Società collecting estere - SIAE - Ripartizione analitica - live

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    Società collecting estere - SIAE - Ripartizione analitica - live

    Ciao a tutti,
    un'amica mi diceva di essersi iscritta, per la riscossione dei diritti d'autore sulle proprie opere, a IMRO, la società irlandese omologa di SIAE.
    In particolare, mi riferiva, mentre compilava il borderò a fine serata, che IMRO, a differenza di SIAE ripartirebbe i diritti relativamente ai suoi concerti dal vivo in maniera analitica, pagandole quindi esattamente "quanto suonato" e non opererebbe una ripartizione "a campione".
    Questo anche se il borderò è cartaceo e non digitale (è noto infatti che da poco SIAE sia tornata alla ripartizione analitica ma solo se si compila il borderò digitale).
    A me pare un po' strano...
    Com'è possibile che SIAE ripartisca i diritti in maniera differenziata a seconda che i brani siano iscritti siae o siano invece tutelati da società estere?
    Qualcuno ha notizie precise in proposito?
    Anche perché l'iscrizione a IMRO pare sia completamente gratuita e quindi, dovendo scegliere...
    Grazie per ogni contributo! :)
    “Nobody cares if you know how to play scales. Nobody gives a shit if you have good technique or not. It’s whether you have feelings that you want to express with music, that’s what counts, really.”
    -Neil Young
    Salve,

    sono molto interessato alla questione : se esiste un accordo internazionale , una sorta di convenzione , tra SIAE e IMRO, è probabile che la seconda si affidi alla prima per il collecting . Così che , per logica , supponendo che SIAE non operi a titolo gratuito , come mai IMRO ripartisce a costo zero(o almeno questo traspare da quanto afferma il TS)?

    Inoltre : nel momento in cui si decidesse il trasferimento del proprio repertorio a IMRO(o altra omologa che risponda a questa convenzione europea, suppongo) gli eventuali contratti di edizione , stipulati su suolo Irlandese , che valenza avrebbero in Italia? Non vorrei che la convenzione sortisca un duplice affidamento in ragione del quale poi gli autori pagano doppio dazio per la pubblicazione.

    Comunque , ripeto , molto interessante tutto il discorso e forse vala la pena dare un occhiata a qualche norma europea per capire meglio cosa sta aacadendo in materia.

    Saluti
    ...Musicalmente Parlando...

    luigi864 ha scritto:


    Inoltre : nel momento in cui si decidesse il trasferimento del proprio repertorio a IMRO(o altra omologa che risponda a questa convenzione europea, suppongo) gli eventuali contratti di edizione , stipulati su suolo Irlandese , che valenza avrebbero in Italia? Non vorrei che la convenzione sortisca un duplice affidamento in ragione del quale poi gli autori pagano doppio dazio per la pubblicazione.


    I contratti di edizione vanno per conto loro.
    Invece, per richiedere la tutela ad un ente estero va prima disdetto l'eventuale mandato in SIAE relativo a quell'opera, che sappia io.

    Almeno, questo era emerso in discussioni analoghe riguardanti la tutela presso l'ente di raccolta spagnolo, mi pare.
    Esiste naturalmente un accordo, che vale per tutte le società di collecting, per cui si recuperano reciprocamente, sul suolo nazionale, i diritti tra di loro.
    IMRO recupera i diritti di associati SIAE in Irlanda, così come SIAE recupera quelli degli autori IMRO in Italia e così via per tutte le società di collecting (penso tutte, ci sarà qualche eccezione che non so).

    Il fatto che l'associazione del singolo artista a IMRO sia gratuita non rileva rispetto al fatto che questo recupero di somme avvenga a titolo oneroso (i diritti recuperati vengono ad es. girati da IMRO a SIAE - e viceversa - e entrambe si trattengono una percentuale per il servizio reso).

    Restando sull'argomento ripartizione dei diritti della musica live, sarebbe interessante sapere qual è il grado di diffusione dei borderò digitali e se esistono intermediari (cooperative, associazioni o altro) che prestano questo tipo di servizi a artisti e locali...
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