Gli opposti

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    Gli opposti

    Ho sempre notato che per aumentare uno degli opposti basti mettere uno dei due prima

    Mi spiego meglio

    Facciamo un esempio con caldo e freddo

    Prendiamo 2 bacinelle d acqua

    Una con acqua calda ed una con aqua fredda

    Se metto la mano nel aqua fredda e poi in quella calda

    E poi metto la mano dal inizio solo nel acqua calda

    Nel primo caso sentirò che laqua e più calda anche se tutte due anno la stessa temperatura

    Un altro esempio

    Se sono un regista di film e voglio far percepire molto di piu la tristezza di una scena

    Basta mettere prima una scena felice

    Sara molto più triste che vederè quella stessa sensa aver visto la scena felice prima

    Ma vale anche il contrario se voglio farla percepire meno triste di quello che è,

    basta mettere una scena ancora più triste prima

    E strano

    Un altro esempio

    Ma perché un un pasticcere stellato decide di usare i contrasti

    Ad esempio cremoso con croccante? Per lo stesso principio


    Ora arriviamo alla parte che credo interessi la maggior parte di voi il suono

    Se voglio esaltare qualunque passaggio ad esempio FORTE basta mettere prima un suono con un volume inferiore

    vale anche il contrario per tutti gli esempi

    Se voglio far percepire più alte freq, basta mettere prima il suono con meno alte

    Quel poco che basta quasi inpercettibile

    Se voglio far percepire il ritmo più veloce di quello che è basta mettere prima un tempo più lento

    Questo perché se parto già con un ritmo veloce e rimane per tutto il pezzo veloce mi abituo e non è più così veloce

    Il trucco sta nel capire il minor tempo che serve per abituarci a quella cosa per poi far entrare l'opposto

    Stessa cosa per scatenare emozioni usare gli opposti

    Quel che so E che e universale a tutti i nostri sensi incluso l'udito, aprofittatene

    Il messaggio è stato modificata 2 volte, ultima modifica da “KNX” ().

    Purtroppo il video in questione si sente malissimo da Youtube (deve provenire da un nastro video).
    Fu uno dei casi più famosi di psicoacustica applicata: anno 1983, passaggio (o meglio inizio del passaggio) epocale da vinile a CD, Horn produsse "90125" degli Yes, per anni uno dei migliori riferimenti.
    Il "brutto" suono iniziale esalta l'entrata di chitarra e successivamente la profondità di basso e drums.
    Senza il campionamento iniziale "degradato" l'impatto del brano sarebbe molto minore.

    Ascoltalo in vinile su un impianto serio e percepirai meglio.
    Ciao,
    è una regolina di psicoacustica da applicarsi soprattutto nell'arrangiamento prima ancora che in mix.

    Ciao,
    Mauro
    "qualsiasi cosa tu faccia...falla con stile" by F. Mercury

    It's not about the equipment, but about what you do with it.
    Aggiungo - anche se è OT - che non devi valutare la qualità di "90125" dal video che ho postato, che è veramente di qualità orrenda (si sente un hum di fondo da nastro video).

    Qualche tempo fa, dopo molti anni, ho riascoltato "90125" in cuffia (dal CD, non dal vinile: li ho entrambi).
    Credevo che in fondo fosse solo un mito giovanile (quando uscì tutti parlavano di quel disco come di una prova magistrale di produzione): niente affatto.
    Dinamica pazzesca, suoni che escono da tutte le parti, un basso favoloso (merito certo anche di tal Chris Squire).
    Un disco da riascoltare davvero, meriterebbe un thread a parte.

    Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “grungelizer” ().

    dancok ha scritto:

    Visto che si parlava del folletto di Minneapolis, credo che lui sia l'esempio lampante dell'illusione psicoacustica nei suoi arrangiamenti.


    Assolutamente, anche se paradossalmente è un artista che conosco più per aver suonato (in passato) alcuni suoni brani (i miei preferiti quelli "minori", tipo "She's always in my hair") che per averne ascoltato in maniera approfondita i dischi.

    grungelizer ha scritto:


    Assolutamente, anche se paradossalmente è un artista che conosco più per aver suonato (in passato) alcuni suoni brani (i miei preferiti quelli "minori", tipo "She's always in my hair") che per averne ascoltato in maniera approfondita i dischi.


    Ti capisco perfettamente.
    Prince è uno di quegli artisti che senza una cultura di base della musica black risulta spesso difficile da ascoltare. Anche perchè dagli anni 90 in poi è uscito gradualmente dal sistema majors che impone hit di facile presa e apprendimento sulla massa.
    Di fatto ha incominciato a produrre in completa autonomia buttando fuori materiale impegnativo, motivo per cui non è più riuscito a replicare il successo globale della decade 80, salvo riprendersi commercialmente dal 2000 in poi in cui è ritornato in vetta le classifiche.

    Ho incominciato ad ascoltarlo verso fine anni 90 seriamente e nonostante facessi fatica a digerire una concezione degli arrangiamenti di matrice black, con un forte mood di "tribalità funky pop", soprattutto nella stesura delle voci (vedi lo stile tribale di Beyoncè per esempio), ho incominciato a capirlo col tempo.
    Ed è stato catalizzante, ti fa entrare nel suo mondo e ti butta in una mischia di generi assurda, con una gestione ed una maestria mai sentita prima. Non così a 360°.

    Sono andato a ascoltarmi i dischi anni 70 del passato che hanno formato il terreno fertile per la sua musica e tutto mi è parso più chiaro, ho capito da dove è partito e di cosa si è cibato.
    Essenzialmente funky, soul, blues e jazz.

    Di fatto credo che lui abbia avuto la capacità di trasformare ogni genere che ha toccato in una nuova forma, elevandone la potenzialità a dismisura. Ha fatto dischi di solo jazz puro, sconosciuti, arrivi alla fine e capisci che non si tratta di jazz ma di Prince, e basta.

    Non tutto è ascoltabile, in totale ha realizzato 80 dischi, 40 non ufficiali e quasi irreperibili se non nel periodo in cui li ha buttati fuori tramite mezzi limitati e di nicchia.
    Credo che i più oggi non si rendano conto di cosa abbia fatto questo ometto, e di quale livello di maturità musicale avesse toccato.

    Comunque credo che Musicology del 2004, uno dei suoi tanti dischi non elettronici, possa essere un punto di partenza per entrare nel suo mondo.
    Oltre che un lavoro assurdo di performance strumentale all in one e tecnico (recording e mix).

    Parentesi chiusa, scusate un pò fuori tread.
    Analog and digital mixing.
    Blues Cave Studio