Commenti al vademecum

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    Manuel, temo che gli appunti tecnici fatti dal tuo amico producer siano fondati.
    Ora, nel caso di questo brano, ci sono certamente una serie di concause che conducono a questi pesanti squilibri di prospettiva e di cose che però sono facilmente rilevabili con una cuffia da 150 euro. Quindi se la tua prospettiva è fatta col bassista seduto in braccio all'ascoltatore, il tastierista seduto sulle spalle, la cantante a 4 metri e il batterista fuori al balcone, sicuramente si tratta del non aver studiato i classici latini e greci prima ancora della situazione di ascolto poichè ripeto con un paio di cuffie di 100 euro appare tutto molto evidentemente.
    se vendete il database mi incazzo.
    edit:
    nel mio specifico caso come ascoltatore ho maturato una totale capacità di astrazione dai contenuti.
    Quindi ho sentito del lavoro di Manuel solo le posizioni delle cose ma non ho la più pallida idea ad esempio della parte musicale o del contenuto testuale ecc.
    E' una domanda che non mi sono posto proprio poichè il cervello a me si spegne molto prima di altri.
    Questa è una questione soggettiva e cioè quanto la presentazione professionale o meno sia un filtro al fine di prestare attenzione ai contenuti. Io sono dell'idea che l'apparenza è parte della sostanza e naturalmente siamo già nel campo della filosofia.
    Filosofia per filosofia il lavoro di Manuel per me esemplifica chiaramente gli argomenti di cui ho parlato in queste pagine o cioè che spesso anche community come questa non riescono ad aiutare un membro a capire degli elementi base prima di far arrivare i lavori su Spotify a fare cluttering.
    Io direi di rifletterci.
    se vendete il database mi incazzo.

    DBarbarulo wrote:


    Filosofia per filosofia il lavoro di Manuel per me esemplifica chiaramente gli argomenti di cui ho parlato in queste pagine o cioè che spesso anche community come questa non riescono ad aiutare un membro a capire degli elementi base prima di far arrivare i lavori su Spotify a fare cluttering.


    Vero. Ma con il tuo intervento su tutti lo stai sicuramente aiutando :thumbup:
    Credo che ora gli sia chiarissimo che prima di pubblicare di nuovo qualcosa deve tornare indietro e riprendere dalle basi.
    Almeno spero... :thumbsup:
    per me è un indizio utile se ci poniamo il problema di cosa fare per i neofiti ma non troppo.
    Mi chiedo cosa possiamo fare per rendere questo argomento più visibile invece di lasciarlo perdere tra le menate delle daw e dei plugin. Ultimamente anche l'atro 3ad dell' "album" poteva condurre allo stesso ragionamento.
    se vendete il database mi incazzo.
    In qualsiasi settore e ambito, è sempre fondamentale essere molto autocritici, ma anche accettare le critiche altrui e lavorarci su.
    Per la mia modesta esperienza però (cantanti, attori e altro) questa capacità o ce l'hai innata, o è difficile impararla.
    Chiamiamola umiltà.
    Ho perso il conto degli pseudo-cantanti che ai concorsi "no, non è vero, io non stono", e invece guarda un po'...
    O di quelli che sì, sottopongono i loro lavori al giudizio degli altri, ma poi ci restano male a ogni appunto, la prendono sul personale, si offendono.
    A parole concordano tutti sul fatto che si cresce con le critiche, nei fatti vedi proprio un muro di separazione tra chi lo capisce davvero e chi no.
    E poveri loro, perché non accettando osservazioni si condannano da soli a non migliorare, sono gli unici artefici della propria rovina.
    Quindi sì, il concetto è sacro e può essere anche stampato su un'insegna luminosa, ma probabilmente non sortirebbe alcun effetto.
    Passatemi il paragone: tristemente la presunzione è come essere innamorate di un uomo violento, puoi dirgli mille volte di lasciarlo, ma è inutile.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.
    Dunque arrivare a quel brano nella veste per me definitiva ha richiesto mesi di lavoro e non fa piacere leggere alcuni commenti.
    Sono partito da un foglio bianco su cui ho scritto la musica di tutte le parti, poi mi sono suonato tutti gli strumenti uno per volta (chitarre, ukulele, basso, tastiera, ecc.) poi mi sono inventato un testo e per arrivare a farlo cantare ho dovuto scrivere su spartito nota per nota (così funziona il plug in che uso per il cantato, associa le note ai fonemi). Tutte le parti, particciole, ecc hanno occupato circa 20 tracce della daw che ho raggruppato in bus. A quasi ogni traccia ho applicato qualcosa per farla suonare meglio (equalizzazione, compressione, un plugin nectar 3 per la voce, ecc.).
    Infine è toccato al famigerato mix che ho condotto principalmente in cuffia. Per il master ho utilizzato il plug in AI master per dynamic range, spectral balance, stereo field.
    Ho provato il risultato su un paio di dispositivi e mi pareva decente.
    Ieri vengo massacrato dal producer e da voi.
    Dopo lo sconforto iniziale, ieri sera ho provato ad ascoltare il brano da spotify su altri dispositivi finchè ad un certo punto lo faccio andare sull'home theater con 2 casse e sub (regolato come ascolto di solito i film quindi poco).
    Risultato: una porcheria. Bassi pesanti che pervadono tutto, batteria si sente poco...ecc.
    Sono molto triste e anche arrabbiato.
    E' stato davvero un lavoro immane e sono affezionato a questo brano ma se fuori dalla daw si sente come l'ho sentito ieri sull'home theater... ;(
    Capisco manuel, non è mai bello sentire di non convincere qualcuno, dopo tanta fatica.
    Io personalmente però trovo un sottile piacere nel sentirmi "punire" da chi mi ascolta, perchè quando le mie casse o le mie orecchie non bastano più, chi mi indica quello che non posso sentire da solo, mi fa un grandissimo favore.
    Potremo comprare le casse che vogliamo ma non possiamo comprare le orecchie degli altri, salvo pagando il tempo di un professionista, quindi davvero mi sono sempre soffermato sui consigli, anche spiacevoli, a pensarci e ripensarci, specie quando non ero convinto della critica, ma ho sempre pensato che se non avevano motivi di farmela per antipatia, e non ne avevano, doveva esserci un motivo vero, e dovevo lavorarci su.
    E il motivo veniva fuori, sempre! Ed era una bella cosa, e lo è ancora eh, perché mica ho risolto tutto :)

    Se posso permettermi, nel tuo caso evidentemente gli ascolti o la stanza ti hanno tradito.
    Se nell'hi-fi il difetto lo senti, le orecchie le hai, devi tararle anche sulle casse che usi per i mix.
    Scendendo nel dettaglio, ho trovato che anche nell'arrangiamento ci sia ancora da fare, gli accordi-arpeggini sul piano digitale li trovo un po' troppo "da base midi", e la batteria ha un inciampo con quel controtempo a fine battuta che sicuramente è voluto, ma stona con il resto della ritmica e sembra un errore.
    Insomma anche in progettazione io rivedrei qualcosa, non mi ha trasmesso l'idea di un arrangiamento a lungo curato.
    Prendilo come il mio tentativo di esserti utile, spero davvero lo sia.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.

    Post was edited 1 time, last by “Pilloso” ().

    Manuel, se in cuffia non senti le prospettive sbagliate hai qualcosa che non va nel sistema, o le cuffie rotte ecc. Non si tratta di sfumature alza 1 dB abbassa 1 dB e quindi possiamo parlare di raffinatezza degli ascolti ma sono metri di posizionamento quindi cerca di indagare se è vero che in cuffia non lo senti e sull' HT si. Io non credo, nel senso che lo senti anche in cuffia, ma se non è così indaga che hai qualcosa di rotto, routing ameno ecc che ti sballa l'ascolto.
    se vendete il database mi incazzo.
    Manuel, è successa a me la stessa cosa quando ho pubblicato qui un paio di demo, ho sentito gli errori solo dopo che alcuni utenti mi hanno fatto notare alcuni problemi, che ho risolto subito dopo perciò un ascolto esterno critico è sempre utile.
    Questi errori io in genere non li faccio, sono molto tarato, però un paio di anni fa ho pubblicato qui un brano con le alte decisamente troppo chiuse, e se non fosse stato per Pape non me ne sarei accorto.
    Lavoro frettoloso, non l'avevo neanche confrontato con pezzi commerciali perché doveva essere una sorpresa per una persona, ma soprattutto avevo appena cambiato le casse in studio tornando alle mie amate NS10, più brillanti di tante altre, lo scambio improvviso mi ha fregato, comunque un errore da dilettante.
    Dopo qualche settimana però mi sono ri-tarato e anche questa esperienza mi ha insegnato a non sopravvalutare il mio orecchio :)
    Siamo tutti sulla stessa Bark.
    la cosa strana (e forse neanche tanto) è che quando faccio lavori per altri non commetto questi errori, come se avessi un orecchio molto più critico. per i miei progetti ho avuto questa mancanza di capacità di ascolto come se nella mia testa il brano dovesse suonare in quel modo, salvo poi correggere dopo le critiche e in assoluto accordo
    Le critiche quando sono dettagliate e precise come ad esempio quelle di Pilloso sono ben accettate, aiutano a migliorare. Di questo non ho dubbi.

    @pilloso. Hai ragione riguardo l'arrangiamento. Un mese e mezzo fa era ancora peggiore ed è stato criticato. Ho seguito alcuni consigli ed ora è un pelo migliore ma concordo che manca di mordente e tutto suona un po' ripetitivo...non è bastato aggiungere un paio di fill :) . E' la prima volta che mi cimento su qualcosa articolato con batteria, voce, ecc. e ho scoperto a mie spese che è molto difficile...meglio così è uno stimolo per imparare e migliorarsi grazie anche ai vostri preziosi consigli!

    Per quanto riguarda l'ascolto confermo che quello che sento con HT è diverso da quello che sento in cuffia
    Io sono un fan del ripetitivo, non credo che il problema sia quello, Alan Parsons ci ha fatto una carriera.
    Però il ripetitivo deve essere un incastro perfetto, Parsons era un maestro degli arrangiamenti (o chi per lui).
    Gli strumenti devono comporre un tessuto, con trame che si alternano, non semplicemente suonare assieme gli stessi accordi.
    Questo approccio aiuta anche mix e volumi finali, se c'è alternanza invece di sovrapposizione, i vuoti si colmano, i pieni si evitano, tutto trova un suo spazio e non bisogna fare acrobazie tra equalizzazione o altro, chiedendosi perchè uno strumento prima è alto e poi diventa basso, altrimenti si smanetta di volumi ed eq in eterno senza trovare una quadra.
    Chiediti sempre cosa potrebbe fermarsi mentre il resto suona, e cosa potrebbe suonare quando altro si ferma.
    Intendo all'interno di ogni singola battuta, per formare un giusto intreccio già dentro la singola ripetizione, questione di note quindi, e non tanto di struttura del brano, dove è più facile lasciarsi guidare dal buon senso e aggiungere qualcosa ai ritornelli.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.
    Non ti abbattere Manuel :thumbup:
    Per crescere e migliorare, in qualsiasi ambito, è necessario cercare cosa non va bene, cosa sbagliamo in quello che facciamo.
    E chiedere a tale riguardo fino all'esasperazione spingendo l'interlocutore ad entrare nel massimo dettaglio.
    La vera gratificazione è la consapevolezza di aver così supero quelli che ieri erano dei limiti.
    E non quello di ricevere complimenti approssimativi, che è l'ultima cosa che dobbiamo cercare se non altro perché sono solo una perdita di tempo.
    Se l'approccio è questo i complimenti arriveranno di conseguenza.

    Come vedi hai già rilevato con le tue orecchie cose che fino a ieri ti sembravano a posto. E questa è già crescita.
    Ed è quello che conta veramente. :thumbup:
    Ci vorrebbe un bravo arrangiatore per scrivere un vademecum sull'argomento, ma sarebbe bello.
    Io ho studiato composizione ma arrangiare musica commerciale è un'altra cosa, l'ho imparato strada facendo, producendo tante cose di genere diverso, e ascoltando molto i lavori degli altri, in modo analitico, ma la mia esperienza non basterebbe a scrivere una guida ordinata e completa, e poi salvo alcune regole di base sempre buone, è anche una cosa che si declina in mille modi, a seconda del genere e della sensibilità personale, sarebbe come un vademecum per la pittura, difficile senza mettere mano ai pennelli.
    Siamo tutti sulla stessa Bark.

    Pilloso wrote:

    In qualsiasi settore e ambito, è sempre fondamentale essere molto autocritici, ma anche accettare le critiche altrui e lavorarci su.
    Per la mia modesta esperienza però (cantanti, attori e altro) questa capacità o ce l'hai innata, o è difficile impararla.
    Chiamiamola umiltà.
    Ho perso il conto degli pseudo-cantanti che ai concorsi "no, non è vero, io non stono", e invece guarda un po'...
    O di quelli che sì, sottopongono i loro lavori al giudizio degli altri, ma poi ci restano male a ogni appunto, la prendono sul personale, si offendono.
    A parole concordano tutti sul fatto che si cresce con le critiche, nei fatti vedi proprio un muro di separazione tra chi lo capisce davvero e chi no.
    E poveri loro, perché non accettando osservazioni si condannano da soli a non migliorare, sono gli unici artefici della propria rovina.
    Quindi sì, il concetto è sacro e può essere anche stampato su un'insegna luminosa, ma probabilmente non sortirebbe alcun effetto.
    Passatemi il paragone: tristemente la presunzione è come essere innamorate di un uomo violento, puoi dirgli mille volte di lasciarlo, ma è inutile.



    Sono d’accordo.
    Però, se da un lato servirebbe una buona dose di umiltà nell’accettare la critica, dall’altra bisognerebbe sempre ricordare la motivazione per la quale qualcuno sottopone una propria creazione all’ascolto ed al giudizio altrui qui.

    Cerco di spiegarmi meglio: Mi pare che siamo tutti d’accordo sul fatto che questo sia un forum di (più o meno) appassionati di home-recording e NON di critici musicali.
    A maggior ragione per il fatto che è frequentato anche da professionisti molto in gamba, personalmente considererei questi “appunti” in modo assolutamente costruttivo, a patto che si riferiscano all’aspetto “tecnico”, all’approccio alla registrazione, al mix e, al limite, all’arrangiamento (che ti conduce ad un mix ben suonante o meno). Insomma all’oggetto vero e proprio del forum stesso.

    Purtroppo, in passato, ho assistito (e, in alcuni casi, ho pure vissuto personalmente) ad inutili e sterili “attacchi” su aspetti che con tutto questo non c’entrano una ceppa, tipo. “Il brano fa cacare”, “il testo è vergognoso”, ecc.. Tra l’altro avanzati da soggetti che non hanno mai fatto sentire alcunché di proprio.
    E quelle sì che, per quanto si possa essere umili di natura, potrebbero risultare cose antipatiche, se non offensive.

    Diciamocela tutta, è uno dei motivi per cui tanti iscritti (anche gente in gamba, che poteva essere un valore aggiunto per il forum) hanno deciso di darsela a gambe levate.

    Provate a chiedere a chi lo fa “per mestiere”, se si è mai permesso di criticare un brano che gli è stato consegnato per il mix e/o il mastering… Avrebbe finito di lavorare dopo due giorni.
    Anche @DBarbarulo (che considero un grande professionista) lo ha detto: quando gli viene sottoposto un lavoro, si estranea completamente dall’aspetto “musicale”, concentrandosi su quello tecnico. Ed è così che dovrebbe essere.
    Non penso che tratterebbe i Led Zeppelin e Gigi D’Alessio in modo tanto diverso, solo perché i primi gli piacciono ed il secondo no.

    In definitiva, se uno vuole fare una canzone con il fischietto e le scoregge, saranno pure c..zi suoi. E si aspetta che qui gli vengano eventualmente segnalate le problematiche sulla compressione usata o sul microfono adatto per prendere anche il sibilo post-peto. Non altro.
    Pertanto mi sento di incoraggiare a fare tesoro delle critiche in questo senso. Ma anche di dare l’altolà a chiunque abbia un improvviso orgasmo cerebrale e creda di poter usare il forum per sfogare i propri complessi di inferiorità.

    Scusate se sono stato un po’ caustico.

    Post was edited 1 time, last by “simonluka” ().

    Aggiungo un piccolo consiglio per Manuel e che forse può essere inserito nel vademecum.

    L'orecchio si abitua a quello che sentiamo, troppi bassi, troppi alti così come qualsiasi tipo di sbilanciamento nel mix viene in qualche modo 'assorbito' nell'ascolto fintanto che lo stesso non si abitua, si perfeziona e si affina. Credo sia più una caratteristica del cervello che dell'orecchio, ma tant'è.
    Un semplice trucchetto molto usato è quello di fermarsi un attimo ogni tanto durante il mix ed ascoltare un nostro brano di riferimento. Che sia ovviamente di livello tecnico e che rispecchi quello a cui ambiremmo.
    A quel punto l'orecchio/cervello si ripiglia e il confronto con il nostro brano ci può dare le indicazioni che si ci stavamo perdendo.