Siamo all'assurdo. Parlare di jack maschio e jack femmina è diventato sessista.

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    Siamo all'assurdo. Parlare di jack maschio e jack femmina è diventato sessista.

    Va bene tutto e personalmente sono piuttosto sensibile a certi temi, ma cose come queste le trovo assolutamente controproducenti per la causa.
    Forniscono la scusa, le motivazioni per attaccare e ridicolizzare chi invece si dà da fare seriamente per migliorare le cose e superare le discriminazioni.
    Quelle vere, non queste stronz@te.
    Tutto viene strumentalizzato per cercare di far diventare "normale" ciò che non lo è affatto, cercando di far diventare le persone "diverse" padroni del mondo... Questa è la realtà! :(

    La performanza mi fa dubitare della sapienza.
    Gianluca

    Youtube: goo.gl/522kv4

    Post was edited 1 time, last by “Datman” ().

    La "normalità" è un concetto relativo, nel tempo e nello spazio... ogni uno ha la sua ed è giusto così, nei limiti del rispetto altrui.
    Ciò non toglie che questa cosa dei cavi, come tante altre di recente, sono delle cag@te pazzesche delle quali faremo sinceramente a meno, ci sono problemi molto più importanti nel mondo.
    Paolo Piovesan
    “I’ve certainly spent many hours with finicky artists trying different vocal mics, all of which sound remarkably similar, and all I have to say is that I felt it was a waste of time.”
    – Alan Parsons
    Premesso che mi riconosco in posizioni tendenzialmente "progressiste" su molti temi, questa cosa dei termini neutrali è una cosa che mi lascia alquanto perplesso. Non sono contrario all'utilizzo di termini neutri se ce n'è la possibilità (da bambino non comprendevo l'espressione maschio/femmina per spine/prese e poi, crescendo, non ne apprezzavo molto il riferimento sessuale... poi ho imparato a conviverci), però non posso fare a meno di osservare che:
    • Il passaggio a termini neutri da maschio/femmina e master/slave comporta una perdita di potenza espressiva e introduce la possibilità di confusione in lingue diverse dall'inglese, in particolare:
      • L'espressione maschio/femmina è universalmente comprensibile e l'abbreviazione M/F non lascia spazio a nessun dubbio in nessuna lingua, mentre la terminologia neutra plug/socket, che si abbrevia in P/S, in italiano si traduce con spina/presa che, guardacaso, hanno la prima lettera che è l'opposto dell'inglese, lasciando spazio a dubbi (se dovessi leggere "connettore RCA S", avrei il dubbio che S stia per socket - rispettando l'abbreviazione inglese - oppure per spina - perché l'italiano di turno ha confuso le abbreviazioni). Una nomenclatura che lasci spazio a dubbio o faciliti gli errori, a mio avviso, non è del tutto desiderabile in un contesto tecnico.
      • Il passaggio da master/slave a primary/secondary offusca un po' il fatto che nella cosa che si sta descrivendo una gerarchia con una situazione di subordinazione, con un attore che guida e uno o più attori che eseguono. Primary/secondary, dal mio punto di vista, è più adatto a contesti in cui ci sono più attori sullo stesso piano e si descrive una "ridondanza" (un po' come primo e secondo pilota in formula uno). Si tratta comunque di un passaggio più indolore rispetto alla nomenclatura maschio/femmina, finché si tratta della parlata (sarà divertente vedere quando qualcuno deciderà di correggere la nomenclatura nel software esistente e ci si scontrerà con il costo di eventuali refactoring e/o adeguamenti di file di configurazione). L'aspetto meno bello - e qui provoco un po' - è che si passerebbe universalmente dalle appreviazioni M/S a P/S (le stesse lettere dei connettori... che in una mente contorta può portare all'associazione Plug/Primary e Socket/Secondary... e che cavolo, non se ne esce proprio!!!).
    • Riformare i termini utilizzati non risolve i problemi nella società. Forse il tema della schiavitù (e della sua eredità) è più sentito negli USA che qui in Europa, per come è composta la nostra popolazione e per quella che è la nostra storia, però se certi termini creano imbarazzo o sono pretesto per battute disgustore, forse ci sono dei problemi seri nella società che devono essere affrontati. Se si cambia la nomenclatura ma non il pensiero, non è da escludere che ci sia chi utilizzerà la nuova nomenclatura ma con un tono allusivo (che magari prima non usava, perché manco ci pensava), oppure utilizzerà nuove nomenclature forse anche peggiori di quelle precedenti (la prima cosa che mi viene in mente è l'utilizzo di hole/buco al posto di socket/presa: se da un lato è una descrizione letterale della caratteristica più importante del connettore, è evidente che è possibilmente più offensivo della terminologia sessualizzata in uso attualmente).

    Non ho nulla contro l'utilizzo di un linguaggio neutro, specialmente in ambito tecnico, purché sia altrettanto efficace di quanto si va a sostituire e purché si vadano anche ad affrontare seriamente i problemi che ci sono nella società... altrimenti rimane lettera morta e l'unico effetto è far perdere tempo a chi bada al sodo e non ha tempo da perdere a pensare ai significati che ci sono dietro alla terminologia in uso.

    A mio avviso si corre il rischio che, partendo da un'idea che magari può aver senso ("miglioriamo il linguaggio in uso"), si finisca con l'avere un approccio da censori, con una trasformazione da progressisti a benpensanti di cui manco ci si rende conto. Per poi non cambiare nulla di quel che veramente conta.

    Io non ho problemi a cambiare termini, se mi vengono date delle alternative davvero valide, non mi costa nulla...

    Spero che quella del cambiamento del lessico non sia la prima (e unica?) politica con cui ottenere dei cambiamenti, altrimenti non posso che sorridere... Tra l'altro, lavorando nel settore dell'informatica (dove c'è un problema di gender gap), posso dire che quello che conta sono le capacità. Le mie colleghe sono brave, anche di più di molti ragazzi... magari io sono in una realtà "giovane" e grande, mentre certi pregiudizi sono più legati a realtà piccole/vecchie, ma il gender gap mi sembra che nelle generazioni più giovani sia più legato ad un pregiudizio nel momento di scegliere gli studi/carriera che "le cose tecniche siano da maschi" piuttosto che reali problemi nel mondo dell'università e del lavoro...

    Boh, faccio davvero fatica a vedere l'impatto dell'adozione di termini neutri al posto di maschio/femmina e master/slave in ambito tecnico...
    Relax
    Bisognerebbe coniare un termine di tendenza apposta per indicare queste patetiche e ridicole estremizzazioni, per contrastarle (propongo Gender-Nazi)
    Non hanno nulla a che fare con il rispetto di genere e sessualità, anzi non fanno altro che ridicolizzare le battaglie serie per i diritti umani, che sono ben altra cosa.
    Anche lo stravolgimento della lingua italiana dei "buongiorno a tutt*" e dei più recenti "Lə finalistə, lə tutor e lə giuratə" (copio e incollo da una mail che ho ricevuto ieri, che si vorrebbe rivolgere a entrambi i sessi) sono esagerazioni che ci stanno allontanando dal buon senso.
    Un mio amico sostiene che siano ondate: oggi va di moda così, ma tra qualche tempo avremo la contro-ondata e metteremo al rogo questi scempi, ricordando questo momento storico come gli anni patetici in cui abbiamo stravolto tutto credendo di rispettare di più qualcuno.
    Il rispetto si crea nei comportamenti di tutti i giorni e non con queste minkyətə.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.

    Post was edited 1 time, last by “Pilloso” ().

    In italiano è un casino se ci si vuole proprio mettere.
    A differenza dell'inglese (e di altre lingue) noi abbiamo il maschile e il femminile in tutte le parole o quasi, bisognerebbe cambiarle praticamente tutte.
    Per allacciarmi al post precedente, l'espressione "buongiorno" è maschile, potrei dire "buona giornata" che è femminile...
    Quindi cosa dovrei dire..... "Buongiorn a tutt quant" ? mi sembra una frase buona per gli Sturmtruppen o per Brunello Robertetti :)
    Paolo Piovesan
    “I’ve certainly spent many hours with finicky artists trying different vocal mics, all of which sound remarkably similar, and all I have to say is that I felt it was a waste of time.”
    – Alan Parsons
    Infatti in definitiva il concetto che passa è che la lingua italiana lede i diritti umani, quindi la lingua italiana va modificata.
    Credo sia un passaggio intermedio prima di capire che vanno modificate le teste, operazione apparentemente complessa, ma forse non più che modificare una lingua.
    Non vorrei sembrare un provocatore di parte, perché proprio non sono di quel versante, ma mi chiedo se in sala parto si potrà ancora dire "maschietto" e "femminuccia" o se dovremo inventare altre declinazioni.
    Di certo salvo rarissime eccezioni il corpo umano e animale ha quelle due sessualità, poi l'orientamento è giusto che lo decida la persona crescendo, senza discriminazioni.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.

    Pilloso wrote:

    Un mio amico sostiene che siano ondate: oggi va di moda così, ma tra qualche tempo avremo la contro-ondata e metteremo al rogo questi scempi, ricordando questo momento storico come gli anni patetici in cui abbiamo stravolto tutto credendo di rispettare di più qualcuno.


    Stavo per aggiungere una cosa del genere ma meno estrema. nel senso che non credo in una contro ondata ma semplicemente ad una marea diversa...così come la pandemia ha un po spazzato la questione ambentale e così come la questione ambientale ha spazzato tutte le questioni sull'olio di palma e così via. la cosa pegiore di questa ondata (voglio sottolineare che la mia posizione è assolutamente favorevole alla parità di genere, e mi sembra esagerato la questione della nomenclatura tecnica) è che la possibile vittima reale, quella che davvero uscirà azzoppata da questa situazione sarà l'arte. perchè alle persone le questioni sociali passano davanti come fosse vento che accende la protesta ma la spegne subito dopo appena il vento arriva da un'altro punto cardinale, senza guardare ai danni che si lasciano dietro.

    La cosa che piu mi fa incazzare è che ci sono migliaia di associazioni di qualsiasi cosa che lottano da sempre per i prorpri diritti. finchè quell'argomento non diventa di moda, a quel punto invece di prendere l'associazione di turno e dirgli "guidateci" quasi gli si da contro pensando che non abbiano la voglia reale di muoversi quando invece il problema se tu col tuo c***o di facebook che sputi sentenze giustificato da articoli scritti in un'italiano da google translate.
    grazie a queste persone che urlano su facebook ora abbiamo delle regolamentazioni folli per poter candidare un film agli oscar ed è assurdo.
    è assurdo che io regista non possa lasciarmi completamente andare alla libertà d'espressione completa se voglio sperare di vincere una cavolo di statuetta o peggio se non voglio vedere la mia carriera stroncata.
    La gogna mediatica e il rivoluzionismo da tastiera sono i peggiori mali del nostro tempo!
    perchè sono temi e proteste che arrivano dal nulla vengono messe in piedi male e da gente che sotto sotto ha solo da perdere 10 min mentre fa quella grossa e che porteranno a nulla
    queste persone non si rendono conto di quanto male stanno facendo ad altre persone nascondendosi dietro una patina di giustizia assoluta che non tiene assolutamente conto del contesto sociale in cui vengono dette e perpetrate.
    bisognerebbe informarsi di piu e sentenziare di meno sopratutto se non sei al bar con i soliti 4 alcolizzati ma su una piattaforma dove potenzialmente ti possono leggere milioni di persone.
    @saglio forse sulle ondate hai ragione, ci vuole una nuova distrazione per mollare l'osso su certi argomenti, tuttavia una tendenza così forte rischia di avere strascichi molto lunghi se non arriva una contro-tendenza a condannarla e fare capire che questa forma di estremismo è stupida e dannosa.
    Tutti i testi, articoli, pagine web che scriviamo con un italiano stravolto o strani accorgimenti che non occorrerebbero tra persone intelligenti, restano in circolazione per decenni, quindi se questa cosa prende veramente il largo non se ne esce più, diventa un'abitudine e un riferimento per tutti i testi futuri.
    Sicuramente oggi gli "sciami" di utenti social con le loro opinioni hanno un peso, se qualcuno apre un ristorante col nome sbagliato, o che contiene un'allusione, viene linciato dal popolo e costretto a fare retromarcia, subendo anche dei danni economici.
    Ma sono accanimenti inutili, su certe cose si può anche scherzare senza offendere nessuno, e se proprio non ti piace puoi non andarci, non è lesivo di alcuna dignità.
    Penso anche a certe pubblicità che grandi marchi hanno dovuto cancellare, con tanto di scuse, solo perchè c'era una bambina che mangia il gelato.
    Se qualcuno vede qualcosa di sessuale in una bambina che mangia il gelato, quel qualcuno va immediatamente affidato a cure psichiatriche, perché è PERICOLOSO.
    Trovo quindi che ci troviamo dentro un paradosso in cui i potenziali pedofili assumono il ruolo di giustizieri, mentre un povero pubblicitario che ha scelto una bambina per una pubblicità, viene fatto passare per pedofilo e deve pure scusarsi.
    Assurdo, spero finisca.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.

    Post was edited 1 time, last by “Pilloso” ().

    Sono d'accordo con ogni singola virgola pil! è assurdo come le carriere strameritate di personaggi debba subire degli stop forzati o dei crolli pazzeschi per cose che poi magari si rivelano infondate. è pazzesco assurdo ignorante becero ridicolo basso stupido e non so che altre parole usare per definire il togliere certi titoli dalle piattaforme perchè qualcuno si è dipinto la faccia di nero pro scena, magari in un film degli anni 50. questo intendo quando dico che si parla per giustizia assoluta senza tenere in considerazione la condizione sociale di quando certe cose sono state fatte.

    addirittura ho sentito di un gruppo di adolescenti che ha scoperto dell'esistenza di eminem e di come ha trattato certi argomenti, con linguaggio scurrile magari parlando di ex ragazze ecc e chiedono a gran voce che tutto l'internet sia ripulito dal materiale di eminem. e la domanda che mi faccio è rivolta alla mia esperienza personale e mi chiedo..ma io a 16/17 anni mi sono così shockato davanti alle parolacce di eminem o forse quel gusto di ribellione quasi mi ci attivarava. è una cultura questa degli adolescenti di oggi che davvero non capisco, si passa dall'offendersi per il testo sboccato di una canzone a girare per piccoli comuni di provincia col machete in branco per menare quelli del paesotto a fianco (successo per davvero nel mio comune).

    comunque trovo che questo modo di fare sia davvero pericoloso e ripeto e sottolineo che chi ci rimetterà di più sarà proprio l'arte

    saglio wrote:

    Chiama Draghi!! Abbiamo una soluzione vincente!

    Che poi in realtà mettere gli asterischi non è altro che questo, noi ci ridiamo perché assurdo, ma alcuni responsabili delle istituzioni stanno già comunicando per mail esattamente con questa modalità.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.
    No chiaramente non sono le stesse persone...ma questa adolescenza è molto strana...voglio dire che tutte le generazioni di adolescenti sono diverse ma ho sempre trovato un filo conduttore comune che comunque passa anche da un certo spirito di ribellione di voglia di indipendenza eccetera che spesso fa si che un quattordicenne qualsiasi si gasa di brutto per le parolacce e i temi controversi nella musica. è stata la fortuna di tanti artisti noti da alice cooper a manson passando per i kiss. invece questa generazione di adolescenti è super variegata ma sembra che stia lontano da questo filo conduttore e si passa da chi si offende per le parolacce a chi scende in strada col machete a chi anche tutti i venerdì scende in piazza per lottare per il clima...

    voglio sottolineare che non sto dicendo che è tutta palta e non sto giudicando nessuno, le mie sono solo considerazioni e pensieri.

    Datman wrote:

    forse quelli che si offendono e quelli che vanno col macete (machete in italiano lo leggo makete... ) non sono le stesse persone...

    Io avrei qualche riserva, diciamo che qualcuno fa di tutto per sentirsi offeso, magari a nome di altri, così ha la motivazione per agire.

    saglio wrote:

    questa generazione di adolescenti è super variegata

    Ma infatti è così, ci sono ragazzi giovanissimi e più maturi di noi alla loro età, e acuti nei ragionamenti, forse merito di famiglie in cui si parla di temi interessanti e nei modi opportuni, e altri più sciocchi e inconcludenti, tipo un diciottenne che ieri si è licenziato di punto in bianco dal locale di un mio amico perché "vuole stare con la mamma".
    Siamo tutti sulla stessa Bark.
    beh io non riesco a pensare che quelli piu maturi siano la maggioranza, purtroppo, vedo anche gli stagisti che si alternano qua...non ne esiste uno che sappia affrontare discussioni che non siano ragazze social meme vestiti cash cash e plin plin mi sembra che per lo più siano farfalloni e da un certo punto di vista credo sia questo il motivo per cui sposano cause che mi lasciano un po interdetti. quasi a trovare un argomento che li faccia apparire più elevati agli occhi degli adulti.

    senza contare atti di violenza e totale mancanza di rispetto (e spesso anche di furbizia) nei confronti di tutti e tutto che non sia IO o le MIE cose...sembra che vivano in un mondo di egoismo enorme. sarà lo stare in casa davanti ai social sarà la pandemia ma questa è la sensazione che mi arriva

    non voglio dire che noi sposavamo chissà che grandi cause eh però quanto meno su certi argomenti ancora si riusciva a parlare per esempio di socialità e cultura. ora mi sembra che davvero sia tutto parlare di banalità.

    e anzi a dirla tutta forse è un po colpa nostra perchè abbiamo sposato cause senza impegnarci davvero come chi ci ha preceduto che per quelle cause ci si spendeva davvero, noi siamo stati quelli distratti dall'avvento di internet. hanno solo imparato il peggio così come noi abbiamo imparato il peggio da quelli prima che si impegnavano ma si fumavano anche un sacco di canne.....diciamo che abbiamo coltivato piu la seconda :D

    come sempre non faccio di tutta l'erba un fascio ma è il mio punto di vista sulla maggioranza
    La pandemia di danni psichici ne ha fatti parecchi, in tutte le fasce di età.
    Io i miei primi 40 anni li ho vissuti in un mondo "normale", quindi questo periodo l'ho retto aggrappandomi alle certezze del passato, alla pazienza e alla forza di rassegnazione, per certe cose.
    Ma mi metto nei panni di un ragazzo che nel 2020 doveva ancora giocarsi un anno importante a scuola, o la sua prima vera occasione, o altro di importante. Magari non lo accetti che tutto vada a rotoli, che si sospenda, che gli accordi presi prima vadano a monte. Magari la frustrazione monta e diventi più egoista, pensi alla tua soprevvivenza, come vedo che stanno facendo in tanti.
    Avevo il sentore che una crisi tirasse fuori il meglio solo da qualcuno, dagli altri ha tirato fuori il peggio, e ancora ancora perdono i giovani, meno gli sciacalli di una certa età, che hanno del rancore da sfogare in un parcheggio o al supermercato.
    Si salvi chi può.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.