggio è stato modificata 2 volte, ultima modifica da “F.Blues” ().

    Lattugo ha scritto:


    Non proprio, il sequencer nasce molto prima, in ambito analogico. Addirittura la storia parte negli anni '40 con tecnologia elettromeccanica che poi si evolve verso il CV e dura ancora ai giorni nostri.


    Ne mero a conoscenza comunque grazie lo stesso, in quanto non spaevo che la cosa risalisse....addirittura gli anni'40?!
    E magari te ne porti esperienza diretta no?
    Visto che sei vecio :thumbsup: ....

    (Scherzo, non te la prendere)

    Seriamente però, resta il fatto che l'adozione di tale termine, errato, qualunque sia l'origine, ha iniziato a prendere piede proprio negli anni dell'esplosione massiccia della musica elettronica: ne sono la prova le interviste che possiedo presenti sui giornali del periodo '96 ed affini, anno più anno meno, dove nelle interviste di gruppi come Prodigy, Chemical Brothers ma non solo, anche produttori di elettronica ben più di nicchia come Wumpscut, si cominciava ad utilizzare questo nome per definire programmi come Cubase soprattutto, Cakewalk (l'antenato di Sonar), Pro Tools e soprattutto le prime versioni di Logic Studio, allora prodotto da Emagic e non da Apple.

    Nelle interviste degli anni precedenti a quel periodo, recuperate tramite miei parenti appassionati, si usava ancora il termine "programma audio" e roba simile, termini molto generici, non certo sequencer....magari anche perchè in quel periodo si sviluppava perlopiù, se non proprio tutto, in casa e/o garage e si produceva il risultato solo nei grandi studi, poi se si considera che nella prima metà degli anni'90 i PC avevano ancora prezzi molto proibitivi, così come l'attrezzatura da home recording....gli home studio erano abbagli per ricchi.
    Vuoi mettere la gioia dei producer anni'90 nel passare a prodursi tutto da soli, scoprendo funzioni di sequencing che risparmiavano tempo e soldi negli studi per le registrazioni.
    secondo me il termine deriva tutto da queste sensazioni, che negli anni '90 erano manna dal cielo per chi se lo poteva permettere.
    Magari avrò fonti sbagliate :) (ed addirittura supposizioni ancor più che sbagliate ;) ),ma questo è quanto posso riportare.

    Lattugo ha scritto:

    Poi il sequencing si è sviluppato anche in ambito digitale espandendo le proprie caratteristiche (anche grazie al MIDI) e permettendo di sviluppare i primi programmi da pc.


    Forse è proprio per questo i MIDIofili anni'90 hanno cominciato a chiamare questi programmi in questo modo no?
    Magari ti stai rispondendo da solo :) .

    Lattugo ha scritto:

    Poco dopo gli stessi programmi hanno integrato l'audio e il mondo all'improvviso è cambiato... ma il nome ancora no. :D


    Uahahaha vero :D .
    ex-Hellvis
    Ciao Hellvis,

    mi sembra di capire che tu dica che il termine "sequencer" per indicare un certo tipo di softwares comincia ad un certo punto degli anni '90.
    In realtà questa soluzione di continuità non c'è stata. La parola è sempre stata usata per definire strumenti che facevano la stessa cosa con tecnologie diverse ma con possibilità e caratteristiche che man mano si espandevano.

    Prima degli anni '70 il sequencer era un hardware analogico inserito in un synth modulare, all'inizio degli anni '80 veniva incorporato anche nei synth compatti a tastiera, dopo l'84 sequencer midi multitraccia erano unità hardware dedicate che controllavano tastiere e moduli in cascata, ma dall'89 in poi ci si è spostati a fare la stessa cosa su Atari, ed eravamo già a Cubase.

    Tutti questi aggeggi con tecnologie diverse mettevano delle note o degli eventi in sequenza.

    Già la descrizione di cubase audio (1994, al link sopra) è in qualche modo esplicativa:

    . Description:
    . 64 tracks MIDI sequencer
    . 8 audio tracks with effects (2 by track: reverb, chorus or equalisation) or 16 audio tracks without effects.


    e ancora:

    Category:
    . MIDI sequencer
    . Audio recorder


    Le specifiche dicono espressamente: guarda, questo prodotto non è SOLO un sequencer, ma offre anche altro.

    Lat.

    Lattugo ha scritto:


    Tutti questi aggeggi con tecnologie diverse mettevano delle note o degli eventi in sequenza.

    Già la descrizione di cubase audio (1994, al link sopra) è in qualche modo esplicativa:

    . Description:
    . 64 tracks MIDI sequencer
    . 8 audio tracks with effects (2 by track: reverb, chorus or equalisation) or 16 audio tracks without effects.


    e ancora:

    Category:
    . MIDI sequencer
    . Audio recorder


    Le specifiche dicono espressamente: guarda, questo prodotto non è SOLO un sequencer, ma offre anche altro.

    Lat.


    Uè lat, thanks for the info, purtroppo in quel periodo andavo ancora a scuola e non potevo avere tra le mani roba del genere come i vari Cubase 0.5 beta Vintage Edition uahahaha :D .
    Comunque alla fine aldilà delle rispettve fonti concordiamo sullo stesso punto: la definizione "sequencer" è sbaglata e limitante, in quanto si riferisce a funzioni che alcune macchine analogiche incorporavano già di loro in precedenza, funzioni utilizzate soprattutto, più o meno, nella musica di stampo elettronico.

    E ripensando alla continuità, hai ragione: infatti in quelli anni affermare "usiamo il programma X come sequencer" non significava, ne ieri ne oggi, che considerassero tali programmi unicamente come un sequencer e basta, però per un lettore meno esperto questa cosa potrebbe trarre in inganno e far definire tutto il marasma software audio come "sequencer" anche al giorno d'oggi.
    Oggi i truzzetti bimbiminkia (ma non solo, anche i punkettini pop-punkant) soprattutto chiamano "sequencer" qualsiasi cosa....purtroppo!

    8o
    ex-Hellvis