Sempre più intolleranza verso la musica

This site uses cookies. By continuing to browse this site, you are agreeing to our use of cookies. More details

    Whitenoise wrote:

    be dai non minimizziamo e non facciamo di tutta l'erba un fascio
    soprattutto sull'argomento dj, ci sono dj e dj compreso gente che si fa il mazzo a tarallo e riesce a malapena a coprire le spese di viaggio
    con i booking
    non è che per "fare musica" bisogna avere una band o quant'altro questo concetto mi pare antiquato
    tanto quanto quelli che rompono i coglioni per un evento in piazza
    perche loro lavorano


    Intendevo dire che il fruitore dell'evento "digei che suona" non si reca in quel luogo per sentire la musica.
    La musica è solo un elemento propedeutico che acuisce l'aspirazione dell'individuo a fare il figo, sballarsi e (tentare di) cuccare.

    Se gli cambi un tunz tunz con un altro all'individuo non importa granché, è come cambiargli l'arredamento della disco: magari fa una smorfia, ma si adatta.
    Togligli la sgnacchera o le pasticche e non lo vedi più.

    Lat.
    Anche a costo di essere vetusto non è che se si spinge play su un iPod si è un musicista...

    Se invece si comincia a premere play, pause, stop, cue, crossfade, crossfade alla velocità del suono, contemporaneamente alla "lettura della folla" ed in seguito ad una accurata scelta dei brani, allora riconosco che c'è una certa un'abilità nel fare tutto ciò.

    però, sinceramente, faccio una fatica boia a chiamare "musicista" un DJ... un DJ è un DJ , esattamente come il FOH eng è un tecnico, non un musicista, almeno finchè ricopre quel ruolo. Esattamente come un "luciaio" non è un pittore, pur lavorando con il colore...

    Con questo non voglio dire che il DJ non sia un artista.
    Un MIX tra arte e scienza
    "Non è bello ciò che è bello, figuriamoci ciò che è brutto"

    Lattugo wrote:

    Mancano gli spazi per far musica.
    E tanto manca anche la gente che ci va.
    Non è proprio vero. Gli spazi ci sono, solo solo mal gestiti o lasciati morire.
    E comunque quand'anche non ci fossero basta inventarseli.
    Piccolo esempio: un amico che fa performance visive ha sempre eseguito le sue opere nei luoghi preposti (gallerie d'arte, eventi dedicati, etc...).
    Venuti a mancare gli sponsor e quindi tali spazi ha deciso di scegliere luoghi abbandonati (fabbriche, casolari, etc) chiedendo gli opportuni permessi, che non sono poi così difficili da ottenere, mettendoci del proprio per cominciare. Nell'arco di breve tempo si è trovato nella condizione di poter fare due o tre eventi l'anno ma molto seguiti.

    Per la musica è tutto un po' più complicato, ma la stessa filosofia - almeno per quanto mi riguarda - porta a buoni risultati.

    E comunque alla tua affermazione manca anche l'attore: non ci sono i musicisti ... visto che ormai i dj sono considerati tali! :D


    ps:
    per i dj che leggessero quest'ultima frase: è solo una battuta!
    Il discorso del contadinotto non è stato compreso:

    - il contadinotto, nel suo lavoro, parte da un seme, lo coltiva, gli dedica tempo ed energie in modo da "guidare" le forze naturali perché la pianta cresca. Cresciuta la pianta, se la mangia e sopravvive.

    - idem per l'allevatore di vacche

    - l'allevatore di vacche si mette d'accordo con il contadinotto e si scambiano vacche con tuberi, vivendo felici e contenti.

    - intanto c'è il musicista che, infervorato nella sua arte, guarda un gran traffico di vacche e tuberi ma, non avendo niente in mano, muore di fame. Se però il musicista è in grado di far sorgere in contadinotto e allevatore l'interesse per la sua musica, potrebbe anche riuscire a farsi dare una vacca e un po' di tuberi in cambio della propria musica, riuscendo a sopravvivere.

    Ora però c'è un problema: la musica, da arte, è diventata un prodotto inserito su un mercato.

    Il musicista è talmente bravo che riesce a convincere altri contadinotti ed altri allevatori a fruire della sua musica in cambio di vacche e tuberi, al punto di arrivare ad avere più vacche e più tuberi degli stessi produttori.

    Questi se ne accorgono e dicono: "Cavolo, questo qua prima moriva di fame e adesso è più ricco di noi! Facciamo anche noi i musicisti! Per un po' funziona, ci sono contadinotti che se la cavano, altri che invece proprio non ce la fanno.

    Ora però sorge un altro problema: nessuno coltiva più tuberi e nessuno alleva più vacche. Esauriti vacche e tuberi precedentemente prodotti, tutti muoiono di fame.

    Morale della favola: se vuoi fare il musicista e sopravvivere, porta rispetto per contadinotto e musicista, poiché, alla fine dei conti, sono loro che ti danno da mangiare. Allo stesso modo, contadinotto ed allevatore, andate orgogliosi del vostro lavoro, riconoscendo però al musicista la capacità di potere arricchire la propria vita.
    Un MIX tra arte e scienza
    "Non è bello ciò che è bello, figuriamoci ciò che è brutto"

    Lattugo wrote:

    A me sembra invece che di musicisti ce ne siano tanti, e alcuni fanno anche cose interessanti.
    Ma tendenzialmente li vanno a vedere solo i loro amici, il problema è tutto là.

    Quella sui musicisti era solo una battuta.
    Ciò che intendo dire è che serve pensare a metodi alternativi.
    D'altra parte quante band investono in management, ufficio stampa, sponsor e tutto quello che va oltre l'aspetto prettamente musicale?
    Quante spendono energie alla ricerca di un grosso numero di date nelle feste di paese e non immaginano invece di prendere baracca e burattini e una sola volta andare a Marciac?
    Quante band vanno alla ricerca del palco quando per suonare bastano invece gli strumenti?

    Chiaro che generalizzo e parlo della mia esperienza. Se per altri non è così ne son felice.

    cremateo wrote:

    D'altra parte quante band investono in management, ufficio stampa, sponsor e tutto quello che va oltre l'aspetto prettamente musicale?


    La mia piccola esperienza più recente (primo trimestre 2013) è questa: manifestazione di 6 settimane con musicisti/gruppi autori di musica originale selezionati con cura per avere un programma di qualità.
    Kermesse trans-genere, nel senso che la linea che ha guidato la scelta non è stata un tipo di proposta o meno, ma abbiamo cercato di spaziare tra vari tipi di musica leggera, puntando però su gente capace di proporre qualcosa di interessante.

    Location di primo livello, con palco e fonia di primo livello. Ripresa video con regia video di primo livello (due operatori e un regista) e trasmissione in web-streaming di concerti e materiale vario (interviste, sessioni acustiche etc.).

    Supporto pieno dell'ufficio stampa di A.R.C.I. (ahimé) che però ci ha garantito tra l'altro: conferenza stampa di apertura, mezza pagina sulla Gazzetta di Modena con la presentazione della kermesse e rilanci e aggiornamenti periodici sui vari appuntamenti della manifestazione.
    Tra l'altro avevamo il nostro web-streaming embedded nel portale della Gazzetta di Modena.

    Tutta la parte tecnica (service audio-luci-video) è stata messa a disposizione dagli stessi ideatori della manifestazione, che hanno lavorato gratis in quanto sono imprenditori che non hanno commesse causa crisi.
    Se avessimo dovuto gestire le cose in economia abbiamo calcolato che avremmo dovuto investire non meno di 10.000 euro a settimana.

    Chi è venuto a vedere gli artisti?
    I loro amici.
    Che sarebbero venuti a vederli a prescindere, perciò è stato uno sforzo immane ma assolutamente inutile.

    Io sono poi anche disposto ad ammettere che sono stati fatti alcuni errori di valutazione in corso d'opera.
    Ad esempio col senno di poi avrei preferito restringere il target dell'audience potenziale per fare promozione più mirata, ma siamo partiti comunque anche perché l'insofferenza degli imprenditori costretti all'inattività ad un certo punto è diventata troppo pressante.

    Ma ciò non toglie che l'amara realtà è che il riscontro da parte del pubblico "normale", ossia non legato al gruppo da vincoli di amicizia o conoscenza diretta è stato nullo, zero, nicht, perché (e questa è la mia conclusione) alla gente di un certo tipo di spettacolo non gliene frega sostanzialmente un c@zzo.

    Lat.

    Post was edited 1 time, last by “Lattugo” ().

    Pensa invece che qui in tutte le varie serate c'è stato il pieno. E stiamo parlando di musica classica!!!

    Non stiamo parlando di eventi da migliaia di persone, i posti a sedere saranno stati si e no 200. Però è andata bene.

    Ignoro quali differenze ci siano state tra le due organizzazioni e sul target di pubblico. Con i pregi ed i difetti che Galavotti (assessore alla cultura e spettacolo a Imola) può avere, devo ammettere che comunque il castello sembra stare su...
    Un MIX tra arte e scienza
    "Non è bello ciò che è bello, figuriamoci ciò che è brutto"
    Lat., capisco l'amarezza e mi spiace.
    So cosa implica l'impegno e magari pure la consapevolezza di una certa qualità non corrisposti dalle aspettative.
    Non conosco la manifestazione in questione quindi non posso esprimere giudizi (anche se ricordo lo streaming e l'ho pure seguito se è quello che avevi postato tempo fa).
    L'unica cosa che mi sento di sottolineare è che quello che hai descritto è il modo perfetto per costruire un festival tradizionale - anche se sei settimane non sono proprio un festival!
    Nulla di male, anzi, ma uno fra i molti. Lodevole e meritevole, ma uno fra i molti.
    Quello che intendevo dire prima era proprio questo: forse oggi la musica ha bisogno di strade alternative.
    Certo più facile a dirsi che a farsi ma gli esempi ci sono e il non demordere è conditio sine qua non.
    Per quanto riguarda il pubblico ... non si può pretendere!

    Poi credo dipenda molto dal genere e dagli obiettivi: per la mia esperienza e per quello che faccio le cose sono forse un po' diverse, non saprei.

    Lattugo wrote:

    Kermesse trans-genere


    Azz... per un attimo ho avuto pensieri impuri! :D

    znal_lanz wrote:

    E stiamo parlando di musica classica!!!
    Passato giusto oggi un emendamento che dà di nuovo autonomia e denaro alle orchestre.
    Come dicevo prima magari non ci vanno i contadinotti (sto scherzando naturalmente) o magari (inteso come ma magari!) i gusti stanno cambiando!

    znal_lanz wrote:

    Ignoro quali differenze ci siano state tra le due organizzazioni e sul target di pubblico.


    Mi fa piacere che sia andata bene.
    Ma la musica classica è un altro mondo a livello di target.
    (e anche di sovvenzioni)

    Lat.

    EDIT: @cremateo - d'accordissimo sulle nuove strade, solo che non ho idea di quali possano essere.
    Io poi sono uno che non ama metterlo in testa alla gente (o in altre parti), perciò se qualcuno non dimostra interesse su una proposta specifica ne prendo atto e non sarò certo io a rompergli le tasche e ad insistere :D

    Post was edited 2 times, last by “Lattugo” ().

    A me invece dispiace che non sia andata bene a voi. :( (io lì ho fatto solo da pubblico, non ho partecipato in nessun modo all'organizzazione).

    Per dire, con i canali di informazione che seguo normalmente, non ero a conoscenza dell'evento organizzato a modena. Non sarei quasi sicuramente riuscito a venire per ragioni varie, però non lo sapevo. Magari l'avevi pubblicizzato qui o là, ma in quei mesi ero poco attivo.
    Un MIX tra arte e scienza
    "Non è bello ciò che è bello, figuriamoci ciò che è brutto"

    znal_lanz wrote:

    A me invece dispiace che non sia andata bene a voi.


    Grazie per la solidarietà :)

    Comunque bisogna guardare in positivo perché abbiamo imparato alcune cose importanti, e in ogni caso siamo caduti in piedi visto che avevamo investito in prestazioni e non in denaro.

    Il fatto di non aver visto nemmeno una timida risposta è una info importante e conferma che ha probabilmente ragione cremateo: bisogna cercare altre strade per interessare la gente e convincerla a fare qualche passo per avvicinarsi alla musica in quanto tale, che è uno sforzo attivo e anche impegnativo.

    Lat.

    Lattugo wrote:

    Io poi sono uno che non ama metterlo in testa alla gente (o in altre parti), perciò se qualcuno non dimostra interesse su una proposta specifica ne prendo atto e non sarò certo io a rompergli le tasche e ad insistere
    Su questo concordo, infatti il punto non è convincere, ma essere convincenti.
    E poi come diceva mio nonno:"Ala zet tà fet prima a méteghel in dél cùl che in del cò!"
    Devo tradurre?!

    E comunque non demordere: l'entusiasmo è contagioso tanto quanto il pessimismo, quindi tanto vale ridere.

    cremateo wrote:


    E poi come diceva mio nonno:"Ala zet tà fet prima a méteghel in dél cùl che in del cò!"
    Devo tradurre?!

    Ecco, volevo dirlo anche io più sopra :)


    E comunque non demordere: l'entusiasmo è contagioso tanto quanto il pessimismo, quindi tanto vale ridere.


    Nono, non demordo, però c'è da dire che promuovere manifestazioni non è il mio mestiere, in quella circostanza sono stato coinvolto per l'organizzazione, ma è stata una esperienza una tantum.
    Ognuno deve fare quello che si sente, io preferisco fare il musicista, e anzi mi dispiace molto vedere tutti quegli eventi organizzati dai musicisti per se stessi (cosa ahimé frequentissima, almeno nel mio ambito).
    Tra un po' le band si faranno da sole pure da pubblico e così il cerchio sarà definitivamente chiuso. :D

    Lat.

    Lattugo wrote:



    Intendevo dire che il fruitore dell'evento "digei che suona" non si reca in quel luogo per sentire la musica.
    La musica è solo un elemento propedeutico che acuisce l'aspirazione dell'individuo a fare il figo, sballarsi e (tentare di) cuccare.

    Se gli cambi un tunz tunz con un altro all'individuo non importa granché, è come cambiargli l'arredamento della disco: magari fa una smorfia, ma si adatta.
    Togligli la sgnacchera o le pasticche e non lo vedi più.

    Lat.


    quello che dici è falso caro lattugo.
    credi che siano capaci di ascoltare musica solo i rochettari? mi sembra una discreta idiozia. la musica nel suo complesso induce al viaggio (non dimentichiamoci la psichedelia dei tempi di wood) e più o meno ad un ascolto interessato da parte dei fruitori.
    per la musica selezionata dai dj il concetto non cambia.
    stai certo che ad una festa gabber chi ascolta house music non va e viceversa. ma attento che quando parlo di house music parlo di un genere preciso ma ancora molto ampio. io ad esempio prediligo la detroit house. ma apprezzo pure la house nyorkese di dj spinna o quella di di harvey (che sta a miami) o roba di chicago cantata. insomma la musica anche chi frequenta le serate dj la ascolta nè più nè meno del fruitore di un concerto rock.

    ma, come te ahimè, anche io sono un vecchiaccio e il mio approccio risente di quello

    ciao
    vak

    ps. ho cercato di essere logorroico come te...lo so che altrimenti non capisci :D :D :D

    ........_o
    ......_\ \>,
    ....(_)/(_)