Commenti al vademecum

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    Giusto per rispondere a @DBarbarulo: ho capito che sparavi a ventaglio e non a me, ho giusto risposto a tono anche se non ero il destinatario :)
    Aggiungo solo che non ci si può fissare esclusivamente sulle hit mondiali della Eilish da una parte, e sul ragazzino con Fruity Loops dall'altra, come se non esistessero infinite vie di mezzo.
    Potranno farti ribrezzo, potrai toccarle solo coi guanti in lattice o ignorarle del tutto, ma esistono.

    La questione tecnica Vs. creatività e arrangiamento non vedo cosa c'entri, nessuno ha mai detto che a casa si debba produrre senza studiare o scrivendo cose a caso. A me personalmente su questo forum piacerebbe molto parlare anche di testi, mentre un 3ad sull'arrangiamento l'ho aperto proprio la settimana scorsa, lo fanno anche altri e c'è partecipazione, mancavi tu, quindi non trovo corretto generalizzare.
    La domanda chiedeva se è possibile o meno registrare un disco in casa, io rispondo sì.
    Non sarà una hit mondiale, non vedrà particolari classifiche, ma il disco lo puoi fare eccome, almeno iniziarlo e poi affidarlo a mani più esperte, come ho fatto io, come ha fatto il mio amico, e come ha fatto la Eilish. Punto.
    Se io e l'amico continuiamo a fare altro nella vita, come giustamente dicevi, è affar nostro.
    La domanda appunto non era "puoi diventare un big della musica e mandare a c... il tuo capoufficio" ma "puoi realizzare un disco in casa".
    La risposta resta sì.
    Abbiamo paura di incoraggiare bimbo con Fruity Loops? Boh, non vedo il motivo, o almeno indagherei sulle origini di questa paura.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.
    Ci riprovo perchè probabilmente dobbiamo chiarire le basi:
    che cose intendiamo per Disco?
    E per Registrazione?
    Se siamo nel mondo di oggi sono entrambi termini senza valore perchè un disco nel 99% dei casi non vale niente.
    Lo puoi fare in casa se quello è lo standard e quelle sono le aspettative (16 centesimi di siae per i playback di Spotify) (cose realmente accadute)? Certo. Tanto per pubblicarlo paghi tu, per stamparlo paghi tu... e vuoi pure che qualcuno ti imponga come e dove farlo?
    Esistono eccezioni alla regola? Certo ma andiamoci cauti.
    Come ho detto il successo ha molto raramente a che vedere con la qualità ma ha molto a che vedere con gli agganci e la disponibilità economica di un progetto (i fatti della tiella li sa solo la cucchiara).
    I Dischi buoni oggi si fanno ancora? Certo e al 99% non sono fatti in casa da qualche bebbè di Sorrento con la Motu.
    Quindi il mio consiglio condivisibile o meno ma frutto della mia esperienza più trentennale che ventennale: chi comincia e vuole coltivare questa passione cosa deve fare secondo me (che mi firmo con nome e cognome)? Investire in un impianto serio e un ambiente al meglio delle possibili risorse mentali ed economiche.
    Poi studiare i classici.
    Poi tra 5 anni parlare di pre e microfoni.
    se vendete il database mi incazzo.
    Mi fermo alle tue prime righe: se non è chiaro il tipo di disco non si può escludere a priori che sia possibile farlo.
    Tutto il resto sono divagazioni, che importa come e dove lo promuovo e quanto ci guadagno? Anche se produco in studio potrei fare una promozione penosa e perfino rimetterci.
    Allora che famo, parliamo di distributori? Altre divagazioni, la domanda è se sia possibile produrre in casa, ed è possibile.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.
    Pil, ma fai seriamente?
    Sai che faccio l'ingegnere del suono per lavoro?
    Fare un disco di Kalimba solo probabilmente in casa si può fare, ma cosa ha a che vedere con la statistica o con la teoria generale sul suono? Noi ci facciamo le croci perchè perfino le voci suonano una merda poichè oltre a non avere ambienti corretti per registrarle la gente non ha nemmeno la capacità di rendersi conto di quali siano i problemi.
    Quindi in generale se vogliamo considerare un minimo standard commerciale e i suoni intubati non ci piacciono a casa non puoi fare quasi niente. Parli dei synthi o l'asticella è che paghi tutto tu e lo fai sentire a gente che capisce meno di te? allora puoi fare pure le batterie, i pianoforti, gli archi ecc tutto a casa tua. :D
    se vendete il database mi incazzo.
    Credo sia la mancanza di percezione della realtà (non riferito a Pilloso)

    Fare musica per le vendite non è tanto diverso da migliaia di altri lavori per cui serve una specializzazione e anni di studio, con la differenza che nella musica subentra anche il discorso artistico. E oltre questo il coraggio di vederla come attività di impresa.

    Posso montare un rubinetto in casa da solo, o costruirmi un mobile, avranno sempre dei difetti, probabilmente funzioneranno pure, ma sarà sempre un lavoretto fai da te che funziona solo per me e per pochi altri, ma non potrei mai vendere la mia poca capacità di usare alcuni strumenti da lavoro.

    La mancanza di percezione della realtà la trovo sempre nelle persone che vogliono fare un disco e si presentano con un testo scritto, pochi soldi, e assoluta mancanza di idee per la musica, ai quali consiglio semmai di scrivere un libro di poesie o fare i parolieri per altri artisti
    DB, credimi che ho massimo rispetto e condivisione in relazione a ciò che stai apportando.
    Quello che cerco di dire è che se voglio arrivare ai massimi livelli nella professione del sound engineer dovrò intraprendere un cerco percorso, se voglio semplicemente iniziare a capire come gira il fumo, divertirmi un po' con la voglia di tirare fuori il prodotto al meglio delle mie possibilità, avrò un altro tipo di approccio.
    Poi cammin facendo scoprirò se mi basta quello che ho raggiunto, se vorrò fare di più o vendere tutto in blocco e pensare invece di cambiare la moto (non la Motu).

    E, per come l'ho inteso io, questo thread può aiutare in queste situazioni senza per forza di cose essere spinto a studiare per 5 anni senza poter mettere le mani su del ferro anche scrauso prima di poter chiedere qualcosa in relazione a microfoni e preamplificatori.

    Se voglio capire cosa significhi suonare la chitarra, molto probabilmente non mi metterò a studiare prima per anni la storia della musica dai primi colpi di tamburo del paleolitico per passare dai primi tetragrammi fino ad oggi prima di voler prendere in mano uno strumento e iniziare a capire come funziona.
    Nella maggior parte dei casi mi comprerò uno strumento economico sul quale iniziare a strimpellare. E poi si vedrà.
    Se vorrò suonare, produrre e creare cose al pari di Frank Zappa o Paco de Lucia, dovrò per forza di cose tornare indietro e ricominciare magari da capo.
    Ma nel frattempo ho capito di cosa stiamo parlando e ora saprò che dovrò tornare indietro con maggior cognizione di causa.
    Se invece mi basta e soprattutto cucco un casino in spiaggia con i miei quattro accordi sulla la mia chitarra scrausa senza che la fixhett@ di turno mi giudichi in base alle mie conoscenze teoriche, beh ho sicuramente raggiunto un grande risultato.
    ma anche io ti capisco e continuo a dire che il concetto "si fanno i dischi in casa" è sbagliato e non serve ad invogliare nessuno a fare nulla. E' lo stesso concetto di pubblicità ingannevole e tendenziosa se metti John Mayer avanti ad un telefonino e gli fai dire che suonare la chitarra è facile mentre fa un riff. Il messaggio corretto è che non facile un cazzo suonare la chitarra come lui o che per lui è facile suonare la chitarra dopo 30 anni di studio.
    Quindi, neofita ma non troppo come da titolo: vuoi pariare a fare il producer per un annetto come esperimento, come status momentaneo invece del kung-fu? ok.
    Sei appassionato e affascinato davvero dal mondo dell'audio e della produzione? Devi imparare ad ascoltare il suono prima di produrre suoni. Esistono dei canoni in tutte le forme d'arte e non porta nulla di buono tutto ciò che sottende al concetto che in quanto arte può disegnare uno che non sa disegnare eccetera (edit) o cocc strunzat tipo "la regola è che non esistono regole" :D
    se vendete il database mi incazzo.

    Post was edited 1 time, last by “DBarbarulo” ().

    Magari non ve ne frega una mazza ma ho messo il laic a Pillo, Flavio e Barbarulo. Avete tutti e tre ragione da vendere. Per visioni diametralmente opposte della questione ma coincidenti sul piano della finalità. Il punto è: ma oggi chi pensa di fare "il disco in casa" che cosa vuole fare da grande?

    Se il tema del thread è generico e va bene per una sorta di pressapochismo culturale che ha investito la discografia italiana diciamo che male non fa.

    Altro è invece stabilire, partendo da queste pseudo basi, cosa significhi affrontare il discorso musica con cognizione di causa perchè proiettati in un progetto futuribile.

    Apprezzo molto il lavoro di Simonluka.

    Apprezzo però la critica di Barbarulo.

    Che è costruttiva se vogliamo, smettendo una certa ipocrisia, ammettere che i fasti del passato (ai quali tutti dovremmo tendere come base logico-ispirativa per un futuro un po' meno "smerdato" del presente attuale e non ridurci tutti a "Tiger Fregna" e "Cock Feller" e scusate la volgarità ma li trovate su iutubb) dovrebbero pesare un po' più nella valutazione di come possiamo immaginare, per noi e per le prossime generazioni, un futuro musicale plausibile.

    Si si, mi rendo conto: che cazzarola vorrà dire "plausibile"? Ma è semplice, no? Ma oltre icsfattor e le marie vere e presunte, oltre Sfandruno Ebbasta, i vocoders sibilanti, le volgarità, le canzoni medio pop-leggere, un cantautorato replicante non sdoganabile per mancanza di rappresentanza socio-politica, un indie che vuole sempre meno essere indie ma mainstream, i fenomeni da iutubb (citati in parentesi) e quindi la volgarità, la violenza, la degenerazione gratuita per alimentare eghi famelici o situazioni reddituali non adatte all'Audi da 70K etc. etc. etc., le autoproduzioni della serie "lasciatemi cantare che ce la posso fa co lo sponsor su faccialibro", insomma oltre tutto questo ditemelo voi per favore, eh? Ma un po' di buona, sana, ispirata musica c'è modo di farla e di ascoltarla oppure abbiamo deciso che questo punto di non ritorno resti tale ad libitum e ad cazzum?

    Scusate la volgarità ma era per rendere il senso dei limiti e dei paradossi entro i quali possiamo quantificare un certo scenario rispetto al quale l'apprezzabile sforzo di Simonluka (bravo, ci vuole anche questo) deve, a mio modesto avviso, fare un pelino i conti con la attuale situazione nella quale una certa ignoranza, analfabetismo funzionale, maleducazione e becero egocentrismo in stile social, vorrebbe sdoganare un modo d'intendere la musica che proprio non capisco. Anche nelle mille vie di mezzo di cui parla Pilloso fin troppo generoso verso produzioni che farebbero bene a rimanere confinate nelle mura e negli ascolti di casa.

    Altrimenti, sia chiaro, per i gggiovani vale: ahmbè, certo, lo fa lui "o posso fa pure io!".

    Allora, magari sviscerandole meglio, le cose che dice Barabarulo facciamole diventare una sorta di propedeutica alle buone intenzioni di Simonluka.

    Scusate ancora, mi avevo infervorato....
    ...Musicalmente Parlando...

    luigi864 wrote:

    Magari non ve ne frega una mazza ma ho messo il laic a Pillo, Flavio e Barbarulo.


    Si, anche io concordo sostanzialmente con tutti e tre (e con te quattro...)
    Si può fare un disco in casa?
    NI... molto dipende anche a chi è indirizzato, i fruitori finali insomma.

    Conosco abbastanza bene il mondo della musica popolare del centro/sud italia (che non è il folk, per intenderci). Le grosse produzioni solo ora si stanno affacciando su questo mondo, anche grazie alla grossa risonanza che riesce ad avere la "Notte della Taranta" (per dire la più nota).
    Ma i primi "esperimenti" di portare questa tipologia di musica in sala operatoria (gli studi pro) non hanno riscosso grosso successo. Perchè la musica popolare è ANCHE l'imprecisione, voci stiracchiate dalla fatica dei campi, l'accento sbagliato, il rumore della gente che ti sta attorno, le intonazioni non perfette degli strumenti (spesso dovuto all'uso di strumenti tradizionali).
    Le migliori produzioni, che ormai hanno già qualche decennio, sono quelle fatte per strada, o in ambienti "così così", ai fruitori poco importa.
    Per non parlare dell' "hard popolar", come scherzosamente la definisco io. Il popolare che si rifà alle origini, fatto esclusivamente con strumenti tradizionali e tramandato solo per tradizione orale, nel quale sia gli esecutori che i fruitori INNORIDISCONO se vedono in giro un solo microfono montato su asta.
    Altro genere contemporaneo in cui la produzione "pro" conta fino ad un certo punto è la trap (o simili...).
    Al fruitore poco importa se è stato registrato in cantina o in studio... è l'ultima cosa che valuta.
    Un pò come l'hip hop delle origini, o il punk ancora prima.

    E poi c'è il resto... che NON si può fare a casa! Ma come diceva il Barbarulo... dipende anche dal padrone di casa e della casa. Sono molto gli artisti di serie A che scelgono di ricreare uno studiolo a casa, qualcuno esagera (vedi casa galleggiante di David Gilmour...).

    E nel lasciarvi queste perle di saggezza ( :D :D :D ), vi invito a moderare gli animi, ho notato un pò di eccesso di fervore nel sostenere le proprie tesi, e sarebbe un peccato che sfociassero in discussioni "pericolose", tali da dover poi intervenire, e i mod non hanno molta voglia di lavorare! :rolleyes:
    Resistance... is futile. We are KORG, so you'll be synthetized!
    Allestire un home studio può avere diversi obiettivi e chiaramente diversi risultati.
    Per quanto mi riguarda è un hobby e tale resterà. La pagnotta la porto a casa con il mio lavoro (palloso :* ) di ingegnere e un po' meno palloso di docente.
    Proprio per questo ho bisogno come l'aria di questo hobby!
    Non ho nessuna velleità di successo nè di far soldi (2000 ascolti mi hanno fruttato la bellezza di 6 euro).
    Però mi va bene così. Il mio home studio è funzionale a quello che devo fare....divertirmi.
    Mi diverte la fase di scrittura della musica, del testo, l'esecuzione di tutte le parti strumentali e poi anche tutte le fasi di distribuzione e promozione.
    La soddisfazione di veder distribuito un mio brano e sapere che i miei amici e anche perfetti sconosciuti sparsi nel mondo lo ascoltino non ha prezzo per me, anche se ho un pugno di ascoltatori mensili.
    Chiaramente i miei brani avranno errori di mixing, di qualità dei suoni, ecc. ma questi sono i limiti che accetto.
    Pertanto ben venga un vademecum se il target dell'allestimento è questo ed è amatoriale.
    E del resto uno che vuole allestire qualcosa di professionale non credo che si affidi ad un forum di discussione per avere consigli, si affiderà a professionisti. Nel forum c'è un po' di tutto...chi sa e chi non sa e consiglia lo stesso.
    W la musica!
    comunque, che lo vogliate fare a casa, in giardino, in garage, in cantina, in un bagno turco ecc. Io ricevo una montagna di cose dove perfino le voci suonano male perchè un condensatore in una stanza non trattata e non abbastanza grande naturalmente prende riflessioni, stazionarie e co. e il suono è una chiavica. Chi non è abituato ad ascoltare e ha magari monitor scadenti in una stanza scadente (e non ha studiato i classici) non se ne accorge. E abbiamo una montagna di dischi in cui perfino le voci suonano male.

    edit: e naturalmente io mica lavoro solo con gente che fa le cose nei bagni turchi... il problema riguarda anche molti sedicenti studi professionali che evidentemente non sono professionali abbastanza.
    se vendete il database mi incazzo.
    Concordo pienamente con la lettura di @BjHorn, anche tempo fa in altro 3ad scrissi chiaramente che, secondo me, la discriminante principale è il genere.
    Credo che se hai un'ottima catena audio in un ambiente trattato, nulla ti vieti di produrre buone tracce per un album voce e chitarra.
    Magari hai anche del manico e sai missarle, oppure le affidi a qualcuno di più esperto, ma se hai fatto le cose a modo non credo che il M.E. le valuterà tracce pessime.
    Poi c'è la EDM dove con poche tracce di strumenti virtuali fai tutto, ed elimini alla fonte il problema della registrazione, il mix diventa più difficile, ma anche lì puoi farti aiutare, la Eilish infatti non ha missato in casa. Se ti do gli stems di un vsti dry, difficilmente potranno essere tracce pessime.
    Poi c'è il folk che dice Bj, roba che funziona meglio se fatta in modo meno sofisticato.
    Ne dico un'altra: per anni ho prodotto musical, se fai l'album tratto dallo spettacolo non sei tenuto ad avere suoni e volumi che competono coi brani commerciali, resta un prodotto di nicchia, ma assolutamente vendibile al pubblico del teatro.
    Poi ci sono i miei amici con l'album metal e come loro tanti altri.
    O magari faccio babydance e non devo certo rendere conto alle radio o alla top ten.
    Potrei continuare all'infinito. Nessuno di questi sono demo, sono lavori finiti, rispettabili.
    E credo che tutte queste varianti possano essere tutte ben suonanti, non saranno di qualità top ma non c'è nemmeno ragione di dare per scontato che siano a prescindere lavori mediocri: perché dovrebbero per forza esserlo?
    Non credo neanche occorra dire che per uno di questi lavori fatti a modo ne esistano altri 99 pessimi, è chiaro che sia così, è ovvio e noto a tutti, chi ha mai detto che un lavoro riesce sempre? Chi ha mai detto che sia facile?
    E chi ha detto che puoi farli senza conoscere l'armonia o le basi? Chiaro che lo studio è fontamentale, così come serve avere le dita, occorre forse specificarlo?
    Quindi tornando a noi, è così corretto dire a prescindere che non si può registrare un disco in casa? Boh, ragioniamoci, e non pensiamo sempre a Billboard, perché sappiamo benissimo, soprattutto se lavoriamo nel settore, che esistono tante forme musicali e ambiti in cui un prodotto professionale può anche avere un percorso atipico, e se viviamo nel presente, e se sappiamo guardare avanti, sappiamo che la tendenza sarà sempre più spostare una parte di lavoro in un piccolo studio, che non deve per forza essere una squallida cameretta ma può anche essere una regia fatta a modo.
    Io lascerei sempre una porticina aperta e una speranza a chi inizia, il resto sono preconcetti che limitano solo chi li prende per dogmi.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.

    Post was edited 1 time, last by “Pilloso” ().

    Buongiorno bimbi, è sempre un piacere per me leggere i diversi punti di vista. Insomma, il forum serve anche a questo!
    Non c'è bisogno di litigare per sostenere le proprie idee (non che qui stia capitando, ma non potendosi guardare negli occhi e leggendo solo quanto viene scritto, il pericolo che una frase o un modo di porsi possa essere frainteso, è sempre dietro l'angolo).
    Io adoro questo forum (purtroppo alcune faccende private mi hanno impedito di essere attivo per un bel po' di tempo, ma conto di tornare operativo).
    Qui, come già scritto in precedenza, ho imparato parecchie cose e conosciuto persone fantastiche. E cosa rimarrebbe nella vita se togliessimo la condivisione delle proprie passioni e la conoscenza di brave persone? Molto poco direi.
    Ovviamente (ed è sacrosanto) ognuno ha la sua da dire ed il suo modo di valutare fatti e situazioni. E se lo fa con pacatezza e (magari) con cognizione di causa, è sempre il benvenuto, almeno per quanto mi riguarda.
    La mia idea iniziale, era quella di creare una sorta di "linea guida generale" per chi si sta appassionando a questo mondo, in cui possa trovare risposte alle domande che, altrimenti, verrebbero riproposte ogni tre post da ogni nuovo utente.
    E capisco pure che i più veterani, leggendo sempre le stesse domande, si rompano le palle a dover ripetere sempre le stesse cose. Lasciando, di conseguenza, il richiedente senza risposta. E quando uno chiede aiuto e non ottiene risposta, che fa? Se ne va. Ed è un peccato, perché questa è una bella comunità dove, ancora oggi, anche io trovo risposte a molti quesiti.

    Per questo, al di là delle proprie convinzioni, chiederei a tutti un piccolo sforzo per contribuire alla stesura di alcuni punti chiave, al di là dell'aspetto filosofico della questione; restando, cioè, con i piedi per terra e concentrandosi su quella che è la realtà nel 99% dei casi, anziché spendere tre pagine di post concentrandosi su quell'1% che, oltre a non essere d'aiuto a chi ha già tanta confusione in testa in quanto neofita, potrebbe addirittura creare false aspettative.
    ATTENZIONE: con questo non voglio assolutamente cazziare o accusare nessuno, ci mancherebbe.
    Vorrei solo che si comprendesse la "ratio" di questo 3D, in modo che che ognuno di noi possa dare il proprio contributo in modo costruttivo e realista.

    In ogni ambito, in ogni professione, in ogni "hobby", ci sono i fuoriclasse, così come persone scarse, persone mediocri, persone bravine. Ma non possiamo instillare la convinzione che questo sia sufficiente per realizzare qualcosa di vincente, perché sarebbe, secondo il mio punto di vista, fuorviante e diseducativo.

    Porto un esempio che potrebbe sembrare poco attinente, ma che secondo me potrebbe rendere l'idea:
    Mio figlio sta frequentando il primo anno di ITIS e, modestia a parte, devo ammettere che è veramente molto bravo.
    Tuttavia, ogni sacrosanto giorno, gli rompo le palle e gli dico di strudiare, studiare, studiare. Perché non si può prescindere da questo, pur essendo geniali di natura. Fosse non altro perché, in futuro, non potrebbe accedere a determinati contesti lavorativi senza avere il titolo.
    Con questo non voglio dire che il famoso "pezzo di carta" sia più importante delle reali capacità. Ma di fatto è così, almeno inizialmente, nella fase di "accesso".
    O, quantomeno, è necessario per avere la possibilità di dimostrare, poi sul campo, le tue reali capacità. Altrimenti manco ti cacano.
    E per "pezzo di carta", non intendo solo il diplomino del corso X o della scuola Y, ma quell'insieme di percorsi che, alla fine, ti danno il famoso "know how" documentato per poter operare con cognizione di causa e non solo per sentito dire.
    Quindi è inutile concentrarsi su Einstein che, pur essendo un misero dipendente dell'ufficio del registro, ha scritto la legge sulla relatività. Ritengo molto più costruttivo ed educativo, portare l'esempio di Stephen Hawking che, sebbene abbia passato cinquant'anni su una sedia a rotelle, ha continuato a porsi domande, ad essere curioso e a... Studiare!

    Non amo il calcio (anzi, a dirla tutta, mi fa proprio schifo... Lo so, sono un tipo "strano"), ma una cosa che mi ha colpito parlando con alcuni appassionati, è la differenza tra Maradona e Ronaldo: Il primo, forte del suo talento innato, si permetteva di non andare agli allenamenti, convinto del fatto che, una volta in campo, avrebbe fatto comunque la differenza. E si vede come è andata a finire.
    Ronaldo, dal canto suo, è un disciplinato cronico, si allena ogni sacrosanto giorno, mangia noccioline e non beve mezza birra neanche al compleanno della moglie. E si vedono i risultati.

    In ultima, vorrei fare una considerazione (perdonatemi per questa filippica, ma mi piace scrivere :D :( Questo è un forum di recording e non di "creatività".
    Quindi, a meno che non si voglia aprire una sezione apposita in cui ci si possa confrontare su questo aspetto (per esempio su come si inizi a creare una propria canzone, da cosa si venga ispirati, ecc.), resterei sul piano tecnico.
    Penso, infatti, che possa tornare più utile spiegare come collegare la scheda audio al computer per registrare la chitarra e come posizionare i microfoni, piuttosto che pensare a come trovare la formula giusta per svoltare nel mondo dello spettacolo. Perché per il primo caso la risposta c'è, per il secondo no e magari neanche interessa a chi non ha ancora capito se sia meglio acquistare un Mac o un pc, se sia meglio ProTools o Cubase.

    Conto sulla collaborazione di tutti. Dai che siamo un bel gruppo!
    Buona musica.

    Post was edited 2 times, last by “simonluka” ().

    simonluka wrote:

    Questo è un forum di recording e non di "creatività".
    Quindi, a meno che non si voglia aprire una sezione apposita in cui ci si possa confrontare su questo aspetto (per esempio su come si inizi a creare una propria canzone, da cosa si venga ispirati, ecc.), resterei sul piano tecnico.

    Applausi.
    Anche perché ogni volta che si parla di una questione tecnica, trovare sempre il ragionamento interrotto da qualcuno che tira fuori "e allora l'armonia? E l'ispirazione? E i marò?" non aiuta a venire a capo del concetto e non serve a niente, solo divagazioni per allontanarsi dal tema.
    Tutto il resto sacrosanto, e nobilissimo l'intento del tuo vademecum, che ritengo corretto e utile.
    Io lo studio lo do per scontato, se occorre puntualizzarlo su ogni post, forse siamo noi i primi ad avere dubbi che serva.
    Credo che anche i ragazzini lo sappiano, e credo che sappiano anche che se non hai una bella idea puoi suonare bene quanto ti pare.
    Scriverlo, per dirlo a chi non l'avesse già capito, lo vedrei un po' inutile, perché se uno non ci arriva da solo, non abbiamo speranza di farglielo intendere nemmeno con la terapia d'urto.
    Per cui anche io resterei sul sodo, perché non è possibile ogni volta partire da un microfono e ritrovarsi a parlare di filosofia o del decadimento di un mercato discografico ormai sull'orlo del baratro.
    Allora tanto vale ricordarci ogni giorno che prima o poi dobbiamo morire e che ogni nostro sforzo sarà vano, nella tomba non ci portiamo gli outboard, più che altro perché la bara non ha le barre rack.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.

    Vademecum per i neofiti (e non solo)

    Pilloso scusami, ma non credo abbiate chiaro a chi vi state rivolgendo tentando di essere di supporto.

    Non è filosofia e nemmeno un decadimento di mercato che possa preoccuparci più di tanto.

    Quanto invece le premesse mancanti per cui ciò che auspichiamo, esser di supporto, non sia accompagnato da altre necessarie premesse.

    Poi fate come ritenete più opportuno. Ci mancherebbe.

    Il lavoro di Simonluka è per me apprezzabile e lo ripeto per evitare fraintendimenti.

    La tecnica è importante quanto il corollario delle azioni necessarie a che una produzione si possa definire tale. Anche in ambito home recording proletario.
    ...Musicalmente Parlando...

    simonluka wrote:


    In ultima, vorrei fare una considerazione (perdonatemi per questa filippica, ma mi piace scrivere :D :( Questo è un forum di recording e non di "creatività".
    Quindi, a meno che non si voglia aprire una sezione apposita in cui ci si possa confrontare su questo aspetto (per esempio su come si inizi a creare una propria canzone, da cosa si venga ispirati, ecc.), resterei sul piano tecnico.
    Penso, infatti, che possa tornare più utile spiegare come collegare la scheda audio al computer per registrare la chitarra e come posizionare i microfoni, piuttosto che pensare a come trovare la formula giusta per svoltare nel mondo dello spettacolo. Perché per il primo caso la risposta c'è, per il secondo no e magari neanche interessa a chi non ha ancora capito se sia meglio acquistare un Mac o un pc, se sia meglio ProTools o Cubase.

    Conto sulla collaborazione di tutti. Dai che siamo un bel gruppo!
    Buona musica.


    Mi sento chiamato in causa visto che sono stato io a tirare fuori il discorso sulla creatività, ma si era già ot, e si parlava di successiva pulizia dei post, pertanto ritenevo la mia divagazione innocua oltre che pertinente
    Ad ogni modo accolgo volentieri l'invito a concentrarsi sul lato tecnico e ne comprendo le motivazioni. E mi congratulo vol bel lavoro che stai facendo con il tuo vademecum, è una bellissima idea.

    A pilloso invece le divagazioni (e non solo le mie) non sono proprio piaciute, almeno così sembra... Ma potrei anche avere frainteso.
    Solo che quando leggo un post come l'ultimo, a me passa la voglia di provare a intervenire in una discussione... E credo che ad altri succeda lo stesso
    Non so Luigi, a chi ci rivolgiamo?
    Io quando sono arrivato sul forum avevo già studiato composizione a conservatorio e suonavo 3 strumenti, sono venuto qui per la tecnica di registrazione e attrezzature varie.
    Il problema è il ragazzino che crede di fare il botto con Fruity Loops? Davvero? E sarebbe un problema per chi? E cosa cambia dirgli che deve studiare? Serve farlo?
    Se non lo capisce da solo è uno che non ha comunque speranze, siamo tenuti noi a cambiare il corso della sua vita?
    Abbiamo paura che immetta in circolo tracce con l'audio pessimo che frantumeranno le nostre orecchie e finiranno di distruggere la cultura dell'audio?
    Non so, non capisco le preoccupazioni almeno, l'unica mia preoccupazione è che qualcuno leggendo "non puoi farlo" si scoraggi per sempre, quando invece anche il solo fatto di aspirare al livello dei big potrebbe avvicinarlo a un bel mondo e fargli produrre, negli anni, cose discrete.
    Per il resto vedo che qualcuno sul decadimento del mercato ci ha ormai fatto un mantra, ma ricordo per l'ennesima volta che questo forum si chiama Home Studio Italia, e tutta questa paura di non spremere un professionista da ogni utente, io non la comprendo.
    Anzi credo che chi entra e legge il nome del forum, abbia chiaro il target a cui si rivolge meglio di chi sta dentro da anni, forse siamo noi che l'abbiamo dimenticato.
    O addirittura, la butto là: chi si lamenta che gli home studio minano la qualità dell'audio, forse sta sul forum sbagliato, così a intuito eh...
    Vogliamo fare cultura dell'audio?
    Va bene, apriamo un 3ad a tema, ma smettiamo di interrompere altre discussioni tirando in ballo idee, creatività, armonia, impengo, aaaaah, l'impegno e la costanza! Non si può finire un discorso senza ricordarle! Di questo passo ci dovremo anche ricordare di respirare, se no si soffoca eh! :D
    Siamo tutti sulla stessa Bark.

    Post was edited 1 time, last by “Pilloso” ().