ASSENTE DA UN Pò ma sbaglio o non si muove neanche una foglia ?!?

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    ASSENTE DA UN Pò ma sbaglio o non si muove neanche una foglia ?!?

    Buongiorno a tutti. Manco da molto tempo e non ho più il polso della situazione.
    Sto vendendo delle cose qui e altrove. Avevo, nel tempo, selezionato oggi molto ricercati e a buoni prezzi così da poterli rivendere facilmente e considerarli qussi come un investimento/deposito di soldi.
    Ma cosa mi ritrovo?!? Che non mi chiede niente nessuno, che non si interessa nessuno e che faccio fatica a vendere cose megagalattiche a èprezzi ridicoli...
    Ora la mia domanda non è una preghiera di comprare, per fortuna sono in un buon periodo economico e prima o poi venderò tutto ma mi confermate che gli studii di registrazione sono ancora più fermi di 2 o 3 anni fa?!?
    Ho chiesto a uno studio della mia zona che 3 anni fa si stava ancora ampliando se era interessato e mi ha guardato schifato dicendomi "ma va oggi chi vuoi che registri io vendo e chiudo tutto".
    Io ci sono rimasto perchè se per me l'audio è sempre stata una seconda scelta di vita per lui era la prima...

    Cosa ne pensate? E' vero che l'audio professionale è morto in studio e che tutto si risolve con una scheda audio e qualche plug in ?!?
    Io purtroppo sto cercando di infilarmi nel settore da circa 5/6 anni e anche se la mia esperienza è quasi nulla e sopratutto è briciole rispetto a chi frequenta questo forum mi sono accorto del declino degli studi. Molti degli studi che contattai negli anni a caccia di collaborazioni li ho visti chiudere man mano. Noto che solo determinati studi storici riescono a sopravvivere, e sopratutto noto che molti degli studi che conosco riescono a sopravvivere perchè hanno anche le sale prove, e parlando con uno particolare mi ha anche detto che quando aprirono le sale prova erano una sorta di arrotondamento e che il grosso lo facevano con lo studio mentre negli ultimi 10 anni si è invertita la tendenza!

    Purtroppo si nel mio piccolo mi son sentito dire dopo aver redatto un preventivo di tutto rispetto per un disco di 10 brani che "ci aspettavamo meno, non so 2-300euro" e che "un loro amico gli aveva proposto di farglielo in garage per meno di quella cifra" e io ero seduto davanti a un Trident serie 65 che solo a tenerlo acceso una settimana spendo quello cifra (esagero ovviamente) e a quel punto cosa puoi dire se non "vuoi un consiglio? vai dal tuo amico"
    Ciao,
    vi racconto la mia triste esperienza: ormai siamo passati addirittura alla risposta: "ma scherzi?? perchè ti dovrei pagare per questo lavoro?? Quando tizio che ha tempo me lo fa GRATIS!!!! avete capito GRATIS!!!"

    La stessa gente che poi ti chiama per fare serate live come turnista e alla domanda: " Ok ma quanto è il cachet?" ti risponde: " ma no, io intendevo che venissi a suonare IN AMICIZIA" Chiamala amicizia!!!! FDP!!!

    Evidentemente c'è gente in giro che non ha un caxxo da fare e non sapendo come ammazzare il tempo, invece di frequentare le colleghe della propria madre, va sputtanare il lavoro degli altri.

    La cosa peggiore è che il fatto che certa gente lo faccia addirittura gratis, fa in modo che questi "pseudo clienti" si convincano che fare recording sia una cazzata...evidentemente se qualcuno lo fa gratis significa che non ci vuole nulla a farlo...
    Saluti Mirco.
    ...le macchine non aggiungono nulla all'anima della musica.
    Vero, io mi son fatto quest'idea, le nuove generazioni sono talmente abituati all'audio di scarsa qualità (mp3, youtube ecc) che non hanno un minimo di cultura sonora e di conseguenza non è un problema che li riguarda e quindi non scelgonopiù lo studio per motivi artistici ma solo ed esclusivamente basandosi su 2 fattori, 1) che costi meno possibile 2) che sia abbastanza particolar per poterci fare delle belle foto.
    Può darsi,
    ma paradossalmente, quelli di cui parlo io, sono persone di "una certa età" non sto parlando di certo di ragazzini con pochi soldi in tasca.

    Sinceramente capirei il ragazzino che volesse registrare il classico pezzo rap o la cover da far ascoltare agli amici sui social, ma avendo pochi soldi, cerca di spendere il meno possibile, se non nulla del tutto.

    Quando invece certe proposte vengono da persone ampiamente Over 40... beh, allora parliamo davvero di "morti di fame" per quanto mi riguarda.
    Saluti Mirco.
    ...le macchine non aggiungono nulla all'anima della musica.
    Ormai il gap tra studio e home studio non è più quello di un tempo.
    Se hai una buona acustica, una buona daw, una ottima scheda audio, un buon mic e delle competenze puoi tirare fuori lavori di qualità.
    Questo porta tendenzialmente al "fai da te". Con risparmi notevoli e il fascino dell'apprendimento.
    La resa finale dipende dallo studio e dall'home studio owner.
    Se aggiungiamo che con l'avvento di internet è anche più difficile guadagnare con la musica ( ormai i guadagni si fanno con i live se sei un "nome" altrimenti come dice Mirco anche i live li devi fare a gratis ) prodursi professionalmente un album in studio perde un pochino la parvenza di investimento. La qualità della musica probabilmente ne risentirà negli anni o nei decenni ma poco importa.
    Tanto la società dei consumi consuma quello che le viene proposto, come sempre
    Tutto é Soggettivo

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    Certo, non voglio dire che solo in studio si ottiene la qualità, sono convinto che prima della strumentazione ci sia la capacità. ma quello che mi sconcerta è il fatto che tu musicista ti sei fatto il culo quadro per mettere insieme un LP, fin'ora hai fatto una serie di EP e demo ore di sala prove e concerti, ma ca**o non ti viene quella cosa di cercare il top di qualità per il tuo disco? cioè io il mio disco l'ho vissuto come uno dei momenti più alti della carriera del mio gruppo! è li che mi nasce il pensiero che tanto il disco verrà sentito per lo più tramite smartphone come tutto il resto della musica che i musicisti stessi ascoltano e di conseguenza non riescono a percepire la qualità tra un prodotto fatto bene e uno no.

    L'altra cosa che mi sconcerta, anche se mi sto tirando la zappa sui piedi, è che io che come dicevo prima non ho tutta questa esperienza ma nonostante tutto ho "battuto" un fonico storico accaparrandomi la band perchè a conti fatti riuscivo ad essere più basso di poche centinaia di euro. Tengo a sottolineare che non ho fatto apposta a fare il prev. più basso ho scoperto solo dopo che prima di me avevano fatto un preventivo, inoltre sottolineo il fatto che si sta parlando di un gruppo di 6 persone tutti ultratrentenni!
    Devo ammettere che dopo questa scoperta mi sentii in colpa nei confronti dell'arte, l'essere stato messo a confronto con un fonico di fama e aver vinto il confronto solo sul piano economico perche ovviamente a livello qualitativo so che non c'è storia!
    Si sarà pure accorciato il gap ma la differenza con una produzione top è imbarazzante

    diciamo pure che non tutti hanno voglia di pagare tot e si accontentano, diciamo pure che a molti manca cultura

    il resto probabilmente ha il prosciutto nelle orecchie o sopravvaluta il proprio sistema e la propria acustica
    Vi dico la mia esperienza.
    Ho portato avanti due professionalità, quella del tecnico del suono e quella del musicista. Quando ho iniziato circa 15 anni fa seguii un'intuizione personale (funziona per me e per come sono fatto) ma credo condivisibile da molti che nel tempo ho formalizzato sempre di più: essere agile e dinamico nello spostare il confine tra musica e audio a seconda delle esigenze. Anche il mio studiare l'una e l'altra cosa in modo molto rigido è andata in questa direzione.
    Del resto il recordingstudio sotto molti profili (quasi tutti) è uno strumento musicale e ce lo hanno insegnato Prince, Eddie Kramer, Lennie Tristano, Rudi VanGelder, Bruno Maderna e moltissimi musicisti o sound engineer che hanno sconfinato. Insomma quando si mette mano a del materiale musicale nella maggior parte dei casi o almeno nel mio è interessantissimo essere l'uno e l'altro. Certo bisogna farsi un mazzo tanto per essere precisi e veloci in entrambe le situazioni. Lo stesso @teetoleevio quando parla di flusso di lavoro parla anche di questo, se ci metti 10 minuti per regolare una treshold l'idea musicale è passata e l'audio crolla quindi mettiti nella codizione di far fluire il segnale audio/musica con una serie di tecniche e attitudini (correggimi se sbaglio).
    Non parlo di mixarsi le cose da solo (a volte può funzionare a volte assolutamente no), parlo di utilizzare lo studio come uno strumento musicale.

    Quello che è successo nella mia esperienza è stato che proprio questo stare sul confine tra audio e musica. Oggi per me è la chiave di una libertà lavorativa ma anche di una sopravvivenza economica. Avere uno studio ridotto e conoscerlo a fondo. avere 4 o 5 outboard giusti per il proprio suono, ampliare di continuo le proprie conoscenze musicali. e soprattutto suonare suonare suonare.
    A questo punto ho potuto tranquillamente affrontare lavori di sound design online e per aziende, mixaggi online e non, registrazioni in esterna, speakeraggi di varia natura, riprese audio per video, live di livello medio basso oltre a concerti sempre retribuiti come musicista dove suono l'elettronica sempre e solo live perchè se lo studio continui a suonarlo e ti confronti, lo fai uscire dalla tua stanzetta, lo suoni sempre meglio.

    Faccio tutto questo più o meno con dei buoni pre, due motu, un sistema mobile e uno fisso, un paio di buoni compressori, microfoni e qualche effetto e ovviamente una micro regia che conosco a fondo. Insomma robe normali. Questa è un'esperienza personale ripeto, che parte da una mia attitudine e dal mio percorso. Il lavoro in studio si è semplificato molto nel tempo per quanto mi riguarda soprattutto per quanto riguarda sound design e sonorizzazione che è il lavoro più richiesto oggi ad uno studio e ad un musicista.

    La tragedia: quello che si è complicata è la parte di booking e rapporto col cliente perchè se ne hanno 15 nello stesso giorno, perchè si è soli, perchè si fanno trattative economiche su watshup, perchè si fanno bandi che costano tempo e poi chissà, perchè non ci si parla ma si mandano mail, perchè i software sono tantissimi ed i clienti chiedono che sia fatto su logic/ableton/pt per modificarselo a casa, perchè i riferimenti musicali del cliente possono essere veramente variegatissimi e quello che prima era riassunta in una cosa punchy adesso è una babele di linguaggio e riferimenti molto dispersivi.
    Insomma è difficile parlarsi, è difficile comprendersi. E' il digitale.

    Il digitale chiede a tutti di essere star. Quello che vuole la musica digitale non sono gli starstudios o le popstar, vuole il vicino di casa che si registra in bagno. ovviamente è una provocazione ma si può essere easy andando veramente a fondo della propria espressività? i beatles l'han fatto, Quincy Jones l'ha fatto con il pop, molti non l'hanno fatto e ha fatto denaro lo stesso, chi si sente di farlo, lo fa.

    D'altronde c'è una generazione di persone che negli ultimi 10 anni hanno frequentato e frequentano conservatori di elettronica e scuole varie dove viene insegnato che costruire una sinusoide con Max equivale a conoscere suono, musica e sound engineer tutto insieme e poi al Salone del mobile è pieno di sinusoidi e un grande vuoto espressivo. C'è grande confusione e poco tempo per ordinare i pensieri ma anche questo porterà da qualche parte, forse, non so.

    Io il treno del digitale cerco di prenderlo un poco oltre il limite della mia comprensione, son curioso di dove mi porta e, se siete su questo forum lo siete anche voi credo.
    se vi parlassi dell'importanza del saper scrivere i geroglifici nella roccia pensereste che sono pazzo solo perchè è facile contestualizzare il discorso e dire che sono 2000 anni che non si porta più. I cambiamenti che ci riguardano sono avvenuti molto velocemente, ieri, un anno fa, e questo rende difficile una visione chiara e distaccata della "storia". Chi ha vissuto il periodo egizio della musica commerciale ricorda che il giorno del lancio un singolo (45 giri) totalizzava facilmente il numero di vendite che oggi un artista major fa nel corso di qualche anno con un album. I faraoni della musica per costruire le piramidi avevano bisogno di grandi ingegneri, architetti, decoratori e manovalanza. Quelle strutture sono visibili dallo spazio e sono in piedi ancora oggi. Adesso immaginate un Egitto in cui si crede nella favola che tutti possono essere faraoni, in cui tutti vogliono costruire la loro piramide perchè hanno trovato lo schema in un tutorial. Non puoi permetterti un ingegnere, un architetto e una manovalanza (quindi non puoi costruire una piramide), allora ti accontenti di farne una da tavolo, da comodino, per essere un poco faraone anche tu, un faraonetto, vai a cercare qualche pietra, qualcuna la rubi dal manto stradale, chiedi a tuo cugino un aiuto (lui sa spaccare le pietre, lo fece una volta da bambino) oppure se sei scaltro fai un found riser chiedendo ai tuoi conoscenti di contribuire al tuo desiderio di essere un po' faraone (... ma non pensando che tutto sommato anche loro vorrebbero essere faraoni come te). Alla fine, se va bene, hai una piramide da salotto o da comodino a cui fare la foto e metterla sui social.
    se vendete il database mi incazzo.
    Quindi alla luce di tutto questo mi chiedo: dove sta il grosso del problema? è la società che sponsorizza bassa qualità abituando ad essa le ultime generazioni di musicisti e fruitori oppure è una questione sociale più radicata di volersi sentire un po faraoni nell'immediato e quindi mi accontento sempre?
    è tutto l'insieme, la società non contempla più la manovalanza, tutti vogliono essere faraoni anche di una piramide 10x10 cm e nessuno accetta di fare una piccola, umile quanto fondamentale parte nella costruzione di un monumento imperituro. Questa è una aberrazione del principio di democrazia e del modello americano del self made man. Dall'altro lato nel circuito (ed in quelli collaterali) non esistono risorse economiche sufficienti perchè di media si possa assoldare la forza lavoro necessaria alla costruzione di monumenti. Dietro quelli che consideriamo faraoni ci sono stati grossi investitori a rischiare grosse somme per grossi guadagni, quando era possibile. Solo dopo, molto dopo, gli artisti stessi beneficiando degli investimenti sulla loro immagine si sono potuti staccare dal sistema ed essere considerati "artefici".
    Guardando nelle vostre case cosa c'è? Quanti telefonini avete? Quanti computer, monitor, schede audio, plugin virtual instruments ecc.? Quelli sono i faraoni di oggi, Uli Behringer e compagni che speculano sul desiderio di essere minifaraoni a casa vostra.
    se vendete il database mi incazzo.
    se fate la moltiplicazione di tutti gli euri che avete speso in questi anni tra apparecchiature prosumer, pseudoformazione, obsolescenze varie, inculature di pseudo etichette, pseudo studi, pseudo uffici stampa ecc. esce un numero con parecchi zeri. Se questi soldi li aveste spesi per comprare musica, andare ai concerti ecc. saremmo ancora in Mesopotamia. Non è meglio o peggio, è solo diverso. I faraoni ci sono e ci saranno sempre cambia solo la nostra percezione, all'interno dei nostri paraocchi.
    se vendete il database mi incazzo.
    nel senso tradizionale è andato in coma negli anni 90 ed è morto poco dopo. Però riguardo alla compravendita di strumentazione ci sono migliaia di pseudo che comprano e vendono regolarmente.

    edit: fate caso che una % prossima al 100% dei sedicenti nuovi professionisti del settore ha investito in mezzi tecnici i proventi di altre attività non correlate alla musica, risparmi familiari, finanziamenti, imprenditorie truffa ecc. Cercate chi ha costruito strutture di rilievo reinvestendo quanto guadagnato dalla stessa attività professionale. Chi conoscete che 5 anni fa aveva un Berdingher, ha iniziato a lavorare a 10 euro ed oggi ha uno studio con Neve o un SSL e fa artisti di caratura internazionale? :D
    se vendete il database mi incazzo.

    Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “DBarbarulo” ().