Possibile ingaggio da Etichetta Discografica, cosa aspettarsi? Come comportarsi per la paternità d' autore?

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    Possibile ingaggio da Etichetta Discografica, cosa aspettarsi? Come comportarsi per la paternità d' autore?

    Salve a tutti, è così, è già la seconda volta che mi capita di esser contattato da un Etichetta Indipendente per l' invio di materiale demo. Entrambe le volte son piaciuto, la prima ho dovuto lasciar perdere, la seconda non vorrei. Ma cosa dovrei aspettarmi? Sono bravo in quel che faccio, ho buon materiale e ciò che mi interessa maggiormente è proteggerlo. Cioè, come sarebbe meglio che possa propormi? Avevo pensato di veicolare le tracce verso patamù, poi mandarle a loro sottoforma di demo (intendo tracce inedite). Andrebbe bene? Inoltre avrei bisogno di eventuali accorgimenti su cosa potrebbbero o non potrebbero propormi. Io ho già messo le mani avanti dicendo che sfortuntamente non ho sufficienti fondi in base alla mia aspettativa discografica. Ho un migliaio d' euro da parte ma si dimezzeranno in previsione dell' acquisto di un nuovo setup. Insomma, vedremo per quello.

    Voi cosa mi consigliate? Eventuali accorgimenti? Cose da tener da conto? Non sono mai stato in studio ma ho ben presente più o meno la parte del lavoro, visto che mi informavo per crearmi un piccolo studio home. Ciò nonostante, la cosa che più mi preoccupa è la paternità e l' eventualità del plagio o sottrazione delle mie opere intellettuali. Insomma, non vorrei e voglio proteggerle al meglio! Per ora ho fatto copie su copie in cd, le tengo stipate ed alcune sono protette dal copyright siae che voglio abbandonare. Troppi costi, troppe noie. Non sono purtroppo nella condizione di poter spendere molto, perché non ho un entrata regolare e questo mi mette in grossa difficoltà.

    Vorrei, se possibile anche delle delucidazioni da fonici o persone che vivono e lavorano nel mondo della produzione musicale. Almeno per avere un' ottica più professionale possibile! ;)

    PS: Avevo pensato di fare tipo i PF se le intenzioni sono serie, ovvero suonare per ottenere la strumentazione ed un piccolo compenso (per gli inizi). Ma tutto dipende ovviamente dal fatto che questa gente vorrà farci qualcosa o no col mio materiale ed in caso il morale è positivo, la terrò da conto questa considerazione. Non si sa mai, non so se lo fanno ancora, perché dopotutto non siamo più negli anni '60. Però chiedere non costa nulla.
    semplice: prima regola: non pagare, seconda regola non pagare mai.

    se un produttore crede in te investe nella produzione di ciò che fai altrimenti sta solo cercando di speculare sulle tue ambizioni nella speranza di fregarti qualche soldo per mandare avanti la sua baracca.

    non entro in merito alla tutela intellettuale perchè sconosco l'argomento.
    per avere l'assoluta certezza che le tue opere siano tutelate sotto il profilo della proprietà intellettuale, devi scrivere la partitura e depositarla da un notaio. la siae o qualsiasi altro ente tutela il diritto d'autore e basta. qualora ti accorgessi di un plagio, dovresti, partitura alla mano, pagare un avvocato ed un perito e fare causa. la data del deposito serve solo come punto di partenza, per stabilire che quel giorno pinco pallino ha depositato un brano x. poi si vedrà a processo perché dovrai dimostrare tu che l'altro ha copiato

    Possibile ingaggio da Etichetta Discografica, cosa aspettarsi? Come comportarsi per la paternità d' autore?

    Per la paternità dell'opera dovrebbe bastare una marca temporale del file (pochi centesimi di euro almeno così vedo in ufficio) in modo che dimostri che a quella data tu possedevi il brano
    Per l'Italia dovrebbe anche bastare una semplice PEC
    Poi come ti dicono semmai ti tocca imbarcarti nella dimostrazione che ti hanno plagiato e questo lo farai semmai se veramente ne vale la pena... intendo dire che se chi ti copia il brano è ad esempio un dilettante senza alcun introito non so fino a che punto convenga intentare una causa...

    Inviato dal mio GT-I9515 utilizzando Tapatalk
    Min intrometto nella discussione visto che sto iniziando cercando di aprire uno studio di produzione con un mio socio. partiamo dal presupposto che siamo partiti a gennaio e per ora stiamo facendo lavori dove non percepiamo soldi ma scambi di favori (musiche in cambio di logo per esempio grafiche ecc ecc.) ma ovviamente ci chiedavamo, vista l'inesperienza di entrambe, come gestire il diritto d'autore e i punti sulle eventuali royalties...

    mi chiedevo, ha piu senso fare un brano depositarlo e nel momento in cui un cliente lo compra concedergli dei punti o viceversa (lui deposita e mi concede dei punti)?

    e se il brano è stato scritto appositamente per lui?

    saglio ha scritto:


    mi chiedevo, ha piu senso fare un brano depositarlo e nel momento in cui un cliente lo compra concedergli dei punti o viceversa (lui deposita e mi concede dei punti)?

    e se il brano è stato scritto appositamente per lui?


    I diritti spettano solo agli autori, l'acquirente non può depositare.
    Però poi puoi vendere se vuoi all'acquirente i diritti economici, cosa che io farei visto che oggi essere pagati in diritti equivale ad essere pagati zero.
    Ok, quindi ha più senso la prima, io prendo il lavoro gli farò il mio prezzo gli consegnerò il lavoro fatto e depositato da me in siae e se voglio gli concederò dei punti; poi ogni volta che il brano girerà (radio tv youtube web in generale) percepiamo una somma proporzionale ai punti concordati giusto?

    Ma questi famosi punti come faccio a concederglieli? parlo proprio di procedura. (chiedo ancora scusa ma sono davvero ignorante in questo, siamo appena partiti e non sappiamo proprio come gestire la cosa)

    saglio ha scritto:



    Ma questi famosi punti come faccio a concederglieli? parlo proprio di procedura. (chiedo ancora scusa ma sono davvero ignorante in questo, siamo appena partiti e non sappiamo proprio come gestire la cosa)


    Per quello non saprei, magari ti conviene chiedere nella tua sede SIAE di riferimento.
    il fatto di "concedergli dei punti" ha come condizione il fatto che sia anche lui iscritto alla SIAE
    bisogna vedere se è d'accordo perché ciò precluderebbe altre forme di iscrizioni
    e se ha più di 30 anni comporta anche dei costi annuali
    quindi bisognerà fare queste considerazioni di ordine pratico ed economico
    la procedura prevede il rideposito del brano in SIAE indicando le nuove quote
    ok ok..ora è tutto molto più chiaro!!

    una sola cosa ora mi viene in mente, visto che ora come ora non abbiamo ancora partita iva ne niente, ma l'idea è comunque di farla. l'iscrizione in siae a quel punto dobbiamo farla sia io che il mio socio a livello personale o possiamo iscriverci come studio? per farlo ci vuole perforza la partita iva?
    Che sappia io non puoi iscrivere una persona giuridica, perché una ditta non può essere autore.
    Non c'è bisogno di alcuna partita iva, credo che vi convenga chiedere solo la tutela del repertorio, che costa molto meno dell'iscrizione.

    Logicamente se domani trasferite parte dei diritti economici ad un altro soggetto, questo deve avere un rapporto con l'ente di raccolta, sennò non sanno a chi dare i soldi.

    (Soldi?)

    saglio ha scritto:

    Ok quindi ci iscriviamo entrambe poi uno dei 2 deposita e divide i punti con l'altro giusto?


    Bisogna distinguere tra la paternità e i diritti.
    La prima è indisponibile, se l'autore è uno non potete dichiararvi in due.
    I diritti economici invece possono essere ceduti: ad esempio, se decidete a priori che dividerete i diritti economici al 50% comunicherete alla SIAE tramite bollettino di deposito che Tizio è l'autore, ma gli introiti vanno divisi al 50% tra voi due.

    Per dettagli sulla compilazione del modello 112 ti conviene sentire direttamnte in SIAE.
    In quanto editore si pappa già il 76% dei dirittidei brani.
    Il restante 24% si divide in ventiquattresimi per gli autori.
    La vera questione in gioco è quindi la cessione del diritto di edizione.
    Non sottovalutare i diritti connessi e la dichiarazione degli esecutori all'IMAE che spesso si guadagna più con questi che con la siae.
    Le mie foto...
    SenzaLegge
    Il mio soundcloud

    Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...

    MrRed ha scritto:

    In quanto editore si pappa già il 76% dei dirittidei brani.
    Il restante 24% si divide in ventiquattresimi per gli autori.
    La vera questione in gioco è quindi la cessione del diritto di edizione.
    Non sottovalutare i diritti connessi e la dichiarazione degli esecutori all'IMAE che spesso si guadagna più con questi che con la siae.



    Puoi spiegarti meglio? innanzi tutto, nel mio caso chi è l'editore?

    SimoBarzo ha scritto:

    [/url]']

    Bachelor ha scritto:

    barbetta57 ha scritto:

    Possibile ingaggio da Etichetta Discografica, cosa aspettarsi? Come comportarsi per la paternità d' autore? - Bourbon Street - Homestudioitalia | Il forum italiano di home recording e strumenti musicali']Possibile ingaggio da Etichetta Discografica, cosa aspettarsi? Come comportarsi per la paternità d' autore? - Bourbon Street - Homestudioitalia | Il forum italiano di home recording e strumenti musicali[/url]']...devi scrivere la partitura e depositarla da un notaio. la siae o qualsiasi altro ente tutela il diritto d'autore...
    Anche Mozart faceva così :D :D :D

    Così fan tutte.... :D


    barbetta57 ha scritto:

    Possibile ingaggio da Etichetta Discografica, cosa aspettarsi? Come comportarsi per la paternità d' autore? - Bourbon Street - Homestudioitalia | Il forum italiano di home recording e strumenti musicali[/url]']per avere l'assoluta certezza che le tue opere siano tutelate sotto il profilo della proprietà intellettuale, devi scrivere la partitura e depositarla da un notaio. la siae o qualsiasi altro ente tutela il diritto d'autore e basta. qualora ti accorgessi di un plagio, dovresti, partitura alla mano, pagare un avvocato ed un perito e fare causa. la data del deposito serve solo come punto di partenza, per stabilire che quel giorno pinco pallino ha depositato un brano x. poi si vedrà a processo perché dovrai dimostrare tu che l'altro ha copiato


    Io registro su tape, mi faccio la mia bella registrazione audio demo appena mi viene l' idea, poi salvo e la masterizzo insieme ad altri demo su di un tot di dischi copia (mi hanno consigliato 200 dischi copie). Naturalmente mi assicuro che negli EXIF di ciascun file rimane la data e giorno anche dopo la masterizzazione. Inoltre li tengo da parte in una cassetta, di cui almeno una copia autospedita. Per il resto comunque mai fatto uno spartito, cioè un lavoro lungo e stressante.. Pagherò qualcuno nel caso abbia la fortuna di fare strada, perché personalmente non conosco sufficientemente la spartitura per scrivere ogni genere di tecnica di esecuzione. Mi viene più comodo registrare suonando, anche perché il mio modo di far musica è parecchio complesso, inoltre gestisco il brano sotto ogni sua parte di strumento: voce/i, chitarra/e, basso, batteria, effett.. Quindi, per scrivere le partiture presumo che ci sarebbero non poche difficoltà ed anche delle inesattezze sparse qua e la, definitivamente preferisco che sia uno capace a farlo. Ma presumo costi abbastanza e non solo in termini di denaro ma anche di tempo. Semplicemente a me interessa depositare ed aggiornare l' opera in qualsiasi momento, di copie ne avrò sia mie che depositate su servizio che garantisca opportunamente una documentazione che testimoni la mia paternità. Questo tipo di protezione delle opere intellettuali affine alle mie esigenze l' ho trovata in ùmataP. Perché mi trovo in linea con la loro etica e la validità è buona. Ho letto tutto e mi piace. Anche sotto il profilo della distribuzione ed aggiornabilità delle opere (per esempio, se deposito una demo un giorno e dopo mesi aggiorno la traccia completa studio, comunque lo posso fare senza grossi problemi e la validità della copia risulta sia sulla prima traccia bozza, che su quella studio). Inoltre, da quanto ho letto che posso distribuire le mie opere commercialmente senza vincoli, cioè a dipesa di quello che dichiaro di voler fare in sostanza. Chiamerò per ulteriori accertamenti. Perché personalmente non intendo assoggettarmi alla EAIS, eccetto se non in caso di distribuzione fisica delle copie. Cioè dove necessario, se mi serve per forza il bollino per i CD fisici.. Ma vista l' epoca digitale, io credo sia anche superfluo, meglio distribuire la propria opera digitalmente.

    Che altro dire, ho chiesto tempo fa in EAIS e comunque le spese non le posso sostenere, cioè attualmente no. Impossibile!

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