Se accorcio il gambo di un diapason, cambio l'intonazione?

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    Se accorcio il gambo di un diapason, cambio l'intonazione?

    So che è una richiesta alquanto strana, ma per un regalo vorrei fare un diapason portachiavi. perchè non ne prendo uno gia fatto? chiederete voi. perchè incredibilmente non se ne trovano molti in giro, e poi perchè volevo prenderlo a 432Hz.

    Mi chiedevo, se buco o accorcio il gambo cambia la frequenza emessa?
    La frequenza emessa da un diapason dipende dalla lunghezza come pure dalla massa dei due poli.
    Acoorciarli, allungarli oppure bucarli ne cambia la frequenza.
    =O Per poter valutare la tua forza e quella di chi ti stà di fronte devi prima imparare a capire ed accettare le tue debolezze 8)
    Le vibrazioni del gambo sono molto piccole, infatti puoi tenere il gambo con le dita senza smorzare la vibrazione del diapason.
    Il gambo viene anche usato per trasmettere la vibrazione a un risonatore, il che amplifica il suono della forcella. Accorciandolo (moderatamente) diminuisce le vibrazioni che riceve e non la frequenza, in quanto questa viene trasmessa dai poli.
    =O Per poter valutare la tua forza e quella di chi ti stà di fronte devi prima imparare a capire ed accettare le tue debolezze 8)
    Nei calcoli per determinare la frequenza di un diapason la lunghezza o massa del gambo non viene presa in nessuna considerazione.
    A ragione di ciò concludo che non dovresti avere un cambio di frequenza.
    Non avendone avuta la necessità non ho mai fatto materialmente una prova del genere.
    =O Per poter valutare la tua forza e quella di chi ti stà di fronte devi prima imparare a capire ed accettare le tue debolezze 8)
    Non sono sicuro che accorciando il gambo non cambi anche la frequenza, fa comunque parte del corpo vibrante, anche se in maniera limitata.
    Prova con un'accordatore "dove" suona adesso e dopo il taglio, e facci sapè, che sono curioso!
    Resistance... is futile. We are KORG, so you'll be synthetized!
    Mi verrebbe spontaneo pensare che il gambo sia collegato al punto neutro dei due bracci, ma se così fosse non si avrebbe alcun incremento di intensità sonora appoggiando il gambo a una superficie! Credo che, quando i bracci si allargano, il punto centrale si sposti minimamente verso le punte dei bracci stessi e, quando questi si chiudono, si sposti della stessa minima quantità nel verso opposto. Se il gambo in qualche modo si muove, fa parte del sistema risonante e in qualche modo interagisce con esso, alterandone le caratteristiche. Probabilmente, però, è un punto "a bassa impedenza" (per dirlo in termini elettrici), che interferisce poco con il sistema, muovendosi poco. Se ciò è vero (purtroppo, pur avendo cercato un po', non ho trovato una esauriente trattazione fisica sul diapason, "tuning fork" in inglese), un accorciamento del gambo dovrebbe produrre solo una minima variazione della frequenza di oscillazione, penso molto meno di 1Hz.

    Ho trovato qualcosa su Youtube:
    youtube.com/watch?v=m7xUtR2qevA
    Gianluca
    Youtube: goo.gl/522kv4

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    Il sistema più semplice è a orecchio: prima di tutto verifichi la frequenza iniziale ascoltandolo in battimento con il suono prodotto da una tastiera (che ha un oscillatore quarzato, quindi molto stabile per questa prova) e regoli l'intonazione della tastiera fino ad avere battimento zero; poi fai il lavoro e ricontrolli il battimento: regolando nuovamente l'intonazione della tastiera per il battimento zero puoi leggere quanto si è spostata la frequenza.

    In alternativa, dovresti registrare il suono del diapason e montarlo per avere un suono abbastanza prolungato; poi con un frequenzimetro leggi la frequenza. Il problema è che un frequenzimetro classico non legge le frazioni di Hertz: solo misurando per 10 secondi legge i decimi. Per fare bene la misura serve un frequenzimetro con tecnica reciproca, come i Racal-Dana della famiglia 1991-1992 "nanoseconds counters".
    Gianluca
    Youtube: goo.gl/522kv4