giostra del click

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    giostra del click

    Mai sentito parlare?
    me ne hanno parlato quattro batteristi (di cui due sono super professionisti...musicisti davvero fantastici) . trattasi di un simpatico esercizio da batteristi ma secondo me esportabile anche per altri musicisti. da quanto me l'hanno spiegato è fatto così.
    hai una base, con il suo bel click ed il suo groove. diciamo che un chorus dura 16 battute.
    dopo 16 la base (ed ovviamente il click, se c'è) si interompe per una battuta e riparte da battuta 2.
    poi 3.
    poi 4.
    poi in punti differenti.
    alla fine ci si ritrova con tutte le 16 battute mute e riparte il giro dopo.
    così ad occhio sembra un interessantissimo esercizio di timing e precisione anche per musicisti che non sono batteristi (io sono chitarrista).

    voi l'avete mai provato? lo conoscevate? e soprattutto...avete dei file da usare per studio da condividere?

    sonoalla ricerca di nuovi esercizi di miglioramento sullo strumento e non solo..da un po sto lavorando proprio sulla precisione ritmica facendo esercizi in cui mi sposto gli accenti, mi metto il click ogni 4-8 pulsazioni, in punti diversi della battuta..
    questo sembra divertente e dato il livello dei batteristi che me ne hanno parlato penso che possa pure essere utile.

    saluti,
    Blues
    Io da piccolo mettevo una canzone e ci cantavo insieme. Poi abbassavo il volume per un tot di secondi e continuavo a cantare. Poi rialzavo il volume e vedevo se ero andato a tempo. Ero molto bravo, talento di fanciullo. Ora sono peggiorato notevolmente.
    Cmq sembra simile all'esercizio che dici seppur, il mio, meno raffinato.
    Tutto é Soggettivo
    inizio OT:
    si si! è venuta fuori una bella roba.
    ho fatto un telaio con cantinelle recuperate qua e la, il sughero l'ho fatto a varie misure lasciando parti "scoperte" del muro in marmorino. esteticamente sembra un po un quadro "astratto" stile biennale di venezia anni 60.
    risultato acustico: MOLTO MEGLIO.
    ha tolto prime riflessioni fastidiose. entrando e parlando avvertivo la differenza di suono, poi con il microfono di misura mi si è confermato: potenza delle prime riflessioni drasticamente diminuita, conseguentemente anche un sacco di sporcizia dalla zona 1000hz in su molto diminuita.
    anche registrando delle robine (anche se non è una sala di ripresa) la differenza standoci vicino o allontanandomi è abissale.
    poi per gestire le mediobasse ho lavorato sul posizionamento dei nerafield.
    adesso è dignitoso.
    fine OT.

    uppete, comunque...
    Inizio OT
    Ho sempre valutato l'opzione sughero per una questione salutistica e la sua bellezza. Peró appunto mi chiedevo quanto sia effecace rispetto alla solita lana di roccia. Soprattutto sulle medio basse se serve a qualcosa o ha senso solo per le alte.
    Fine OT
    Viva le giostre 8o
    Tutto é Soggettivo
    inizio OT
    da "libri di testo" funziona ovviamente più in zona medie, partendo più o meno dalla zona dei 500 hz. ovviamente dipende sempre da come è quel sughero,spessore, quanto è stretto etc etc etc. io ti dico per prova provata che mi ha pulito molto le medie-medioalte più che altro appunto aiutandomi sulle rifrazioni che fanno...beh una specie di riverbero velocissimo e molto presente, che sui grafici leggevi anche come una marea di controfasi. per le freq basse (sotto i 500 hz l'onda comincia ad essere lunghetta) il limite è proprio la questione della grandezza fisica dell'oggetto o magari è qualcosa di molto più legato alla stanza. edinfattili non ha avuto effetto. chiaro che però avendo la zona di "mezzo" e la zona di "sopra" più pulite riesco a lavorar meglio sulle mediobasse-basse. esempio: mix di unabatteria: ovviamente se sento più definite le armoniche indesiderate dei fusti e sento meglio il transiente (perchè è cmq più pulita tutta quella banda dai 7-800 in su come minimo) riesco a pulire ed a quel punto magicamente viene fuori meglio anche la pancia. FINE OT.

    per la Giostra mi sa che mi dedicherò alla nobile arte del "fattela da solo su cubase". è che volevo vedere se ce ne erano di già pensate come esercizi, magaricon partitura allegata (in caso di scherzoni del tipo "finisco ilgiro di 16 a battuta 15 ma riparto al 3 quarto della battuta 6".
    è quello che ho fatto.
    per adesso così su due piedi ho fatto una semplice roba 4/4 quqdratissima su 12 battute.
    con il pianoforte vado bene fino a 7-8 battute di stop poi sono sempre in anticipo.
    a mia discolpa devo dire che non sono un pianista (sto riprendendolo in mano adesso, dopo anni in cui lo usavo solo per le armonie, senza divisione destra-sinistra) ma un chitarrista e che dopo 3 o 4 giri comincio a rompermi le balle e quindi a inserire variazioni ritmiche-melodiche-armoniche...e li, non avendo dimestichezza con il mezzo vado un po più fuori.
    però già la seconda volta hai la percezione di dove acceleri e riesci a compensare. sarà da farsene un po con velocità differenti e ovviamente anche groove -strutture differenti.
    potrei scaricarmi dei midi di sambe e bossa nova , così solo per il gusto di bestemmiare di più...
    Ma è vero che fino agli anni 70 e magari anche dopo era il batterista a dettare il tempo mentre poi si è imposta la cultura in cui è il metronomo a dettare il tempo al batterista?
    Provando il Tap Tempo su diversi brani celebri del passato si vede come il tempo cambi durante il brano, non sia per niente preciso come detterebbe un metronomo.
    Tutto é Soggettivo

    loyuit ha scritto:

    Ma è vero che fino agli anni 70 e magari anche dopo era il batterista a dettare il tempo mentre poi si è imposta la cultura in cui è il metronomo a dettare il tempo al batterista?
    Provando il Tap Tempo su diversi brani celebri del passato si vede come il tempo cambi durante il brano, non sia per niente preciso come detterebbe un metronomo.


    Il metronomo diventa necessario quando c'è qualcosa da sincronizzarci, penso a certa synth music degli anni '80, che utilizzava sequencer insieme a batterie/percussioni suonate.
    In altre situazioni (con l'eccezione probabilmente della musica da ballo), con la sezione ritmica giusta ed una band affiatata lasciar fare ai musicisti porta, in linea generale, ad un risultato migliore.

    Registrando in digitale però diventa non dico improponibile ma quasi, perché porta a rinunciare ad una serie di facilitazioni ormai fondamentali, tipo la possibilità di fare comping quasi a piacere tra diverse parti ritmiche, la sincronizzazione degli effetti, l'editing chirurgico, eccetera.

    C'è da dire che nulla vieta di predisporre tracce tempo anche molto complesse, con quante si voglia transizioni, cambi di tempo, eccetera.
    Io, ad esempio per il genere che tratto, lo faccio regolarmente.

    D'altro canto ci sono anche batteristi (o altri musicisti) che rendono meglio quando non devono seguire il tempo, e acquistano mille punti quando li lasci liberi di gestire da soli il proprio drive.

    Questo per dire che alla fine è una scelta produttiva, né più né meno.
    Completamente d'accordo
    Io sono tra quelli che trovano il click un limite allo spirito della performance. Peró i vantaggi del lavorare in click inevitabilmente facilita le cose in editing. E di molto.
    Insomma si: scelte.
    Ciao
    Tutto é Soggettivo

    loyuit ha scritto:


    Io sono tra quelli che trovano il click un limite allo spirito della performance.


    Se parliamo di batteristi, dipende dalla persona.
    C'è chi si ammoscia se è costretto a seguire il click, c'è chi si sente più sicuro e rende meglio.

    Sta al produttore capire come sfruttare al meglio il capitale umano e le possibili combinazioni.
    Strimpello un po di cose
    E il click riduce molto la mia espressività e l'improvvisazione.
    Sono conscio che molti invece si affidano al metronomo con molta scioltezza.
    Tutto é Soggettivo
    Preciso che io stavo parlando di gente che SA suonare.

    Per un turnista lavorare a click è la norma, per i motivi pratici detti prima, purtuttavia ci possono essere sfumature tra lavorare con o senza che dipendono dalla singola persona, background, attitudine, e altri fattori.
    Stiamo parlando di finezze, che però possono caratterizzare significativamente un brano e incidere sulla resa.

    Le orchestre vanno a tempo... del direttore, sennò che lo paghiamo a fare? :D
    Il problema è un altro: tra il suonare i 128esimi spaccati tipo sequencer e l'andare a vento, per non parlare di groove, tiro e interplay, ci sono infinite sfumature di essere padrone del tempo.
    Quello che proprio non sopporto è il fatto che siamo tutti bravi, in studio, a premere quantize ma poi, per fortuna, sul palco la differenza tra un musicista e uno scarparo si sente ancora.
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