Musica e lavoro

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    Musica e lavoro

    Ciao a tutti quanti di Hoome-studio Italia. Apro questo thread con l'intento di fare luce su una questione molto cruciale: Si può guadagnare qualcosa nell'ambito musicale come fonico da studio? Servizi mix e mastering per esempio.
    Oppure tutta questa passione deve rimanere tale, senza poter essere utilizzata anche in un ambito professionale? Voglio dire, anni di produzioni, soldi spesi nell'allestimento di uno studio, un poco di esperienza fatta..sarebbe bello riuscire a ricavare anche qualcosina da questa grande passione che è la musica. Una specie di "arrotondamento" del nostro stipendio, un'entrata di soldi.
    Se qualcuno volesse condividere la propria esperienza di vita nel mondo della musica sarebbe bello per me ascoltarla: Dai primi corsi seguiti, ai primi lavoretti e guadagni come fonico da studio, alle idee innovative per guadagnare qualcosa (come corsi di produzione musicale o altro).
    Parto dal presupposto che arrivare a guadagnarsi da vivere con questa passione sia pressochè impossibile..ma se qualcuno potesse contraddirmi sarei lieto di ascoltarlo :rolleyes: XD haha
    Restringiamo il campo:
    vuoi lavorare conto terzi o sulle tue produzioni?
    Se vuoi lavorare conto terzi, ti posizioni come fonico free lance o la tua attività è lo studio?
    Vuoi lavorare localmente, a livello nazionale, a livello internazionale?
    Che esperienza hai da offrire?
    A seconda di cosa offri e di quale vuoi sia il tuo target sono tutte risposte differenti alla tua domanda.
    Potersi fare si può fare ma molto dipende da quanto ti sai vendere.
    Le mie foto...
    SenzaLegge
    Il mio soundcloud

    Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...
    Be mettiamo che io abbia una grande passione per il mixing, e vorrei lavorare per conto di terzi, direi a livello nazionale, per non volare troppo in alto XD.

    MrRed ha scritto:

    Potersi fare si può fare ma molto dipende da quanto ti sai vendere.


    Ma la domanda è: ..come ci si vende?

    Comunque, anche tralasciando il mix...a me piacerebbe anche lavorare alla produzione di colonne sonore per videogames, o comunque restare nell'ambito della produzione musicale home studio.
    credo che la problematica principale sia trovare i clienti...
    e per quello devi, come dice MrRed, avere esperienza e dimostrare di aver già fatto qualcosa di valido, in modo che chi intende rivolgersi a te ti ritenga affidabile e professionale...
    idem per settori specifici come dici tu nel settore videogames, anche lì devi farti conoscere e trovare collaborazioni con chi già ci lavora...
    Ciao,
    @classic ha perfettamente centrato il punto: "il problema è trovare i clienti.."

    Anche io ho il mio piccolo studio che utilizzo prevalentemente per le mie produzioni, ma non mi dispiacerebbe poter fare recording & mixing in conto terzi.

    Il problema è quello di essere troppo "piccolo per i grandi" e troppo "grande per i piccoli".

    Mi spiego meglio: chiaramente non posso ambire a produzioni di alto livello per nessun nome minimamente importante, quindi cerco di orientarmi su piccoli musicisti, duo/trio, band locali...

    E qui si casca davvero male, perchè attorno a questa gente ruota una miriade di "cantinari" nel vero senso della parola che lavora in maniera approssimativa per delle cifre ridicole.
    Chiaramente il risultato finale è quello che è, ma finchè i committenti ne sono soddisfatti, come puoi entrare in un mercato del: ti registro un album intero a 100 euro? (parliamo di 15/20 €/brano)

    Ho sentito gente dire: "Tizio registra con microfono wireless perchè quello "a filo" va in larsen...però ha un bel microfono wireless di quelli professionali..."

    Di cosa stiamo parlando??

    Io sinceramente lascio perdere e vado avanti a farmi le mie produzioni e stop...
    Saluti Mirco.
    ...le macchine non aggiungono nulla all'anima della musica.
    Sempre per agganciarmi al discorso di @MrRed dopo che hai inquadrato il settore dove vorresti lavorare, pensa alle caratteristiche che cercheresti tu da cliente in un fonico/produttore. fai un bell'elenco e con uno specchio davanti e tantissima sincerità spunta sull'elenco le qualità che possiedi e quali no e inizia a lavorare su quelle.

    Io non sono un professionista ma come te ci sto lavorando. per questo motivo l'unica cosa che mi sento di dirti è: metti in conto che ci vorranno anni e anni e anni di sbattimenti e sacrifici!
    molto lo ho già detto sul 3ad uguale nell'altro forum.
    Giova ricordare che la consecutio temporum dovrebbe essere: sono appassionato, studio, ottengo un "titolo", mi propongo come collaboratore presso strutture attive di riferimento, faccio la botta alcuni anni per imparare il mestiere e prendere contatti. Quando ho effettivamente un portfolio e un numero di richieste da giustificarlo apro una mia attività con la apparente prospettiva di un bilancio in attivo in X anni.

    Come è spesso in realtà: sono appassionato, mi compro degli attrezzi, faccio un corso, mi propongo sul mercato ma non so se, come e dove si racimola il lavoro. Corollario: cosa già detta molte volte, tutti gli "appassionati" sono convinti di offrire servizi di qualità professionale. Se fosse vero solo in Italia ci sono 50/100.000 strutture concorrenti che offrono la stessa cosa. :D
    se vendete il database mi incazzo.
    Secondo me la cosa che frena la completa diffusione della professione diy low cost dove come dici 100000 utenti con modesta esperienza si offrono sul mercato dei servizi audio recording mixing mastering é la tassazione. Come per molti altri lavori a basso reddito spesso sono più le spese fisse di tasse, inps, etc annuali che gli introiti. Lo dico presumendolo ma non ne sono certo.
    Se le tasse invece fossero solo ed esclusivamente proporzionate agli utili allora sarebbe possibile per molti che possono permetterselo, di aprirsi una attività di produzioni audio mettendo anche in conto guadagni irrisori.
    Tutto é Soggettivo

    DBarbarulo ha scritto:

    no, perchè dei 100.000 ipotetici concorrenti 99.800 non hanno alcuna posizione fiscale riguardo l'"attività" di studio. E comunque non ce la possono fare.


    Sì esatto.

    E' vero che la tassazione è devastante, come dice Loyuit, ma di fatto premia il piccolo evasore, tar-tassando i pochi onesti e costringendoli insieme alla concorrenza sleale ed illegale a chiudere.
    Perché il niubbo e l' evasore "sporcano" il mercato facendo crollare i prezzi, mentre il fisco costringe chi vuol' essere in regola ad essere in un altro range di prezzo (anzi, ad alzarlo costantemente) per far fronte alle sue richieste.
    Quindi di fatto, come linea di principio, chi è in regola tende verso la chiusura, costretto all' aumento dei prezzi all' interno di un mercato che viene trascinato sempre più verso il basso da chi quelle regole non le segue... mentre chi non lo è fa un po' come gli pare e spesso continua l' attività, non comportandogli costi.
    E chi è in regola di norma è chi ha anni di attività alle spalle, chi ha fatto investimenti e conta di poterli scaricare e rientrarci, quindi di base chi è in regola è quella minima percentuale che ha esperienza e mezzi. E' lui che viene danneggiato dal sistema tassazione-mercato sbilanciato, mentre il niubbo in nero fa quello che vuole.
    Giampiero Ulacco
    Mixing Engineer

    MrRed ha scritto:

    Sapersi vendere è un mestiere a parte.
    Si chiama marketing.
    Ha le sue regole.
    In un mercato saturo guadagna solo chi si sa differenziare.
    E non c'è bisogno di essere CLA o Swedien...


    Ai giorni nostri c'è youtube che può essere usato come una specie di puntata alla roulette diciamo, tu carichi il tuo brano in rete, e speri che piaccia alla massa espandendosi a macchia d'olio, e che vincerai successo. Il problema è che la massa clicca specialmente i video più stupidi, quindi se vuoi diventare famoso facendo il youtuber devi creare canzoncine da abbinare a video idioti, secondo me. XD
    Si effettivamente qui non si parla più nemmeno di musica ma di altro...
    Oppure si può fare un'altra cosa, inserisci un tuo brano come sottofondo di un video che può interessare, tipo un tutorial di qualcosa o altro...di modo che sicuramente avrà tante visualizzazioni, se è un video interessante, e in più hai anche la tua musica in sottofondo quindi qualcuno la potrà ascoltare e potrebbe "mettere le orecchie su di te". Queste sono mie opinioni però!

    DBarbarulo ha scritto:

    Quando ho effettivamente un portfolio e un numero di richieste da giustificarlo apro una mia attività con la apparente prospettiva di un bilancio in attivo in X anni.


    A proposito di questo modus operandi, ho sentito dire che all'estero questo metodo funziona bene. Nel senso che, una volta che ti sei fatto un portfolio puoi proporti alle aziende con questa tua "lettera di presentazione", oppure chiamiamola "garanzia di professionalità". Quindi ti basta avere un bel portfolio e presentarlo per poter essere preso in considerazione dalle aziende, nel senso che all'estero, in alcuni paesi, non sono importanti i titoli, i pezzi di carta che attestano che tu hai frequentato un corso. Come esempio c'è la ragazza di mio fratello, che è partita per il Canada perchè ha mostrato il suo portfolio ad un'azienda Canadese e questa azienda che ha reputato buono il suo lavoro. Lei lavora nel campo dell'animazione 3D.
    Ecco, prendendo come esempio la storia di questa ragazza. Nel nostro campo non esistono aziende che ci assumono. Ma secondo voi quale può essere il nostro datore di lavoro? Label, costruttori di video games, creatori di video e materiali multimediali? Com'è la scena lavorativa in ambito musicale all'estero? A chi ci si può rivolgere?
    Domanda numero uno: La musica rimarrà un semplice e bellssimo hobbie o potrà diventare opportunità di lavoro secondo voi?
    parlare in astratto serve a ben poco. Ci sono senza dubbio aziende che assumono personale nel mondo. La domanda corretta è se si è in grado di entrare in contatto con loro e se si ha effettivamente qualcosa da vendere che a loro interessa. Per quello che riguarda i tecnici il mercato oltre che saturo è fortemente competitivo. Giova sempre ricordare che esistono, se parliamo del mondo intero, istituti di formazione a livello galattico dove i diplomati escono con discrete professionalità. Ciò non toglie che nemmeno per tutti loro è assicurata un'immissione in uno specifico ramo di interesse. Quindi, generalizzando, l'unica affermazione che possiamo fare riguarda la serietà e l'impegno con cui si affrontano i percorsi.
    se vendete il database mi incazzo.