Contratto discografico...un punto non mi è chiaro!

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    Contratto discografico...un punto non mi è chiaro!

    Sto per firmare un contratto discografico con una Indie italiana per l'uscita di un mio singolo.
    Per farvela breve, mi sembra il solito contratto, ma c'è un punto che non mi è chiaro e che, negli altri contratti che ho firmato in passato, non ho mai trovato...
    Punto 3) La durata di tale diritto esclusivo ceduto alla Label è di anni 2 a decorrere dalla data di sottoscrizione del presente contratto.
    E fin quì tutto ok...poi:
    Punto 7) Nel caso in cui il Master (cioè la mia opera) fosse di interesse per una pubblicazione discografica, il produttore (cioè io) si impegna a cedere gratuitamente alla Label la proprieta' del master venendo meno quanto stabilito al punto 3.

    Ecco il primo dubbio...cioè ? cosa vuol dire il punto 7 in soldoni? Quel "cedere gratuitamente la proprieta' " mi fa drizzare le antenne... oppure è normale? Altro dubbio: mi chiedono le quote editoriali di 12/24 (pubblica esecuzione) e il 50% di riproduzione meccanica...
    Ora, saro' un novellino, ma fino adesso ho sempre firmato contratti con etichette estere (circa 15), e mai mi hanno chiesto quote sui diritti d'autore....oppure in Italia funziona cosi' ?
    Se si costruisse la casa della felicità, la stanza più grande sarebbe la sala d'attesa.
    In un contratto di edizione funziona così dappertutto.
    Non capisco cosa c'entri la camorra italiana (come se ci fosse una camorra svizzera, oltretutto)...
    “Nobody cares if you know how to play scales. Nobody gives a shit if you have good technique or not. It’s whether you have feelings that you want to express with music, that’s what counts, really.”
    -Neil Young

    pao ha scritto:

    In un contratto di edizione funziona così dappertutto.


    Se funziona cosí dappertutto, allora probabilmente fino adesso all'estero non ho firmato contratti di edizione, ma solo di distribuzione....
    Infatti nessuno mai mi ha chiesto percentuali sui diritti d'autore...
    Ma la cosa che mi lascia piú perplesso é il punto 7, nel senso che non capisco cosa significa...
    Cioé in parole povere : se fa il "botto" , l'opera diventa per sempre proprietà dell'etichetta e non più mia? io questo capisco...e se cosi fosse, cosa comporta?
    Adesso scrivo all'etichetta per chiarimenti.
    Se si costruisse la casa della felicità, la stanza più grande sarebbe la sala d'attesa.
    Probabilmente è così, non avevi firmato contratti di edizione.
    Non confondere i diritti sul master (che è il diritto sulla registrazione fonografica) con il diritto d'autore sul brano, sono due cose diverse.
    Il diritto d'autore (la sua componente economica, perché quella morale è inalienabile) lo cedi in toto con il contratto di edizione e la ripartizione dei diritti è normalmente 50/50.
    Il master puoi cederlo in proprietà o con contratti di edizione, dipende.
    Per l'interpretazione del contratto non posso che associarmi a chi ti consiglia di rivolgerti a un legale.
    Un contratto va letto nel suo complesso, non estrapolando clausole e cercando di interpretarle individualmente.
    “Nobody cares if you know how to play scales. Nobody gives a shit if you have good technique or not. It’s whether you have feelings that you want to express with music, that’s what counts, really.”
    -Neil Young
    Eh be' questo è un altro discorso! ;)
    Il corrispettivo dovrebbe (e uso il condizionale) consistere nell'attività di pubblicazione dell'opera che l'editore svolge per produrre un profitto da quel diritto d'autore, profitto di cui poi godono entrambi (editore e autore)
    Che poi lo faccia bene o male dipende chiaramente dalla serietà e professionalità dell'editore.
    Purtroppo mi rendo conto che esistono tanti squali nell'ambiente e che non sia facile orientarsi vista anche la obiettiva complessità della materia dal punto di vista normativo.
    “Nobody cares if you know how to play scales. Nobody gives a shit if you have good technique or not. It’s whether you have feelings that you want to express with music, that’s what counts, really.”
    -Neil Young

    Sì ma cosa ricevi in cambio del diritto che alieni col contratto?


    Da quell che leggo sul contratto, il 35% degli introiti (royalties e licenze) ...
    A questo punto, meglio di un calcio su uno stinco :D
    Se si costruisse la casa della felicità, la stanza più grande sarebbe la sala d'attesa.
    L'editore, in teoria, dovrebbe farti guadagnare.
    Ma questo era vero trent'anni fa.
    Oggi si prende le edizioni di la qualunque e se le tiene nel cassetto.
    Nel caso in cui uno dei brani, per sbattimento del produttore o dell'autore, dovesse incassare diritti e/o vendere, ci guadagnano un sacco di soldi.
    In soldoni, cedere oggi le edizioni è un passo da fare solo se si ha a che fare con un editore serio ed interessato a guadagnare sul tuo prodotto.
    Le mie foto...
    SenzaLegge
    Il mio soundcloud

    Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...

    MrRed ha scritto:


    ........In soldoni, cedere oggi le edizioni è un passo da fare solo se si ha a che fare con un editore serio ed interessato a guadagnare sul tuo prodotto.


    Esattamente.

    Originariamente (parlo del 1882) quando la SIAE fu fondata, la figura dell'editore era fondamentale in quanto ogni Autore non aveva la possibilità di far conoscere la propria opera.
    In seguito (metà 900) quando la figura dell'autore era ben scissa da quella dell'interprete, l'autore consegnava la propria composizione (canzone) all'editore e quest'ultimo si preoccupava di cercare qualcuno che la cantasse e la facesse conoscere al pubblico. Era un epoca in cui a sanremo c'erano SOLO tre cantanti che cantavano tutte le canzoni in gara.

    Tutto questo oggi non esiste più e le edizioni sono solo una fonte di guadagno per qualcuno che è iscritto alla SIAE con quella qualifica.




    edg
    www.edrecords.it

    pao ha scritto:

    Contratto discografico...un punto non mi è chiaro! - Bourbon Street - Homestudioitalia | Il forum italiano di home recording e strumenti musicali[/url]']Probabilmente è così, non avevi firmato contratti di edizione.
    Non confondere i diritti sul master (che è il diritto sulla registrazione fonografica) con il diritto d'autore sul brano, sono due cose diverse.
    Il diritto d'autore (la sua componente economica, perché quella morale è inalienabile) lo cedi in toto con il contratto di edizione e la ripartizione dei diritti è normalmente 50/50.
    Il master puoi cederlo in proprietà o con contratti di edizione, dipende.
    Per l'interpretazione del contratto non posso che associarmi a chi ti consiglia di rivolgerti a un legale.
    Un contratto va letto nel suo complesso, non estrapolando clausole e cercando di interpretarle individualmente.


    In sostanza, giusto per curiosità, che tipo di avvocato si occupa di queste cose? Civile?
    Ma quindi la questione dei diritti, oltre alla paternità intellettuale, vale anche per un' opera registrata con una certa casa discografica? Per esempio: io creo un brano demo, lo registro per ottenere la mia paternità per quel brano e poi vado in casa discografica, o da un indie e registro un brano professionale. Questo se finanziato dalla casa o dalla indie, dunque viene spartito a metà fra me ed una delle due? Beh, in questo caso allora (per quanto mi riguarda) pretenderò che finanzino loro il progetto, se sono nella condizione di poter ottenere un certo riscontro positivo. Perché dopotutto, mi converrebbe!
    Credo che oramai le etichette prendano solo prodotti già sostanzialmente finiti (e quindi con costi interamente a carico dell'autore), ma non sono addentro e quindi potrei dirti una sciocchezza.
    Per quanto concerne il tipo di legale è preferibile trovarne che abbia specifiche competenze in materia di diritto d'autore, dal momento che è una branca piuttosto particolare del diritto civile.
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    -Neil Young