batteristi preferiti e perchè

    batteristi preferiti e perchè

    ciao;
    se tu potessi scegliere solo 2 batteristi,quali sceglieresti e perchè?
    inizio io.

    steve gadd,perchè fa musica. potrebbe far tranquillamente dei pezzi di sola batteria. per me ha un tocco che nessun altro ha, con la cadenza sempre al posto giusto. il timing giusto nel pezzo giusto. le ghost si sentono ma non danno mai fastidio. con poco lui stà sul pezzo e lo porta avanti con il groove giusto. è un po la "miglior puttana del mondo" nel senso buono. inconsciamente lo abbiamo sentito una marea di volte,ha inciso una marea di dischi come session man. visto dal vivo è anche simpatico e alla mano.

    john bonham (rip) perchè è il batterista rock. ha un suono unico. è talentuoso e con idee innovative. della scuola meno tecnicismi e più suono. anche se i suoi pezzi son tutt'altro che semplici. ha delle influenze blues e jazz che lo rendono il centro della musica. a livello di suono,direi che non bisogna dire troppo. i suoi album hanno fatto la storia del rock. l'uso della cassa da 26" ha creato quel suono che lo rende inconfondibile. il supra da 6,5" suona come un tuono nelle sue mani. il ride di dimensioni generose che viene crashato. il sonaglio sull hh da 15". un grande! scomparso troppo presto...
    l'importante è l'idea e soprattutto osare...
    Stewart Copeland (Police) : forse uno dei battersti più versatili al mondo, capace di passare dal rock al reggae , dal jazz alle tarantelle in un battito di ciglia. Un tocco dalla precisione millimetrica ma non dettato dalla semplice tecnica, quanto da una naturale vocazione per il suo strumento,quasi spinto da un'entità indipendente dalla sua volontà .

    Dale Crover (Melvins) : oh dio, quando penso al suono potente della batteria, per me c'è lui. Un drumming nervoso ma con un focus pazzesco, una botta quasi tribale che spazza via ogni cosa superflua.

    E permettetemi se, contravvenendo alla regola del TS, mi gioco il sempreverde Ringo Starr : un batterista fuori dagli schemi, un creativo per eccellenza che fa letteralmente "cantare" i suoi tamburi e li fa volare insieme alle magiche melodie dei fab four.
    Carlton Barret perché è un'ira di dio, ha sviluppato il suo linguaggio (nonché inventato un tempo che ha caratterizzato un genere) e, se scrivi una partitura delle sue batterie e la fai suonare da un sequencer sovrapponendogli la registrazione della sua batteria, sentirai giusto le differenze di suono.

    Bonzo Bonham non credo ci sia bisogno di dire il perchè.
    Vinnie Paul per lo stesso motivo.
    Le mie foto...
    SenzaLegge
    Il mio soundcloud

    Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...
    Durissima dirne solo due (tre visto che c'è chi l'ha fatto).

    e su due mi associo per forza agli altri:
    1) John Bonham: perché per un bassista (rock) come il sottoscritto niente può gasare di più che interagire con un batterista così

    2) Ringo Starr: perché la tecnica non è tutto, e per suonare un "A day in the life" in quel modo occorre molto più che sapere sbacchettare su fusti e piatti. Occorre entrare dentro al brano, e suonare col cuore.

    3) per il terzo sarei tentato di virare su nomi jazz o prog (quanti ne potrei citare ) ma visto che oggi mi sento bisognoso di energia mi gioco il Keith Moon dei momenti d'oro :)
    Non volendo insistere ancora su Bonham, anche per me il più emozionante, esaltante, sorprendente, squassante, animoso batterista di ogni tempo, cito Jerry Gaskill dei King's X e il vecchio Jon Hiseman dei Colosseum+Tempest.

    P.S.: ce ne sono proprio tanti, di signori del ritmo a cui essere riconoscenti, per un vecchio voyeur di buon rock come me: Rod Morgestein (Dixie Dregs, Steve Morse Band, Winger, Jelly Jam), Harry James (Thunder, Magnum),Gavin Harrison (Porcupine Tree), Marco Minneman(Aristocrats), Ian Paice, Phil Gould (Level 42), Prairie Prince (Tubes)...
    ...però è un gran batterista, forse non esageratamente personale, ma gran batterista. (...io li suonavo pure i Timoria... ;) )
    Zama è uno di quelli che riconoscerei a occhi chiusi. Molto personale il suo modo di suonare, così come è personale Hawkins.

    PS: Collins con i Genesis ha fatto delle cose memorabili che sono pazzesche!

    PPS: uh, me ne son scordato uno: Ian Mosley (Marillion) - precisissimo nei passaggi
    E ma così è troppo facile.. Li state dicendo tutti... Volevo ristringere il campo a 2 soli perché bisogna motivarli e bisogna scegliere... La mia lista sarebbe molto lunga,in quanto me ne piacciono proprio tanti... Non per ultimo minneman (tra l'altro a parlarci insieme è simpaticissimo) che secondo me i dream hanno sbagliato a non assumere,in quanto ha carisma tecnica e inventiva spazza via entrambi i mike..
    l'importante è l'idea e soprattutto osare...
    Simon Phillips. Il migliore batterista live e da studio mai esistito. Il suono più aperto della storia e una grande gamma dinamica.

    Vinnie Colaiuta. Per tecnica e gusto nel tocco.

    Se posso dire il terzo, giusto honoris causa, John Bonham. Perchè ha definito il punto di partenza per tutti i batteristi moderni.

    Opinioni personali, ovviamente.

    8) Teetoleevio
    Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
    Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
    Più vado avanti e più mi sto rendendo conto che i batteristi neri hanno qualcosa che i bianchi non hanno.
    Non è tecnica, ne gusto, ne tocco, visto che da ambo le parti ce n'è di tutte le specie.
    Credo sia insito in una genetica muscolare collegata ad una percezione del timing e del ritmo, o della vita stessa, con forte componente randomica, non incasellabile razionalmente.

    Nei bianchi provo una sensazione di razionalità del suonato, un dosaggio più controllato, più tecnico, più "freddo".
    Nei neri oltre alla tecnica e al tocco c'è dell'altro che non so spiegare a parole.

    Due nomi è impossibile ma ci provo.

    Michael Bland
    Tocco, potenza, musicalità. Il batterista della vita.
    Immenso come la sua mole. Povero sgabello.

    Chris Coleman
    Praticamente dotato di capacità avvicinabili all'onnipotenza. Potrebbe anche non essere umano.


    Come diceva il lupo sopra ai tempi d'oro ... UHDLM!
    :)
    Analog and digital mixing.
    Blues Cave Studio