L'arte del non rispondere

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    la qualità non ha niente a che fare con le esigenze del mercato e il gusto dei consumatori.

    da quello che so le produzioni di serie tv per Netflix viaggiano a ritmi elevati, per cui anche il doppiaggio di una stagione intera deve essere fatta in pochi giorni. credo che anche la selezione subisca questo andamento perciò si tende a scartare molto più in fretta e senza troppi complimenti, da qui anche la mancanza di risposte..

    come si diceva in qualche post precedente, appena esce una novità si satura il mercato, in tantissimi proveranno a mandare le loro idee e rimane difficile fare una selezione accurata
    Si, è difficile da riconoscere se diamo per scontato che la "qualità" viene vista come una cosa positiva..

    Ma non ne sarei tanto sicuro, bisogna vedere se fa parte della politica aziendale, altrimenti è solo controproducente, se intendiamo per qualità quella artistica.

    PS.. Faccio un esempio pratico: s'è fa cinquant'anni la gente continua ad ascoltare Licio Battisti, andrà a vedere il concerto di Lucio battisti una volta, due, massimo tre; quante apparizioni in tv, quanti album può fare...
    Invece tante macchiette faranno 100 concerti, 30 album e l'anno dopo si ricomincia d'accapo che tanto un pezzo vale l'altro.

    Post was edited 1 time, last by “Simone189” ().

    vi racconto un aneddoto dal quale trarre alcuni spunti:
    molti anni orsono masterizzai un album di jazz. Tutto suonato naturalmente e neanche male. I protagonisti della vicenda, con la sfrontatezza del caso mandarono disco e comunicazione ad una delle più rinomate etichette di genere dell'epoca (la blue note). La risposta, invece che una sputazzata in faccia o l'ignoraggio del topic, avvenne e fu una lezione.
    La lettera di risposta recitava più o meno così: "cari xxx, xox ecc. non ce ne vogliate ma non abbiamo materialmente il tempo di ascoltare tutto il materiale che ci viene recapitato ogni giorno da tutto il mondo. Il fatto che stiamo rispondendo alla vostra comunicazione è già una cosa positiva, un passo avanti, perchè premia la forma e la professionalità con cui vi siete presentati. Il nostro consiglio è che voi andiate in giro a suonare, facciate un vostro seguito, vi facciate notare eccetera. A quel punto può essere che questo stesso disco ci verrà presentato di nuovo ma attraverso i canali giusti quindi lo ascolteremo e se del caso parleremo di affari insieme. Cordialmente .... Blue Note. "
    se vendete il database mi incazzo.
    Io farei una distinzione doverosa prima di trarre conclusioni..

    Esiste il "divo della musica" che tecnicamente non fa altro che seguire una scaletta e al resto ci pensano gli altri e li non ci piove... Non ci arrivi grazie al "talento"

    Un'altro può essere invece un musicista che fa le serate, viene chiamato a qualche evento e quello si che si può fare da solo ... Non si illudesse però che arrivata la casa discografica è arrivato il successo... Essa è una azienda che può decidere di assumerti, di solito con contratto a progetto per un lavoro o una serie di eventi.
    Niente di più, niente di meno; è come fare il cuoco ma meno faticoso quindi non ci facciamo illusioni.

    Post was edited 1 time, last by “Simone189” ().

    È proprio come dice Db, anche nel cinema, lo dicevo all'inizio: non hanno tempo di ascoltare, leggere, guardare tutto.
    Il problema è che se sei musicista puoi anche arrangiarti e farti notare coi concerti, se invece scrivi film è più difficile, a meno che non metti assieme un bel po' di soldi per produrre qualcosa che sarà sempre amatoriale, se rapportato al resto.
    Il fatto che però una risposta, anche negativa, venga considerata come un grande gesto di generosità, è un concetto un po' indigesto.
    Ci sono anche rari casi di chi legge e risponde no con gentilezza, basta una mail col copia e incolla, senza farla cadere tanto dall'alto.
    Io ogni tanto penso di disdire Netflix proprio perché il livello si sta abbassando e le cose di qualità le ho viste quasi tutte, se altri fanno come me, qualcuno dovrà rivedere la propria politica.
    Raiplay, per dire, è gratis e ha contenuti di grande qualità.
    P.S. Netflix non accetta proposte da autori, produce quelle delle case, quindi è un discorso diverso da come molti credono, in ogni caso non c'entra coi tempi, si può scrivere bene anche in fretta, se scrivi male semplicemente è perché non lo sai fare, quindi non dovrebbero farti lavorare.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.
    Prodursi un film è più difficile, si può iniziare con cose più piccole come cortometraggi e video musicali ; pubblicità locali..

    Kurosawa ha iniziato con la super8 e suo cugino che gli dava una mano...
    Direte erano altri tempi ma anche le persone non si illudevano di essere professioniste come oggi che è facile avere un prodotto finito

    Pilloso wrote:

    È proprio come dice Db, anche nel cinema, lo dicevo all'inizio: non hanno tempo di ascoltare, leggere, guardare tutto.


    Certo. Se non paghi. Se paghi, il tempo lo trovano. E come se lo trovano (c'è gente che fa proprio questo di mestiere: ascoltare e proporre. Dopo essere stato pagato). E questo è un denominatore comune, per quanto ne sappia, da almeno una ventina di anni a questa parte.
    D'altro canto lo dimostra il fatto che, come detto anche da altri, non mi pare di sentire tutta questa roba così "importante" o "geniale" in giro, anzi...
    Per carità, non sono nessuno per giudicare le opere altrui. Ma se il risultato è quello che sento in radio da parecchi anni a questa parte, credo che il "talento" c'entri veramente poco.

    Nutro una profonda stima nei confronti di DBarbarulo (grande professionista, molto preparato e pure simpatico), ma leggendo la sua frase "La qualità geniale, speciale, stellare ecc. non passa mai inosservata", la domanda mi sorge spontanea: chi e sulla base di quali criteri si stabilisce che un prodotto possa definirsi "geniale, speciale, stellare"?
    Dai gusti personali? Beh, alzo le mani (ma non credo sia un parametro obbiettivo).
    Osservando "quello che chiede il mercato"? Credo c'entri poco con il "talento" (e si sente).
    D'altra parte basta vedere chi fa il "giudice" nei vari talent show televisivi: gente che con la musica non ha NIENTE a che fare. Eppure pare che il 90% dei prodotti immessi sul mercato (almeno in Italia) escano proprio da lì.
    Quindi di che stiamo a parlà?
    Il problema, secondo me, è non si ha neppure più la possibilità di "farsi ascoltare" (a meno che non si sganci il grano), per cui anche un prodotto sopraffino, rimarrebbe nel cassetto.
    E, ammesso che qualcosa venga notato, di certo non ci sarà il produttore pronto a convincere l'etichetta X a sganciare per un progetto. Minimo ti chiedono una "co-partecipazione nella produzione" che, nel 99% dei casi, si traduce con "tu paghi tutto ma sei sicuro che esci con la nostra etichetta che ha un peso". Poi becchi 20 download e vai avanti a pagare il buffo del prestito che hai fatto per 20 anni (cose viste con i miei occhi).
    Chiaramente questo è il mio parere.
    in Italia di Musicisti che lavorano ma con la M maiuscola e con la L di lavorano maiuscola forse ce ne sono una decina. Te ne cito solo 2, Stefano Bollani e Danilo Rea. Dimmi che stanno dove stanno perchè sono raccomandati da familiari influenti. Non puoi perchè non è così. Sono persone speciali, talentuose e che si sono fatte un cuore così tutta la vita a suonare. Tra questi due e la media del paramusicista che si lamenta penso ci siano anni luce di distanza in quanto a competenze e professionalità.
    se vendete il database mi incazzo.
    @DBarbarulo Non so se tu stia rispondendo a quanto ho scritto io. Ma ti dico: Assolutamente! Quindi confermi ciò che sostengo.
    Infatti hai citato due (grandissimi) artisti che hanno 50/60 anni, che hanno iniziato a fare musica (con altissimi risultati direi) 40 anni fa, quando le cose erano ben diverse.
    A maggior ragione trovo vergognoso che questi rimangano relativamente nell'ombra, mentre alla radio spopolano gli "artisti" di trap.
    Non so se mi spiego.

    Post was edited 1 time, last by “simonluka” ().

    @simonluka è vero che ci sono i gusti, ma la qualità ha criteri oggettivi. Che sia una melodia, un testo musicale o il dialogo di un film, c'è il modo giusto di farli ed è riconoscibile.
    La melodia anonima che non resta impressa, il testo musicale con gli accenti spostati per ficcare le parole a calci sulle note, e i dialoghi didascalici con gli spiegoni, sono modi sbagliati e si riconoscono.
    E gli addetti ai lavori queste cose le sanno, se ti fanno pagare un album mediocre ti stanno semplicemente spennando, perché non è scontato che faccia successo.
    Tornando al tempo per leggere e ascoltare, il problema è che la perla preziosa sta in mezzo a mille schifezze (e non ho scelto un rapporto a caso).
    I produttori dicono che tra le proposte che ricevono il 50% sono sgrammaticate, il resto mediocri o assurde. Comprensibile che non abbiano più voglia di guardarsi tutto, adesso tutti hanno un pc e una mail per intasare le caselle delle produzioni, questo è il problema.
    Ci vorrebbe però la soluzione, perché se sai fare una professione e hai pure studiato, è frustrante stare ad aspettare in fila dietro a questi.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.

    Pilloso wrote:

    @simonluka è vero che ci sono i gusti, ma la qualità ha criteri oggettivi. Che sia una melodia, un testo musicale o il dialogo di un film, c'è il modo giusto di farli ed è riconoscibile.
    La melodia anonima che non resta impressa, il testo musicale con gli accenti spostati per ficcare le parole a calci sulle note, e i dialoghi didascalici con gli spiegoni, sono modi sbagliati e si riconoscono.
    E gli addetti ai lavori queste cose le sanno, se ti fanno pagare un album mediocre ti stanno semplicemente spennando, perché non è scontato che faccia successo.
    Tornando al tempo per leggere e ascoltare, il problema è che la perla preziosa sta in mezzo a mille schifezze (e non ho scelto un rapporto a caso).
    I produttori dicono che tra le proposte che ricevono il 50% sono sgrammaticate, il resto mediocri o assurde. Comprensibile che non abbiano più voglia di guardarsi tutto, adesso tutti hanno un pc e una mail per intasare le caselle delle produzioni, questo è il problema.
    Ci vorrebbe però la soluzione, perché se sai fare una professione e hai pure studiato, è frustrante stare ad aspettare in fila dietro a questi.


    Ehm.. si. In teoria. Non dirmi che tutte le canzoni che senti quando accendi la radio, hanno dei testi "alla De Andrè".
    Ma dai. Decine di "cantanti" trap che dicono le stesse (penose) cose, testi intrisi di millemila cazzate e frasi fatte, per lo più proiettate a mostrare una società ed una "forma mentis" degni di TSO (pippa la cocaina, spara allo sbirro, ti vengo in faccia e schifezze del genere), con un modo di "cantare" identico (vocali aperte "alla milanese" anche se sono di Reggio Calabria). Il tutto indirizzato ad una platea di ragazzini che, certamente, non crescono con un bell'esempio. E alcuni vanno pure a Sanremo.
    Quindi? Quindi, i casi sono due: o chi spinge 'sta gente è folle ma molto fortunato, oppure è molto furbo e punta ad interessi che esulano dal "buon prodotto" ma vanno dritti a "fare cassa". Penso la seconda.

    In definitiva, se la domanda è "Si riconosce una prodotto di qualità rispetto ad una cacata?", rispondo: "Certo, è ovvio. Non bisogna essere necessariamente un addetto ai lavori, un professionista, uno che ha studiato per anni. Una cosa bella e fatta bene, è una cosa bella e fatta bene. E chiunque se ne accorgerebbe, a prescindere dai gusti personali. Punto".
    Se invece la domanda è (e mi sembra che sia proprio questo il concetto sotteso del 3D) "Come mai, nonostante le tantissime ed oggettive cacate che ci sono in giro, non c'è spazio per chi ha qualcosa (magari pure carina) da dire? Perché non mi ascoltano neanche?", allora la risposta la sai e, SECONDO ME, è quella che ho dato.
    molto bella questa discussione, sono tornato dalle ferie e ricomincio a rompervi i maroni ... non conosco bene il mercato della musica perchè quando ho iniziato a fare home recording lo scopo era creare delle basi per le serate che facevo a teatro, ho fatto solo qualche lavoro conto terzi per i testi ... conosco bene invece il mercato della arti visisive e le problematiche sono le stesse. Ho un laboratorio di stampa d'arte (ho lasciato da diversi anni la consulenza per la sicurezza) stampo sia per i grandi professionisti della fotografia ma sopratutto per i piccoli fotoamatori che vogliono un elevata qualità di stampa per proporsi a gallerie o per inserirsi negli eventi.
    L'unico sistema per farsi notare in questo settore (a prescindere dalla qualità delleproduzioni) è usare un "Curatore" ... Chi è costui ? è un consulente conosciuto nell'ambiente che spinge i prodotti che propone perchè ha il contatto diretto con i galleristi e conosce bene il mercato e quello che si vende. un curatore per lanciare un suo cliente impiega 2/3 anni per far crescere lo stesso con u npercorso che si basa su : critiche favorevoli da parte di critici noti (nono posso fare i nomi) che costano solo quelle circa 2000 euro a botta per 3 righe con la firma, il curatore che deve essere visistato 4 volte all'anno costa dai 1500 ai 2500 euro a visita ... poi per fare un minimo di curriculm fa partecipare il cliente a concorsi dove o lui o qualche persona conosciuta sono in giuria ... Questo è il canale veloce, chi invece vuole provare altre strade, piùà difficili e faticose si deve legare a qualche brand com ambassador, creandosi una reputazione in anni di lavoro spesso non pagato (a meno di non essere già un nome conosciuto) ma da qualche anno conta molto di più il numero di follower su instragram, ho stampato qualche anno fà per Leica Italia una sconosciuta che aveva 250000 follower su instagram, nel giro di pochi anni è diventata Master Hassleblad, fà immagini carine, tecnicamente nulle, bisogna intervenire pensantemente in post produzione per ingrandirle ma si stà facendo conoscere ... Quindi ? difficilmente la qualità si fà notare se non accompagnata da una presentazione da parte di persone che operano già nel settore ...
    ... penso che un sogno così non ritorni mai più !

    simonluka wrote:

    Ehm.. si. In teoria. Non dirmi che tutte le canzoni che senti quando accendi la radio, hanno dei testi "alla De Andrè".
    Ma dai. Decine di "cantanti" trap che dicono le stesse (penose) cose, testi intrisi di millemila cazzate e frasi fatte, per lo più proiettate a mostrare una società ed una "forma mentis" degni di TSO

    Infatti quello che dico è che la qualità è oggettiva e si può riconoscere, non che vengono realizzati solo prodotti di qualità, anzi, è proprio questo il punto...

    AlessioBlve wrote:

    Quindi ? difficilmente la qualità si fà notare se non accompagnata da una presentazione da parte di persone che operano già nel settore ...

    E qui tocchiamo una nota dolente, perché nel settore cinema non c'è nessuno che faccia questo mestiere.
    Le agenzie / agenti che rappresentano gli autori, fanno giusto una rappresentanza legale, si accertano che il contratto rispetti i diritti del loro assistito, e fine.
    Anzi spesso chiedono una percentuale su qualsiasi lavoro dell'autore/regista, inclusi quelli che si procura da solo, che sono la quasi totalità, quindi figuriamoci.
    Probabilmente questa mancanza sul mercato, è proprio dovuta al fatto che dovrebbero essere loro a leggersi centinaia di sceneggiature e bussare insistentemente alle porte delle uniche 20-30 produzioni degne di nota, le quali saranno già servite perché hanno spesso autori interni o di fiducia, pertanto nessuno lo fa.
    Qualche tempo fa ho sentito il racconto di un noto autore statunitense che non si è mai arreso, nemmeno se ha ricevuto 1000 "NO" prima di sfondare.
    Bravo lui, il fatto è che negli Stati Uniti ci sono 1000 e più produzioni, e tante possibilità, qui da noi quando hai ricevuto 50 No significa che hai già fatto il giro, e allor inutile insistere, devi ricominciare da capo, con un nuovo lavoro, sperando che sia migliore del precedente, e veramente appetibile sul piano commerciale.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.

    Pilloso wrote:


    Infatti quello che dico è che la qualità è oggettiva e si può riconoscere, non che vengono realizzati solo prodotti di qualità, anzi, è proprio questo il punto...


    Perdonami ma non comprendo il tuo filo logico. Mi sa che stiamo parlando di due cose diverse (oppure non riesco a spiegarmi).
    Avevo capito che la tua domanda iniziale fosse qualcosa tipo "Perché nessuno si degna di ascoltare/visionare materiale inedito che potrebbe essere anche migliore di quello in circolazione (per esempio su Netflix)?".
    Se la domanda è questa (come mi pare di aver capito), allora la mia risposta credo sia chiara.
    E proprio da questa ne consegue che la "qualità oggettiva" c'entri poco con la sicurezza di essere preso in considerazione.

    simonluka wrote:

    Avevo capito che la tua domanda iniziale fosse qualcosa tipo "Perché nessuno si degna di ascoltare/visionare materiale inedito che potrebbe essere anche migliore di quello in circolazione (per esempio su Netflix)?".

    Diciamo che sul perché ho già le mie risposte, più che altro chiedevo se qualcuno avesse stratagemmi per aggirare questo vicolo cieco, ottenere un appuntamento, o almeno un feedback.
    Poi nel penultimo post rispondevo alla tua domanda:

    simonluka wrote:

    chi e sulla base di quali criteri si stabilisce che un prodotto possa definirsi "geniale, speciale, stellare"?

    Insisto che gli strumenti ci sono e i gusti sono solo una cosa marginale, chiunque abbia superato i primi anni di esperienza o studiato qualche materia di scrittura / produzione sa riconoscere quando i requisiti di un buon lavoro sono soddisfatti.
    E ribadisco che i produttori in gran parte sono preparati, alcuni mi hanno stupito per le competenze, se cadi in fallo con qualche dettaglio lo notano subito e te lo fanno notare, allo stesso tempo però, gli stessi (proprio le stesse persone indendo) producono cose di qualità infima a partire dalla scrittura / progettazione, roba che si capisce subito che fa pena, ancora prima di investirci sopra dei soldi, e in quel caso solo la tua posizione svantaggiata ti impedisce di dirgli in faccia "ma lo senti quello che stai dicendo? Giusto due mesi fa hai pubblicato su Netflix una roba impresentabile, e stai a fare le pulci a me se un personaggio secondario ha un carattere poco definito???"
    Mi è capitato anche di parlare con chi ci ha rimesso, investendo in un film molto mediocre, che poi ha dovuto vendere a un network per una cifra quasi offensiva (cioè manco un decimo di quello che ha speso per realizzarlo) e allora vedi che fare prodotti pessimi è un problema anche per chi li fa?
    Ma io spero proprio che il problema si ritorca su chi è responsabile di queste scelte, perché una buona fetta di pubblico è competente e si aspetta lavori dignitosi, su alcuni vedi solo critiche pesanti e un'importante fetta di pubblico che abbandona una serie dopo la prima puntata, dati che di sicuro riscontrano anche i responsabili dei network sui loro strumenti, io non so se Netflix ha particolare piacere nel pagare qualche milione di euro per una serie che viene abbandonata quasi da tutti prima della fine.
    Va bene che devono solo riempire la piattaforma di contenuti, ma fino a un certo punto, avranno anche piacere che i contenuti siano di successo per fidelizzare il pubblico, altrimenti qualcuno si stanca e va su altre scelte, e quel punto gli toccherà capire.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.
    @Pilloso scusami ma mi sembra che parli come un bambino: se fino a mo abbiamo detto e hai convenuto sul fatto che la qualità artistica c'entra poco con il successo... Che gli interessa al produttore se sai scrivere tu in mezzo a 10'000 come te.

    Il produttore è un tipo a cui dicono: "dammi 20 album rap under-35 alla settimana; non meno di 30 concerti in un mese e una ventina di interviste e ti compro il pacchetto" per intenderci , non è uno "scopritore di talenti"

    È uno a cui interessa il dividendo. Perché devrebbe far diventare ricco te che non ti conosce?
    ...Ma se ci vuole la raccomandazione addirittura per fare il cameriere nella pizzeria , ma veramente non le sappiamo queste cose?

    Forse la tua domanda è : perché preferiscono affossare un settore artistico piuttosto che lasciare un po' di autogestione fra gli artisti com'era negli anni 70???
    Ma la domanda la devi fare a chi dirige la baracca.
    Calma @Simone189, qualche post sopra sono caduto anche io nell'errore di generalizzare, ma sappiamo bene che è sbagliato, poi ho corretto e mi autocito:

    Pilloso wrote:

    Giusto due disclaimer:
    - tutte le principali produzioni realizzano molti ottimi prodotti, quindi non sto qui a dire che fanno solo robaccia e invece "me devono pigliare ammè, che so er piubbravo de tutti", ci mancherebbe, solo che a volte vedi anche uscire qualcosa di mediocre, e allora pensi "certo che qualcosa di meglio potevo farlo pure io".


    Il concetto è tutto lì, e ho anche detto fin dall'inizio il motivo per cui le produzioni non possono più permettersi di rovistare tra tonnellate di immondizia per trovare la perla.
    C'è una soluzione? Non lo so, ero venuto qua per un confronto con chi ci ha provato o ci è riuscito, non per disquisire sulle leggende metropolitane.
    Sorvolo quindi sulle altre tue affermazioni, dal cameriere che ha bisogno di raccomandazioni a non-so-chi che si arricchisce, sono molto lontane dalla realtà e mi sembrano chiacchiere alla "signora mia".
    Chiudo osservando che con questa mentalità del "ormai può fare tutto schifo tanto non cambia niente a nessuno" mi pare che ci stiamo seppellendo con le nostre mani, non arrendiamoci al pessimismo, c'è ancora speranza.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.

    Post was edited 1 time, last by “Pilloso” ().