Investimenti nella musica

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    Investimenti nella musica

    Vi segnalo questo articolo di Re-pubica in cui si parla dell'industria della musica e in particolare degli investimenti nel mercato mondiale.

    Un breve estratto:

    "Quanto costa lanciare un nuovo musicista? La ricerca mette in fila numeri, snocciola dati concreti: gli anticipi di royalties incassati alla firma del contratto - ovvero i diritti che arriveranno nelle tasche dei musicisti in base alle vendite - pesano in media tra i 50mila e i 350mila dollari. A questi si sommano i costi per le registrazioni dei brano che vanno dai 150mila al mezzo milione di dollari; la produzione di video costa dai 25mila ai 300mila dollari; le spese relative ai tour da 50mila a 150mila; le voci marketing e promozione pesano in media tra i 200mila e i 700mila dollari per un totale che oscilla da poco meno di 500mila dollari ai 2 milioni. Un esempio su tutti: la stella Justin Bieber brilla (anche) per merito di mille e 500 esperti di marketing che in tutto il mondo seguono le evoluzioni della sua carriera e suggeriscono le strategie di "look" e orientamento musicale."

    Sarebbe interessante fare un raffronto con le produzioni nostrane, in termini di numeri, visto che, dall'articolo, parrebbe che il 90% della classifica top ten (ma poi... de che?) in Italia è composto da artisti nostrani.
    “Nobody cares if you know how to play scales. Nobody gives a shit if you have good technique or not. It’s whether you have feelings that you want to express with music, that’s what counts, really.”
    -Neil Young
    Due considerazioni:

    1 l'articolo, come capita quasi sempre, è scritto senza conoscere molto del mondo discografico, a me i 1.500 esperti di look fanno un po' ridere. Saranno distributori sui vari territori nazionali.

    2 un raffronto con il panorama nazionale non è possibile, si tratta di due mondi totalmente differenti

    saluti indistinti
    Gigino Papaoli
    quanto al punto 1 condivido... i giornalisti sono la peste del XXI secolo :)
    quanto al 2 capisco la differenza di risorse impiegate tra il mercato internazionale e il nostro, però sempre di soldi si parla...
    E considerando che, non so se il 90% (v. al punto 1) ,ma una buona quota di mercato italiano è "in mano" a artisti italiani (magari non a etichette italiane), sarebbe interessante capire quali sono le risorse in campo in favore di questi.
    “Nobody cares if you know how to play scales. Nobody gives a shit if you have good technique or not. It’s whether you have feelings that you want to express with music, that’s what counts, really.”
    -Neil Young