Acquisti in paesi UE con Partita IVA italiana

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    Acquisti in paesi UE con Partita IVA italiana

    Ieri sono stato contattato via mail da un negoziante di Berlino che mi elencava le sue offerte. Guarda caso sarei intenzionato a prendere un prodotto che lui ha ad un prezzo simile a quello che si trova sul mercatino.
    La cosa che mi ha detto, e che mi ha fatto un po' riflettere è che avendo io una partita iva italiana (come ditta individuale) non sono tenuto a pagare l'IVA tedesca (al 19% - lasciamo perdere il motivo per cui in Germania si paghi l'IVA così bassa...). Ovviamente, su una spesa di 3.500 € risparmiare quasi 700 € è alquanto conveniente.
    Vi risulta questa notizia? Poi col fisco italiano come devo comportarmi?
    Ho scritto anche a Thomann, vediamo che mi rispondono.

    Ciao

    Post was edited 2 times, last by “orgelmeister” ().

    orgelmeister wrote:

    Vi risulta questa notizia? Poi col fisco italiano come devo comportarmi?



    Non mi risulta affatto.
    In caso di acquisto di un bene presso un rivenditore passivo di IVA all'interno della UE devi pagare l'IVA applicata nel paese di appartenenza dello stesso, nel tuo caso il 19% della Germania (D.P.R. n. 633/1972)

    ciao

    Francesco

    P.S. : eventualmente puoi detrarre l'IVA al momento della dichiarazione dei redditi, questo sì.
    Stando a questa pagina (in particolare alla domanda 5), il reverse change può essere applicato solo per gli intermediari ma non per l'utilizzatore finale.

    Acquistando come azienda (condizione necessaria per il reverse change), necessariamente l'operazione finirà in bilancio (altrimenti ci sarebbe in cassa del denaro che in realtà è stato speso e mancherebbe un bene che è stato acquistato)... e una volta che la fattura è nel bilancio, penso non ci voglia molto a verificare se andava pagata l'iva.

    Se invece non porti la fattura al commercialista (cioè non la inserisci in bilancio), il bilancio a fine anno non torna perché hai un'ammanco di denaro dal capitale della società che non riesci a giustificare (non c'è un bene/servizio come contropartita... e non vedo nemmeno come potrebbe essere giustificato come "perdita").

    Inoltre - ma questo è del tutto secondario in questo contesto - non potresti fare l'ammortamento sul valore del bene (non ho idea di cosa preveda la legge per le apparecchiature musicali, ma suppongo che ci sia qualcosa... quel poco che so è legato ad un corso di economia aziendale che sono stato costretto a seguire).
    Il rispetto si costruisce solo insieme.
    Di niente, spero non ci siano troppe imprecisioni, quel poco che so di economia aziendale è perché sono stato costretto (e sottolineo costretto) a studiarla per un esame, ma non è proprio il mio campo, anzi...

    L'unica cosa che mi è rimasta in modo chiaro è che alla fine i conti devono pareggiare e se non si iscrive qualche operazione (o la si segna in modo errato) i conti non tornano e non si riesce a chiudere il bilancio... E se si riesce a chiuderlo ugualmente con qualche operazione errata/non iscritta, probabilmente si sta andando dritto nell'ambito del falso in bilancio.


    Quanto al discorso di non portare la fattura dal commercialista, anche ammesso e non concesso di far tornare il bilancio tramite operazioni più o meno arbitrarie, nel caso di un confronto tra bilanci (magari perché stanno facendo una verifica a quello del venditore) ci sarebbe un'incongruenza evidente che porterebbe sicuramente ad un approfondimento... insomma è una bomba ad orologeria!
    Chi vuole evadere probabilmente usa metodi più sofisticati, magari cercando l'accordo con gli altri attori del rapporto economico, in modo che incrociando i bilanci non ci siano anomalie evidenti (ad esempio non fatturando del tutto o in parte le ore di un lavoro e pagando la quota a nero con denaro personale o fondi neri)...


    In teoria basta che un elemento della filiera sia alla luce del sole perché un meccanismo come il reverse charge funzioni, perché a partire da quell'anello è possibile (almeno in teoria) ricostruire tutta la catena (quanto sia difficile e quanto tempo richieda - cioè se fa in tempo a scattare la prescrizione - è un altro discorso).
    Il rispetto si costruisce solo insieme.
    Classico, le cose funzionano in maniera differente. Purtroppo a volte si tende a dare informazioni errate o incomplete senza sapere di cosa si sta parlando.
    Esiste un database internazionale di partite iva per aggirare, giustamente, le frodi fiscali

    Questa è la mail ricevuta dal supporto tecnico di Thomann:

    Thomann.de wrote:

    Buongiorno, per poter fatturare in esenzione IVA, il Suo numero di P. IVA dev’essere regolarmente iscritto al VIES
    http://ec.europa.eu/taxation_customs/vies/vieshome.do?locale=it

    dunque abilitato ad effettuare operazioni commerciali intracomunitarie.
    La preghiamo di prendere in considerazione il fatto che se questo sito non dà risposta positiva, l’acquisto non potrà essere fatto in esenzione IVA.
    Deve quindi recarsi all'ufficio delle entrate per dichiarare le Sue intenzioni di acquistare beni dall'estero in modo da poter usufruire dell'esenzione IVA.
    Per iscriversi all'elenco VIES deve presentare una dichiarazione a qualsiasi ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate. Può essere fatto sia a mano sia per posta, inviando una raccomandata, insieme alla copia fotostatica di un documento d'identità. L'Agenzia delle entrate ha tempo 30 giorni per fare le proprie indagini e verifiche prima di procedere all'iscrizione nel VIES, e vale il principio del "silenzio assenso". Dal 31° giorno in poi, nel caso in cui non sia arrivata nessuna comunicazione contraria da parte dell'Agenzia, il contribuente potrà effettuare le operazioni intracomunitarie.Maggiori informazioni si trovano qui:
    http://www.agenziaentrate.gov.it
    http
    ://ec.europa.eu/taxation_customs/vies/faq.htmlCordiali salutiSara RomanelVendite - Italia


    Quindi, se ho ben inteso, per emettere fattura esente da IVA, il negoziante estero può farlo solo immettendo un numero P.I. abilitato agli acquisti all'estero, presente nel database internazionale.

    Ecco, adesso è molto più chiaro


    'Classico', per cortesia, pur riconoscendo la tua buona intenzione di dare il tuo contributo, che rispetto e ammiro, la prossima volta che dai delle informazioni di carattere economico assicurati di scrivere le cose con cognizione di causa.

    Spero questo mio thread possa essere utile a tutti quelli del nostro forum.

    Post was edited 1 time, last by “orgelmeister” ().

    Infatti è quello che ti ho detto. Devi recarti all'agenzia delle entrate e comunicare che intendi fare acquisti all'estero. Ti chiederanno di stabilire un importo, che all'incirca dovresti rispettare. Questo se non l'hai fatto all'apertura della partita IVA. Te l'ho scritto prima, non ci voleva Thomann.