1 presa corrente...quanto regge?

This site uses cookies. By continuing to browse this site, you are agreeing to our use of cookies. Read and accept

    1 presa corrente...quanto regge?

    Una domanda per chi ne sa di corrente ed elettricitá :D
    Ho una presa a muro disponibile (con impianto elettrico recente ed a norma) e dovrei collegarci tutto questo materiale :
    -iMac 27
    -2 coppie di monitor nearfield (quindi 4 prese)
    -2 HD esterni
    -Interfaccia audio

    Domanda 1 : ce la fa una sola presa a muro a dare corrente a queste 8 unitá? (tramite una normale ciabatta) oppure potrei avere problemi di sovraccarico?
    Domanda 2 : avrebbe senso acquistare un distributore di corrente, tipo il Samson o Furman (che hanno giusto 8 ingressi) e collegarci il tutto?

    Grazie!
    Se si costruisse la casa della felicità, la stanza più grande sarebbe la sala d'attesa.
    I distributori di cui parli hanno principalmente 2 vantaggi rispetto alla classica ciabatta:

    1. filtri e protezione in caso di sbalzi di tensione (ma come in tutto si va dal prodotto da 150 € a oltre i mille, con caratteristiche diverse)
    2. lo puoi montare a rack e non devi scendere fino alla presa con i cavi di alimentazione, colleghi tutto l'hardware lì e rimane più in ordine.

    Tempo fa avevo fatto una breve ricerca ma poi non l'ho più comprato... ci fosse qualcuno che ha esperienza diretta in merito e volesse condividere qualche considerazione interessa anche a me...

    Comunque quoto Archverb, una presa di corrente in un impianto a norma dovrebbe farcela tranquillamente

    Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “MacGyver” ().

    una presa di corrente in un impianto a norma dovrebbe farcela tranquillamente


    ..anche perché distributore o semplice ciabatta ci si attacca sempre lì per dar corrente al tutto. :)

    I
    Violinista H-Pirla Scelto

    i7 6700k - 16Gb RAM - Uad PciEx - RME 802 - Cubase 9 - Adam A5x+Sub7 Tannoy System1000 - Lucid 88192 - Hairball 1176 RevD - UA 710twin - Drawmer1969 - Vitalizer Mk2-T - Lindell Audio Pex500
    ..anche perché distributore o semplice ciabatta ci si attacca sempre lì per dar corrente al tutto.


    C'hai ragione anche tu :D
    Al di la dell'ordine (che ha anche un suo perché), pensavo che un aggeggio del genere "distribuisse" la corrente alle varie unitá collegate, in modo intelligente, evitanto sovraccarichi, rumori di fondo... ma forse a questo punto, una ciabatta da 10€ fa al caso mio :D
    Se si costruisse la casa della felicità, la stanza più grande sarebbe la sala d'attesa.
    Beh solitamente i vari Furman del caso hanno filtri e protezioni che ovviamente una ciabatta da 10€ non ha, ma chiaramente questo non significa che tu non possa usare una ciabatta da 10
    Violinista H-Pirla Scelto

    i7 6700k - 16Gb RAM - Uad PciEx - RME 802 - Cubase 9 - Adam A5x+Sub7 Tannoy System1000 - Lucid 88192 - Hairball 1176 RevD - UA 710twin - Drawmer1969 - Vitalizer Mk2-T - Lindell Audio Pex500
    1. Saranno 800W in tutto con i monitor alla massima potenza?... Sono meno di 4A, con qualunque presa italiana "piccola" dimensionata (quindi anche il relativo impianto) per 10A!
    2. Il "distributore di corrente" è come una ciabatta, a parte filtri e/o interruttori: se escono 4A, entrano 4A! Non può fare nulla in caso di sovraccarico.
    Gianluca
    Youtube: goo.gl/522kv4
    La distribuzione della corrente in studio è della massima importanza. Qualsiasi apparecchiatura audio migliora il suono se alimentata correttamente (sinusoide pura, ecc...). Solo il pc non ha questa esigenza (anche se un buon alimentatore è d'obbligo).
    Quindi impianto eseguito a regola d'arte e correttamente dimensionato, ups online, filtri e quant'altro serve a distribuire bene la corrente, sono un ottimo investimento.
    Senza spendere nient'altro che un po di tempo, già collegare i connettori tutti nello stesso verso (tutte le s su un lato e tutte le d sull'altro)
    ed a partire da quello che assorbe di meno aiuta in maniera sorprendente.
    Il perché non lo so magari @Radioman ce lo sa anche spiegare...
    Le mie foto...
    SenzaLegge
    Il mio soundcloud

    Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...
    Per quanto riguarda il verso con cui inserisci la spina avrei al momento qualche intuizione ma non vorrei spararla grossa.
    Per quanto riguarda il fatto di collegare i carichi in maniera “crescente”, dovrebbe essere dato dal fatto che in questa maniera la corrente della linea, da monte a valle, è inferiore.
    Viceversa, se si collegassero i carichi in maniera “decrescente” (permettetemi il termine non rigoroso, è giusto per rendere l’idea), si avrebbe la massima corrente transitante ad inizio linea.
    Riporto uno schema simbolico qui sotto: se il carico 1 fosse quello che assorbe più potenza, la corrente ad inizio linea (a monte del primo nodo) risulterebbe maggiore.
    ’ una tecnica che viene spesso adottata per carichi fissi aventi un assorbimento di potenza molto elevato (non mi riferisco in tal caso agli utilizzatori che si possono usare in studio), ovviamente su sistemi in derivazione: questo ti permette di risparmiare parecchio sul dimensionamento della linea.P.S. Nella realtà la cosa è molto più complessa, e ci sono molti aspetti da tenere in considerazione, ma la mia è una risposta generale.
    Ciao
    uno 'sconsiglio' che mi viene è quello di evitare le ciabatte universali che accolgono sia schuko che spina italiana.
    Ne avevo un paio che con la spina italiana sfiammavano (e mi sembra logico visto che gli spinotti hanno un diametro inferiore). E non è bello...
    Ciao @Flavio (ex fbin)
    sono parzialmente d'accordo con te sulle ciabatte multipresa.

    In effetti se parliamo di "cineseria" io eviterei qualunque tipologia.

    Se invece andiamo a prendere marchi seri, ad esempio VIMAR, io possiedo ben 3 ciabatte che utilizzo per le serate live ormai da anni e non hanno il minimo problema, nonostante siano utilizzate continuamente in modalità "attacca-stacca".
    Saluti Mirco.
    ...le macchine non aggiungono nulla all'anima della musica.