Mixing nel 2017 mitologie varie.

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    Mixing nel 2017 mitologie varie.

    Sono rimasto sorpreso dal leggere a distanza di anni ancora visioni confusionarie sullo stato dell'industria e delle tecnologie audio.
    Mi è capitato di parlare personalmente, fuori da situazioni ufficiali con qualche eminente rappresentante della fonia (top 10 mondiale) di questo argomento. Parliamo di persone che hanno crediti come i Rolling Stones, Bob Dylan, John Mayer, Coldplay, U2, Red Hot Chili Peppers, Adele ecc.
    Con meraviglia, senza mezzi termini, anche per loro i budget non sono più quelli di una volta. La modalità operativa è cambiata drasticamente quasi per tutti negli ultimi anni. Buona parte dei top mixers tende a lavorare sempre di più in the box, a livello di laptop, data l'esigenza di poter essere flessibili al punto di gestire più progetti in simultanea e da qualunque pizzo sperduto del mondo. Uno dei più accreditati mi ha detto testuali parole: "quasi tutti i miei amici ormai lavorano solo con i laptop, io ho ancora difficoltà ad abituarmici, ma sto imparando." "Riaprire un mix a distanza di alcuni giorni significa riallineare 800 ma anche 1600 potenziometri rotativi solo per il banco, operazione che costa 2 o 3 ore di studio per comunque non avere lo stesso risultato. Visto che ormai è la prassi chiedere revisioni ti renderai conto della poca praticità". Altra affermazione da sottolineare: "oggi c'è una diffusa nostalgia per l'analog da parte di persone che non l'hanno mai usato". Potrei continuare ancora a lungo. La sintesi è che da sempre parliamo di "compromessi" ma abbiamo sempre dato a questa parola una vena negativa per descrivere magari la nostra impossibilità di accesso a super regie e super hardware. Invece oggi è fortemente diffusa l'idea che lavorare in modalità classica sia un compromesso rispetto al comfort e ad un quadro di insieme possibile solo con l'instant recall delle daw. Quindi non stiamo a concentrarci troppo sulla strumentazione, ma preoccupiamoci delle performance, della musica, dei contenuti.
    se vendete il database mi incazzo.
    Non so se esistano console analogiche in grado di fare uno snapshot recall di tutte le ruzzole. In genere il massimo della vita è che si possono richiamare a video i settings dei canali ma devi girare manualmente 800 ruzzole fino a riportarle nella posizione salvata e questo anche negli ultimi SSL Duality. Il mastering è diverso poichè l'hardware non è tanto la piattaforma ma la stanza e il monitoring. Non potendo muoverli in giro per il mondo la tecnologia è abbastanza secondaria. Certo è che cose che 5 anni fa non si sarebbero affidate a plugin adesso sono serenamente integrate da mlti studi via software.
    se vendete il database mi incazzo.
    parlo in qualità di uno dei molti che dall'analogico non c'è mai passato
    se si esclude le solite diatribe ITB vs OTB, PC vs MAC, SOMMATORE SI vs SOMMATORE NO, credo che il succo dei discorsi importanti che seguo sul forum si riduca sempre a "come" si lavori in mix rispetto a "con cosa" si lavori.
    Sebbene causa trasloco e varie ed eventuali adesso sia un po' lontano dal mix, più vado avanti e più sbatto la testa nelle problematiche connesse, più mi convinco che se c'è un problema non si risolve sostituendo il compressore in bundle di Logic con l'LA 2A della UAD... se un compressore lo sai usare bene fai un buon lavoro anche col primo; le differenze tra il primo ed il secondo sono nuances che fanno passare il tuo lavoro da 8 a 10... ma arrivare ad 8 lo fai solo col manico, indipendentemente dal ferro o dal plugin di fascia alta che puoi avere a disposizione.
    Quindi se cambia il mondo e cambia il modo di lavorare che spinge anche i ME ad adottare soluzioni "snelle" per adeguarsi alle necessità del mercato che vogliono l'instant recall come condizione essenziale a scapito della console dell'Enterprise ben venga, sono convinto che i "top 10" con cui hai parlato, proprio in quanto tali, siano in grado di concepire un prodotto migliore di quanto possa fare io, ad esempio, col loro banco SSL :)
    Ciao Francesco, dici il vero, il senso del post è proprio sottolineare il concetto che non è un trade tra praticità e suono ma semplicemente un modo diverso per ottenere risultati performanti rinunciando ad alcune cose ma guadagnandone altre. Nel mastering è abbastanza indifferente l'instant recall, le ruzzole possono essere 50 ma non 500 o 1600.
    La riflessione è proprio non fare costrutti sulla non disponibilità di hardware ma migliorare il manico.
    se vendete il database mi incazzo.
    Una rivoluzione che, almeno in ambito "home recording", tra le varie conseguenze ne presenta una sicuramente positiva.
    Eccetto in parte la questione ascolto, spazza via in un sol colpo ogni possibile scusa tecnologico-consumista.

    La semplificazione dei mezzi, che permette di concentrarci nella direzione opportuna, senza distrazioni, lasciandoci con le sole nostre effettive capacità; come un pianista davanti ad un pianoforte, uno scrittore davanti ad un foglio bianco.

    Quanto tempo e soldi risparmiati e... quante chiacchiere in meno. :D
    Buono, no?
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    Trovo interessantissime le considerazioni di @DBarbarulo (e sono tra l'altro contento di vederlo molto attivo in questo periodo sul forum)
    la controprova è (purtroppo) il limitato numero di risposte a questo thread evidentemente non ci sono molte cose da dire/ribattere visto che sono affermazioni autorevoli e in qualche qual modo "definitive"
    mentre in altri thread si riempono pagine e pagine per non dire nulla qui in poche righe è già stato detto tutto :)
    forse l'unico modo di vivacizzare il thread sarebbe che DB a questo punto dicesse che scherzava e che invece tuttora i grandi mixano solo su console :D
    Banco ed ourboard costano, in termini di comodità operativa e costi. Un trattamento acustico costa molto di meno ed è un prerequisito. Alla fine della giostra un bravo fonico ti porta il mix a casa anche col portatile e due plugin nativi, con le proprie cuffie di riferimento. Imho lo studione serve quando hai ben chiaro il sound che vuoi e cerchi determinati dettagli sonori.

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    Beh,diciamo che dipende sempre dal target di cliente che hai davanti. Mi spiego meglio. C'è il gruppo che vuole il full analog e la stampa su vinile. C'è il cantautore che vuole il video mentre registra e gli bastano le tracce wav perché il suo scopo è rendere la sua musica scaricabile gratis e il video su YouTube.. Dipende...
    è innegabile che il total recall è importante nel 2016 se lavori per terzi.. Ma non per tutti i clienti è importante fare una revisione.
    l'importante è l'idea e soprattutto osare...
    Sono d'accordo con l'ultima frase in particolarmodo, cioè soffermarsi sui contenuti e sulle performance...Per anni ho ascoltato Heavy Metal, dai gruppi più noti a quelli più sconosciuti, soprattutto degli anni '80, beh, alcuni album se uscissero oggi sarebbero vergognosi a livello di "suoni", ma vogliamo mettere le canzoni scritte in certi periodi rispetto a quello che esce oggi?
    Diciamo che adesso è più un colmare le lacune degli arrangiamenti con mega produzioni che altro...ma è anche ovvio perchè secondo me è già stato detto molto negli ultimi 40 anni a livello musicale che oggi si fà difficoltà ad essere per lo meno originali
    Altra cosa che ho notato, negli anni '80 e '90, le produzioni variavano moltissimo a livello di suoni, adesso si è tutto appianato con uno standard di chitarre con lo stesso suono, stessi ampli, batterie campionate e via dicendo...parlo sempre in particolar modo di Metal perchè è l'argomento che conosco meglio...insomma, credo che bisognerebbe riniziare a sperimentare un pò, per quello che c'è rimasto da sperimentare
    In realtà esistono personaggi che operano ancora esclusivamente su console, ma è sempre un fatto di scelte private, non perchè il cliente lo richieda. Clienti che fanno specifiche richieste sul setup sono sempre meno (per fortuna nostra). Uno di questi è Al Schmitt, uno di quelli che se non è Neve non è amore, se non è 47+Fairchild non è Lead Vocals... Insomma uno seriamente dedito. Al Schmitt dice che nel 99% dei casi la produzione non è in grado di dire che differenza c'è tra il master sul nastro e il master digitale e che nel 99% dei casi i ME (Schmitt lavorava con personcine come la buonanima di Doug Sax) hanno sempre scelto i files digitali.
    se vendete il database mi incazzo.
    Edit: considerazione sulla praticità che cambia le abitudini. Greg Calbi (Sterling) giustamente ricordava che quando lavoravano solo con i nastri, una sessione di 3200 dollari 800 dollari era solo tempo passato a riavvolgere il nastro.
    se vendete il database mi incazzo.
    Da inesperto totale in fatto di mix e mastering, trovo questo thread estremamente interessante soprattutto sotto un aspetto.
    Da quello che dite si evince che quello che conta per ottenere un ottimo risultato è la preparazione del tecnico. Sembra scontata come affermazione, ma dire che fonici di caratura internazionale lavorano con cuffie e portatili (anche se hanno a disposizione studi da favola) e sfornano produzioni di successo mondiale significa che la loro preparazione è l'atout fondamentale per ottenere un risultato di alta qualità e non, o meglio non solo, il compressore o il riverbero provieniente da marte.
    Questo dovrebbe far riflettere le persone che, come me ad esempio, spesso non riescono ad arrivare a trovare quel suono o quella pasta sonora che si ha in testa. Dovremmo capire che per ottenere un determinato risultato, prima di tutto, si deve studiare tantissimo e provare altrettante volte.
    Considerazione inutile e banale la mia, ma leggere quanto scritto sopra mi fa pensare che anche se non si ottiene quello che si vuole non bisogna scoraggiarsi, ma soltanto impegnarsi di più.

    mikyloop ha scritto:

    ...ma dire che fonici di caratura internazionale lavorano con cuffie e portatili (anche se hanno a disposizione studi da favola...
    Sentiamo cosa ci dice DB, però credo che l'ascolto in cuffia sia quantomeno integrato...
    Ho però notato, anche qui, una "sana rivalutazione" dell'ascolto in cuffia. ^^
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    Beh, non ho detto nè mi hanno mai detto che lavorare itb col laptop voglia dire necessariamente lavorare un intero mix in cuffia (posso dire io che ho fatto un mix intero con delle cuffie philips da 9 euro ed è andato in onda in tv... ;) ma è un'altra storia e non lo consiglio). Sicuramente qualcuno di loro si sarà trovato in un albergo di sera, magari avrà alzato 1.5 dB al HH come da richiesta del cliente, che voleva come al solito la modifica per ieri, e avrà usato le cuffie per un check prima dell'invio di un file. La logica è piuttosto che con un minimo dispendio di mezzi ed energie, il nostro top mixer avrà tuttalpiù spedito una coppia di monitor di affezione (perchè è scomodo metterli nel bagaglio a mano se sono cose non comunemente reperibili a noleggio) e sarà andato nella location X o Y a fare il lavoro con l'artista senza l'assillo di dover trovare per forza una regia con 80 canali di banco nelle vicinanze.
    se vendete il database mi incazzo.
    Beh,diciamo che un po' si mixa anche con gli occhi.. Quindi cuffie + occhi = preparazione del mix. Per il mix secondo me monitor + stanza trattata = risultato. Io lavoro itb,e per ora mi trovo bene. Anche secondo me il mix ibrido a oggi è la cosa migliore. Poche cose,conoscerle e saperle usare..
    l'importante è l'idea e soprattutto osare...

    mikyloop ha scritto:

    ...Rimane però il fatto che con un'adeguata preparazione si raggiunge il risultato voluto.

    Intererssante questo spunto.

    Sono il meno qualificato per parlare del mestiere di ME, ma , mentre è vero che da un lato senza studio e applicazione non si va da nessuna parte, è purtroppo anche vero che la natura è ingiusta :D , per cui c'è chi è più o meno dotato; questo, senza stare a scomodare la genialità, vale, soprattutto in ambiti come questo, anche ad un livello non necessariamente stellare. Quindi non saprei... sulla questione di riuscire a raggiungere il risultato voluto.
    Resta inteso che la preparazione è alla base di tutto eh...
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