Mixing nel 2017 mitologie varie.

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    Cercate un'intervista a Sylvia Massy in cui racconta, parlando di microfoni, di un disco degli Smashing Pumpkins. Lei e Rick Rubin in regia a fare uno shootout per la traccia lead vocals tra Telefunken 251, u47, 67, 87, Sen 421, sm 57 e sm58 e scegliere il 58 in un blind test.
    se vendete il database mi incazzo.

    DBarbarulo ha scritto:

    Cercate un'intervista a Sylvia Massy in cui racconta, parlando di microfoni, di un disco degli Smashing Pumpkins. Lei e Rick Rubin in regia a fare uno shootout per la traccia lead vocals tra Telefunken 251, u47, 67, 87, Sen 421, sm 57 e sm58 e scegliere il 58 in un blind test.


    Si, l'avevo sentito anche io.
    E addirittura nemmeno avevano a disposizione tutti i mic che intendevano provare, una parte li avevano presi a nolo.
    Ho sempre ammirato la genialità posseduta da certe persone però ritengo che sia più un'eccezione che la norma e che la maggior parte delle persone si differenzi per la capacità nell'applicarsi in maniera seria e costante su quello che sta facendo.
    In ambito meno generico, come esperienza personale, il fonico che ci ha mixato il disco ha lavorato sul suo portatile itb in una casa nei pressi del lago Trasimeno non trattata acusticamente anche se con una buona risposta e le rifiniture le ha fatte a casa sua. La cosa per lui importante è stata quella di portarsi da casa i suoi monitor e di passare un giorno intero ad ascoltare brani di riferimento per adattarsi all'acustica dell'ambiente. Parliamo di una persona che ha diversi anni di mixaggio alle spalle in studi di registrazione classici.
    Mah.

    Secondo me la verità sta nel mezzo, e secondo me non è particolarmente educativo né corretto, sopratutto in un forum, e comunque in contesto moderno che è sempre più superficiale e non approfondisce, fare passare l'idea che "basta un laptop e un paio di cuffiette" per missare a livello mondiale.

    La mia idea è leggermente diversa.

    In particolare negli USA, ora i top mixer (serie A, 6-7 personaggi) guadagnano un terzo di quello che era nel 2001 un B mixer (serie B, 20-30 personaggi).

    Questo vuole dire che guadagnano un ottavo o un decimo di quello che erano soliti guadagnare appoggiandosi a determinate strutture - a proprie spese, o a spese del cliente: - studione con consolona, con costi fissi di:

    * studio manager
    * proprio assistente
    * assistente resident dello studio
    * proprio manager che si ciuccia - standard - il 20%

    La pirateria e la diffusione delle DAW "personali" ha fatto in modo che succedesse quello che succede adesso.

    Salvo qualche eccezione, generalmente eseguita in studi tosti o in progetti a lungo termine realizzati da produzioni che sanno il fatto loro (dieci-venti-trenta nel mondo), tutto il resto dell'industria anglosassone ha perso il confine tra professionale e "personale".

    Questo, unito al fatto che gli strumenti della produzione musicale sono diventati "consumer", ossia messi a portata di tutti, e supportati grandemente da un'industria che preferisce vendere 20.000 ProTùlz nativi (solo software) anziché 50 sistemi hardware, ha abbassato di GRAN LUNGA il livello complessivo.

    Per essere più preciso: il livello medio si è alzato. Il livello alto SI E' ABBASSATO NOTEVOLMENTE.

    La realtà è che tutti i top mixer hanno fatto questo passaggio: anziché appoggiarsi a strutture di studioni, piano piano si sono costruiti dei personal studios in cui fanno tutto ITB magari con qualche pezzo di analogico. Finito.

    Vedi Tchad Blake. Vedi Maserati. Vedi tutti gli inglesi che si sono trasferiti in USA perchè in Inghilterra la situazione economica è ancora peggiore...

    Poi ci sono ancora pochi che usano un flusso full analogue con bancone, eccetera. Pochi e sempre di meno perchè è senz'altro preferibile giocarsi un brano con dieci recall nel computer insieme ad altri venti progetti ecenomici, rispetto a un unico mix di due giorni in uno studione tradizionale ad alto budget.

    Questo lo dico per non fare passare il semplice messaggio che "basta un laptop e due cuffiette nel bagno".

    Non è così. Può bastare un laptop, senz'altro, se sei un super tecnico con 25 anni di mix alle spalle E SAI COME RIPRODURRE NELLA SCATOLA il buono dell'analogico, buttando via il cattivo dell'analogico (che è nel complesso molto più del buono).

    Diciamo 200 tecnici in tutto il mondo. Punto.

    Per tutti gli altri, se passa questo messaggio, si tratterà di essere convinti che sei "un produttore" perchè usi Logic craccato e hai il Mac.

    E tutto quello che è stato per decenni la vera essenza della produzione musicale, scrittura, arrangiamento, registrazione, mix,, mastering, confluisce per incanto in una serie di LIBRERIE standard, o di plugin di auto-mix tipo il Neutron Izotope, e milioni di tutorial in rete.

    Clic. Pronti-via. Dieci minuti e ho missato il brano. E pure masterizzato, tra un po'.
    Se questo è il pensiero che deve affermarsi, oh, che ti devo dire...

    Quindi secondo me: OK sfatare dei miti, ma attenzione a non creare dei mostri.

    Io personalmente, pur arrivando dall'analogico di venticinque anni fa, ed essendo tornato solo di recente ad un fracasso di analogico, rimango un fautore e promotore del digitale, perchè se lo sai usare, ED E' DIFFICILE, in mix può dare eccellenti risultati SE IL MATERIALE BASE è buono.

    Però secondo me l'ITB è più difficile dell'analogico.

    E' sicuramente impossibile e improponibile tornare indietro di anni, ossia a mix senza automazione e senza recall, soprattutto perchè generalmente l'artista improvvisato (cliente standard, che ha il proprio studietto) pensa di essere più artista dell (ex) professionista, e quindi pretende duecento modifiche alla propria "Creazione sublime" (quando nel 95% il brano e la produzione fanno semplicemente ca*are a partire dalla prima strofa).

    Follia quindi pensare a nastri, fruscio, crosstalk, manutenzione, costo elettrico, eccetera. Senz'altro. Zero.

    Ma da qui a dire che almeno nel front-end, ossia in registrazione, basti una schedina, un laptop e una cuffietta, per arrivare a produzioni world class missandola nel bagno... beh, insomma...

    Razzo, almeno mettiamoci un paio di casse. razzo, magari buttiamoci un po' di trattamento acustico.

    Occhio che ogni volta che passa questo messaggio c'è un qualcuno che smette di capire cosa è una produzione, e si mette a provare la nuova libreria craccata con duecento tracce in mix quando per un buon disco ne sono più che sufficienti 24...

    E magari perde cinque anni della propria vita ad agonizzare nel passaggio, nel proprio laptop, dall'ascolto di quello che "pensi di stare facendo" nella tua situazione rispetto a una produzione master fatta dai migliori produttori, con i migliori tecnici, nei migliori studi.

    Occhio. Per me, se passa questo concetto, detto così e così semplificato, non è né realistico, né educativo.

    Di Serban Ghenea o Blake o Kevin Killen, o Sheps, che missano world class con quattro plugin, ce ne sono pochi.
    Ed è gente che ha almeno 25-30 anni di mix. E altrettanti di produzione o co-produzione a fianco di giganti della musica.

    Ghenea-Riley, Blake-Froom, Killen-Lanois/Gabriel ... questo è il punto, non le cuffiette.

    E arrivano tutti dall'analogico, cercando di fare nel laptop quello che sanno essere il suono dell'analogico.

    E non è facile, secondo me. Assolutamente possibile e con grandissimi risulati, ma non facile.

    Anche se Mixbus da 100 dollari suona benissimo.


    Opinioni personali, ovviamente.

    8) Teetoleevio
    Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
    Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
    Teeto, non contraddici affatto quanto detto fino ad ora. Nessuno ha detto che un laptop, le cuffie e un cesso sono quello che serve. Il senso è comunicare che è sempre meno importante la disponibilità di chi sa quale hardware. Se qualcuno ci riesce ci si può riuscire. Stop.
    se vendete il database mi incazzo.

    DBarbarulo ha scritto:

    Teeto, non contraddici affatto quanto detto fino ad ora. Nessuno ha detto che un laptop, le cuffie e un cesso sono quello che serve. Il senso è comunicare che è sempre meno importante la disponibilità di chi sa quale hardware. Se qualcuno ci riesce ci si può riuscire. Stop.


    Ah questo sì.
    E' ASSOLUTAMENTE POSSIBILE. Non facile, ma possibilissimo, in particolare se il materiale di partenza è buono.
    Lo dico da anni. Ti ricordi quanto qualcuno mi "perculava" (cit.) su questo argomento, su questo forum? :D

    Ah, bellissima foto. Bella esperienza con Michael Brauer, eh!? FEEGO ROCK ON :thumbsup:

    8) Teeto
    Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
    Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
    Direi anche che, 10 anni fa la tecnologia non era quella di oggi. Per me resta un pallino, un vizio, alla stregua del danubio con la nutella, poter lavorare in una condizione da antologia. Io per primo ho commesso l'errore di pensare in maniera assoluta all'hardware. Sta di fatto che la coincidenza di Brauer, Sheps, Blake ecc. che sono oggi testimonials col loro lavoro del concetto che i "buchi a terra" si fanno anche itb, penso possa essere uno scenario confortante, più incoraggiante e di ispirazione rispetto a se queste affermazioni le facessi io che non sono nessuno.
    se vendete il database mi incazzo.

    DBarbarulo ha scritto:

    Direi anche che, 10 anni fa la tecnologia non era quella di oggi. Per me resta un pallino, un vizio, alla stregua del danubio con la nutella, poter lavorare in una condizione da antologia. Io per primo ho commesso l'errore di pensare in maniera assoluta all'hardware. Sta di fatto che la coincidenza del fatto che Brauer, Sheps, Blake ecc. oggi siano testimonials col loro lavoro che i "buchi a terra" si fanno anche itb, penso sia uno scenario confortante, più incoraggiante e di ispirazione rispetto al fatto che lo affermi io che non sono nessuno.


    Superquoto. :thumbsup: Oh porco giuda io questo lo dicevo ...dieci anni fa.
    Per quanto mi riguarda, oggi, la sfiga è che nel portatile ...se accendo Nebula si spegne la luce dello studio....
    Per il resto... senz'altro siamo fortunati.
    Molto fortunati.

    8) Teeto
    Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
    Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
    attenzione, in epoche di wannamarchette una precisazione: aver parlato a tu per tu con Brauer, Scheps ecc. in situazioni informali è stato frutto di combinazioni del trovarsi al posto giusto al momento giusto, magari del conoscere le persone giuste che mi hanno coinvolto. ecc ecc. Non sono miei amici, non andiamo in vacanza insieme. Ho masterizzato un mix di Brauer in un disco ma non lavoro con loro nè voglio dare ad intendere cose al fine di costruzione di immagine... ;)
    se vendete il database mi incazzo.

    DBarbarulo ha scritto:

    Cercate un'intervista a Sylvia Massy in cui racconta, parlando di microfoni, di un disco degli Smashing Pumpkins. Lei e Rick Rubin in regia a fare uno shootout per la traccia lead vocals tra Telefunken 251, u47, 67, 87, Sen 421, sm 57 e sm58 e scegliere il 58 in un blind test.


    Perdonami la battuta, ma per quella voce, più il microfono camuffa e meglio è :)
    Siamo tutti sulla stessa Bark.
    lei dice che molto spesso, anche nella sua location attuale che è una chiesa in cui ha lo studio, finisce con usare il 58 sulle voci rispetto a cose ben più appetitose.
    se vendete il database mi incazzo.

    DBarbarulo ha scritto:

    tu che stai 10 anni avanti 10 anni fa stavi ad ora. :D


    Hahaha. Alla Luciano De Crescenzo. Filosofia pura hahahaha. Speriamo allora, tra dieci anni, di non essere vent'anni indietro... :D

    DBarbarulo ha scritto:

    Non sono miei amici, non andiamo in vacanza

    Minch*a, ma sai che pal*e sotto l'ombrellone a cercare di ricreare ....in Protùlz ...la multibus compression ... CON MICHAEL ?
    Solo a pensarci mi scoppia la testa....

    8) Teetoleevio
    Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
    Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
    Il discorso di Teeto sul minore compenso per i tecnici più famosi di mix credo si bilanci con il fatto che ora facciano più brani...
    e se prima magari loro si potevano permettere di mixare in una settimana e pochi si potevano permettere di farsi mixare da loro ora ne faranno di più allargando la platea di clienti (visto che ora non sono solo le case discografiche a produrre brani)
    o almeno immagino perché non so come siano realmente le cose (e poi sarà caso a caso)
    quindi ci può stare, qualità un poco più bassa, meno tempo a brano, più mix...

    classic ha scritto:

    ora ne faranno di più allargando la platea di clienti (visto che ora non sono solo le case discografiche a produrre brani)


    Temo che non sia così.
    Il mix di un brano di uno dei nomi citati, o comunque di tecnici di quel calibro, nei loro studi effettivi e non nei loro eventuali "home", normalmente è sui 5mila dollari. A brano. Senza revisioni.
    Per un disco quindi siamo dai 50mila dollari in su. Solo mix. No revisioni.
    Temo sia difficile trovare, oggi, un artista che decida di pagare di tasca sua 50/100mila dollari di mix... più chiaramente tutta la filiera precedente.
    Ci sono, per carità, ma di certo il loro mercato principale non è quello dell' autoproduzione.
    Giampiero Ulacco
    Mixing Engineer