ASSENTE DA UN Pò ma sbaglio o non si muove neanche una foglia ?!?

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    DBarbarulo ha scritto:

    è tutto l'insieme, la società non contempla più la manovalanza, tutti vogliono essere faraoni anche di una piramide 10x10 cm e nessuno accetta di fare una piccola, umile quanto fondamentale parte nella costruzione di un monumento imperituro


    Per una volta non mi trovo d'accordo con DB
    La società e cultura occidentale è basata sulla specializzazione e proprio in questo senso la divisione dei ruoli è da sempre, e oggi più che mai, parte fondamentale di ogni aspetto, persino quello creatvo.
    I piccoli faraoni sono ancora marginali e "romantici" : per raggiungere un certo successo e certi guadagni credo sia ancora norma passare per più partecipanti, e di un certo livello, dalla produzione alla commercializzazione alla diffusione mediatica.
    La maggior parte degli artisti aspira ancora a questo e non ad approcci "stand alone".
    La specializzazione e la divisione dei compiti se rappresentano
    il metodo piu efficace sono ovviamente in senso economico
    accessibili a pochi e quindi elitarie e plutocratiche.
    Le tecnologie stanno rendendo accessibile a tutti, rimanendo in ambito musicale, la produzione dalla a alla z dei propri lavori artistici e la diffusione gratuita tramite il web degli stessi.
    Ció se da una parte ci allontana da realizzazioni faraoniche e pubblicazioni da prima serata dall’altra ci puó avvicinare, perlomeno in musica
    e magari non nell’immediato ma nei prossimi decenni, a prodotti puri e indipendenti e in quantità molto superiori ai prodotti che hanno necessitato finora e soprattutto in passato di catene produttive costose e corali. I guadagni saranno sempre meno o addirittura trascurabili. Ma forse non ci sarà più la necessità di far andare a braccetto denaro e arte. Finalmente?
    "There was a movie I seen one time, I think I sat through it twice
    I don't remember who I was or where I was bound"

    Il messaggio è stato modificata 3 volte, ultima modifica da “loyuit” ().

    saglio ha scritto:

    E quindi noi "giovani" che siamo da poco nel settore, o che stiamo piano piano cercando di affacciarci cosa dovremmo fare? sono a caccia di buoni consigli!


    Partirei da cosa non fare: non state chiusi dentro a ragionare sui tecnicismi. Uscite a caccia spietata di contatti che possano servire a qualcosa. Trattate il lavoro come un qualsiasi altro lavoro. Serve investimento vero, serve investire in promozione, contatti, strutture e non il compressore, l'ad ecc, quella è roba che oggi non sposta l'ago della bilancia.
    se vendete il database mi incazzo.
    piccolo ot da hobbysta, io invece dopo tanti tentativi e prove fatte, che mi hanno aiutato a migliorare molto oggettivamente, anche perché partivo da un livello infimo, sono arrivato a non commettere più errori pacchiani ma non riesco assolutamente a fare dei mix che mi soddisfino, navigo totalmente nel buio. Ecco una cosa che mi servirebbe molto e che penso serva molto è il confronto. Avere persone e un ambiente con cui potersi confrontare.

    Spesso sento dei mix che per me suonano male. o peggio del mio ma piacciono di più e per come sono fatto attribuisco sempre la "colpa" a me ma nonostante ciò non riesco a capire quali siano le differenze da solo.

    +1 per crearsi una buona rete di contatti.
    Anche se penso sia più una cosa che si crei col tempo nel percorso della vita, magari da musicista o cmq nel settore, che uscendo e andando non si sa bene dove e senza un minimo di c.v. alle spalle.
    Esempio: una Apollo 2000 eur, una coppia di Chandler 3000 eur, un Neumann basic 1200 eur. Tot 6200. Con questa strumentazione in uno studio che non è uno studio invece di chiedere 7 euro si possono chiedere 10 euro oppure chiederne sempre 7 pensando di accaparrarsi i clienti della concorrenza che vende a 7 euro macchine Berdingher nel raggio del comune denuclearizzato di residenza. Tentare di rientrare di 6200 euro a 7 euro alla volta è complicato. Con 6200 eur si comprano: biglietto andata e ritorno per Francoforte, albergo, mangiare e accesso alla fiera. Biglietto andata e ritorno per Miami, albergo, mangiare e accesso alla. fiera. Biglietto andata e ritorno per Amsterdam, albergo, mangiare e accesso all fiera e poi, a scelta, un corso di una settimana full time con una star in Francia oppure biglietto andata e ritorno, albergo e mangiare per 15 giorni a Los Angeles in California.

    Edit:
    una patchbay bantam di una console vera in uno studio vero costa dai 4 agli 8000 euro.
    se vendete il database mi incazzo.

    Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “DBarbarulo” ().

    Ci sono più probabilità che accada qualcosa pubblicando su Facebook che vi siete comprati una scheda e 2 pre oppure andando alle 3 più importanti fiere del pro audio e passando una settimana seduti in braccio a CLA?
    se vendete il database mi incazzo.

    DBarbarulo ha scritto:

    Ci sono più probabilità che accada qualcosa pubblicando su Facebook che vi siete comprati una scheda e 2 pre oppure andando alle 3 più importanti fiere del pro audio e passando una settimana seduti in braccio a CLA?


    Secondo me è difficile in entrambe le situazioni. :D

    Nella prima situazione
    * Apollo + Facebook + self made man
    hai zero know-how e la presunzione assurda che un tuo brano in tre giorni vada da SoundCloud a Billboard Top100.
    Beata gioventù.

    Nella seconda situazione
    fiere + viaggi + apertura mentale + contatti hai assolutamente mille volte in più concretezza e vantaggi reali.

    Eppure in entrambi i casi manca un elemento sostanziale, che è l'unione di quattro cose a mio parere personale fondamentali:

    * talento o almeno grande preparazione.
    * conoscenza non solo di musica ed engineering ma anche di tutto quello che è business, promozione, gestione del prodotto musicale, ossia una conoscenza estesa.

    * voglia di partire dal basso e di fare manovalanza.
    * un 'idea specifica di progetto e l'idea di un pubblico per il tuo progetto.

    I quattro elementi si sintetizzano in un'unica necessità: T E M P O , e voglia+volontà+dedizione+ investimento mentale, culturale ed economico da utilizzare in questo T E M P O.

    Con costanza. Almeno la legge delle diecimila ore. Diecimila ore, o dieci anni, sono appena sufficienti ad essere bravo IN UNA SPECIFICA COSA. Se la fai costantemente, con obiettivo e senza mai abbassare la guardia. E magari ti rapporti a sistemi professionali esteri, consolidati e non improvvisati come da noi.

    Hai voglia di investire dieci anni con in mente un certo risultato?
    Ce l'hai? Ce l'hai davvero, anziché passare le ore solo passivamente con la testa bassa nel telefonino? :D

    Tutto il resto sono cose note e DB non fa altro che ribadirle :D

    Chi dice che l'arte non va d'accordo col mercato non sa di cosa sta parlando.
    E' un'utopia che serve come ottimo alibi per i mediocri.
    I Floyd non sono arte? Miles Davis o Coltrane non sono arte?
    Bene, senza etichette discografiche, promozione, tecnica e qualità di produzione/registrazione neppure Miles Davis o qualsiasi jazzista prettamente acustico sarebbe potuto uscire partendo da Facebook o Soundcloud.
    Il mercato non è solo schifezza commerciale.

    Almeno per una certa parte di tutto il contesto, il mercato corrisponde anche alla necessaria veicolazione di musica eccellente e al 100% artistica.

    Opinioni personali e non obbligatoriamente condivisibili :D

    8) Teetoleevio
    Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
    Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
    Io vado per i 54 ormai. Ne ho sentite di stronzate in questi ultimi trent'anni. Hai voglia. Continuo a sentirne.

    Sul metro di Barbarulo e Teeto direi che nel compromesso avremmo una risposta. Però si punta sempre sulla dicotomia danaro/arte.

    L'esperienza conta , il danaro pure e anche l'arte. L'arte è difficile da quantificare e qualificare. A questo , pare , ci pensa il pubblico. Ma per anni , troppi anni , tra artista e pubblico c'è stato un filtro enorme. Non vorrei mai che i discorsi di Barbarulo e Teeto fossero un tentativo di restaurazione in questo senso. Spero di aver capito male.

    Oggi dovrebbe essere decisamente più semplice muoversi nell'ambito della produzione e quindi della promozione delle opere. Salvo poi capire che questa "musica liquida" continua ad essere impugnata da padroni del vapore che filtrano ancora una volta a favore di pochi e a detrimento di tutti gli altri.

    Ovviamente chi sta chiuso in stanzetta ascolta. O almeno si spera lo faccia. Sarebbe meglio parlare di cultura , quindi, e non di arte. Parlare di conoscenza , ecco , come dice Teeto , 10 anni lì a menarsela tra teoria e pratica per sentirsi pronti. Ma chi sta in stanzetta , dicevo, ascolta e oggi inizia pure a capire meglio la differenza tra arte e commercio , tra esperienza e improvvisazione , tra potere economico e capacità di rendere efficiente una piccola catena produttiva. Quindi?

    Forse dobbiamo adeguarci e capire che certe "nicchie" restano tali (esempio clamoroso il vinile) ma che comunque la qualità di un opera , essendo frutto di una serie di sinergie spesso non riassumibili nelle capacità del singolo, si potrebbe decidere anche in contesti dove ad operare sono , appunto , una , due persone. Perchè alla fine , ce la meniamo tanto coi 6200 di Barbarulo (a proposito : ma cazzarola quanto ti piace il lusso , eh?) ma io penso alla mia canzoncina ascoltata via auricolari cinesi (con tutto il rispetto , eh) con lo smartphone che ha una specie di distorsore incorporato , e forse quei 6200 me li risparmio (detto da uno che per fare l'home studio durante la metà dei '90 ha speso come un appartamento di 80 mq. di allora in soli 7 anni...).

    Penso anche ai giovani ai quali suggerisco di ripassare prima la lezione artistico produttiva che discende almeno dagli '80 sino a quasi gli anni 2000 , prima della Grande Crisi, perchè ascoltare è come studiare. Poi cercare di spendere il meno possibile perchè anche con il Merdingher (cit. Barbarulo) si possono fare cose ascoltabili (poi il contenuto è un altra storia e vedi punto precedente...). Se possibile , avendo qualcosa da dire attraverso la musica , che sia presente un testo e meno , che si sviluppi un tema preciso o no , studiare quel minimo che renda minima la distanza tra testa e mani perchè , alla fine , quello che conta è partorire l'idea e renderla il più possibile vicina all'idea di partenza , certo , ma anche fruibile dagli altri.

    Io all'idea di arte pura e dura chemifregatrecazzidichimiascolta non credo assolutamente. Altrimenti , tanto vale, chiudersi nella stanzetta e non rompere gli zibidei a nessuno.

    Come dice Teeto , giusto pensieri sparsi ma se volete NON CONDIVISIBILI.

    Saluti
    ...Musicalmente Parlando...
    Teeto ha dimenticato la quinta variabile, quella della raccomandazione.
    Talento? Ok
    Conoscienza? Ok
    Umiltà? Ok
    Idee chiare? Ok
    Ma quanto influisce la raccomandazione di chi ha le redini in mano nel contesto mediatico?
    Quanto influisce una pubblicità imponente per determinare cosa è bello o cosa è brutto agli occhi delle masse?
    Ok Miles.
    Ok Hendrix.
    Ok i Queen.
    Ma quanti mediocri raggiungono il successo e finalmente l’altro loro grande sogno: la ricchezza?
    La storia ne è satura.
    E quanti artisti geniali rimangono sconosciuti o semi sconosciuti?
    Non lo sapremo mai.
    Per fare un prodotto commerciale bisogna sintonizzarsi sulla tendenza del mercato o sperare che qualche grande produttore decida di investire su di te e quindi pubblicizzare il tuo prodotto per imporlo al mercato.Un artista non ragiona in questo modo. Dubito che Miles, Hendrix o i Queen siano partiti preventivamente con l’idea reificata del “successo”.Il successo è arrivato ma non credo fosse il motivo di partenza della loro arte. Perchè per essere “originali” non si puó essere asserviti a un ottica di compravendita.
    "There was a movie I seen one time, I think I sat through it twice
    I don't remember who I was or where I was bound"

    Il messaggio è stato modificata 3 volte, ultima modifica da “loyuit” ().

    loyuit ha scritto:

    Teeto ha dimenticato la quinta variabile, quella della raccomandazione.
    Talento? Ok
    Conoscienza? Ok
    Umiltà? Ok
    Idee chiare? Ok
    Ma quanto influisce la raccomandazione di chi ha le redini in mano nel contesto mediatico?
    Ok Miles.
    Ok Hendrix.
    Ok i Queen.
    Ma quanti mediocri raggiungono il successo e finalmente riescono a raggiungere l’altro loro grande sogno: diventare milionari?
    La storia ne è satura.
    E quanti artisti geniali rimangono sconosciuti o semi sconosciuti?
    Non lo sapremo mai.


    Al 100% con te. Punto e a capo.

    Ma tornando al discorso se con poco si può lavorare o meno , al di là di tutto , se non si è capito prima , io dico SI. Ormai ci sono tutti i presupposti. Per la qualità finale ? Una questione di tempo. Purtroppo le grandi realtà produttive sono in declino e , a ben vedere, il Mostro si è ucciso da solo. Fatte , ovviamente , le solite , debite eccezioni e sempre affermando che le SINERGIE , frutto di collaborazione di più soggetti al processo produttivo, ancorchè essere obsolete e costose , sono qualitativamente parlando il RIFERIMENTO del quale bisognerebbe tenere SEMPRE conto. Il resto è fuffa. Tutta sta modernità , in fondo , senza equilibrio e buon senso, produce poco e male.

    Saluti
    ...Musicalmente Parlando...
    Se poi stiamo parlando di “strategia del successo” altra questione.
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    Sono d’accordo con la tua visione anche io, Luigi.
    Ma anche con DB e Teeto in generale.
    Sul viaggiare o restare nella metafora di DB io ne farei un altra peró (esagerando):
    Ho un budget e devo imparare a guidare. Vado a vedermi la formula uno o mi compro l’automobile?
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    Sono molto d'accordo con quello che dice Luigi.

    Vorrei anche fare un a precisazione importante:

    Personalmente credo nella democratizzazione della musica e del recording.

    Nel senso che l'abbassamento dei costi di creazione di un qualsiasi prodotto permettono a tutti di fare delle cose che abbiano un senso compiuto.

    E ugualmente, sono assolutamente convinto che in mano alle mani giuste anche dotazioni tecniche ridicolmente economiche possano dare eccellenti risultati.

    Però riescono a dare eccellenti risultati solo a pochi.
    Probabilmente, se sai come costruire la piramide, e ne hai esperienza compiuta, in un tempo molto maggiore puoi pensare di fare il faraone.

    Per tutti gli altri, la metafora dei faraoncini portatili di DB è assolutamente calzante. :D

    E ancora, la democratizzazione della rete ha portato alla diffusione enorme di un sacco di informazioni, tecniche e non, anche se probabilmente il livello complessivo è molto basso e sopratutto si ha un'estrema frammentazione delle notizie senza avere in mente un quadro e un flusso preciso di lavoro.

    Ci sono delle gemme, ma il quadro complessivo è molto confuso. Anche e soprattutto in tutorial blasonati.

    Quello che manca, a mio avviso, è una conoscenza globale almeno decente di quello che porta, o meglio, portava a un determinato risultato.

    Da qui il rimando di Luigi alla scrittura e alla produzione degli anni 80-2000 mi trova senz'altro d'accordo.

    Anche nella musica più commerciale, un conto è un hit dei Tears For Fears, e un conto è una hit di Ariana Grande.

    Nel senso che musicalmente, a parità di Top Ten, uno è un brano che rimane per trent'anni e puoi suonarlo con successo sul Cantatù o rifarlo trap, o drum'n'bass.

    Il secondo brano, tolta la produzione, è molto meno forte e molto meno efficace.

    Quindi d'accordissimo sull'ascoltare - e studiare quello che ascolti - con ottimi riferimenti.

    Così come sono totalmente d'accordo che un po' di indipendenza fa bene dopo alcuni periodi in cui la commercializzazione ha avuto di gran lungo la meglio rispetto alla qualità. Senz'altro.

    Per essere chiaro: non mi riferisco al fatto che uno debba metterci dieci anni chiuso in stanzetta prima di fare delle cose. Neanche Eddie Van Halen è rimasto chiuso nel suo armadio a Los Angeles per così tanto tempo...

    Dico solo che occorre capire che per risultati di qualità occorre un lavoro micidiale, costante, e che non puoi fare da solo.

    Non sto dicendo che devi andare in uno studio con trecentomila euro di hardware.

    Guarda qui. E' solo manico, non budget.
    youtube.com/watch?v=eFIzWVoTz1M

    Dico solo che devi metterci un sacco di impegno e ribadisco che è sostanziale avere conoscenza di tutto il processo, non solo sapere programmare il tuo synth modulare.

    E che se pensi di potere arrivare dedicandoti quattro-cinque orette alla settimana, è sostanzialmente impossibile.

    Anche se sei indipendente. Anche se fai solo elettronica strumentale. Anche se il tuo target sono etichette di supernicchia.

    Questo è quello che cerco di fare capire, riferendomi a situazioni estere e non all'Italia semplicemente perchè se vuoj fare bene non puoi paragonarti con il 100esimo del mondo, ma con i primi.

    E su questo vengo scarsamente capito, purtroppo. :D

    Per esempio, per chi è interessato, segnalo questa bellissima intervista a Eric Valentine

    https://www.youtube.com/watch?v=Q5m4xsU9EQ4

    Produttore, recording & mixing engineer di un sacco di super band americane, tra cui i miei preferiti Third Eye Blind.

    Guardate solo la differenza di setup tra oggi e solo otto anni fa.

    https://www.soundonsound.com/people/secrets-mix-engineers-eric-valentine

    Quando ti dice che oggi non può più permettersi di stare tre o quattro mesi per 14-15 ore al giorno a produrre l'album di una band... perchè ci vuole QUEL TEMPO AVENDO GIAì PRONTO TUTTO IL MATERIALE DEI BRANI, capisci tutto.

    Non c'è molto da aggiungere, credo.

    Ué, ho detto la mia :D


    8) Teetoleevio
    Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
    Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

    loyuit ha scritto:

    Per fare un prodotto commerciale bisogna sintonizzarsi sulla tendenza del mercato o sperare che qualche grande produttore decida di investire su di te e quindi pubblicizzare il tuo prodotto per imporlo al mercato.
    Un artista non ragiona in questo modo. Dubito che Miles, Hendrix o i Queen siano partiti preventivamente con l’idea reificata del “successo”.
    Il successo è arrivato ma non credo fosse il motivo di partenza della loro arte. Perchè per essere “originali” non si puó essere asserviti a nessun contesto commerciale..


    Qualcuno potrebbe rispondere che il successo di questi EMERITI sconosciuti sia dovuto proprio a certe SINERGIE . Cioè qualcuno potrebbe dire che il prodotto diventa tale secondo la logica commerciale , ovvero industriale , partendo dal presupposto che è l'investimento a decretare il successo. Ma lasciamo stare questi grandi del passato...

    In realtà il Mostro si è suicidato proprio perchè a un certo punto si è pensato che l'arte , massificata, potesse diventare un ciclo produttivo industriale. Questo è stato il grave errore. Chiaramente per ottenere ciò si è anche dovuto decidere , sulla base di una PRESUNTA conoscenza del mercato , dei gusti del pubblico , cosa si dovesse produrre e cosa no. La storia ci racconta che spesso sono state spese cifre da capogiro per produrre incredibili FLOP. Viceversa ci sono opere prodotte con due soldi che sono rimaste nella storia molto a lungo.

    Così come , tanto per fare un esempio clamoroso, si fa firmare un artista per una produzione "obbligata" di tot numero di opere. Quindi , come è accaduto ed è visibile in alcune celebri discografie nostrane , ci sono titoli che continuiamo a ricordare , magari a suonare , ed altri che sono da dimenticare.

    Sembra ovvio ma non lo è per niente.
    ...Musicalmente Parlando...

    teetoleevio ha scritto:



    Quello che manca, a mio avviso, è una conoscenza globale almeno decente di quello che porta, o meglio, portava a un determinato risultato.

    ....

    Anche nella musica più commerciale, un conto è un hit dei Tears For Fears, e un conto è una hit di Ariana Grande.

    ....

    Nel senso che musicalmente, a parità di Top Ten, uno è un brano che rimane per trent'anni e puoi suonarlo con successo sul Cantatù o rifarlo trap, o drum'n'bass.

    Il secondo brano, tolta la produzione, è molto meno forte e molto meno efficace.

    Quindi d'accordissimo sull'ascoltare - e studiare quello che ascolti - con ottimi riferimenti.

    Così come sono totalmente d'accordo che un po' di indipendenza fa bene dopo alcuni periodi in cui la commercializzazione ha avuto di gran lungo la meglio rispetto alla qualità. Senz'altro.

    .....

    Non c'è molto da aggiungere, credo.

    Ué, ho detto la mia :D


    8) Teetoleevio


    Sul discorso quotato : solo per i motivi che hai giustamente citato io parlo di Cultura invece che di Arte. Ma non quella snob riferita a certi circoli culturali che s'inchiappettavano i malcapitati di turno tentando di sfilare quattrini su produzioni poco probabili e col sentore dell'investimento in stile "YUPPIE"

    Per quanto concerne il resto , ovvero aprire gli orizzonti all'estero : anche questo aspetto va incluso non tanto nel concetto ABUSATO di esterofilia (che per molto tempo ha costituito un plagio sfrenato vero e proprio con la scusa di ascoltare in italiano ciò che non riuscivamo a tradurre... :D ) ma in un discorso di conoscenza del DIVERSO approccio produttivo che oltreoceano e oltremanica (ma anche nella nostra amata/odiata Europa) si è utilizzato tendendo a valorizzare il TALENTO più che una capacità finanziaria (anche se , a dirla tutta , anche a stelle e strisce ci sono esempi di itaglianità in tema produttivo che fanno rabbrividire perchè anche loro quando ci si applicano sono anche più TAMARRI di noi!).

    Per non andare troppo fuori thread : fare musica non presuppone l'aspettativa del successo ma l'immobilità certamente non ti consente di uscire dall'alveo asfittico della tua postazione hi-tec. Se puoi avere una buona tecnologia , beh, semplifica i percorsi e massimizza l'efficienza del sistema. Ma soprattutto metti passione in quel che fai anche quando devi semplicemente capire cosa è una Q....
    ...Musicalmente Parlando...

    loyuit ha scritto:

    Teeto ha dimenticato la quinta variabile, quella della raccomandazione.


    Hahahaha. Ma va.
    La raccomandazione può funzionare, ma le bugie hanno le gambe corte.
    Probabilmente se mi chiamo Mariah Carey, sono sconosciuta, e prima mi sco*o, e poi mi sposo il presidente della Sony, posso diventare Mariah Carey. Ma dopo due album, se non sono capace, sparisco.
    Se non riesco a fare 180 date di tour per due anni sparisco.
    vedi Britney Spears.

    L'effetto meteora c'è anche nell'entertainment americano che è la cosa più commerciale del mondo.
    Se non sei capace di fare spettacolo, non duri.
    Occhio che ho detto entertainment americano, non Bertolt Brecht. :D

    Detto questo, senz'altro il 90-95% di quello che ascolti in quel contesto non è di livello e su questo credo siano tutti d'accordo.

    Ma questa percentuale è sempre stata la stessa, da quarant'anni. In qualsiasi genere musicale, a prescindere dalle classifiche.

    Puoi avere avuto senz'altro decadi molto migliori, ma i super brani - le super canzoni prima ancora di qualsiasi produzione, sono state sempre molto poche rispetto alla massa della musica promossa.
    Punto. E questo prescinde dal budget. Ma non prescinde dalla veicolazione e dalla diffusione.


    loyuit ha scritto:


    Ma quanti mediocri raggiungono il successo e finalmente l’altro loro grande sogno: la ricchezza?

    La ricchezza è un traguardo che non hai solo nella musica, e non necessariamente la volgarizza.
    Il novello calciatore o la velina hanno come traguardo la ricchezza.
    Ma anche chi studia medicina e vuole semplicemente fare il medico ha in mente una certa stabilità economica... che discorso è ?
    I Floyd hanno guadagnato centinaia di milioni di sterline e questo vuole dire che hanno sempre prodotto musica schifosa? O il guadagno ha inficiato la qualità musicale?
    E' vero piuttosto il contrario.

    Visto che la produzione e il produttore lo paghi tu, e non la casa discografica (perchè in qualsiasi contratto discografico i tuoi proventi arrivano DOPO avere pagato le spese di produzione, quindi sei sempre TU che paghi il produttore anche se lo sceglie la casa discografica), proprio i Queen possono permettersi un Roy Thomas Baker che li produce quando hanno soldi.

    O Hendrix, con i proventi del primo disco fa costruire Electric Lady New York, primo studio di registrazione moderno nel 1971.


    loyuit ha scritto:


    Per fare un prodotto commerciale bisogna sintonizzarsi sulla tendenza del mercato o sperare che qualche grande produttore decida di investire su di te e quindi pubblicizzare il tuo prodotto per imporlo al mercato.Un artista non ragiona in questo modo. Dubito che Miles, Hendrix o i Queen siano partiti preventivamente con l’idea reificata del “successo”.Il successo è arrivato ma non credo fosse il motivo di partenza della loro arte.


    Non funziona così. :) Questo è quello che credi tu.
    Se hai un certo portafoglio di brani, se hai immagine, se garantisci continuità, se hai almeno a livello locale una base di fan, allora forse ti producono.

    Se sei un autore, hai tanto materiale e buono, allora forse riesci a trovare un editore.

    E nei paesi dell'industry ci mettono almeno due-tre anni per farti stare in standby prima del primo disco forte.
    Vedi Amy Winehouse, vedi Adele, vedi Dua Lipa.

    E devi sapere scrivere, cantare, avere esperienza live e studio.
    E ci metti tempo. T E M P O. :D

    Ovvio che questo non succede sempre nel paese della DeFilippi, ma tant'è. Qui è tutto diverso, in qualsiasi settore. :D

    Tutti gli artisti partono con la passione e sognando il successo e magari la ricchezza.
    Questo è normale. La ricchezza, peraltro, è uno dei risultati, non deve essere vista come spauracchio.


    loyuit ha scritto:


    Perchè per essere “originali” non si puó essere asserviti a un ottica di compravendita.


    Se ne sei convinto, meglio per te.
    Totalmente in disaccordo. E' un concetto semplicistico ed ideologico.
    "Spiantato, quindi genio incompreso..."

    Verdi, Beethoven, Rossini, una volta consolidata la propria arte, andavano a musicare un'opera ANCHE nell'ottica di compravendita. Se no morivano di fame.

    Non è che se ti metti a programmare una sequenza in G Locrian su un synth modulare nella caverna sei per forza originale. Probabilmente la stessa sequenza l'ha fatta Stockausen dicersi decenni prima.

    Quincy Jones studia con il maestro di Ravel, è un jazzista portentoso, ma poi prima fa l'executive producer della Mercury, poi fa il pop. Mica rimane nella botte di Diogene o eremita in Nepal. Parte da zero, ma sa benissimo quello che vuole. E si fa un c*lo così. :D Come moltissimi di quelli che arrivano, in qualsiasi settore, non solo nella musica.

    Leggi la biografia del produttore David Foster. O quella di Shania Twain. O la storia di decine e decine di artisti mondiali. Altro che il produttore che ti scopre...e bum...

    Ma chi ti mette in testa queste cose? :D

    Min*hia, quando inizierete a togliervi queste ca**hiate dalla testa, magari riuscirete anche ad esprimere meglio il vostro talento.


    Opinioni personali, senza polemica. :D

    8) Teetoleevio
    Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
    Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

    luigi864 ha scritto:



    Qualcuno potrebbe rispondere che il successo di questi EMERITI sconosciuti sia dovuto proprio a certe SINERGIE . Cioè qualcuno potrebbe dire che il prodotto diventa tale secondo la logica commerciale , ovvero industriale , partendo dal presupposto che è l'investimento a decretare il successo. Ma lasciamo stare questi grandi del passato...

    In realtà il Mostro si è suicidato proprio perchè a un certo punto si è pensato che l'arte , massificata, potesse diventare un ciclo produttivo industriale. Questo è stato il grave errore. Chiaramente per ottenere ciò si è anche dovuto decidere , sulla base di una PRESUNTA conoscenza del mercato , dei gusti del pubblico , cosa si dovesse produrre e cosa no. La storia ci racconta che spesso sono state spese cifre da capogiro per produrre incredibili FLOP. Viceversa ci sono opere prodotte con due soldi che sono rimaste nella storia molto a lungo.

    Così come , tanto per fare un esempio clamoroso, si fa firmare un artista per una produzione "obbligata" di tot numero di opere. Quindi , come è accaduto ed è visibile in alcune celebri discografie nostrane , ci sono titoli che continuiamo a ricordare , magari a suonare , ed altri che sono da dimenticare.

    Sembra ovvio ma non lo è per niente.


    Eccellente.
    Totalmente d'accordo. :thumbsup:

    Non è per nulla ovvio.

    Hai parlato di SINERGIE.
    Io parlo di TEAM DI PRODUZIONE.
    Dove la produzione non è certo l'ultimo singolo K-Pop
    youtube.com/watch?v=EzJvBgsFjvQ

    ma può essere e deve essere musica di qualità.

    Può essere musica elettronica, pop, rock, hip-hop... strumentale, classica, quello che vuoi.
    Ma devi avere un team di produzione.
    Bastano due persone.
    Perchè da solo non ce la fai.

    Non hai sufficientemente T E M P O , neanche se ti chiami Quincy Jones o Trevor Horn.


    8) Teetoleevio
    Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
    Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !