Slate VMS vs real mics

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      Ciao,
      scusate se posso sembrare provocatorio ma la domanda mi esce spontanea: quanti di voi hanno DAVVERO sentito un U47, C12, U67 ?

      Perché stanno uscendo argomentazioni imbarazzanti in questo thread..

      Ciao,
      Mauro
      P.S: La domanda è seria.
      "qualsiasi cosa tu faccia...falla con stile" by F. Mercury

      It's not about the equipment, but about what you do with it.

      menestrello ha scritto:

      scusate se posso sembrare provocatorio ma la domanda mi esce spontanea: quanti di voi hanno DAVVERO sentito un U47, C12, U67 ?


      Purtroppo io, come accennato ad inizio thread, non faccio proprio testo perché non registro quasi più voci da oltre 10 anni, ma precedentemente ho lavorato con alcuni mic "buoni" e tra questi c'erano Telefunken e Neumann di fascia alta.
      Ad ogni modo, come hai sottolineato tu, conoscere DAVVERO un mic è un'altra cosa, e io oggi forse non distinguerei un Rode NT1-A da un U47.
      Ma il mio post iniziale non era chiarissimo e forse ha generato incomprensioni. (anche se poi di risposte valide ne ho avute)
      Quindi ci riprovo, ampliando il discorso. :)
      Diamo per assodato che:
      1) Le orecchie sono le orecchie e l'esperienza è l'esperienza e nessuno potrai mai sostituirla
      2) Che un mixer o un microfono da "soli" non fanno le hit mondiali
      3) Che l'hardware di razza è l'hardware di razza e tutto il resto è inutile a confronto (o più o meno è quello che si evince leggendo su questo forum)
      4) Che l'hardware "nuovo" non è costruito ad arte come quello degli anni 70/80 e oggi anche Neve e SSL sfornano robaccia commerciale, quindi figuriamoci Slate Digital.

      La domanda è: HA UN SENSO questo VMS di Slate?
      Credo sia abbastanza ovvio (anche senza averlo mai ascoltato) aspettarsi dei risultati "inferiori" o "parecchio inferiori" rispetto ai prodotti emulati, ma questo non cambia il senso del discorso.
      Ha un senso? Può essere una strada valida, una tecnologia che ha un futuro, secondo voi?
      Se con 1300 euro ho un risultato Buono/discreto (al di là della mera emulazione) con la possibilità di cambiare il "colore" (e quindi il modello) del mic in maniera "convincente", può essere una cosa buona o no?
      E la domanda non è retorica.
      La cosa mi incuriosisce, soprattutto perché è una strada nuova.

      Magari è solo "fumo" commerciale, probabile, ma se leggo i post di 15 anni fa sui vari forum c'era gente che GIURAVA che i plug non sarebbero MAI arrivati a suonare come l'hardware.
      Oggi con Nebula, in parecchi dicono di non riuscire a sentire la differenza (con gli EQ) o cmq di essere MOLTO VICINI al suono della macchina originale: questo spendendo nemmeno 200 euro (tra software e librerie) che sono ben lontani dai 2000/3000 euro dell'hardware.

      Ad ogni modo, ripeto, la mia è solo mera curiosità.
      Non credo che acquisterò mai il VMS. :)

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “spanck” ().

      Nell'ultimo post mi riferivo più all'aspetto "tecnologico" del plug, all'idea in sé. (Difatti ho anche scritto "al di là della mera emulazione")
      Ossia la possibilità di avere un parco microfoni "virtuale" possedendo un solo mic: sarei curioso di capire o almeno provare a capire se può essere una novità valida o un trovata unicamente commerciale che morirà tra 2-3 anni.
      In generale mi sembra che ci sia parecchio scetticismo o che l'idea non convinca a fondo... (non solo qui sul forum)
      Infatti, per me è la seconda che hai detto.
      Una trovata che non è destinata ad un grande futuro.
      Una cosa è un plugin come eq e comp, che ha un lavoro più semplice (si fa per dire): ricevere un segnale in ingresso e trasformarlo.
      Ma qui il limite sta nella capsula, un componente fisico che deve catturare un segnale dall'aria, mica roba da poco...
      E ciascuno lo fa con caratteristiche fisiche uniche, tanto che nemmeno gli stessi produttori top oggi riescono a fare un mic che suona come lo stesso loro prodotto di 40 anni fa. Ed è tutto un dire.
      E come gioco secondo me costa troppo, conta che degli oltre 1000 euro la metà se ne vanno in blocco di alimentazione, cavi ed accessori vari, e software.
      Cosa resta? Una capsuala, che è quella che dovrebbe contare, che equivale probabilmente a quelle che trovi sui microfoni da 500 euro.
      Microfoni che possono imitare il colore di altri più costosi ma non le altre caratteristiche, e torno a chiedere: cosa ce ne facciamo del colore?
      Chi ascolterà i nostri brani apprezzerà il colore di un mic famoso imitato approssimativamente?
      Io preferirei andare sul sicuro con un mic che vale tutti quei 1000 euro, che ha componentistica più raffinata, meno buchi in frequenza e che regge meglio ritocchi di eq, e magari un carattere veramente suo.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Ha più senso a tal proposito il Blue Bottle dove puoi sostituire la capsula con altre che mirano ad imitare sempre i suoni storici.
      E almeno parliamo di capsule vere, è più credibile che il modo in cui catturano il segnale cambi veramente, tuttavia anche in questo caso le imitazioni sono sommarie, ed è roba che costa tanto!
      Alla fine uno fa prima a portarsi a casa un buon vintage e farlo revisionare, piuttosto che avere per prezzo pari o perfino superiore, qualcosa che resta un ibrido.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.