SIAE mi scrive (Giulio Rapetti Mogol)...

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    SIAE mi scrive (Giulio Rapetti Mogol)...

    Salve a tutti,

    nel quote a seguire il testo integrale di una email inviatami dalla SIAE (sono iscritto da molti anni).

    Vi allego qui un pdf a sua volta allegato alla predetta email.

    Gradirei sapere cosa ne pensate.

    Grazie a chi vorrà dire la sua.

    Saluti



    Cari
    Associati,

    da qualche
    settimana si parla molto di una proposta di legge dal titolo "Disposizioni
    in materia di programmazione radiofonica della produzione musicale
    italiana". L'Onorevole Alessandro Morelli, Presidente della Commissione
    Trasporti e telecomunicazioni della Camera, che ne è il primo firmatario,
    chiede "che le emittenti radiofoniche, nazionali e private debbano
    riservare almeno un terzo della loro programmazione giornaliera alla produzione
    musicale italiana, opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in
    Italia, distribuita in maniera omogenea durante le 24 ore di
    programmazione", e inoltre che una quota "pari almeno al 10 per cento
    della programmazione giornaliera della produzione musicale italiana sia
    riservata alle produzioni degli artisti emergenti".

    La
    proposta di legge richiama altri esempi in Europa, come il sistema delle
    quote,utilizzato da molto tempo in Francia, dove dal 1994 le radio sono
    obbligate a trasmettere musica francese per una percentuale pari almeno al 40%
    della programmazione giornaliera.

    L'argomento
    è ampio e complesso ed è stato già affrontato in passato con diverse proposte,
    tra cui quella avanzata dalla FIMI nel febbraio 2016 che chiedeva di garantire
    il 20% della programmazione radiofonica alle opere prime e seconde di artisti
    italiani e con l'intervento nel novembre 2017 dell'allora Ministro dei Beni e
    delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini che in apertura della
    Milano Music Week parlò della possibilità di prevedere quote di obbligatorietà
    di trasmissione della musica italiana grazie ad alcune norme introdotte nella
    nuova Legge dello spettacolo.

    In base ai
    nostri dati medi di ripartizione dei diritti d’autore, relativi al periodo
    2010-2017, su dieci stazioni radiofoniche, soltanto quattro rispetterebbero la
    soglia del 33% della proposta di legge dell'Onorevole Morelli. Tale iniziativa
    avrebbe dunque un impatto positivo sul mercato radiofonico italiano, generando
    maggiori introiti in diritti d'autore e in diritti connessi e contribuendo ad
    aumentare la quantità di musica prodotta in Italia. Come sapete, promuovere la
    musica italiana significa infatti sostenere l'industria culturale del nostro
    Paese e quindi le tante persone che ci lavorano.

    Per questo
    motivo chiedo a tutti voi di contribuire a questa battaglia per la
    valorizzazione della nostra musica nelle radio. Qualsiasi vostra iniziativa
    sarà preziosa affinché si affermi il principio che la musica italiana fa parte
    del nostro patrimonio culturale e in quanto tale va valorizzata e difesa.

    Cari
    saluti a tutti.

    Giulio
    Rapetti Mogol

    Presidente
    Files
    ...Musicalmente Parlando...
    ilgiornale.it/news/mondo/franc…nzoni-france-1174996.html

    se servisse a toglire le cag...te in spagnolo e sudamericano sarei d'accordo :D

    in Francia è già legge da un po'

    però che la musica italiana che trasmettono sia patrimonio culturale italiano poteva anche evitare...

    P.S. non sono lettore de ' il giornale' , ho preso il primo titolo che ho trovato con google, non vorrei esservi accostato...

    Post was edited 1 time, last by “vitto” ().

    nel senso che da una parte la musica italiana attuale mi sembra un po' poco cultura e molto " replica di repliche " che strizzano troppo l'occhio all'incasso immediato di pochi cent per poi fre cantare la stessa canzone con qualche nota cambiata ad una faccina diversa, mi sa che in Italia venda più l'mmagine che il contenuto, io ascolto da anni radio dalle 8 alle 9 ore al giorno e onestamente i brani che cominciano con il piano e voce rauca/ sofferta e che si sviluppano poi più o meno nello stesso modo comincio a non ascoltarli più.

    Le cantanti che escono dai talent faccio fatica a distinguerle etc...
    Un pochino di nazionalismo e amor proprio non ci farebbe male, in linea generale.
    Siamo sempre divisi, noi italiani, tanto da non riuscire nemmeno a fare fruttare il nostro patrimonio, preferiamo litigare mentre i tesori secolari si sgretonano.
    Tuttavia anche le forzature non mi hanno mai convinto, è vero che altri paesi lo fanno, ma credo che alla base ci sia appunto un po' di sano orgoglio e impegno per le proprie opere, che viene prima delle imposizioni e vale molto più di queste.
    Riguardo il cinema si è fatto già qualcosa del genere, imponendo alle reti tv che trasmettano una maggiore percentuale di opere italiane di cui una certa parte in prima serata (già c'erano leggi anche in precedenza ma erano molto più blande sugli orari, per questo trovavamo molti film italiani di notte), e che i network come Neflix ne abbiano almeno una certa percentuale nel loro catalogo (e infatti hanno acquistato diversi film e serie italiane l'anno scorso).
    Sicuramente in questo modo si promuovono i nostri lavori, e gira qualche soldo in più attraverso autori, editori, ecc.
    Ma è questa la soluzione definitiva? Un'imposizione?
    Concettualmente non sono convinto, o almeno credo che questa misura andrebbe accompagnata a una migliore diffusione della nostra cultura cinematografica, ma andrebbe anche rivisto un mercato che se ha bisogno di certi mezzucci è già un malato grave, e non si cura con l'accanimento terapeutico.
    Per la musica credo sia la stessa cosa, le imposizioni da sole non sono che forzature, indici di un sistema che da solo non si sostiene.
    Poi ci sta tutto un altro discorso sull'arte: se sopravvivessero solo le arti che si auto-sostengono economicamente, avremmo ben poco, l'arte è di vitale importanza e va anche sostenuta dallo Stato là dove diversamente scomprarirebbe, ma forse l'iniezione di energia di cui ha bisogno la nostra arte per sopravvivere non è un semplice ordine di trasmissione, o ci ritroveremo veramente un vegetale cresciuto a vitamine e luci artificiali.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.
    Pilloso io la penso un po' come te.

    In effetti questa sorta di "nazionalismo" o "sovranismo" musicale lo vedo un po' palliativo. Alla stregua di quanto accade in politica, ovvero tutto quello che essa produce in negativo o positivo, ritengo sempre e comunque sia lo specchio di un intero popolo con i suoi pregi ed i suoi difetti.

    Sussiste un problema culturale gestire il quale significa andare un po' oltre l'applicazione di una norma. Così dicendo torniamo alla funzione della scuola ma sopratutto della famiglia.

    Quindi, da un lato plaudo alle intenzioni e dall'altro dissento sulla modalità sebbene lasci prevedere un qualche positivo effetto.
    ...Musicalmente Parlando...
    E noi siamo noti per applicare qualsiasi cosa, dalla multa all'incentivo, nel modo più sbagliato, senza fare cultura e informazione, senza nemmeno valutare le controindicazioni.
    Sopravviveremo anche a questa, ma ovviamente ci rilasseremo (perché appena qualcosa va meglio i problemi si possono rimandare) e ci ritroveremo tra qualche anno a chiederci cosa si puà fare per sostenere cinema e musica italiane, due tossiche in assuefazione alle quali non basterà più neanche la trasmissione imposta.
    E allora via altra misura artificiale per raschiare il fondo.
    Fino a che resteranno più misure che arte.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.
    Per come la vedo io, la cultura la si trova cercandola nelle diversità, se lo streaming è in mano ad un monopolio hai voglia a trovarla...
    Hai ragione quando dici che sopravviveremo anche a questo, ci si abitua a tutto e non mancano certo le costruzioni di sovrastrutture per distrarre e far dimenticare.

    Se questa legge fosse volta a dare maggiore spazio a generi musicali diversi sarebbe utile / divertente ma per come è prospettata ( o per come ho inteso che lo sia ) finirà per togliere spazio a qualcosa di qualità per fare un massaggio cardiaco ad un malato terminale.
    A me pare una fesseria. Cosa facciamo, si torna al proibizionismo?

    Tra l'altro mi pare una proposta fatta da chi non conosce la realtà. Il 45% dell'airplay e' composto da musica italiana e si vorrebbe, con questa norma, portarla al 33%?

    Mah.....



    Edg
    www.edrecords.it
    Semplicemente imporrebbero alle emittenti di trasmetterne una percentuale minima, prendi una radio Virgin, dubito che trasmettano il 33% di musica italiana, con questa legge invece dovrebbero adeguarsi.
    Per quanto riguarda SIAE dubito che gliene freghi della musica di qualità, hanno visto la proposta di legge e gli sono brillati gli occhi, più musica tutelata da noi, più introiti, tutto qui.
    Edit: in pratica dubito di tutto :D
    Siamo tutti sulla stessa Bark.

    Flavio (ex fbin) wrote:

    Lo dico fuori dai denti: mi sembra un'imposizione da regime fascista mascherata da buoni intenzioni.

    Attenzione a non cadere, come sui social altri hanno fatto, nel tranello della questione politica.
    La proposta venne da Franceschini, qualche anno fa, a tutela del nostro patrimonio musicale, e come detto misure simili sono state già prese in passato per il cinema.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.

    Pilloso wrote:

    Flavio (ex fbin) wrote:

    Lo dico fuori dai denti: mi sembra un'imposizione da regime fascista mascherata da buoni intenzioni.

    Attenzione a non cadere, come sui social altri hanno fatto, nel tranello della questione politica.
    La proposta venne da Franceschini, qualche anno fa, a tutela del nostro patrimonio musicale, e come detto misure simili sono state già prese in passato per il cinema.


    Hai assolutamente ragione e non voglio in alcun modo farne una questione politica, ma sociale sì. Rimane il fatto che imporre ciò che i media devono scrivere o trasmettere è da regime.
    Le 'radio LIBERE' sono esplose negli anni 70 e ora vogliamo distruggerle a distanza di 50 anni?
    No infatti, sembra quasi una scappatoia per fare con la musica ciò che a causa delle leggi europee non possiamo fare con frutta, verdura, ecc.
    L'arte non è contemplata come commercio di beni, è ancora abbastanza libera, quindi si cerca di regolamentarla con "blocchi" che sulle merci non sono più ammessi per legge, questo è il paradosso.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.
    Io quoto la proposta
    Per fare un parallelo, amavo il calcio fino agli anni 90 quando ogni squadra poteva avere massimo tre stranieri.
    Credo che i vivai ne giovassero e ci fossero maggiori possibilità di diventare professionisti per i giovani calciatori locali. Il calcio era meno bello di oggi?
    Per la musica idem. Purchè 33% significhi pluralismo di possibilitá anche per una percentuale di autori che oggi non trovano spazio.

    Post was edited 1 time, last by “loyuit” ().

    Flavio (ex fbin) wrote:

    Lo dico fuori dai denti: mi sembra un'imposizione da regime fascista mascherata da buoni intenzioni.
    Ma stiamo scherzando? Obbligare i mezzi di comunicazione a trasmettere quello che viene deciso dal regime?


    Io parto da qui. Non credo si arrivi addirittura a imposizione di regime, anche perchè si sfocerebbe poi nella censura e spero vivamente di non arrivare mai a questo. Però ( e non voglio alimentare polemiche politiche) la proposta nasce dalla vincita di mahmood. perciò sinceramente posso dirmi favorevole e ci sta anche il discorso che aumenta il giro d'affari in un mercato quasi morto; ma se poi dalla musica italiana scarti mahmood inizia ad essere un problema e si che bisogna iniziare a parlare di regime e avere paura della censura!

    In questi giorni ho letto anche un intervista a linus dove dice (giorni prima di mogol) che la sua radio già passa più del 33% di musica italiana. e sottolinea come quasi tutti i governi hanno lanciato la proposta che però si è sempre arenata. motivo in più per cui mi spaventa più la causa della proposta!

    saglio wrote:

    la proposta nasce dalla vincita di mahmood.

    No no ragazzi, tiriamo il freno.
    Mahmood è italiano doc nato a Milano, quindi non tiriamo in ballo cose che non c'entrano, perché in momenti tristi e confusi come questo è facile innescare attriti per cose inventate.
    La proposta risale ad alcuni anni fa ed è di Franceschini, non c'è nessuna nuova invasione di musica straniera, fa semplicemente parte di una serie di misure mirate a sostenere la nostra arte e cultura che ogni tanto vengono riconsiderate e rimaneggiate per trovare una formula che accontenti tutti e che sostenga il nostro mercato, quanto poi si stiano avvicinando a una soluzione è tutto da vedere.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.

    Pilloso wrote:


    Attenzione a non cadere, come sui social altri hanno fatto, nel tranello della questione politica.
    La proposta venne da Franceschini, qualche anno fa, a tutela del nostro patrimonio musicale, e come detto misure simili sono state già prese in passato per il cinema.


    Infatti fu un fallimento. Il cinema italiano, nonostante quegli inutili provvedimenti, versa in una gravissima crisi:

    agisweb.it/index.php/component…eratori.html#.XHaXq6TSKf0

    Il punto, a mio parere, e' che eventualmente ci sarebbe bisogno di interventi "qualitativi", tesi cioè a migliorare le nostre produzioni. Avere più musica italiana in radio migliorerebbe solo i proventi del diritto d'autore (per gli aventi diritto.....)


    Edg
    www.edrecords.it

    edg wrote:

    Avere più musica italiana in radio migliorerebbe solo i proventi del diritto d'autore (per gli aventi diritto.....)

    E infatti questo è il becero motivo per cui SIAE ha scritto a tutti gli associati (aspettandosi poi non si sa quale sostegno da loro).
    Io credo che di qualità nel cinema italiano ce ne sia tanta, allo stesso tempo c'è anche tutto un sistema di fondi pubblici che vanno a finanziare delle emerite schifezze, quando magari artisti emergenti con una valida idea non hanno nessun mezzo per accedervi e svilupparla.
    Anche la musica buona c'è, sul modo in cui si ripartiscono i diritti invece ci sarebbe molto da dire.
    Ovvio che tutti i settori subiscono delle strette e le cose si fanno sempre più difficili in ogni mestiere, le spese aumentano, i margini si assottiliano, e la pirateria di certo non ha aiutato musica e cinema.
    Però anche piangere miseria ogni volta nello stesso modo è controproducente, oltre che patetico.
    Secondo me il punto più debole di questi settori sta nelle figure di editori, produttori, direttori artistici, ovvero quelle che sanno riconoscere i migliori talenti e fargli produrre i migliori lavori. Ce ne sono di bravi, ma potrebbero essercene di più, perché molta è gente che si improvvisa e impara sul campo, ma non basta, così molti lavori (e soldi) vanno sprecati in risultati mediocri.
    Se un settore produce molte cose buone non deve più preoccuparsi di imporle al pubblico.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.

    Pilloso wrote:


    .... Io credo che di qualità nel cinema italiano ce ne sia tanta, allo stesso tempo c'è anche tutto un sistema di fondi pubblici che vanno a finanziare delle emerite schifezze quando magari artisti emergenti con una valida idea non hanno nessun mezzo per accedervi e svilupparla......

    .....Se un settore produce molte cose buone non deve più preoccuparsi di imporle al pubblico...


    D'accordissimo sulla tua ultima affermazione.

    Assolutamente in disaccordo sul tuo giudizio relativo al nostro cinema.

    Scusate se rubo qualche riga in off-topic.
    A me sembra evidente che il pubblico in italia, nella stragrande maggioranza, evita di vedere i film migliori che realizziamo. Penso ai fratelli taviani vincitori dell'Orso qualche anno fa o alla stessa "Grande Bellezza" di Sorrentino.
    Ma a parte qualche "isola felice" , costretta a guardare a festival e rassegne estere (Garrone e qualche altro), nelle sale siamo strapieni di robaccia che più che film sembrano televisione/fiction o cinepanettoni.

    All'estero ci ricordano ancora per Fellini e il neorealismo.....

    Scusate la divagazione.




    edg
    www.edrecords.it