RIP Lemmy

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    E' la naturale conseguenza di un uomo che per 50 anni ha scambiato il suo corpo per una betoniera da cantiere.

    Condivido un personale aneddoto con il quale mi piace ricordarlo.

    L'ho incontrato a Las Vegas non molto tempo fa.
    Era un giorno di sole con un caldo pazzesco, cioè la normalità in questa città. Quel pomeriggio mi trovavo al Mandalay Bay, ero seduto in un bar del casinò a bere un drink quando vedo alla mia destra un uomo seduto davanti ad una slot a circa una trentina di metri da me.
    Da lontano poteva essere chiunque, ma per chi ascolta un minimo di rock n' roll quella sagoma vestita con stivali neri, jeans e denim vest usurato sopra una maglietta bianca e barba da chopperista anch'essa usurata, sembrava lasciar pochi dubbi sull''uomo in questione.

    Il primo pensiero che è galleggiato nella mia mente è stato che personaggi simili in quella città si potevano incontrare con disarmante facilità. Nel mio primo giorno nella città dei balocchi avevo già visto dei sosia perfetti di Elvis, Prince, Jacko e Marilyn per strada, poteva davvero essere chiunque.

    Il secondo pensiero è stato semplicemente "eh no dai ... è proprio lui, troppo uguale".
    Però non era circondato da nessuno, solo come un cane davanti ad una slot. Cosa assai strana. Ma non troppo, tutto sommato.
    Di vip e gente famosa ne girano parecchi lì, facile finire inghiottiti nell'anonimato della giungla delle slot e dei banchi verdi.

    Mi alzo e mi avvicino di qualche metro, il brufolo che prima non riuscivo a vedere c'era. Era lui.

    Il terzo pensiero è stato: gli rompo le palle per una stretta di mano oppure no.
    Anche no, tutto sommato non mi interessava molto ripetere una scena che ad occhio e croce lui avrà visto milioni di volte.
    L'ho lasciato stare, anche perchè pareva essere molto occupato a destreggiarsi tra leva, pulsantoni e la birretta che aveva in parte.

    Qualcuno si è avvicinato chiedendogli un autografo, sembrava abbastanza sulle sue/quasi scocciato di essere stato interrotto dal gioco.
    Ecco, motivo in più per evitare una bottigliata in testa.

    Lo ricordo così, con un velo di tristezza, che è il sentimento che ho provato in quel momento.
    Fama, soldi, lusso, ma fino a prova contraria era un uomo solo in uno dei tanti hotel di Las Vegas davanti ad una macchinetta mangiasoldi come un poveraccio sconosciuto. Come se non avesse niente di meglio da fare.

    Come se la sua vita si capitolasse in quell'istante che tutto pareva che essere un luogo d'arrivo.

    Davvero molto, inesorabilmente, rock n' roll.

    Alla prossima Lemmy.
    Analog and digital mixing.
    Blues Cave Studio
    Un paio d'anni fa ho letto la sua autobiografia.
    L'idea che mi sono fatto alla fine è che Lemmy è stata una persona semplice e coerente. Ha fatto quello che ha voluto, non ha mai preteso niente, si è divertito a fare rock 'n roll fino in fondo. Mi ha dato l'idea di una persona rispettosa del prossimo, delle idee altrui, molto più di quanto non si immagini vedendo il tipo e conoscendo i suoi eccessi.
    Non mi è sembrato il tipo che giudica o pretende di far prevalere la sua verità. "Io mi diverto così, se non ti piace chissenefrega, tu divertiti come pare a te".
    Long Live Rock and Roll
    Beh si di aneddoti ce ne sarebbero molti, purtroppo alla fine si arriva a quel punto, ha comunque vissuto una vita invidiabile dal punto di vista di musicista, non sò come sia arrivato a 70 anni, ma lui ha voluto viverla così
    "But that's the way I like it baby, I don't wanna live forever..."
    massimo rispetto e cordoglio per un grande nome e persona del rock.
    ha fatto quello che gli piaceva,senza problemi.
    i suoi album sono un po' tutti uguali,ma a lui piaceva essere coerente,nella musica come nella vita....
    lo ricorderò così:
    ......we are motorhead and we play rock and roll......
    dal vivo questa frase ti fa rizzare il pelo... e che tiro....
    addio lemmy,riposa in pace.
    l'importante è l'idea e soprattutto osare...