ASSENTE DA UN Pò ma sbaglio o non si muove neanche una foglia ?!?

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    luigi864 ha scritto:

    Elio e le storie tese, al netto di alcuni brani, non mi sono mai piaciuti.


    Ah, the irony...

    "Ma comunque prima di cantare una canzone balcanosa
    ricorda di fare una cosa
    lanciare un’invettiva ai danni del capitalismo.

    (Allora noi vogliamo dedicare questa canzone contro il capitalismo,
    perché è ora dire basta col lavoro che sfrutta tutti.
    Devono capire che hanno rotto le palle i padroni,
    perché le masse operaie… o ma non vi sento fatevi sentire, siete tantissimi!)"

    ASSENTE DA UN Pò ma sbaglio o non si muove neanche una foglia ?!?

    Ironia, si, ma dipende da come interpreti le posizioni.

    Alcuni artisti dietro la presunzione di astrazione politica, dovuta ad una prerogativa artistica, hanno frequentato il qualunquismo più di quanto alcuni testi, sebbene ironici, vogliano lasciare intendere.

    Il capitalismo di cui parlo, e non nella classica accezione marxista, si è esteso al punto di regolare quasi tutte le funzioni sociali dello stato e, come ci insegna la diatriba sul diritto di autore(ma anche altri aspetti dello spettacolo) anche alle funzioni ed ai processi che sottendono alla creazione e produzione di cultura.

    Ecco perché prima sostenevo e sostengo che la politica qui non c'entra nulla.

    Vige il capitale inteso come potere del mercato e dei processi finanziari che non sapendo più come autoregolarsi tendono a cercare surplus di valore fin anche nel welfare.

    Un fatto sociale devastante che unito alla disinformazione, all'ignoranza, all'analfabetismo funzionale, non aiuta certo a migliorare il quadro culturale nel quale la musica, in generale, è inserita.

    Tanto è vero che certi idoli delle ragazzine e dei ragazzini, rappers e trappers, i quali spopolano, scrivono testi che inneggiano alla violenza, al sessismo in un dilagare di volgarità becera che la dice lunga non solo sul presente ma soprattutto sulle previsioni di cosa e quanto si muoverà nel futuro.

    Ma contenti voi con Elio che prende per il culo le zecche, come dice Teeto, contento pure io...
    ...Musicalmente Parlando...
    È un tema molto complicato su cui per mille motivi non riesco ad avere le idee ben chiare.
    Forse, però, potrebbe essere più un effetto della "globalizzazione" che non del "capitalismo" di per sé.
    È l'unico spunto di riflessione che mi viene in mente.

    ASSENTE DA UN Pò ma sbaglio o non si muove neanche una foglia ?!?

    Ti dico come la vedo: la globalizzazione è frutto di una serie di accordi sul commercio e sui mercati che rende possibile la fluidità dei capitali oltre i limiti del controllo statale.

    Non si può parlare di globalizzazione senza che il capitale ne formi il processo di espansione predatorio. L'idea iniziale di abbattimento dei confini in una chiave di integrazione sociale e culturale era buona. In realtà cosa si scopre? Che globalizzare equivale alla sopravvivenza di miliardi di esseri umani nelle mani di un manipolo di veri e propri criminali.

    Ripeto fino alla noia: la politica non c'entra nulla perché una volta sottratto il capitale al controllo dello stato sono i mercati che svolgono, di fatto, la funzione di potere e controllo sostituendosi al potere delle istituzioni democratiche o meno che siano.
    ...Musicalmente Parlando...