ASSENTE DA UN Pò ma sbaglio o non si muove neanche una foglia ?!?

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    ASSENTE DA UN Pò ma sbaglio o non si muove neanche una foglia ?!?

    The clown 2.0 ha scritto:

    luigi864 ha scritto:


    Rigorosamente : guanciale , uovo , pecorino e pepe , mezza manica se posso.


    Io vado col grana padano perche' il pecorino me la sala troppo... eresia?


    Grana??

    Ammettilo, non sei emigrato, sei stato esiliato per gravi crimini culinari :D
    Giampiero Ulacco
    Mixing Engineer

    ASSENTE DA UN Pò ma sbaglio o non si muove neanche una foglia ?!?

    Dunque, il tema è esaurito. In Italia , anche nel mondo , c'è grossa crisi. Serve una formazione rigorosa a partire dall'infanzia sino a noi.

    Ma tutti i sani presupposti non sono sufficienti a garantirsi una vita basata SOLO sugli introiti derivanti dal fare musica e contorno. O ,perlomeno, resta ad appannaggio di pochissimi e molto ,ma molto preparati.

    In risposta al TS : non si muove una foglia nemmeno in autunno ad alberi spogli.

    Cercate di dare e fare il meglio e non rompete i maroni .

    Soprattutto se siete sfigati.

    Io cucino per passione e spesso.
    Provate molte varianti della carbonara . Ma mai ,e dico mai , con la panna. Il grana ed il parmigiano li tollero se ospito qualcuno che non gradisce il pecorino. Ma non entra certo in padella.

    Se il guanciale è "quel certo guanciale di Norcia" è base unica ed irrinunciabile per Carbonara ed Amatriciana. Quest'ultima , al netto di schizzi rossi ovunque , rigorosamente con bucatini. Se me li spezzi potrei anche diventare volgare.
    ...Musicalmente Parlando...

    luigi864 ha scritto:

    Dunque, il tema è esaurito. In Italia , anche nel mondo , c'è grossa crisi. Serve una formazione rigorosa a partire dall'infanzia sino a noi.

    Ma tutti i sani presupposti non sono sufficienti a garantirsi una vita basata SOLO sugli introiti derivanti dal fare musica e contorno. O ,perlomeno, resta ad appannaggio di pochissimi e molto ,ma molto preparati.

    In risposta al TS : non si muove una foglia nemmeno in autunno ad alberi spogli.

    Cercate di dare e fare il meglio e non rompete i maroni .

    Soprattutto se siete sfigati.

    Io cucino per passione e spesso.
    Provate molte varianti della carbonara . Ma mai ,e dico mai , con la panna. Il grana ed il parmigiano li tollero se ospito qualcuno che non gradisce il pecorino. Ma non entra certo in padella.

    Se il guanciale è "quel certo guanciale di Norcia" è base unica ed irrinunciabile per Carbonara ed Amatriciana. Quest'ultima , al netto di schizzi rossi ovunque , rigorosamente con bucatini. Se me li spezzi potrei anche diventare volgare.


    E' un modello, quello della "produzione" di musica che non funziona piu'... da almeno un decennio in quanto la musica non e' piu' un prodotto.

    Il futuro e' diviso in due: gli artisti che ritornano al mecenatesimo e gli studi che diventano spazio ludico di intrattenimento.

    Poi, che alcuni continuino a spingere il carretto vuoto, ci sta, ma saranno come quelli che 10 anni fa pontificavano sull'analogico mentre nei grandi festival anglosassoni i fonici si presentavano con la penna USB.

    Non ho fatto io le regole.

    Luigi, mi hai convinto: nel caso, te cucini e io mangio! :D

    The clown 2.0 ha scritto:



    E' un modello, quello della "produzione" di musica che non funziona piu'... da almeno un decennio in quanto la musica non e' piu' un prodotto.

    Il futuro e' diviso in due: gli artisti che ritornano al mecenatesimo e gli studi che diventano spazio ludico di intrattenimento.



    Pazzesco come io veda le cose esattamente alla rovescia. A ognuno il suo...
    Per me il futuro è solo degli studi grandi e delle grandi produzioni, e gli studi piccoli non li vedo affatto come luogo di intrattenimento, li vedo semplicemente chiusi. Chi si diverte lo farà a casa con una Scarlett e un paio di Neewer, e un po' di poliuretano a casaccio sui muri.

    La musica poi secondo me è sempre più prodotto, molto più di quanto lo sia stato prima, e oggi viene studiato a tavolino come si fa con un qualunque altro prodotto, cioè scientificamente, a livelli alti e con grandi disponibilità economiche, e secondo il verbo delle statistiche.

    solo il mio parere...

    ASSENTE DA UN Pò ma sbaglio o non si muove neanche una foglia ?!?

    Caro Clown, non capisco se sei estremo per logica o per principio. La realtà propone i grigi oltre al bianco e nero. Oltre che al pecorino ed alla grana.

    Capisco il tuo messaggio ma ,detto fra noi , non vedere la musica come un prodotto , proponendo un superamento delle ragioni della sua mercificazione , mi pare un po' , un pelino eccessivo.

    Ma è questione anche di punti di vista.

    La mia casa ,e la mia tavola, sono a te aperte. Quando vuoi impegni reciproci permettendo.
    ...Musicalmente Parlando...

    gobbetto ha scritto:


    Pazzesco come io veda le cose esattamente alla rovescia. A ognuno il suo...
    Per me il futuro è solo degli studi grandi e delle grandi produzioni, e gli studi piccoli non li vedo affatto come luogo di intrattenimento, li vedo semplicemente chiusi. Chi si diverte lo farà a casa con una Scarlett e un paio di Neewer, e un po' di poliuretano a casaccio sui muri.

    La musica poi secondo me è sempre più prodotto, molto più di quanto lo sia stato prima, e oggi viene studiato a tavolino come si fa con un qualunque altro prodotto, cioè scientificamente, a livelli alti e con grandi disponibilità economiche, e secondo il verbo delle statistiche.

    solo il mio parere...


    Niente di male che la pensi alla rovescia, qui si specula, nel senso di tirare ad indovinare. The Future is unwritten.

    Che la musica non sia piu' un "prodotto" e' chiaro perche' ha perso 1 delle tre caratteristiche di un bene economico: utilita', oggetto di scambio e scarsita'.

    Senza menarcela tanto sulle prime due, la terza, la scarsita', non esiste piu'; quando ho pagato la bolletta ADSL accedo ad una quantita' di musica che non basterebbe una vita ad ascoltarla.

    The clown 2.0 ha scritto:



    Senza menarcela tanto sulle prime due, la terza, la scarsita', non esiste piu'; quando ho pagato la bolletta ADSL accedo ad una quantita' di musica che non basterebbe una vita ad ascoltarla.


    buon punto! ma non sono del tutto daccordo. L'enorme inflazione musicale che ci troviamo davanti ha portato semplicemente più competizione tra i soggetti coinvolti nella produzione (artisti inclusi), non disinteresse per la musica. Mia personalissima opinione è che questa iper-competizione invece di alzare il livello musicale e culturale lo ha abbassato (più prodotto, meno genio), ma questo è il genere di discorso che fa scappare via DBarbarulo e che quindi non facciamo.
    Inoltre ogni pubblico fa una sorta di naturale selezione: ogni musica ha il suo target. Tipologia di clientela, divisa come in ogni altro settore, per età, cultura, professione...
    E poi è già cambiato il modo di distribuire la musica, il modo di fruirla e quello di guadagnarci sopra. Oggi spotify e youtube, niente più CD.
    Eccetera.... insomma secondo me il mercato non si è autodistrutto, ha solo cambiato le sue forme e le sue modalità. E ci mancherebbe... i computer e l'elettronica di consumo ci hanno cambiato la vita in ogni modo possibile, perchè proprio la musica doveva restarne fuori?

    gobbetto ha scritto:

    The clown 2.0 ha scritto:



    Senza menarcela tanto sulle prime due, la terza, la scarsita', non esiste piu'; quando ho pagato la bolletta ADSL accedo ad una quantita' di musica che non basterebbe una vita ad ascoltarla.


    buon punto! ma non sono del tutto daccordo. L'enorme inflazione musicale che ci troviamo davanti ha portato semplicemente più competizione tra i soggetti coinvolti nella produzione (artisti inclusi), non disinteresse per la musica. Mia personalissima opinione è che questa iper-competizione invece di alzare il livello musicale e culturale lo ha abbassato (più prodotto, meno genio), ma questo è il genere di discorso che fa scappare via DBarbarulo e che quindi non facciamo.
    Inoltre ogni pubblico fa una sorta di naturale selezione: ogni musica ha il suo target. Tipologia di clientela, divisa come in ogni altro settore, per età, cultura, professione...
    E poi è già cambiato il modo di distribuire la musica, il modo di fruirla e quello di guadagnarci sopra. Oggi spotify e youtube, niente più CD.
    Eccetera.... insomma secondo me il mercato non si è autodistrutto, ha solo cambiato le sue forme e le sue modalità. E ci mancherebbe... i computer e l'elettronica di consumo ci hanno cambiato la vita in ogni modo possibile, perchè proprio la musica doveva restarne fuori?


    Massi', ma qua stiamo tutti a fa na chiacchierata... quello che ingannava (pure me stesso) nel mio discorso e' che la mettevo come una "visione" mistica mentre stavo parlando del presente.

    La musica non e' piu' un prodotto, da 10 anni.

    Xfactor non vende musica, la top chart UK o ITA non vende musica; stanno a vendere sogni e illusioni, non ci sta niente dietro.

    L'artista (vero) e' gia' oggi foraggiato da mecenati, privati, pubblici, uno o 1 milione non cambia (vedi Amanda Palmer).

    In tutto il mio discorso spero si possa intravvedere il positivismo quasi... rinascimentale.

    Detta tra noi... relax, che i tempi bui stanno per finire. Pero' l'idea di "studio" come la si aveva 10 o 20 anni fa lasciamola perdere va... e' morta e sepolta sta roba.
    Sì, questa cosa tipo 'nuovo rinascimento' non mi dispiace. Guarda poi in tutto questo il mio mondo di fruitore della musica è cambiato zero... per me è come se fosse nata una nuova forma di intrattenimento che continuano a chiamare "musica" ma che a me, al di là del nome, non interessa affatto. Ma al di là di questo non mi è stato tolto niente. Nuovi talenti, nuovi artisti, nuovi interpreti ci sono sempre, anche oggi. Forse appunto un po' di stordimento dovuto a questa produzione ipertrofica... ma pazienza, non è il peggiore dei mali. Mi dispiace per i piccoli studi, ma magari troveranno la loro strada, chi lo sa...

    gobbetto ha scritto:

    Mi dispiace per i piccoli studi, ma magari troveranno la loro strada, chi lo sa...


    Che siano grandi, medi o piccoli, se voglio continuare ad esistere, DOVRANNO essere al servizio dell'artista e del suo mecenate, non degli standard industriali.

    Se l'artista chiede la batteria a destra, il basso a sinistra e la voce chissa' dove lo devono fare (e anche alla svelta perche' gli artisti mica c'hanno tanta pazienza...), indipendentemente che questo vi sia scritto sul "manuale industriale" o meno. Gli stessi studi lavoreranno per il puro divertimento di clienti, schitarrate, rapper improvvisati, batterie a sedicesimi e bambini alle feste di compleanno.

    Forse, ancora per un po', qualche elefante ferito continuera' lavorare con i prodotti di Xfactor... a me, gia' da oggi, me ne puo' frega' de meno.

    Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “The clown 2.0” ().

    ragazze, parlate al futuro di cose già passate.
    Io personalmente ho un tarlo che riguarda la percezione. Io sono stato adolescente quando non esisteva internet. Quella sana ignoranza ci consentiva di scegliere senza l'angosciante consapevolezza che probabilmente si ha oggi di essere un pesce qualunque in un mare di pesci tutti speciali come te. Fare il DJ (ammettiamo) era assai cool finchè nel microcosmo del liceo eravate in 2. Se in ogni classe oggi ci sono 4 DJ, 200 nel microcosmo del liceo, il DJ non è più cool ma è un pesce qualunque. Allora temo che l'inflazione sia questa. Vuoi sentire Tony Bennett? Puoi gratis. Vuoi fare il producer? Puoi, gratis e se vedi bene nel tuo palazzo ne trovi altri 2. Tu adolescente che vuoi sentirti cool mi sa che cerchi qualcos'altro o comunque non sei stimolato.
    se vendete il database mi incazzo.
    mah, forse ci siamo scambiate le parti allora, perché secondo me quello che tu descrivi come il presente è solo un possibile futuro. E non so, non mi convince.
    La mia è che l'inflazione di musica, musicisti, artisti, performer, producer e fighi di varia specie e natura non solo c'è, ma aumenterà nei prossimi anni.
    Sì capisco la tua visione del ragazzo sperduto di fronte a tanta concorrenza, così facilmente accessibile. Ma non mi convince tanto, è nella tua e nella mia logica ma non in quella degli adolescenti... i ragazzetti di 14 anni si sentono al centro del mondo, qualunque cosa tu faccia o dica. A 14 anni ci si crea il proprio mondo, che ignora tutto il resto (quella che noi chiamiamo realtà). A 14 ci si crede semidei, con una grande quantità di arroganza superata in misura solo dalla propria inevitabile ignoranza. Non sai niente, ma non lo capisci. Non sai fare niente, ma non lo capisci. Hai un riferimento musicale basso, e non lo capisci: tu sei molto più in basso di quel riferimento, ma non lo capisci.
    E quindi ci provi, convinto di essere speciale (e non lo sei).
    Io credo che più aumenterà il benessere e contemporaneamente l'attitudine al consumo e l'etica del consumo (tanti beni, tante cose, tanti servizi, poco o nulla risparmio e anzi costante indebitamento personale per garantire un tenore di vita al di sopra delle proprie possibilità reali) e più questo andazzo continuerà: perché i nostri genitori invece di darci un calcio in culo e a lavorare, ci faranno fare i producer del nulla sino ai 40 suonati, dicendoci che abbiamo diritto al nostro sogno.
    Però dai, buono per te, no? avrai classi sterminate di aspiranti artisti... (scommettiamo?)
    il futuro è misterioso. Il dato di fatto è che sono troppo vecchio per immedesimarmi in un teen ager. Riguardo alle "classi" io fortunatamente lavoro con ottimi filtri e quindi con un'ottima percentuale di allievi motivati. Il mio corso al conservatorio è al quinto anno quindi ci arrivano solo i reduci e privatamente sono inserito solo in corsi full time dove pure la devono prendere abbastanza seriamente. La nota positiva è che aumentano le partecipazioni femminili e questo io lo interpreto come dato rassicurante. Probabilmente nulla ha a che vedere col destino degli studi ma potrebbe essere un indice di cambiamento.
    se vendete il database mi incazzo.