ma da dove arriva la buona musica contemporanea ?

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    Bruno Mars lo avrei voluto inserire anch'io :thumbsup: ...troppo forte
    Mac mini 2,5 i5 , 16 gb ram , ssd 1 Tb crucial mx 500 , hd 1 Tb Lacie usb 3 , Presonus 192 studio mobile, osx 10.15.1, Logic pro x 10.5.6 , Spl 9945 , Akg k702 , Akg k 271 studio ,
    Shure sm58 , Behringer B-1 , Presonus 3,5.

    Afex wrote:

    loyuit wrote:

    In 3d a mio personale e opinabile parere la buona musica contemporanea va ricercata nei generi contemporanei, i grandi generi musicali del secolo scorso molto raramente vengono eguagliati in questo.
    Ciao


    e nella musica contemporanea gli inglesi, dopo la ultima grande magnata del pop britannico anni 90 stanno un pò arrancando per mancanza di grosse alternative.
    paragoneresti Ed Sheeran ai Beatles? eppure gli inglesi lo fanno...lo dico per esperienza personale perchè c'ho litigato con qualche inglese su whatsapp negli anni scorsi :thumbsup:
    Il fatto è che il nuovo modo di fruire la musica "on demand" ha di fatto indebolito tutte le grandi star e i grandi nomi e appianato verso il basso la qualità della musica proposta;
    in questo momento sono molto più avvantaggiati gli artisti outside, che come in Italia da "Indie" sono diventati "pop", come una volta erano pop le grandi band internazionali.
    Piaccia o non piaccia è così,
    e tutto sommato non mi dispiace affatto!


    Guardati le liste (billboards) dei migliori singles, anno per anno, del secolo scorso e confrontale coi singoli di oggi. Per il mio gusto non c'é paragone. Ma il pop é pop(ular) in ogni tempo, altrimenti non si chiamerebbe pop. A mia personale opinione quello del passato é frutto di genio e talento. Quello attuale conserva il talento ma più raramente il genio
    ciao
    son d'accordo con loyuit..scarseggia il genio
    tutti bravi i 5 di maxgit ma a parte gli inglesi gli altri non li vedo in un concerto da 50.000 persone
    restiamo in 3ed però....la buona musica arriva dal cuore....e mi emoziono ancora a sentire alcuni brani dei Tazenda e/o Formula 3 come anche i canti tradizionali sardi e/o liguri ma quello che mi interessa veramente e' cercare di scoprire perché' il mondo anglosassone e derivati crea melodie che reputo imbattibili
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    Post was edited 1 time, last by “makkala” ().

    loyuit wrote:

    Io trovo che l'italiano sia più difficile da arrangiare alla musica rispetto all'inglese. Grandi artisti del passato, vedasi De Gregori, Battiato, Guccini, etc riuscivano meglio a fondere il testo con la musica rispetto alla panoramica attuale dove spesso vi é un po di dissonanza tra voce e parte strumentale, soprattutto in generi pop, folk e melodici in genere.


    I punti di evoluzione della musica occidentale passano per l'emancipazione delle dissonanze, o comunque per la rottura di una regola. Mi riferisco a Wagner, ma anche a Bellofigo (per fare un caso proprio estremo...). Un giorno uno rompe una regola e questa stupisce, i puristi la odiano per un po', ma poi entra nel gusto del fruitore.
    Non so se la differenza tra De Gregori e un indie di successo sia di "riuscirci" a fondere testo e musica. Credo che l'indie di oggi neanche ci si metta perchè il suo pubblico non coglierebbe particolari vantaggi da una canzone fatta bene. Anzi gli suonerebbe convenzionale vecchia e stereotipata quasi come per molti di noi è inascoltabile il liscio o Claudio Villa. La spigolosità dell'incastro testo-musica è caratteristica del genere ormai.

    Tornando verso il tema iniziale, penso che questa cosa succeda anche nei paesi anglosassoni, dove però resiste (a differenza nostra) un orgoglio culturale rispetto alle tradizioni pop, rock, blues, prog. Perchè? Perchè l'egemonia culturale americana del dopoguerra ha creato una cosa che ormai portiamo tutti dentro: yeah, wow, chewing-gum, rock'n'roll, baby suonano fico; automobile, elettrodomestici, centro commerciale. Ha vinto un modello culturale: ruoli sessuali in primis. L'idea di modernità non è l'evoluzione di Giuseppe Verdi, ma del musical di Broadway.
    La nostra tradizione si è chiusa nei conservatori (luoghi di conservazione), la tradizione anglosassone è diventata un modello di progresso.
    E gli inglesi lo sanno, più o meno consapevolmente. Sono orgogliosi delle loro tradizioni in modo vivente, mentre noi ne siamo orgogliosi conservativamente.
    Per questo ancora oggi un inglese/americano che fa successo, in molti casi sta conquistando un pubblico che possiede la tradizione di quello che sta ascoltando, e ne ha l'orgoglio. Quindi un valore. Se non fosse filtrato dal proprio mercato principale in questo modo, in Italia non lo conosceremmo.
    ciao fabriguitar ben ritrovato
    condivido quello che dici in toto ma su due cose avrei voglia di spaziare..claudio villa ancora adesso, fosse vivo, ha avuto una voce che levati...e lo reputo comunque uno dei miglior cantanti italiani negli ultimi 50 anni.
    poi e' vero, come dici che ci siamo tutti inglesizzati ma in realta' io il mondo anglosassone lo vedo parecchio conservatore...hanno ancora la regina e se chiedevi ai giovani inglesi,prima della Brexit,se volevano euro o sterlina non ce n'era uno che voleva abbandonare la vecchia moneta.io credo che l'origine della maggior quantità' di buona musica contemporanea sia comunque sempre il mondo anglosassone nelle sue forme e nei suoi derivati.presumo che alla base ci sia la sofferenza.non la sofferenza dei popoli schiavizzati e/o succubi.ma la sofferenza dei popoli vincitori che devono lasciare casa per andare a conquistare...e rapportato il discorso al singolo sarebbe la lotta personale per vivere.una cosa del genere
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    @makkala, sono contento che li conosci, cominciavo ad aver paura di essere stato troppo contagiato dalla prole (so' tutti pischelli se ci fai caso ...). @'loyouit' @fabriguitar mi fa molto pensare quello che dite a una cosa: perché io trovo che nel passato ci riuscivano benissimo a incastrare tutto, ciascuno al suo modo. Non sarà che ci riuscivano fin quando le linee melodiche non si sono 'spostate' sul modello anglosassone più ritmico e tarato sulla loro lingua monosillabica ? Lo riscontrate pure voi questo spostamento ? Cioè che la linea melodica di un thegiornalisti somiglia molto di più a un oasis di quanto un degregori non somigliasse all'epoca a un crosby still & nash. chissà se mi sono spiegato - ma farebbe scopa con quello che dice fabri che noi quel modello di melodia non lo manuteniamo o evolviamo, lo semplicemente conserviamo/releghiamo al 'volo'/bocelli et similia. E comunque caro makkala, non credere che io pure sotto sotto ... ahò il folk inglese è sempre er mejo, nun ce so' cazzi, e guarda che manutenzione e che produzioni moderne, oggi mica ieri, trattasi di kate rusby
    ciao
    brava e ..bella la Kate ma restando in 3ed brava bravissima...non penso che c'entri la lingua sonante inglese..vedi bennato,dalla,de Andre',Michele bravi,renga etc etc...in questo sono d'accordo con loyuit che manca il genio...quello non s'inventa...e per spaziare guardate il rap..il testo sono frasi, parole non cantate e prive di melodia
    mi vengono le lacrime agli occhi quando vedo scrivere csn&y...io ci sono cresciuto e li ascolto tuttora..mitici
    comunque anche la Kate inglese...
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    makkala wrote:

    ... in realta' io il mondo anglosassone lo vedo parecchio conservatore...hanno ancora la regina e se chiedevi ai giovani inglesi,prima della Brexit,se volevano euro o sterlina non ce n'era uno che voleva abbandonare la vecchia moneta.


    Ciao Makkala. Non intendevo il conservare in questo senso. Volevo dire che, riferendosi alla musica pop, richiamare il blues o il brit-pop è conservare qualcosa di vivo. Ne abbiamo seguito tutti l'evoluzione e ne riconosciamo bene gli echi nei dischi attuali. Anche la tradizione irlandese, ne parlavate prima.
    La tradizione melodica italiana, che comunque ha lasciato tracce dappertutto, è comunque separata dal presente da un bel fossato. Un fossato fatto anche del nostro rifiuto legato a fattori psicologici. Dopo la guerra si è rinnegato molto di ciò che era stato "italianità" e si sono abbracciate le cose di cui si era stati privati. Noi siamo distanti generazioni ma portiamo dentro parzialmente questo atteggiamento. Non è un discorso nostalgico il mio. Però volevo spiegare che il nostro conservare la cultura del melodramma lirico è un po' museale. A differenza della cultura inglese per gli inglesi.

    maxgit wrote:

    Non sarà che ci riuscivano fin quando le linee melodiche non si sono 'spostate' sul modello anglosassone più ritmico e tarato sulla loro lingua monosillabica ?


    Non lo so. Battisti/Mogol o Zucchero hanno fatto miracoli in questo senso. per poterlo fare, si può, con risultati diversi da quelli in inglese, ma pregevoli. Credo che la perfezione stilistica non interessi proprio più al mercato e che gli artisti quindi non la cerchino.
    giusto! ... battisti/mogol di una donna per amico, ad esempio, cercavano un respiro più internazionale e sono riusciti a inventare un modello di parlato perfetto per quelle melodie/ritmo. Zucchero pure ha dovuto industriarsi perchè fa solo quella musica li, il blues, il funk. Ma come tu dici, non c'è nessuna accademia della crusca in agguato per tutti gli altri ;)
    La gente mangia quello che passa il convento.
    Io non credo che la perfetta simbiosi tra il cantato e lo strumentale non venga ricercata. Credo invece che risulti, all'artista, più difficile trovarla. Forse perché non basta la conoscenza per fare una canzone. Altrimenti basterebbe fare il conservatorio per essere dei Mozart. Credo che a un certo punto, oltre la conoscenza, serva l'ispirazione. La musa ispiratrice che forse é passata di moda ma un tempo era considerata dall'artista una fonte fondamentale per poter compiere un'opera d'arte. L'artista ispirato diviene un tramite tra qualcosa di più grande e l'opera d'arte che compie. E nell'opera d'arte non vi é più soltanto l'artista ma anche qualcosa di insondabile che é oltre l'artista.
    Viviamo in un'epoca pragmatica e materialista che forse si riflette in ogni aspetto culturale, anche artistico.
    Opinioni personali e opinabili
    ciao
    condivido loyuit e condivido in toto l'essenza basilare dell'ispirazione..ma da cosa nasce...? Dai sentimenti ,dalla sofferenza, dalla gioia?...
    e in tutti i casi perché' il mondo anglosassone e' più ispirato ?
    non e' la lingua, non e' la pronuncia del testo ,non e' l'importanza del testo, o perlomeno non sono le basi essenziali per produrre buona musica contemporanea..un buon riff,un buon ritornello, un buon ritmo, un buon tempo. forse questi sono più importanti per la creazione
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    Io sono d'accordo con loyuit, sul fatto che non mi pare che il mondo anglosassone sia più ispirato. Non dalla parte degli artisti, perlomeno.
    Vedo più verosimile che un artista davvero talentuoso per la canzone, in Italia, oggi, non arrivi al contatto con il pubblico.
    Mediamente emergono altri talenti: talento televisivo e appeal da show business dal lato major. Talento autoimprenditoriale e "cazzimme" per chi emerge dal basso.
    Poi magari ci sono anche delle eccellenze tecniche tra tutti questi, ma gli artisti che li ascolti e ti cambiano la vita, di solito non sono lì in mezzo. Secondo me, poi magari sbaglio.
    io sono d'accordo con tutti e amo qualsiasi ma propio qualsiasi genere di musica da tutte le parti del mondo...la buona musica contemporanea arriva dal mondo intero :thumbsup:
    w joe zawinul w benitu urgu w trilok gurtu
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