ma da dove arriva la buona musica contemporanea ?

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    ma da dove arriva la buona musica contemporanea ?

    ciao
    a prescindere che la buona musica penso arrivi dal cuore e dalla testa ,avete fatto caso che l '80 % per cento della buona musica arriva dall'inghilterra....conglobando anche il mercato statunitense bianco che e' di origini inglesi.
    che ne pensate?
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    ciao
    assolutamente d'accordo con te e infatti ho modificato l'oggetto del 3ed.
    nel caso della musica classica i migliori provengono da altri lidi e non certo dall'inghilterra.
    credo comunque che piu' che sposarsi bene con la lingua ,sia un altro il motivo che fa sì che la patria delle maggiori star degli ultimi 50 anni sia propio l'inghilterra
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    ciao
    non conosco il segreto ma esistera' un motivo...
    a parte la black music facci caso,guarda dove sono nati i maggiori e famosi gruppi e singoli degli ultimi 50 anni ..a parte sinatra,frank zappa(entrambi oriundi italiani),crosby still nash young,creedence clearwater revival,toto,jefferson airplane e altri....la stragrande maggior parte proviene dalle terre di albione
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    beh mi sembra un po riduttivo come discorso...

    Se parli di un dato periodo forse potrei darti ragione, ma per esempio in questo specifico periodo il grosso arriva dall'america, come negli anni 70 ci fu il boom di band inglesi.

    Penso che la media di band tra inghilterra e america (forse le 2 nazioni che hanno sfornato il maggior numero di musicisti che hanno fatto storia) sia abbastanza a pari!
    ciao
    da 20 anni questa parte ,negli u.s.a.,a parte eminem , macklemore , 21 pilots,imagine dragons ,dream theater non ho sentito poi tanta bella musica..
    chiaramente opinione mia personalissima e sicuramente opinabile..prego anche tener presente però che gli stati uniti si sono formati nel 1664 da colonie inglesi (per cui sono di origine inglese)
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    Post was edited 1 time, last by “makkala” ().

    Esatto, forse è li il problema...dire che la BELLA musica arriva da un dato paese...la bellezza è soggettiva grazie a dio. per quello ho fatto un'analisi piu oggettiva.

    Pensa...uno che ascolta solo musica indiana ti direbbe che la miglior musica degli ultimi 20 anni non arriva ne dall'america ne dall'inghilterra! :D
    ciao
    con me sfondi non una ma mille porte aperte...io amo la musica da qualsiasi parte provenga..la classica e quella delle etnie piu' disparate... e sono convinto che la base ritmica delle percussioni indiane sia assolutamente fantastica..ma resto dell'idea che a livello globale la percentuale maggiore e quasi assoluta dei successi provenga dal regno unito e non sò quale sia il segreto
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    makkala wrote:

    ma resto dell'idea che a livello globale la percentuale maggiore e quasi assoluta dei successi provenga dal regno unito e non sò quale sia il segreto

    Io credo che sia dovuto al fatto che molte delle band più iconiche della storia della musica moderna provenga dall'inghilterra.
    Asus X53S i7 4core 12Gb RAM SSD500 + HDD256 _ Steinberg UR28M _ Novation SLMKII 61 _ Cubase 10 Pro _ Nord Electro 6D _ Yamaha Pacifica 112J _ Digitech RP 380XP _ mic Behringer C1 _ Presonus Faderport _ synth Cazio VZ8M _ IK Multimedia ILoud MicroMonitor _ Cuffia Grado SR60e

    Moderatamente Ottimista

    Marcez Monticus wrote:

    makkala ha scritto:
    ma resto dell'idea che a livello globale la percentuale maggiore e quasi assoluta dei successi provenga dal regno unito e non sò quale sia il segreto



    Io credo che sia dovuto al fatto che molte delle band più iconiche della storia della musica moderna provenga dall'inghilterra.


    :D
    Chiavi di lettura: disagio e ribellione all'interno della classe borghese. Se il confronto è mirato al mondo di lingua inglese, leggendo la mappa della ribellione giovanile e del disagio, si trovano le annate buone di qua e di là dall'oceano.

    Negli anni '50 l'Inghilterra è appena sopravvissuta alla guerra, tutti hanno fame e problemi di esistenza che non lasciano spazio a temi di rapporto intergenerazionale. Infatti scimmiottano la cultura americana ma sviluppano poco di caratteristico. Nel frattempo in USA i giovani sono nel pieno della ribellione generazionale (kerouack, James Dean, ecc), poi ci sono i problemi razziali ecc. Infatti il rock'n'roll e il country fioriscono.
    Dai '60 l'economia inglese ha preso il volo ed iniziano la ribellione giovanile i ragazzi inglesi, e qui è inutile fare l'elenco dei casi artistici.
    In quegli anni in USA gran parte degli stimoli "potenti" viene dall'obiezione di coscienza alla guerra del Vietnam. E poi altri strimoli grandiosi ed originali dai neri sotto apartheid e in lotta per i diritti (Soul music ecc).
    '70 ce n'è per tutti, man mano alleggerendo. C'è anche la bolla della guerra dell'irlanda del Nord (guardacaso gli U2...).

    La storia della musica pop ("popular") è la storia sociale del mondo. Quando si ha poco da dire, si produce poco di memorabile. E anche se qualcuno ne produce, alla gente interessa poco. Se invece si è pieni di problemi spirituali, si ha molto da esprimere e il pubblico cerca messaggi in bottiglia per capire il proprio disagio quotidiano. E la musica va al centro.

    (Per inciso, anche in nostri 60/'70/'80 non è che siano da buttare via. )
    ciao
    per me fabriguitar ha trovato punti essenziali tipo il dolore di uscire da una guerra o quello di entrarci che possono farti espellere tramite musicalita' melodie incredibili.
    pero' diciamo ci sono nazioni che hanno sofferto e soffrono maggiormente ma non sono ruscite a esprimere qualita' particolari o inventare generi rimasti nell' immaginario musicale.
    attualmente guerre ce ne sono sempre tante e e dolori altrettanto..la morte,la fine di un amore,le vicissitudini personali...per non parlare dei disastri ambientali e della presunta fine del mondo per il climate change , ma buona musica non me ne sembra di sentirne tanta in giro...
    in italia la musica classica(notevole),la canzone napoletana(di nicchia) sono nate in periodi di sofferenza popolare mentre il cantautorato e un certo prog rock sono nati all fine della guerra quando le sofferenze volgevano al termine.
    ho letto...quando si ha poco da dire....anche questo e' importante... se si ha poco da dire anche di musica bella ne nasce poca
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    nella mia vita ho girato poco perche' ho lavorato parecchio ma sono stato una volta in inghilterra e una volta in irlanda...dell'inghilterra mi ricordo i pub e le bevute generalizzate che creavano aggregazione ma dell'irlanda,che comunque musicalmente parlando e' anglosassone,ricordo bene che sempre nei pub verso le cinque di pomeriggio si cominciava a bere e qualcuno tirava fuori un violino,un altro una mandola e arrivava un flauto e una percussione e si cominciava a suonare...musiche popolari ma si cominciava a suonare e la musica era jam session ma veniva la pelle d'oca...
    forse il segreto e' che gli piace suonare e lo fanno diventare ed e' un modo di vivere.
    ed in ogni pub c'era gente che suonava....un mondo diametralmente opposto al nostro
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    Ciao Makkala, non volevo dire che solo la guerra e la fame stimolano.
    A stimolare è un disagio che si ha bisogno di esprimere, ancora più quando questo disagio non è raccolto e interpretato in modo completo e soddisfacente dai media ufficiali ecc. Quando un gruppo sociale non è rapresentato nella società alla quale sente di appartenere.
    Il cantautorato nasce nel pieno della contestazione giovanile italiana (dal 1969), con qualche avanguardia e qualche ritardatario. Il tema serio è stato quello politico, mentre quello pop è stato la libertà sessuale, che in un paese cattolico ha diviso in due i giovani, quelli di prima e quelli dopo.
    E per accorgersi di questi disagi "d'anima" ci vuole anche un pochino di benessere, se no la gente è impegnata solo a sopravvivere e non pensa tanto alle canzonette.
    Salvo eccezioni. E' un discorso molto generico il mio.
    Adesso c'è di diverso che i media ci rappresentano già loro in quasi tutte le posizioni, e che quasi tutto il pubblico guarda la tv continuamente, se no è sui social dove avviene qualcosa di simile anche per le nicchie più piccole. Quindi il disagio prende altre strade. La gente si sente meno isolata ed ha poco bisogno di ritualizzare la sua appartenenza a un certo gruppo di disagiati attraverso una canzone.
    Sempre come concetti generali. Si possono trovare eccezioni.
    Quindi voglio sottolineare che le bella arte (il successo pop inarrestabile) non si verifica solo quando un artista produce qualcosa di bello. Ci vuole anche una massa cotta (rotta?) al punto giusto per cogliere quel tipo di messaggio e quella bellezza in quel preciso momento, e posizionarla nella storia sociale.
    Per tornare in topic, credo che ti riferissi alla scena presente che seguo pochino, ma volevo dire che il perchè dei grandi successi di solito è da cercare in questo tipo di considerazioni, più che in un concetto di bellezza assoluta che forse non esiste. La bellezza senza necessità è decorativa. La bellezza necessaria, spacca!
    ciao fabri
    condivido tutto ciò che hai dettto e mi rammarica vedere che segui pochino della attuale scena musicale,oggeto del 3ed....forse perche' buona musica contemporanea ce n'e' pochina...e di questo ne sono rammaricato anchio tanto
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