Concretezza del suono

This site uses cookies. By continuing to browse this site, you are agreeing to our use of cookies. Read and accept

    barbetta57 ha scritto:


    perché mi piace il timbro della cuffia o delle casse
    ...
    il brano è sempre quello, non cambia, lo sento in modo diverso, ma questo non mi turba il sonno.

    Ecco... io vado in crisi qui!!!
    Cosa vuol dire "non cambia, lo sento in modo diverso"? Se lo senti in modo diverso, CAMBIA =O
    DSP Addicted

    barbetta57 ha scritto:


    Non è che il cambio di ascolti mi modifica il brano o mi fa sembrare il pianoforte un'ocarina

    E io invece sto dibattendo proprio su questo. Non nei limiti che il pianoforte suona come un ocarina, ma vedi il "timbro" di una cuffia rispetto all'altro...
    Ma scusa, cosa intendi per brano? La registrazione fisica o il "suono organizzato" (la musica) che senti? (perché magari stiamo parlando di due riferimenti diversi).
    DSP Addicted
    Dobbiamo anche definire cos'è un brano,stiamo freschi
    Un brano musicale x dell'autore y, stessa versione, io lo sento uguale in qualsiasi sistema lo ascolto
    Per me il brano è quello al netto delle variazioni timbriche prodotte dal sistema di ascolto che non mi provocano nessun problema
    Nel brano io ascolto
    Arrangiamento
    Progressione armonica
    Testo
    Bravura dei musicisti
    Tecniche di registrazione ed effettistica che riesco a riconoscere
    E forse altra roba che non mi viene in mente
    Diciamo che l'80% di quel che sento secondo me non viene influenzato dal sistema d'ascolto es il 20% rimanente è del tutto marginale e quindi non sposta l'ago della bilancia
    In soldoni : questa è l' epoca in cui la lucentezza dell' incarto vorrebbe superare il contenuto del pacco per importanza

    barbetta57 ha scritto:


    Per me il brano è quello al netto delle variazioni timbriche prodotte dal sistema di ascolto che non mi provocano nessun problema
    Diciamo che l'80% di quel che sento secondo me non viene influenzato dal sistema d'ascolto es il 20% rimanente è del tutto marginale e quindi non sposta l'ago della bilancia
    In soldoni : questa è l' epoca in cui la lucentezza dell' incarto vorrebbe superare il contenuto del pacco per importanza

    Probabilmente è questo che fa la differenza (e che molti di voi non capiscono a cosa mi riferisco), il "cosa" ascolti.
    Se ascolto delle tracce elettroniche composte prevalentemente da suoni percussivi o sintetizzazioni, timbro e dinamica coprono gran parte del lavoro di ascolto (o almeno per me).

    Quindi sono fottuto. :thumbsup:
    Ogni setup "aggiungerà" il proprio layer agli elementi musicali che ascolterò...

    P.S. paradossalmente, per te, se registrassero lo stesso brano cambiando i "modelli" degli strumenti usati, non cambierebbe praticamente nulla ;)
    DSP Addicted

    Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “DjFonPlaz” ().

    Nordberg4 ha scritto:

    ma sai cosa sono il timbro e la dinamica?

    perché aldilà delle tue sensazioni di ascolto, c'è qualcosa che non quadra...

    Oddio spero di si ;(

    Cosa c'è che non ti torna in un "timbro diverso tra setup diversi" (solo la diversa risposta in frequenza dello speaker lo altera) o "l'attacco del kick diverso" se la dinamica dell'impianto (discusso prima, transienti morbidi/hard, ecc) cambia?

    Anche la "botta" del kick senti uguale in ogni impianto tu?
    DSP Addicted

    Concretezza del suono

    Ma non si può sentire uguale in tutti gli impianti. Ogni sistema può trasdurre da frequenza tot bassa ( sarò molto spiccio) a frequenza tot alta. Se prendiamo ad esempio un colpo di cassa, ad esempio dato che parlavi di cassa, investe una fetta di frequenze bella vasta, naturalmente la sua fondamentale è verso le frequenze basse.. ma lasciamo stare fondamentali ed armoniche. Insomma ascoltato su un sistema che va da 30hz in su e supera i 20kz , sentirai una cassa quasi completa di tutte le frequenze che la compongono!!!! Se la senti ( prendo le famose NS10) in un sistema che riesce a trasdurre da un minimo di , credo , 90hz sentirai una cassa diversa e snellita di tutta la fascia che va dai 30hz ai 90hz!!!! Non è quindi possibile percepire la stessa cassa !!!
    Quindi il basso sarà logicamente molto diverso, il rullante ... ecc ecc .
    Ma penso proprio che tutto ciò faccia già parte delle competenze di tutti i partecipanti di questo 3D ...
    Ma... allora c'è davvero qualcosa che non quadra :)!
    Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk Pro

    Il messaggio è stato modificata 2 volte, ultima modifica da “mollyer” ().

    DjFonPlaz ha scritto:


    Cosa c'è che non ti torna in un "timbro diverso tra setup diversi" (solo la diversa risposta in frequenza dello speaker lo altera) o "l'attacco del kick diverso" se la dinamica dell'impianto (discusso prima, transienti morbidi/hard, ecc) cambia?

    Anche la "botta" del kick senti uguale in ogni impianto tu?


    Per sentire la grancassa di John Bonham senza alterazioni avresti bisogno di avere fisicamente la grancassa di John Bonham (buonanima) con il suo piede attaccato direttamente in casa tua.

    Ma questo non è possibile, devi accontentarti di un impianto che RIproduca, nei limiti delle possibiltà tecnico/fisiche, un suono che ti dia l'illusione che tu stia sentendo PROPRIO quella grancassa in fusto e pelle. Ovviamente all'interno della vasta gamma dei diffusori sui quali verrà riprodotta "Black Dog" c'è una variabilità, data da dimensioni, materiali, qualità di progettazione e costruttiva, destinazione d'uso eccetera.

    Ma anche in una sala reference, dopo che hai ripreso la grancassa di Bonham e ascolti nei main speaker linearissimi da un miliardo diddollari non stai più sentendo quel suono, bensì la sua RIproduzione. Che è già una cosa diversa dall'originale.

    Compito del bravo produttore è quello di capire quali siano le caratteristiche distintive della grancassa di John Bohnam e riprenderla e trattarla in modo tale che queste caratteristiche traslino dalla fonte (fusto e pelle) fino al suo "imitatore", ossia lo speaker. O meglio, rimangano presenti ed efficaci nella più vasta gamma possibile di condizioni di ascolto, e quella va in qualche modo definita a priori, come si è detto.

    Cosa vuol dire "presenti ed efficaci"? Qui si apre un mondo e non c'è una risposta unica possibile, poiché dipende dallo specifico contenuto sonoro, non si scappa. E qui il bravo produttore è quello che sa distinguere, da caso a caso, cosa è importante far traslare e cosa no.

    Ma di sicuro "presenti ed efficaci" non vuol dire uguali. Uguali non lo saranno mai e lo sappiamo da subito.

    Lattugo ha scritto:

    Uguali non lo saranno mai e lo sappiamo da subito.


    e aggiungerei che anche se fosse possibile per un fantomatico produttore far si che ciò che lui ha fatto venga riprodotto in modo identico su qualsiasi sistema audio, dalle cuffiette alle casse a soffitto nei negozi di vestiti, indipendentemente dall'acustica dell'ambiente, dall'umidità, dalla temperatura, dalla posizione di saturno nei gemelli, ecc,ecc,ecc.....
    la PERCEZIONE sarà diversa per OGNI individuo,e qualcuno ha già cercato, invano, di spiegarlo
    E' incredibile "percepire" quanto io non riesca a far capire la mia perplessità (che dal mio punto di vista è quasi traumatica :D ). Sono veramente basito :!:

    andrea9875 ha scritto:

    la PERCEZIONE sarà diversa per OGNI individuo,e qualcuno ha già cercato, invano, di spiegarlo

    Mi stai trollando si? Per l'ennesima volta: la discussione è incentrata sulla "percezione" PER IL SINGOLO INDIVIDUO, non alla percezione GLOBALE.

    mollyer ha scritto:

    Ma non si può sentire uguale in tutti gli impianti. Ogni sistema può trasdurre da frequenza tot bassa ( sarò molto spiccio) a frequenza tot alta. Se prendiamo ad esempio un colpo di cassa, ad esempio dato che parlavi di cassa, investe una fetta di frequenze bella vasta, naturalmente la sua fondamentale è verso le frequenze basse.. ma lasciamo stare fondamentali ed armoniche. Insomma ascoltato su un sistema che va da 30hz in su e supera i 20kz , sentirai una cassa quasi completa di tutte le frequenze che la compongono!!!! Se la senti ( prendo le famose NS10) in un sistema che riesce a trasdurre da un minimo di , credo , 90hz sentirai una cassa diversa e snellita di tutta la fascia che va dai 30hz ai 90hz!!!! Non è quindi possibile percepire la stessa cassa !!!

    E' esattamente quello che sostengo da 100 post (ormai).
    Ad ogni playback, considerato un singolo individuo, percepiamo alcuni elementi costanti e alcuni che mutano in base al setup che stiamo utilizzando. Quindi? Quindi la mia domanda...
    Un produttore non lavora mai a qualcosa che (una volta finito) sarà esattamente QUELLO. E' una sorta di lavoro "potenziale" che si manifesterà in base all'impianto.
    Esistenzialmente/materialmente un brano esiste nelle infinite "forme" in cui appare. Ergo ha infiniti modi di "manifestarsi", e i "modi" li definisce anche l'ascoltatore in base a come ascolta.
    Non è un prodotto finito, non lo è mai.

    Lattugo ha scritto:

    Compito del bravo produttore è quello di capire quali siano le caratteristiche distintive della grancassa di John Bohnam e riprenderla e trattarla in modo tale che queste caratteristiche traslino dalla fonte (fusto e pelle) fino al suo "imitatore", ossia lo speaker. O meglio, rimangano presenti ed efficaci nella più vasta gamma possibile di condizioni di ascolto, e quella va in qualche modo definita a priori, come si è detto.

    Come sopra: devi capire quali sono le caratteristiche, e cercarle di "riprodurle nella maniera più ottimale" nella vasta gamma (target) con cui andrò riprodotto. Ovvio.

    Ma lo vedo solo io qui che a livello filosofico non stai lavorando sul "prodotto", ma sulle basi di come (in ascolto) si "concretizzerà" il prodotto? Musicista compreso, quando lavori ad un album da studio e produci/registri le grancasse, le "crei" e le finalizzi affinché si manifestano in un "range di modi", non che si manifesti "esattamente" in un modo.

    Se questa è una considerazione corretta (ergo, quello che vi sto chiedendo, una "conferma"), per me stravolge l'intero modo di "crearla" e anche viverla la musica. Perché non registri/suoni/ascolti per arrivare a sentire "esattamente x" (cosa che effettivamente non potrai mai succedere), ma lo fai affinché x suoni "più o meno" (ma in tutti i casi, PIACEVOLMENTE) per i target che ti sei prefissato.
    DSP Addicted
    ok adesso è chiaro anche a me poichè l'ovvietà della domanda ci mandava fuori strada e sono 100 post che confermiamo tutti la stessa cosa. La percezione dipende dalla condizione di ascolto. Il produttore se ne frega entro certi limiti dettati dal buon senso per cose commerciali. Un produttore pignolo e schizzinoso se ne fotte altamente e lavora in condizioni stellari conscio che un ascoltatore, per condividere quanto più possibile l'esperienza con il creatore, deve attrezzarsi con altrettanto stellari condizioni di ascolto.
    se vendete il database mi incazzo.

    Daniele (Jyoti Studio) ha scritto:

    E' evidente che è così.


    DBarbarulo ha scritto:

    ok adesso è chiaro anche a me poichè l'ovvietà della domanda ci mandava fuori strada e sono 100 post che confermiamo tutti la stessa cosa.

    Bhè non mi sembra proprio così "evidente" e "ovvio". Gente che scrive "io sento la stessa canzone ogni volta" non è in questo filone di pensiero. Io faccio domande così perché mi rendo conto dell'approccio diverso che ho nei confronti delle altre persone, e quindi mi piace discutere sulla faccenda.

    DBarbarulo ha scritto:

    La percezione dipende dalla condizione di ascolto. Il produttore se ne frega entro certi limiti dettati dal buon senso per cose commerciali. Un produttore pignolo e schizzinoso se ne fotte altamente e lavora in condizioni stellari conscio che un ascoltatore, per condividere quanto più possibile l'esperienza con il creatore, deve attrezzarsi con altrettanto stellari condizioni di ascolto.

    Anche su questo mi viene da "riflettere". Il fatto implicito di registrare per poi riprodurre non è un "registro più che posso dall'originale, cerco di sentire il più possibile dell'originale". Vedi il fatto che alcuni comprano setup appositi per "aggiungere" colore... è un "aggiungere" qualcosa che a te fa piacere. Non restare "fedeli alla linea" (giusto per citare un gruppo a caso).

    Poi varia da settore a settore: uno che fa techno probabilmente non ha l'intenzione di trasmettere il più possibile i dettagli del synth originale quando la traccia viene suonata in un club, ma che la cassa "bussi" all'estremo, per esempio.

    Daniele (Jyoti Studio) ha scritto:

    Riesci a passare al punto successivo? Oppure chiudiamo...

    Ma non ho capito, i topics qui vanno in prescrizione? Che fretta c'è? :S
    DSP Addicted
    quello che sfuggiva nell'ovvietà è che chi sta dal lato "produzione" (professionale intendo) si presuppone che sia colui che setta lo standard. Intendo che non mi pare verosimile che un produttore missi con casse da 16 euro ignorando cosa avverrà dopo. Direi che il pensiero più corretto mi appare della serie che una produzione professionale lavora con sistemi "standard" quindi alta definizione, no colorazione, no compressione e no distorsione. Poi tutto il resto è libertà dell'ascoltatore. Nella situazione attuale di marasma magari troviamo produttori con le cuffie apple, mixers con krk da 280 euro in una camera da letto impupazzata a uso studio ecc. Ma nulla di questo ha a che fare con ciò che intendo personalmente con il Professionale. Per questo motivo ho sostenuto che una sorta di concretezza esiste: tutto ciò che ad esempio viene masterizzato da Sterling o da Abbey Road implicitamente suona come lo hanno pensato ad alta percentuale nella mia sala con gli stessi monitor e amplificazioni paritetiche.
    se vendete il database mi incazzo.

    DBarbarulo ha scritto:

    Per questo motivo ho sostenuto che una sorta di concretezza esiste: tutto ciò che ad esempio viene masterizzato da Sterling o da Abbey Road implicitamente suona come lo hanno pensato ad alta percentuale nella mia sala con gli stessi monitor e amplificazioni paritetiche.

    Ma secondo te l'obbiettivo di un prodotto uscito da Abbey Road è che suoni "simile" a come sarebbe se fossi nella stanza in cui ascolti la performance (che, pure lì, non c'è un unico modo; sono infiniti e indefiniti) tramite setup di RIproduzione di qualità/professionali, o che suoni "il più piacevolmente possibile" tramite i dispositivi a disposizione?

    In ogni caso è un prodotto "non finito", il cui scopo è che suoni "in un certo modo", scelto a piacimento dell'ascoltatore, non in "un modo" specifico.

    Poi se vuoi "uno dei modi" che si avvicini ad una ipotetica realtà o "uno dei modi" esaltato dai colori introdotti del setup che hai scelto (colori volutamente "implementati", per questioni economiche e/o "artistiche", dai produttori dei componenti) è a discapito dell'ascoltatore, legittimato nella sua scelta. Cosa ne pensi?
    DSP Addicted

    Concretezza del suono

    L'essere umano ad oggi è riuscito a catturare fenomeni che avvengono in natura e conservarli. Questa cosa ormai va avanti da qualche secolo..... la prima fotografia è servita a questo scopo. Catturare un istante della natura, che sia un tramonto che sta avvenendo, un sorriso di una persona ecc. il tutto veniva impresso e poi stampato su un pezzo di carta. Forse agli albori qualcuno si sarà chiesto " ma se io fotografo la mia bella, poi potrò averla ogni volta che voglio anche quando lei è lontana??? "" naturalmente la risposta ce l'abbiamo!!!
    Trasferiamoci nel mondo del suono..... per quanto ne so io, le prime incisioni furono fatte da una puntina su un disco di cera con un processo molto semplice: la macchina poteva essere quasi come un grammofono e si registrava parlando dentro l'apertura della "tromba" chiamiamola così ... e facendo girare a mano il disco venivano incise le vibrazioni della voce dalla puntina ( quasi un chiodo) .
    Procedendo al contrario, la puntina fatta scorrere dentro i solchi precedentemente creati vibrava e trasmetteva il suono della voce attraverso il grande cono.
    Qualcuno si sarà chiesto "sarà uguale e identico come sentire la persona parlare di fronte a noi in carne ed ossa???" Ma non se lo chiesero di sicuro! Era già un miracolo fantascientifico e mistico allo stesso tempo sentire uscire delle parole quasi precise da un cono di metallo.
    Oggi siamo arrivati a conservare gli elementi della natura rumorosi ( suoni, musica ,voce ecc) in una maniera molto più avanzata, precisa e simile alla realtà del momento accaduto.
    Purtroppo però , i convertitori non ciucciano i musicisti e li rispuntano al momento opportuno .
    Comunque mi scuso per la mia ironia e spero che sia simpatica a tutti. :)


    Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk Pro
    Al di là del fatto che secondo me in certi aspetti questo thread rasenta la pura paranoia
    e a questo proposito cito...

    youtube.com/watch?v=6epzmRZk6UU

    Io non sono del tutto d'accordo con quello che dice DB.

    Senz'altro se masterizzi a Abbey Road o a Sterling o da almeno altri trenta più bravi di loro e molto meno famosi,
    sei sicuro che hanno portato il risultato possibile allo stato dell'arte, in modo tale che in una regia da mastering suoni benissimo.

    Ma chi pensa che qualsiasi produttore o tecnico del suono in particolare inglese o americano sviluppi il prodotto in modo che suoni bene solo in un acoppia stereo da 35K euro minimo e non in una coppia da 16 Euro per me si sbaglia di grosso. Ma di brutto.

    Il grande mix e la grande produzione permettono a un grande tecnico di mastering di suggellare con la propria perizia una grande traslazione ovunque. Da 16 a 160.000 Euro.

    Prendi due speaker schifosi. Ficca due filtri HPF e LPF agli estremi di banda, diciamo 125 e 4000, ossia togli tre ottave,
    Poi metti in mono, o tieni pure in stereo.

    Ascolta Pink Floyd, ma anche Dre dei tempi buoni, Noisia, ma anche Soulwax per chi è, come vedo, più sull'elettronica pura.
    Ascolta i grandi mix di Stent, o più recentemente Serban ad esempio l'ultimo album UK di Dua Lipa che già da due anni è il prodotto di punta UK major che più major non si può.

    Ascolta a basso volume. Ad alto volume. In mono. In stereo. Ascolta il side. Ascolta su casse da 16 euro o nella mer*a del MacbookPro.

    Riscontri semplicemente una differenza ABISSALE con i prodotti anche major, anche supermilionari, "normali", da classifica. Perchè suona uguale SEMPRE E DOVUNQUE E SUONA SEMPRE MOLTO MOLTO BENE ED E' DINAMICO. L'equilibrio tonale è sostanzialmente lo stesso. Non perdi mai niente.

    Questa è la differenza. Pochi, anzi pochissimI prodotti traslano in maniera pazzesca in qualsiasi sistema, e la percezione NON CAMBIA, perchè l'equilibrio tonale (yin-yang) è semplicemente PERFETTO.
    E in mastering probabilmente puoi solo divertirti con qualche giocattolo mezzo dB di qui e mezzo dB di là...

    E questo non dipende più dal sistema d'ascolto. Diventa oggettivo. Percepirai nelle NS un po' meno di basse.
    Nelle Auratone, al contrario di quello che pensi, ne percepirai di più, data l'assenza di crossover.

    Ma stiamo parlando di pochi prodotti elitari.

    Tutto il resto è paranoia e blablabla, nel senso che hai certamente percezioni diverse a seconda del sistema, ma c'est la vie.

    Da una parte hai il mix eterno, fatto da pochi eletti su poche produzioni elette, con tecnici di mastering eletti.
    (E non per forza di cose famosi o in possesso di esoterici compressori o EQ)

    Dall'altra hai la normalità. World class. Si sente bene ovunque.
    Ma non è universale.

    Da qui parlavo di Tonmeister.

    Il risultato è un'illusione PERFETTA. Quando l'illusione è perfetta artisticamente e tecnicamente in tutti i modi, il sistema di ascolto è sostanziale, ma il bilanciamento tonale, quindo la percezione delle frequenze e della tridimensionalità cambia molto poco e in maniera fisiologica.

    Ovvio che un conto è ascoltare su un paio di Bowers & Wilkins ben messe nella stanza ben trattata, nello spot di ascolto, e un altro è ascoltare a 50 cm di distanza nella mer*a del MacBookPro o dell'I-Phone.

    Ma l'equilibrio tonale è tutto.

    E non è difficile.... è D I F F I C I L I S S I M O potere avere alla fine un prodotto al livello di quelli che ho citato, perchè è difficile la perfetta sinergia tra gli attori, la bontà del materiale musicale di origine, fino alla bontà del materiale "program" - finalizzato definitivo, finale.

    Questo è il mio contributo. Spero possa fare pensare e che possa dare elementi concreti, operativi, anche per chi fa EDM, o rock, o metal, o pop, meglio della superca**ola dell'elenco di Stanford. Basta elenchi. Qui ogni giorno è un elenco poi nessuno fa mai un ra**o di concreto.

    Grazie per l'attenzione.

    E sempre grande Max Headroom.

    Prodotto dal più grande produttore UK degli ultimi 40 anni senza timore di smentita. Un disco di più di trent'anni fa. Quanto mai attuale, secondo me. :D

    Vorrei dire "get a life" ma poi qualcuno è permaloso e si offende. Quindi non lo dico. lo scrivo e basta.... :D


    8) Teetoleevio
    Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
    Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

    Il messaggio è stato modificata 4 volte, ultima modifica da “teetoleevio” ().

    A development of special significance to fans of The Art of Noise was Italian futurist Luigi Russolo's 1913 manifesto "The Art of Noises" (L'arte dei Rumori), which correctly predicted the future standard use of electronics to broaden the timbral palette beyond orchestral instruments. The Art of Noise got their name from this work. Electronic music remained an avant garde technique until the '50s, when many sci-fi movies started using electronic instruments in their soundtracks.

    Questo è quello che mi fa pure inca**are.
    Di qua la superca**ola.
    Di là ci fott*no ...MIRABILMENTE le idee...

    Off thread.

    8) Teetoleevio
    Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
    Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

    teetoleevio ha scritto:


    E questo non dipende più dal sistema d'ascolto. Diventa oggettivo. Percepirai nelle NS un po' meno di basse.
    Nelle Auratone, al contrario di quello che pensi, ne percepirai di più, data l'assenza di crossover.

    Ma stiamo parlando di pochi prodotti elitari.

    Tutto il resto è paranoia e blablabla, nel senso che hai certamente percezioni diverse a seconda del sistema, ma c'est la vie.

    Non è "paranoia", è una riflessione. Se lo scopo (dal tuo punto di vista) è avere un ottimo bilanciamento tonale, quello rimane: uno scopo.
    Impostare un buon bilanciamento tonale non implica avere la stessa percezione: come hai ribadito anche tu: la percezione sarà comunque diversa a seconda del sistema.

    Se poi la differenza di percezione "conta poco" alla fine della fiera, bhe... ognuno è libero di darle il giusto peso.
    A me sentire una traccia di Noisia con degli speaker "pompati" sulle basse rispetto ad un sistema "flat/monitor" cambia in maniera vertiginosa.

    Tirando le somme con l'esempio appena citato...
    E' cambiato il timbro tra i due ascolti? E' cambiata la dinamica? Sì.
    Hai quindi "cambiato" il brano? Hai "barato"? No, fa parte della sua natura "manifestarsi" in base al sistema di riproduzione.
    E il produttore quindi caXXo fa? Fa si che queste "manifestazioni" siano il più piacevoli possibili (la famigerata frase "suona bene") negli ambienti di riproduzione presi in considerazione.

    Se concordate quanto ho appena scritto, io credo di essere a buon punto con questo Thread 8)
    DSP Addicted